The Angel of Death

George Whitefield Chadwick (1854 - 4 aprile 1931): The Angel of Death, poema sinfonico (1918), ispirato dal Milmore Memorial di Daniel Chester French. Nashville Symphony Orchestra, dir. Kenneth Schermerhorn.

6 pensieri riguardo “The Angel of Death

  1. Buongiorno, caro Claudio, grazie mille di aver condiviso questo magnifico poema sinfonico, davvero una splendida interpretazione! ☺️

    Chadwick viene oggi ricordato come uno dei maggiori rappresentanti della cosiddetta Seconda Scuola del New England [1]. Insieme agli altri membri di questo gruppo, Chadwick fu l’autore del primo corpus significativo di musica da concerto negli Stati Uniti. La sua produzione presenta una notevole influenza del movimento artistico del realismo, caratterizzato dalla rappresentazione concreta della vita quotidiana delle persone.

    Nato in una zona rurale di Lowell, nel Massachusetts, il giovane ricevette una prima formazione musicale in organo dal fratello maggiore Fitz Henry. Dopo aver abbandonato la scuola superiore nel 1871, egli aiutò brevemente il padre nell’attività assicurativa e ciò gli permise di viaggiare in varie città statunitensi, dove frequentò concerti ed eventi culturali che lo fecero appassionare alle arti.

    L’anno successivo, Chadwick si iscrisse al New England Conservatory come “studente speciale”, in modo da studiare senza soddisfare i rigorosi requisiti di ammissione o di titolo di studio.

    Nonostante ciò, si impegnò molto e approfittò di tutto quello che l’istituto gli mise a disposizione, tra cui i migliori insegnanti della scuola musicale di Boston. Il giovane, infatti, ebbe come insegnanti George Elbridge Whiting (organo), Carlyle Petersilea (pianoforte) e Stephen Albert Emery (teoria musicale). Studiò anche privatamente organo con Eugene Thayer.

    Nel 1876, invece, Chadwick iniziò a lavorare come insegnante di musica presso l’Olivet College e, nello stesso periodo, fondò la Music Teachers National Association. Tra l’altro, iniziò a dedicarsi all’attività compositiva, scrivendo un Canone in Mi bemolle maggiore (1876).

    Essendo consapevole che la sua carriera musicale in patria sarebbe stata limitata senza una formazione europea, il compositore decise di recarsi a Lipsia per studiare al Conservatorio Reale di Musica con Carl Reinecke (pianoforte e composizione) e Salomon Jadassohn (armonia, composizione e contrappunto).

    In questi anni, scrisse due quartetti per archi (1877-1878 e 1879) e l’ouverture da concerto Rip Van Winkle, con i quali riuscì ad affermarsi nel panorama musicale tedesco del tempo.

    Dopo due anni a Lipsia, Chadwick viaggiò per il continente europeo con un gruppo di artisti conosciuto come “Duveneck Boys”, con i quali fu anche in Francia, dove conobbe la musica dell’emergente movimento impressionista. Dopo questa breve esperienza, il compositore continuò la sua formazione musicale a Monaco di Baviera, dove studiò composizione con Josef Rheinberger.

    Ritornato in patria nel marzo 1880, il compositore aprì uno studio di insegnamento e ottenne due esecuzioni della sua ouverture. Continuò a dedicarsi all’attività compositiva, scrivendo la sua Sinfonia n° 1, considerata un contributo precoce significativo al genere da parte di un compositore americano.

    Oltre alla composizione, Chadwick fu anche un organista concertista e un ottimo direttore d’orchestra. Fu anche direttore musicale del Festival di Springfield (1890-1899) e del Worcester Music Festival (1899-1901).

    Nel 1897, invece, egli fu nominato direttore del suo ex istituto, riuscendo a trasformarlo in una scuola di musica di rilievo. Implementò diverse caratteristiche simili ai conservatori tedeschi che aveva frequentato e istituì vari ensemble per le esecuzioni, nonché richiese agli studenti di frequentare diversi corsi di teoria musicale e di storia della musica, al fine di ottenere una formazione musicale completa. Invitò diversi membri della Boston Symphony Orchestra come insegnanti privati, oltre a essere lui stesso un insegnante esigente e stimolante.

    Chadwick fu anche cruciale per la fondazione della Confraternita Musicale “Phi Mu Alpha Sinfonia”, istituita presso il conservatorio nell’autunno del 1898, della quale fu membro onorario.

    La sua produzione musicale annovera composizioni in quasi tutti i generi, tra i quali l’opera, la musica da camera, la musica corale e la canzone, nonché la musica orchestrale.

    La sua musica può essere classificata in quattro periodi stilistici, ossia il periodo formativo (1879-1894), il periodo dell’americanismo-modernismo (1895-1909), il periodo drammatico (1910-1918) e gli anni di riflessione (1919-1931).

    Nel primo periodo, Chadwick scrisse in uno stile tradizionale, privilegiando la forma sonata, l’armonia diatonica e frasi e ritmi regolari.

    Esempi sono la Sinfonia n° 1 in Do maggiore e la Sinfonia n°2 in Si bemolle maggiore, in quattro movimenti e influenzate dal Romanticismo tedesco. Tuttavia, quest’ultima e la Sinfonia n° 3 impiegano elementi originali come le scale pentatoniche e frammenti della musica popolare scozzese-irlandese.

    In ambito orchestrale, si ricordano le tre ouverture Rip Van Winkle, Melpomene e Thalia, sempre ispirate al Romanticismo tedesco. In ambito cameristico, invece, i suoi tre Quartetti per archi e il suo Quintetto per pianoforte e archi mostrano una grande padronanza delle procedure di sviluppo e di inventiva, della strumentazione e della costruzione melodica. Il suo pezzo corale-orchestrale The Lily Nymph, infine, mostra una mescolanza di elementi mendelssohniani e impressionistici.

    In ambito teatrale, le opere di questo periodo si limitano a The Peer and the Pauper – un’imitazione delle operette degli inglesi Gilbert e Sullivan allora in voga negli Stati Uniti – e Tabasco, un’opera burlesca ironica e dalle musiche popolareggianti.

    Nel secondo periodo, il compositore consolidò il suo stile, come nell’ouverture da concerto Adonais, dove adotta sezioni multiple, archi con sordina e arpe per generare una qualità eterea, ma anche ritmi non convenzionali e occasionali cromatismi.

    Nei suoi Symphonic Sketches, Sinfonietta e Suite Symphonique, Chadwick approfondì il genere sinfonico e, accanto al convenzionale schema quadripartito, accostò temi umoristici, programmaticità, modalità ed elementi impressionistici. Anche l’orchestrazione è piuttosto insolita e contiene cadenze del clarinetto basso, assoli del sassofono, assoli estesi degli ottoni e grandi batterie di percussioni.

    Scrisse anche pezzi in uno stile popolare genuinamente americano – come il Quartetto per archi n° 4 – e opere teatrali “esotiche” ispirate a quelle di Saint-Saëns, quali Judith.

    Nel terzo periodo, il compositore passò a uno stile più drammatico e programmatico, come si può vedere nei poemi sinfonici Aphrodite e Tam O’ Shanter e nell’opera The Padrone. In questi anni, scrisse anche varie canzoni patriottiche come These to the Front, The Fighting Men e Land of Our Hearts.

    Nell’ultimo periodo, Chadwick scrisse in uno stile più “accademico”, come mostra la sua Anniversary Ouverture, scritta in occasione del suo 25° anniversario come direttore del New England Conservatory. Questi anni videro una riduzione dell’attività compositiva in favore dell’attività amministrativa e di rappresentanza tra l’élite bostoniana.

    Nel 1897, Chadwick scrisse Harmony, un testo di teoria musicale dove espone, per la prima volta, una combinazione dell’analisi con i numeri romani e della vecchia simbologia del basso cifrato per creare un sistema “assoluto” che mostrasse la fondamentale dell’accordo e il rivolto in un unico simbolo (per esempio, V7) [2]

    Il suo The Angel of Death appartiene al suo periodo drammatico, quando Chadwick decise di avventurarsi in generi più programmatici e drammatici come il poema sinfonico, influenzato da Liszt e da Strauss, ma impiegando sempre un linguaggio personale.

    L’opera fu dedicata al compositore e direttore d’orchestra tedesco-statunitense Walter Damrosch (uno dei sostenitori della musica di Chadwick) ed è direttamente ispirata al bassorilievo in marmo Death and the Sculptor (“La morte e lo scultore”) dello scultore statunitense Daniel Chester French, completato nel 1892.

    La scultura, un memoriale per lo scultore Martin Milmore e suo fratello James, raffigura una figura alata e ammantata (L’Angelo della Morte) che interrompe delicatamente e fermamente il lavoro di un giovane scultore intento a lavorare su una sfinge egizia. La Morte posa la mano sinistra sulla mano destra dello scultore, la quale tiene lo scalpello mentre, con la destra, gli porge dei papaveri (simbolo del sonno eterno). Lo sguardo del giovane è sorpreso e interrogativo.

    Nel pezzo, si distinguono due temi principali. Il primo, lirico, vigoroso ed eroico, rappresenta il giovane artista, nonché la sua energia creativa, la sua passione e la sua aspirazione. Il secondo tema, più sommesso, solenne e lento, rappresenta la Morte. Nel corso dell’opera, i due temi si intrecciano, simboleggiando l’interazione tra i due personaggi.

    Un crescendo drammatico è associato alla realizzazione da parte dello scultore della presenza della morte e, musicalmente, questo viene reso anche da un’orchestrazione più densa e da dinamiche più forti. Il climax seguente rappresenta il momento dell’interruzione, quando la mano della Morte ferma quella dello scultore.

    La musica, pur essendo drammatica, conserva sempre una certa chiarezza formale e un lirismo che la allontana dalla complessità talvolta estrema delle opere straussiane ed è orientata verso una nobilità di espressione piuttosto che al sensazionalismo.

    Questo poema sinfonico è un esempio notevole della capacità di Chadwick di lavorare all’interno delle forme e dell’idioma tardo-romantico europeo, applicandoli a un soggetto profondamente emotivo e visivo.

    L’opera – con il suo profondo senso del dramma, l’abile costruzione tematica basata sul contrasto tra vita-creatività (scultore) e inevitabilità-trascendenza (Morte), il linguaggio armonico ricco e cromatico e l’orchestrazione magistrale – riesce a dipingere in maniera davvero vivida la scena e le emozioni ispirate dalla scultura di French.

    Sebbene meno conosciuta rispetto ad altri poemi sinfonici dell’epoca, questa composizione rappresenta una pietra miliare della musica americana in questo genere e testimonia la grande maturità artistica del suo autore.

    Note:

    [1] Questo movimento, conosciuto anche con la denominazione di “Boston Six”, indentifica alcuni compositori statunitensi di musica colta vissuti tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo nel New England, più specificamente residenti a Boston e dintorni. Questo gruppo fu considerato dagli studiosi fondamentale per lo sviluppo di un idioma classico americano, distinto dalla sua progenie europea.

    Il collettivo fu dapprima definito “scuola” all’interno della seconda edizione del testo America’s Music (1966) del musicologo e critico musicale statunitense Gilbert Chase, dove si legge:

    “Dobbiamo tentare di definire l’atteggiamento prevalente del New England verso l’arte musicale, vale a dire l’atteggiamento che dominò il pensiero musicale di quei compositori del New England che, nell’ultimo decennio del diciannovesimo secolo e nel primo del ventesimo, riuscirono a formare una scuola piuttosto impressionante variamente conosciuta come i “Classicisti di Boston” o gli “Accademici del New England”. Si potrebbe negare che abbiano formato una “scuola” nel senso più stretto del termine…. Penso si possa dimostrare che derivava da un background culturale ed estetico abbastanza omogeneo”.

    La denominazione completa “Seconda Scuola del New England” fu coniata dal musicologo Hugh Wiley Hitchcock pochi anni dopo, precisamente nel 1969, generando una certa discussione su una “Prima Scuola del New England”.

    La cerchia non aveva né un’organizzazione effettiva né un’associazione consapevole di compositori, sebbene alcuni membri del gruppo avessero contatti sociali, quindi la sua definizione è solo approssimativa e legata alla comunanza degli interessi estetico-filosofici dei suoi membri.LLLLaaaaA

    Nello specifico, questi sono John Knowles Paine, Arthur Foote, George Chadwick, Amy Beach, Edward MacDowell e Horatio Parker. A questi, si aggiunsero successivamente Edgar Stillman Kelley, George Whiting e Arthur Batelle Whiting.

    Essi furono tutti fortemente influenzati dalla tradizione romantica tedesca, sia tramite lo studio diretto con insegnanti tedeschi sia per la loro vicinanza a compositori americani di formazione tedesca. Le loro opere furono pubblicate da Arthur P. Schmidt – il maggiore editore musicale dell’epoca – e, in particolare, la loro musica da camera viene attualmente considerata il primo corpus notevole del repertorio americano.

    Nonostante l’assenza di una ufficiale “Prima Scuola del New England”, si possono riconoscere molti compositori indipendenti che influenzarono notevolmente la nascita e lo sviluppo della “Seconda Scuola del New England”. Tra questi, si ricordano William Billings e Lowell Mason.

    Il primo, completamente autodidatta, si impegnò nel dare espressione a una cultura provinciale e americana piuttosto che dare voce all’ideale cosmopolita della cultura britannica. All’età di soli 23 anni, egli aveva scritto oltre 100 pezzi sacri originali e, nel 1770, diede alle stampe il suo primo libro di melodie, The New England Psalm Singer, la prima raccolta di musica interamente americana composta da un unico compositore americano.

    Un altro suo contributo alla storia musicale americana fu la sua seconda raccolta, più popolare della precedente, intitolata The Singing Master’s Assistant, la quale include una parafrasi del Salmo 137 che fa riferimento all’occupazione di Boston (1775-1776).

    Il secondo, invece, crebbe nella tradizione delle scuole canore del New England e, tra il 1829 e il 1869, pubblicò più di 20 raccolte di inni che privilegiavano adattamenti di melodie di importanti compositori europei piuttosto che le tradizionali melodie degli inni rurali. Grazie al suo lavoro di semplificazione musicale e armonica, egli introdusse al pubblico americano diversi pezzi di Haydn, Beethoven, Mozart e Schubert.

    Alcuni compositori della Seconda Scuola del New England furono tra i pionieri dell’educazione musicale accademica statunitense, come Paine, il quale fu il primo professore di musica dell’Università di Harvard e, ufficiosamente, il leader della cerchia. Anche Parker e MacDowell ebbero questo primato, divenendo i professori di musica, rispettivamente, dell’Università di Yale e dell’Università della Columbia.

    Durante questo periodo, la tradizione didattica musicale americana era molto indietro e i compositori spesso si formavano in Europa o da musicisti europei emigrati nel paese. Conseguentemente, molta della musica classica americana dell’epoca riflette i canoni europei, specialmente tedeschi. Nonostante la sua iniziale inferiorità, nel corso del Novecento gli Stati Uniti svilupparono permanenti e solide formazioni operistiche e sinfoniche e una fiorente industria pianistica.

    I compositori della cerchia sono oggi considerati gli antenati artistici della successiva generazione di compositori statunitensi “accademici” e “conservatori” come Walter Piston, Howard Hanson, Douglas Moore e Carlisle Floyd.

    Come anticipato, non si formò mai una “Prima Scuola del New England” ufficiale, tuttavia vi fu una cerchia di compositori autodidatta attivi nel New England tra il 1770 circa e il 1810, conosciuti sotto la denominazione di “Yankee tunesmiths” (Compositori di melodie Yankee).

    I principali membri furono – oltre a William Billings e Lowell Mason – Supply Belcher, Daniel Read, Oliver Holden, Justin Morgan, Lewis Edson, Andrew Law, Timothy Swan, Jacob Kimball Jr. e Jeremiah Ingalls. Essi scrissero principalmente melodie di salmi e “fuging tunes” (una varietà di musica corale anglo-americana in lingua regionale).

    Questi compositori erano tutti artigiani sparsi per il New England e che non condividevano editori o interessi comuni. Essi lavoravano anche come insegnanti itineranti di scuole canore e ciò gli permise di vendere i loro libri di melodie autopubblicati. Altri elementi che li uniscono sono la comune eredità anglo-celtica e l’amore per gli inni del compositore e teologo Isaac Watts. Gli “Yankee tunesmiths” si formarono principalmente sul testo A New Musical Grammar (1746) di William Tans’ur e Aaron Williams.

    [2] Nella teoria musicale, l’analisi con i numeri romani è una tipologia di analisi armonica che rappresenta gli accordi usando numeri romani, i quali codificano il grado e la funzione armonica dell’accordo data una certa tonalità.

    Convenzionalmente, si usano numeri maiuscoli per indicare gli accordi maggiori e numeri minuscoli per indicare accordi minori. Gli accordi secondari sono indicati con una sbarretta (es. V/V), mentre i rivolti sono indicati con una combinazione di numeri romani e arabi (es. I6).

    L’idea alla base di questo sistema è che gli accordi possono essere identificati a partire da una loro nota, la più grave (detta “fondamentale”). Il sistema si sviluppò inizialmente dal lavoro teorico e dagli scritti sul basso fondamentale del compositore francese Jean-Philippe Rameau.

    Tuttavia, questo uso ebbe origini più antiche e si può ritrovare nei testi Die Kunst des reinen Satzes (1774, “L’arte delle frasi pure”) di Johann Kirnberger e Grunde der Kuhrpfälzischen Tonschule (1778, “Fondamenti della Scuola Musicale dell’Elettorato Palatino) di Georg Joseph Vogler.

    In ogni caso, il Versuch einer geordneten Theorie der Tonsetzkunst (1817-1821, “Tentativo di una teoria ordinata dell’arte della composizione musicale”) di Gottfried Weber è spesso accreditato per aver reso popolare questo sistema.

    Buona giornata e alla prossima!

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