Fortuna desperata – II

Jacob Obrecht (1457/58 - 1505): Missa Fortuna desperata a 4 voci. Ensemble vocale The Sound and The Fury.

Obrecht compose questa messa non su una delle rielaborazioni d’autore della chanson omonima (se ne conoscono una a 3 voci di Heinrich Isaac, una a 6 di Alexander Agricola e una a 3 parti strumentali, forse di Josquin des Prez), bensì sulla versione originale, quella riportata dai quattro manoscritti di cui s’è detto ieri. Il fatto che Obrecht abbia lavorato sul testo originale dà maggior consistenza all’attribuzione di Fortuna desperata a Antoine Busnois: è infatti molto probabile che i due musicisti si conoscessero di persona, essendo stati attivi a Bruges nello stesso periodo, Busnois — nell’ultimo anno della sua vita — presso la Cattedrale di San Salvatore, Obrecht in San Donaziano.

Missa Fortuna desperata di Obrecht, Kyrie

Innsbruck addio

Heinrich Isaac (c1450 - 26 marzo 1517): Insbruch, ich muss dich lassen, Lied a 4 voci. Ensemble Phoenix Munich.

Insbruch, ich muss dich lassen,
ich fahr dahin mein Strassen
im fremde Land dahin.
Mein Freud ist mir genommen,
die ich nit weiß bekommen,
wo ich im Elend bin.

Groß Leid muss ich jetzt tragen,
das ich allein tu klagen
dem liebsten Buhlen mein
Ach Lieb, nun lass mich Armen
im Herzen dein Erbarmen
daß ich muss von dannen sein.

Mein Trost ob allen Weiben,
Dein tu ich ewig bleiben
stets treu, der Ehren fromm.
nun muss dich Gott bewahren,
in aller Tugend sparen,
bis daß ich wieder komm!

Musica per il Magnifico

Heinrich Isaac (c1450 - 26 marzo 1517): Un dí lieto giamai, madrigale a 3 voci su testo di Lorenzo de’ Medici, detto il Magnifico. Insieme vocale e strumentale L’homme armé.

     Un dí lieto giamai
non ebbi, Amor, da poi
che dalli lacci tuoi mi dislegai.
     Cagion della nimica
mia donna, a cui servia;
cosí convien ch’i’ dica
la sua discortesia.
Amore a tal follia
m’indusse, allor ch’i’ ruppi
i tuoi amorosi gruppi e ti lassai.
     Fanne tu, Amor, vendetta,
ché mio poter non cura;
anzi talor m’alletta
con gli occhi e m’assicura;
e poi mi strazia e giura
che te e me disprezza:
cotanto male avvezza, signor, l’hai.
     Ma, lasso, or del mio errore
m’avveggio e me ne pento,
ché sanza te, Amore,
assai piú doglia sento.
Allor qualche contento
sentiva a mezzo il lutto:
or quello è perso tutto, e vivo in guai.



Heinrich Isaac: Palle, palle, canzone a 3 voci. Versione strumentale eseguita dall’ensemble Piffaro; versione per organo (intavolatura pubblicata nel 1507) eseguita da Gabriele Giacomelli.


Heinrich Isaac: Quis dabit capiti meo aquam?, mottetto a 4 voci su testo di Agnolo Poliziano, in morte di Lorenzo il Magnifico (1492). La Capella Reial de Catalunya e Hespèrion XXI, dir. Jordi Savall.

Prima pars :
     Quis dabit capiti meo aquam?
     Quis oculis meis fontem lachrimarum dabit,
     ut nocte fleam, ut luce fleam?
     Sic turtur viduus solet,
     sic cygnus moriens solet,
     sic luscinia conqueri.
     Heu miser, o dolor!

Secunda pars, altus & tenor I:
     Laurus impetu fulminis
     illa iacet subito,
     laurus omnium celebris
     musarum choris,
     nympharum choris.
Secunda pars, bassus:
     Et requiescamus in pace.

Tertia pars :
     Sub cuius patula coma
     et Phebi lira blandius insonat
     et vox blandius insonat.
     Nunc muta omnia,
     nunc surda omnia.

Palle