Scherzando: Presto

Philipp Jakob Riotte (16 agosto 1776 - 20 agosto 1856): Sinfonia n. 1 in do maggiore op. 25 (1812). Stuttgarter Kammerorchester, dir. Gernot Schmalfuss.

  1. Adagio – Allegro
  2. Andante con moto [7:23]
  3. Scherzando: Presto [14:06]
  4. Rondo: Allegro molto [20:48]


L’approfondimento
di Pierfrancesco Di Vanni

Tra battaglie e balletti: l’ascesa di Philipp Jakob Riotte nella Vienna ottocentesca

Le origini e la formazione itinerante
Philipp Jakob Riotte nacque a Sankt Wendel, in Germania, probabilmente in una famiglia di ugonotti francesi emigrati. Fin da bambino dimostrò un talento versatile: iniziò come cantore nella sua città natale per poi dedicarsi allo studio di violino, violoncello, pianoforte e organo. La sua carriera professionale prese il via nel 1793 come organista a Treviri, ma i turbolenti anni giovanili lo videro spostarsi frequentemente tra Blieskastel, Francoforte e Offenbach, dove perfezionò gli studi con il compositore Johann Anton André. Prima di approdare definitivamente nella capitale asburgica, prestò servizio come Kapellmeister a Danzica e direttore musicale a Magdeburgo.

Il successo a Vienna e il “tormentone” della battaglia
Nel 1808 il giovane Riotte si stabilì a Vienna, inizialmente mantenendosi con lezioni di piano e la vendita delle proprie composizioni. La sua fortuna critica e commerciale esplose tra il 1810 e il 1815 grazie ai cosiddetti “quadri sonori caratteristici” (Tongemälde), opere descrittive molto in voga all’epoca. Il suo lavoro più celebre fu La battaglia di Lipsia o La liberazione della Germania; questo brano ottenne una diffusione capillare in tutto il territorio tedesco, rendendolo un autore di riferimento per la musica patriottica e d’intrattenimento domestico. Oltre a queste opere popolari, Riotte si distinse per la creazione di riduzioni pianistiche di opere celebri, facilitando la diffusione della musica teatrale nei salotti borghesi.

Il dominio dei palcoscenici viennesi
Tra il 1818 e il 1828, ricoprì il ruolo di vice-Kapellmeister al prestigioso Theater an der Wien. In questo periodo si specializzò in un genere particolare: la musica per i “balletti dei bambini”, che godevano di enorme popolarità. La sua fama crebbe a tal punto che negli anni ’30 dell’Ottocento, scrivendo per il Leopoldstädter Theater, divenne uno dei compositori più eseguiti in assoluto. Le statistiche dell’epoca sono sorprendenti: con oltre 300 rappresentazioni, Riotte superava per frequenza di esecuzioni persino Gioachino Rossini, posizionandosi subito dopo Mozart e Ignaz von Seyfried.

Il profilo artistico e la generosità umana
Nonostante l’immenso successo di pubblico, la critica coeva fu più severa. Il compositore veniva descritto come un compositore estremamente abile nell’assecondare il gusto del tempo, dotato di una piacevole vena melodica ma privo di una vera forza creativa originale. Venne spesso etichettato come un “divulgatore” dello stile mozartiano, un epigono della tradizione classicista viennese piuttosto che un innovatore.
Sul piano personale, Riotte non ebbe figli e rimase profondamente legato alla sua città d’origine. Alla sua morte, avvenuta nel 1856, lasciò un testamento generoso, istituendo una fondazione per i poveri della città e sostenendo economicamente i suoi parenti. Curiosamente, non esistono ritratti ufficiali di lui; l’unica idea che abbiamo del suo aspetto deriva da una descrizione del passaporto del 1852, che ne sottolineava l’incredibile somiglianza con il fratello Johann, un giudice di pace di cui è conservato un ritratto.

Un’eredità monumentale: il catalogo delle opere
La produzione del compositore è vastissima e copre quasi ogni genere musicale del suo tempo: 14 opere, oltre 30 operette e Singspiele, e numerosi balletti (di cui 7 specifici per bambini); sinfonie, concerti per clarinetto, flauto, corno e pianoforte; quintetti, quartetti d’archi, trii con pianoforte e numerose sonate; composizioni sacre, fra le quali spicca la Messa in re maggiore.
Tra i titoli più significativi si ricordano l’opera La tempesta (tratta da Shakespeare), lo spettacolo magico Moisasurs Zauberfluch su testo di Ferdinand Raimund e le vivaci parodie teatrali che intrattennero la Vienna dell’epoca Biedermeier.

La Sinfonia n. 1
Fulgido esempio del classicismo viennese maturo, è dedicata a Girolamo Bonaparte, fratello di Napoleone e re di Vestfalia. La composizione riflette sia l’ambizione politica del destinatario sia la perizia tecnica di un autore che, pur non essendo un rivoluzionario alla Beethoven, dominava perfettamente le forme del suo tempo.
Il primo movimento si apre con un’introduzione lenta di carattere solenne e cerimoniale. L’attacco è maestoso, dominato da accordi pieni dell’orchestra che richiamano lo stile della “sinfonia d’apertura” parigina, un chiaro omaggio al lignaggio francese del dedicatario. Riotte utilizza ritmi puntati e brevi incisi dei legni per creare un’attesa carica di nobiltà.
Allo scattare dell’Allegro, entriamo nel cuore della forma-sonata. Il primo tema in do maggiore è brillante e militaresco, basato su arpeggi ascendenti e scale agili dei violini. La scrittura orchestrale è densa, con un uso sapiente degli ottoni e dei timpani per sottolineare la tonalità d’impianto. Il secondo tema, introdotto dopo una transizione energica, è più melodico e lirico, affidato prevalentemente ai legni, mettendo in luce quella “piacevole melodicità” citata dai critici dell’epoca. Lo sviluppo è compatto e non eccessivamente drammatico, preferendo il gioco contrappuntistico e la brillantezza ritmica alla tensione introspettiva, culminando in una ripresa grandiosa e una coda vibrante.
Il secondo movimento sposta l’atmosfera verso una dimensione più intima e pastorale. Invece di un Adagio profondo, Riotte sceglie un Andante con moto che mantiene un battito regolare e rassicurante. La melodia principale è di una semplicità mozartiana, quasi una romanza senza parole. Qui emerge il talento del compositore per la musica da camera applicata all’orchestra: i dialoghi tra i clarinetti e i fagotti sopra il tappeto dei violini pizzicati creano un’estetica Biedermeier, tipica della Vienna di quegli anni, dove l’eleganza formale e la grazia melodica erano i valori supremi. Non mancano brevi incursioni in tonalità minori che aggiungono un velo di malinconia, subito risolto dalla solarità del tema principale.
A differenza della tradizionale struttura haydniana del minuetto, Riotte opta per uno Scherzando dal tempo molto rapido (Presto). Il ritmo è serrato e scattante, caratterizzato da accenti improvvisi e salti di ottava. È un movimento che sprizza energia e humour, dove gli archi eseguono passaggi virtuosistici che richiedono grande precisione tecnica. Il trio centrale offre il consueto contrasto: il ritmo rallenta idealmente nella percezione (anche se il tempo resta costante) e la scrittura si fa più rustica, quasi a richiamare una danza popolare tedesca (Ländler). L’alternanza tra la forza dello scherzo e la dolcezza del trio dimostra la capacità del compositore di bilanciare perfettamente le dinamiche orchestrali per mantenere vivo l’interesse dell’ascoltatore.
Il finale è un rondò travolgente che chiude la sinfonia con un senso di giubilo e trionfo. Il tema principale è estremamente orecchiabile e cinetico, una vera perla di scrittura brillante che invita idealmente alla danza. Gli episodi intermedi mostrano una scrittura orchestrale di grande mestiere, con scale rapide che percorrono tutte le sezioni degli archi e risposte squillanti dei corni e delle trombe. Qui Riotte conferma la sua fama di popolarizzatore dello stile mozartiano: la musica è accessibile, priva di asperità armoniche eccessive, ma costruita con una solidità impeccabile. La sezione finale accelera ulteriormente verso una stretta conclusiva nella tonalità di impianto, che celebra con sfarzo e ottimismo la figura del sovrano a cui la composizione è dedicata.

Nel complesso, la composizione è un documento storico e musicale prezioso. Pur muovendosi nel solco della tradizione, dimostra perché Riotte fosse, nella Vienna di inizio Ottocento, un autore più eseguito di Rossini: la sua musica sapeva parlare al pubblico con un linguaggio nobile ma comprensibile, unendo la maestosità della forma sinfonica a una freschezza melodica tipicamente teatrale.

Riotte
Monumento al compositore Philipp Jakob Riotte nel mercato della frutta di Sankt Wendel