Opus 102

Dmitrij Dmitrievič Šostakovič (1905 - 1976): Concerto n. 2 in fa maggiore per pianoforte e orchestra op. 102 (1957). New York Philharmonic Orchestra; Leonard Bernstein, solista e direttore. Registrazione del 1958.

  1. Allegro
  2. Andante
  3. Allegro

DDS

17 pensieri riguardo “Opus 102

  1. Buongiorno, caro Claudio, grazie mille per aver portato questo meraviglioso concerto, davvero un’interpretazione eccezionale ☺️

    Questo lavoro fu scritto da Shostakovich per il 19° compleanno del figlio Maxim, il quale lo eseguì in prima assoluta il 10 maggio 1957 durante il suo concerto di diploma per il completamento degli studi pre-conservatorio alla Scuola Centrale di Musica del Conservatorio di Mosca.

    Molto simile al Concertino per due pianoforti del compositore, entrambi furono scritti per essere destinati ai giovani pianisti in via di formazione. La composizione è strutturata in tre movimenti, con il secondo suonato in modo attaccato, con passaggio diretto al terzo.

    Il primo movimento – Allegro – è in forma sonata e inizia con un tema dapprima esposto dal fagotto, subito accompagnato dai clarinetti e dagli oboi. Il pianoforte risponde con un proprio tema, esposto in note singole in entrambe le mani a distanza di un’ottava e sviluppato similmente a una marcia. Questo “botta e risposta” ricorda l’apertura del Concerto n° 3 per pianoforte e orchestra di Rachmaninov.

    Si può anche notare l’aggiunta di un motivo simile al canto marinaresco britannico What shall we do with the drunken sailor?, ma non si sa se il compositore fosse al corrente di questa similitudine, ma certamente conosceva varie canzoni popolari di tutto il mondo e, nel 1943, aveva arrangiato alcuni canti popolari britannici e americani.

    Al pianoforte, è affidato anche un secondo tema – in Re minore – con unisoni a due ottave di distanza, il quale scompare gradualmente, accennando malinconicamente i ritmi originali di marcia.

    Una brusca esplosione orchestrale introduce un tumultuoso e grave salto di ottave sul pianoforte, mentre l’orchestra suona una variazione sulla melodia originale in fortissimo. Segue un motivo in terzine del pianoforte che introduce il vecchio tema in Re minore (ora trasposto in Si bemolle maggiore) in un crescendo graduale fino a un brillante tutti.

    Al culmine, il pianoforte esegue un assolo contrappuntistico e, dopo un breve fugato, l’orchestra riprende la melodia nei fiati acuti, elaborandola, mentre il pianoforte esegue scale e tremoli, i quali sfociano in linee accordali e ottave, mentre il tema iniziale ritorna per concludere il movimento.

    Il secondo movimento – Andante – presenta due temi in forma di variazione. L’introduzione è affidata agli archi, i quali iniziano con una dolce melodia in forma di sarabanda in Do minore, prima che entri in scena il pianoforte con un tema terzinato in Do maggiore, ancora una volta una parodia di Rachmaninov, specificamente il movimento lento del suo Concerto n° 2 per pianoforte e orchestra.

    Il terzo movimento – Allegro – è una danza in tempo doppio in forma di polka veloce, con largo impiego di scale pentatoniche e modi. Subito, viene introdotto il secondo tema in tempo 7/8, con il pianoforte accompagnato dagli archi in pizzicato. Segue un nuovo motivo simile ad alcuni esercizi del metodo per pianoforte del compositore francese Charles-Louis Hanon, con scale in seste e semicrome.

    Tali motivi potrebbero essere stati uditi da Shostakovich stesso mentre il figlio si esercitava al pianoforte e, a detta del compositore, includerli nel concerto era il solo modo per costringere il figlio ad affrontarli. I tre temi vengono sviluppati e intrecciati prima di concludere con la ripresa del secondo tema e con una coda virtuosistica in Fa maggiore.

    Una settimana dopo aver terminato il lavoro, in una letterà di metà febbraio, il compositore stesso scrisse all’amico compositore Edison Denisov – suo ex allievo e grande confidente – che l’opera non aveva “alcun merito artistico”. Si ritiene che quest’opinione fosse un metodo ironico per prevenire le critiche del regime – essendo stato a più riprese vittima di censura ufficiale – disprezzando lui per primo il suo lavoro.

    Nel mese di aprile, insieme al figlio, Shostakovich arrangiò il concerto per due pianoforti, in risposta a una commissione del Ministero della Cultura sovietico. Successivamente, l’opera fu eseguita in anteprima al pubblico presso il Conservatorio di Mosca. Nonostante la sua natura apparentemente semplice, il lavoro fu subito accolto calorosamente, diventando uno dei pezzi più popolari ed eseguiti del compositore.

    Nonostante il suo “rifiuto” del concerto, Shostakovich lo eseguì spesso, registrandolo addirittura insieme al suo primo concerto. Entrambi suonati in tempo veloce e questo modo di suonare rivela l’insorgenza del progressivo disturbo neuromuscolare che terminò la carriera musicale del compositore.

    Nel secondo movimento, il compositore esegue piccole variazioni di alcuni passaggni non presenti in partitura, come un accordo ripetuto a partire dalla trentatreesima battuta che, a partire dalla battuta successiva, in partitura è segnato come una legatura.

    Anche il figlio di Maxim, Dmitri Maximovich Shostakovich, registrò ed esegui il pezzo, con il padre alla direzione de I Musici de Montreal, avvicinandosi maggiormente all’esecuzione originale del nonno.

    Buona giornata e a domani!

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        1. E bisogna anche considerare la fortuna di trovarli in rete. Fino a questo momento mi è capitato solo una volta di non trovare un certo brano su YouTube, In quella occasione avevo creato io stesso la clip — con qualche difficoltà perché non me ne intendo molto.

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