João Domingos Bomtempo (1771 - 18 agosto 1842): Sinfonia n. 1 in mi bemolle maggiore op. 11 (1810). Algarve Orchestra, dir. Álvaro Cassuto.
- Largo – Allegro vivace
- Menuetto [7:30]
- Andante sostenuto [13:24]
- Presto [19:11]

João Domingos Bomtempo (1771 - 18 agosto 1842): Sinfonia n. 1 in mi bemolle maggiore op. 11 (1810). Algarve Orchestra, dir. Álvaro Cassuto.

Edmond Audran (1842 - 17 agosto 1901): Ouverture per l’opéra-comique La Mascotte (1880). Grand orchestre symphonique de Radio Luxembourg, dir. Paul Bonneau.
L’opera, in 3 atti, si avvale di un libretto di Henri-Charles Chivot e Henri-Alfred Duru. La parola mascotte entrò nell’uso comune proprio grazie all’opéra-comique di Audran, che ebbe grande successo anche fuori della Francia. Mascotte proviene dall’occitano mascoto = incantesimo, a sua volta derivato dal termine masca = strega, di origine spagnola o, secondo altri, longobarda.

L’azione si svolge in un immaginario principato italiano di Piombino, nel Seicento. ― ATTO I: il fattore Rocco è perseguitato dalla sfortuna: per quanto si impegni nel lavoro, le cose per lui vanno di male in peggio. Per aiutarlo, suo fratello Antonio gli invia una nuova lavorante, la giovane e graziosa Bettina, guardiana di tacchini, fidanzata del pastore Pippo. Bettina reca con sé una lettera nella quale Antonio spiega al fratello che la ragazza è una mascotte, apportatrice di buona sorte, dote che è destinata a conservare finché rimarrà nubile e vergine. Rocco trascura di leggere la missiva, ciononostante la sua fortuna inizia a migliorare. Giunge nella fattoria il principe di Piombino, Lorenzo XVII – con quel numero non può essere che sfortunatissimo: infatti perde le guerre, fa investimenti sbagliati, le sue battute di caccia si risolvono in un nulla di fatto, e per di più ha una figlia, Fiammetta, che rifiuta ostinatamente di sposare il figlio del principe di Pisa, Fritellini, pur sapendo che quel matrimonio risolleverebbe le sorti di Piombino. La iella si accanisce su Lorenzo, che cade in una botte di vino; Rocco gli fornisce un cambio di abiti, e Lorenzo trova nella giacca la lettera di Antonio: venuto a sapere delle mistiche qualità di Bettina, finge di riconoscere in lei un’aristocratica scomparsa da tempo e con questa scusa la porta con sé a Piombino. ― ATTO II: la presenza di Bettina ha molto migliorato la situazione del principato di Piombino. I cortigiani ritengono che sia l’amante di Lorenzo, ma in realtà questi si guarda bene dall’insidiarla, sapendo che il perdurare dei poteri della giovane dipende dalla sua verginità. Nel castello di Piombino giunge Pippo, travestito da saltimbanco, con l’intenzione di riconquistare la fidanzata, ma viene riconosciuto e gettato in prigione. Prima, però, viene notato da Fiammetta, che se ne invaghisce e gli fa visita in cella; Lorenzo vede di buon occhio la cosa: se Fiammetta sposerà Pippo, il giovane non potrà più… attentare alla virtù di Bettina. Quest’ultima, credendo che Pippo voglia lasciarla, dichiara che sposerà Lorenzo. Fritellini, furioso e indignato, lascia il palazzo minacciando ritorsioni: sarà guerra fra Pisa e Piombino. Consapevoli a questo punto di essere stati manipolati, Bettina e Pippo si riconciliano e fuggono insieme, recandosi a Pisa. ― ATTO III: la malasorte ha ripreso a perseguitare il principato di Piombino, che subisce una cocente disfatta a opera delle forze guidate da Fritellini. Lorenzo e Fiammetta fuggono dal castello, vestiti da vagabondi. Giungono nel campo dell’esercito nemico proprio mentre si celebra il matrimonio di Bettina e Pippo, diventato capitano. Lorenzo ne è felicissimo, perché le nozze metteranno fine alla fortuna che la mascotte ha portato a Fritellini e a coloro che lo circondano. Il principe e la figlia vengono riconosciuti e arrestati; tuttavia, Fiammetta è talmente bella pur vestita di stracci, e Fritellini è così affascinante nella sua alta uniforme, che i due guardandosi sentono rinascere la passione; la guerra è finita. La felicità diventa generale quando si viene sapere che le doti di mascotte sono ereditarie e Bettina annuncia che avrà due gemelli.

Ole Bull (1810 - 17 agosto 1880): Secondo Concerto in mi minore per violino e orchestra, detto Concerto fantastico (1841). Annar Follesø, violino; Kringkastingsorkestret, dir. Ole Kristian Ruud.

Marie Jaëll (nata Trautmann; 17 agosto 1846 - 1925): Sonata in do minore per pianoforte (1872); dedicata a Franz Liszt. Cora Irsen.

Henri Tomasi (17 agosto 1901 - 1971): Divertimento Corsica (1952). Trio d’anches Hamburg; German Strings, dir. Olivier Tardy.
Johann Kaspar Mertz (17 agosto 1806 - 1856): Élégie per chitarra. David Russell.

Siegmund von Hausegger (16 agosto 1872 - 1948): Natursymphonie per orchestra (1911) con coro finale su testo di Goethe (Proemio, pubblicato nel 1817 come introduzione a Zur Naturwissenschaft überhaupt ). WDR Rundfunkchor Köln, WDR Sinfonieorchester Köln, dir. Ari Rasilainen.
Im Namen dessen, der sich selbst erschuf!
Von Ewigkeit in schaffendem Beruf;
In Seinem Namen, der den Glauben schafft,
Vertrauen, Liebe, Tätigkeit und Kraft;
In jenes Namen, der, so oft genannt,
Dem Wesen nach blieb immer unbekannt:
Soweit das Ohr, soweit das Auge reicht,
Du findest nur Bekanntes, das ihm gleicht,
Und deines Geistes höchster Feuerflug
Hat schon am Gleichnis, hat am Bild genug;
Es zieht dich an, es reißt dich heiter fort,
Und wo du wandelst, schmückt sich Weg und Ort;
Du zählst nicht mehr, berechnest keine Zeit,
Und jeder Schritt ist Unermeßlichkeit.

Natal’ja Ivanovna Kurakina (16 agosto 1766 - 1831): Je vais donc quitter pour jamais, romanza su testo di Jean-Pierre Claris de Florian (dal romanzo pastorale Estelle). Anne Harley, soprano; Oleg Timofeev, chitarra; Étienne Abelin, violino.
Je vais donc quitter pour jamais
mon beau pays, ma douce amie!
Loin d’eux je vais traîner ma vie,
dans les pleurs et dans les regrets.
Vallon charmant, où notre enfance
goûta ces plaisirs purs et vrais
que donne la seule innocence,
je vais vous quitter pour jamais.
Champs que j’ai dépouillés de fleurs,
pour orner les cheveux d’Estelle;
roses qui perdiez auprès d’elle
et votre éclat et vos couleurs;
fleuve dont j’ai vu l’ eau limpide,
pour réfléchir ses doux attraits,
suspendre sa course rapide,
je vais vous quitter pour jamais.
Prairie où dès nos premiers ans
nous parlions déjà de tendresse,
où, bien avant notre jeunesse,
nous passions pour de vieux amans;
beaux arbres où nous allions lire
le nom que toujours j’y traçois,
le seul qu’alors je susse écrire,
je vais vous quitter pour jamais.
Ludwig-Wilhelm Tepper de Ferguson (1768 - 1838): Variazioni sopra una romanza della principessa Kurakina. Irina Rees, clavicembalo.
Loyset Compère (c1445 - 16 agosto 1518): Gaude prole regia, mottetto a 5 voci in lode di santa Caterina d’Alessandria. Capella Sancti Michaelis.
Gaude prole regia,
Virginum egregia,
dulcis o Catherina!
Congaudet exercitus
Cherub te divinitus
ferens in montem Sinai.
Costo regi Cypri nata,
moxque Christo desponsata
passa Alexandria.
Te clamat sanctam in caelis
omnis natio fidelis,
Francia cum Flandria.
Symphonisant dulce melos
cives qui habitant caelos
tam digno consortio.
Sponso tuo occurristi,
laureata quae fuisti,
digna caeli portio.
Psallit laudes, canit hymnos,
cantus personat divinos
fidelis ecclesia.
Laudes erumpit annuas,
colens passiones tUas
duraque supplicia.
o quam dulcis, quam formosa
quamque Christo gratiosa
est haec regis filia!
Quae spreta mundanitate
amplexaque castitate
nitet super filia.
Da captivis libertatem,
aegrotis incolumitatem,
sis spes te deprecantium.
Confer quaeso peregrinis
sanitatem in divinis,
sis via errantium.
Tandem pia Virgo cave,
ne quid in cor nostrum pravae
infundat diabolus.
Sed reice si quid assit
ut post mortem aeterna sit
mansio nostra polus.
Sancta Catherina, ora pro nobis.
Amen.

Aleksandr Aleksandrovič Aljab’ev (15 agosto 1787 - 1851): L’usignolo (Соловей, 1826), romanza su testo di Anton Del’vig; trascrizione per voce e orchestra di Michail Ivanovič Glinka (1804 - 1857). Natalie Dessay, soprano; Berliner Sinfonie-Orchester, dir. Michael Schoenwandt.
Соловей мой, соловей,
Голосистый соловей!
Ты куда, куда летишь,
Где всю ночку пропоешь?
Соловей мой, соловей,
Голосистый соловей!
[Кто-то бедная, как я,
Ночь прослушает тебя,
Не смыкаючи очей,
Утопаючи в слезах?
Соловей мой, соловей,
Голосистый соловей!]
Ты лети, мой соловей,
Хоть за тридевять земель,
Хоть за синие моря,
На чужие берега;
Соловей мой, соловей,
Голосистый соловей!
Побывай во всех странах,
В деревнях и в городах:
Не найти тебе нигде
Горемышнее меня.
Соловей мой, соловей,
Голосистый соловей!
(Usignolo, mio usignolo, chiassoso usignolo! Dove sei, dove voli, dove canterai tutta la notte?
Usignolo, mio usignolo, chiassoso usignolo!
[Ti ascolterà, questa notte, un’altra infelice come me, senza poter chiudere occhi che annegano nelle lacrime?]
Vola, mio usignolo, sopra terre lontane, sopra il blu del mare, sopra rive straniere.
Viaggia attraverso ogni landa, sui villaggi, sulle città: non troverai nessuno più infelice di me.)
Michail Ivanovič Glinka (1804 - 1857): Variazioni in mi minore sulla romanza L’usignolo di A. A. Aljab’ev (1833). Anna Petrova-Forster, pianoforte.
Franz Liszt (1811 - 1886): Le Rossignol, air russe d’Alabieff S 250/1 (1842). France Clidat, pianoforte.
Il brano di Liszt trascritto per arpa da Henriette Renié (1875 - 1956) e interpretato da Anneleen Lenaerts.

Jacques Ibert (15 agosto 1890 - 1962): Symphonie marine (1931). Orchestre des Concerts Lamoureux, dir. Yutaka Sado.

Alexander Ackermann alias Alexander Agricola (c1457 - 15 agosto 1506): Magnificat primi toni a 4 voci. Ensemble Chanticleer.

Artur Schnabel (1882 - 15 agosto 1951): Sinfonia n. 3 (1948-49). Orchestra sinfonica di Praga, dir. Paul Zukofsky.

Lukas Foss (15 agosto 1922 - 2009): Paradigm «for my Friends» per ensemble (1968, rev. 1969). Jan Williams, percussioni; Stephen Bell, chitarra elettrica; Charles Haupt, violino; Jerry Kirkbride, clarinetto; Marijke Verberne, violoncello; George Ritscher, suoni elettronici; diretto dall’autore.
« L’arte non ha funzione d’intrattenimento: i monumenti d’arte che costruiamo servono a questo, a introdurre qualcosa che trasformi la nostra vita. In ciascuna musica c’è sempre una verità che si dice e che non ha bisogno di essere spiegata. Non ha torto Mahler quando afferma che ogni musica è musica a programma. La mer di Debussy è musica a programma. Ma lo stesso Debussy non avrebbe scritto La mer se avesse voluto soltanto descrivere il mare: c’è qualcosa di più che la sua descrizione, c’è l’amore per il mare e la sensazione del mare » (Lukas Foss).

Marin Marais (1656 - 15 agosto 1728): Le Labyrinthe per basse de viole e continuo (pubblicato in Pièces de viole, Livre IV, 1717, n. 74). Cassandra Luckhardt e Elisabeth Reed, viole da gamba; Katherine Heater, clavicembalo.

Kaikhosru Shapurji Sorabji (14 agosto 1892 - 1988): Studio di esecuzione trascendentale n. 71 (Aria). Fredrik Ullén, pianoforte (prima esecuzione, 2014).

John Dowland (1563 - 1626): Semper Dowland, semper dolens, pavana per liuto P 9. Julian Bream.
Julian Bream
1933 – 14 agosto 2020
William Croft (1678 - 14 agosto 1727): Terza Suite in do minore. Fernando De Luca, clavicembalo.

Vincent Persichetti (1915 - 14 agosto 1987): Sinfonia n. 3 op. 30 (1946). Albany Symphony Orchestra, dir. David Alan Miller.
Valerij Viktorovič Želobinskij (1913 - 13 agosto 1946): 12 Canti senza parole per pianoforte op. 35 (pubblicati postumi nel 1948). Esegue lo youtuber Gamma1734, matematico di professione e pianista-divulgatore per passione.
Salomon Jadassohn (13 agosto 1831 - 1902): Quarta Sinfonia in do minore op. 101 (1889). Brandenburgisches Staatsorchester Frankfurt, dir. Jürgen Bruns.

Bernhard Romberg (1767 - 13 agosto 1841): Concertino in la maggiore per 2 violoncelli e orchestra op. (posth.) 72. Oren Shevlin e Johannes Wohlmacher, violoncelli; WDR Sinfonieorchester Köln, dir. Reinhard Goebel.
Allegro – Andante grazioso [7:13] – Rondò: Con allegrezza [9:58]
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Jules Massenet (1842 - 13 agosto 1912): Suite sinfonica n. 7, Scènes alsaciennes (Souvenirs) (1882). Orchestre de la Société des Concerts du Conservatoire, dir. Albert Wolff.
Nella Retraite française suonano «à l’extérieur» (dietro le quinte) una tromba da segnali, un tamburo militare e una campana.
Per comprendere il significato della parola souvenirs (ricordi) nel sottotitolo, giova rammentare che, all’epoca in cui questa suite fu composta, l’Alsazia non era territorio francese: a seguito della sconfitta nella guerra del 1870 (cui Massenet aveva preso parte come volontario nella Guardia nazionale), la Francia era stata costretta a cedere Alsazia e Lorena al regno di Prussia (trattato di Francoforte, 1871); le due regioni furono restituite alla Francia dopo la prima guerra mondiale (trattato di Versailles, 1919).

John Cage (1912 - 1992) e Lejaren A. Hiller jr (1924 - 1994): HPSCHD per un numero variabile da 1 a 7 di clavicembali rinforzati elettronicamente, suoni elettronici generati da computer e registrati su un numero variabile da 1 a 51 di nastri magnetici, e un numero variabile da 2 a 58 di altoparlanti (1967-69).
Il titolo è un’abbreviazione di harpsichord (termine inglese per clavicembalo) e si pronuncia leggendo le singole lettere all’inglese. La composizione utilizza parte di un precedente lavoro di Cage (Winter Music per 1-20 pianoforti, 1957) nonché brani di Ludwig van Beethoven, Ferruccio Busoni, Fryderyk Chopin, Louis Moreau Gottschalk, Wolfgang Amadeus Mozart e Robert Schumann. Alla 1a esecuzione (16 maggio 1969) le 7 parti per clavicembalo furono eseguite da William Brooks, Neely Bruce, Philip Corner, Ronald Peters, Yūji Takahashi, David Tudor e Antoinette Vischer.


John Cage (1912 - 12 agosto 1992): Suite per pianoforte giocattolo (1948). Ju-Ping Song.
John Cage (1912 - 12 agosto 1992): Living Room Music (1940). Gert Sorensen, percussioni; Grupo Ars Nova.
La partitura è scritta per 4 strumenti non precisati, che si possano trovare facilmente nel soggiorno di qualsiasi abitazione.

John Cage (1912 - 12 agosto 1992): In a landscape (1948). Stephen Drury, pianoforte.

Gaston Litaize (11 agosto 1909 - 5 agosto 1991): Scherzo (Vivace e leggiero), n. 7 delle Douze Pièces pour grand orgue, vol. II (1937). Vincent Dubois all’organo della Cattedrale di Reims.

Girolamo Giacobbi (10 agosto 1567 - 1629): Magnificat a 18 voci (dalla raccolta Prima Parte de i Salmi Concertati a due, e piu chori, 1609). Color Temporis, dir. Alberto Allegrezza.
