Carl Ditters von Dittersdorf (2 novembre 1739 - 1799): Sinfonia (Ouverture) per il “Singspiel” Doktor und Apotheker (1786). Staatsorchester Rheinische Philharmonie, dir. James Lockhart.
Il Singspiel si avvale di un libretto di Johann Gottlieb Stephanie il Giovane. La vicenda si svolge in una cittadina tedesca il cui nome non viene precisato. — ATTO I. A causa dell’inimicizia fra il medico, dottor Krautmann, e il farmacista Stössel, la figlia di quest’ultimo, Leonore, e il suo amato Gotthold, figlio del medico, hanno ben poche speranze di sposarsi. La giovane, oltretutto, è stata promessa dal padre a Sturmwald, un capitano invalido. Gotthold, però, ha un alleato nel chirurgo Sichel, il quale è innamorato di Rosalie, nipote del farmacista; i due giovanotti decidono di rapire le rispettive innamorate. Con un pretesto attirano Stössel fuori della farmacia, poi i due si introducono nell’edificio, nel quale si trovano le due ragazze, ma sono sorpresi da Sturmwald che, pensando di aver a che fare con due ladri, dà l’allarme. Mentre Leonore e Rosalie approfittano della confusione per allontanarsi, Gotthold e Sichel si nascondono nel laboratorio di Stössel; il capitano si mette di guardia davanti alla porta della farmacia ma, gonfio di vino, ben presto si addormenta, dando così modo ai due giovani di lasciare il nascondiglio; andandosene, sottraggono a Sturmwald armi, vestiti e stampelle, poi lo chiudono nel laboratorio e si dileguano. — ATTO II. Travestiti rispettivamente da notaio e da capitano, Gotthold e Sichel si presentano all’esterrefatto farmacista e lo inducono a stipulare seduta stante un contratto matrimoniale, dopodiché Sichel invita tutti a casa propria per un rinfresco. Ma proprio in quel momento si ode un rumore provenire dal laboratorio: è Sturmwald che si è svegliato, ma il farmacista è convinto che siano i ladri e chiama la polizia. A Gotthold e Sichel non resta che la fuga, e così Stössel e il capitano incominciano a intuire la verità; vorrebbero inseguire i due bricconi, ma la moglie del farmacista, Klaudia, li ferma, rimprovera al marito il poco discernimento e dichiara di approvare il matrimonio fra Leonore e Gotthold. Giunge intanto il funzionario di polizia e la vicenda sempra complicarsi irrimediabilmente. Tutto si risolve per il meglio quando Krautmann, mandato a chiamare, si riconcilia infine con Stössel. Le due coppie di giovani possono coronare i rispettivi sogni matrimoniali, e al capitano Sturmwald non resta che rassegnarsi.
L’approfondimento
di Pierfrancesco Di Vanni
Il trionfo della borghesia in musica: Doktor und Apotheker di Carl Ditters von Dittersdorf e la sua vivace Ouverture
Il panorama operistico della seconda metà del XVIII secolo a Vienna non è dominato unicamente dalla figura titanica di Wolfgang Amadeus Mozart e dai capolavori scritti in collaborazione con Lorenzo Da Ponte. Accanto al melodramma italiano, la corte ascesa e illuminata di Giuseppe II promosse con vigore il Singspiel nazionale tedesco, un genere teatrale che alternava numeri musicali cantati a dialoghi parlati, radicato nella tradizione del Singspiel popolare ma elevato a dignità artistica grazie al contributo di compositori di prim’ordine.
In questo fervido contesto si inserisce la figura di Carl Ditters von Dittersdorf, violinista virtuoso, compositore fecondo e autore di una delle pagine più brillanti e fortunate del teatro musicale tedesco del Settecento: Doktor und Apotheker (Il medico e il farmacista), andato in scena per la prima volta a Vienna nel 1786. Quest’opera non rappresentò soltanto il più grande successo trionfale del suo autore, ma oscurò momentaneamente persino la fama di opere coeve mozartiane nei teatri di lingua tedesca, incarnando perfettamente lo spirito dell’epoca: un umorismo borghese garbato, bozzetti di vita quotidiana, intrecci sentimentali agrodolci e una scrittura orchestrale di raffinata eleganza viennese.
Carl Ditters von Dittersdorf: tra sinfonia e teatro comico
Carl Ditters (insignito del titolo nobiliare von Dittersdorf nel 1773) fu uno dei musicisti più influenti della sua generazione. Amico di Gluck e Haydn, stimato da Leopold e Wolfgang Mozart, egli eccelse nella musica strumentale, lasciando un corpus imponente di sinfonie (alcune delle quali ispirate alle Metamorfosi di Ovidio), concerti e musica da camera.
Tuttavia, fu negli ultimi due decenni della sua vita, trascorsi principalmente al servizio del principe-vescovo di Breslavia a Johannesberg, che Dittersdorf si dedicò con particolare successo al teatro musicale. Dopo alcune esperienze minori, il librettista Johann Gottlieb Stephanie il Giovane (già librettista per Mozart nel Ratto dal serraglio) o, più precisamente, Hieronymus Reisenbichler, fornì a Dittersdorf il testo di Doktor und Apotheker. L’opera debuttò al Burgtheater l’11 luglio 1786, ottenendo un successo clamoroso e immediato che valse al compositore fama internazionale e innumerevoli rappresentazioni in tutta la Germania e l’Austria.
Doktor und Apotheker: l’intreccio e il contesto drammaturgico
Il libretto dell’opera si fonda sulla commedia borghese e sulla satira delle professioni, in particolare la rivalità accesa tra la medicina ufficiale e la spezieria (farmacia). La trama ruota attorno a due famiglie borghesi vicine di casa: il dottor Krautmann e lo speziale (farmacista) Stößel. I due capifamiglia, pomposi e litigiosi, ostacolano l’amore reciproco dei rispettivi figli, Gotthold e Leonore. Attraverso una serie di equivoci, travestimenti, intrighi orditi dai servitori (personaggi chiave della tradizione comica) e colpi di scena tipici della commedia degli errori, la gioventù trionfa sui pregiudizi senili e la riconciliazione finale suggella l’armonia comunitaria.
La musica del compositore riflette perfettamente questa leggerezza drammaturgica. Lontana dai drammi metafisici dell’Idomeneo o dalla complessità psicologica delle grandi opere di Da Ponte, la partitura si distingue per una cantabilità immediata, melodie orecchiabili ma mai banali, una scrittura vocale idiomatica e, soprattutto, una padronanza orchestrale di stampo classico che fa tesoro delle conquiste formali della scuola di Mannheim e della sinfonia viennese.
Analisi dell’Ouverture: La porta d’accesso al mondo comico
L’Ouverture di Doktor und Apotheker rappresenta uno dei saggi più compiuti di architettura sinfonico-teatrale del Settecento tedesco. Funge non solo da prologo acustico che cattura l’attenzione del pubblico e zittisce la sala, ma stabilisce immediatamente l’atmosfera ludica, brillante e dinamica dell’intera opera.
Composta in una tonalità brillante (frequentemente associata alla gioia e allo sfarzo nella scrittura classica), l’ouverture adotta una struttura che oscilla tra la forma-sonata abbreviata e il modello sinfonico in tre movimenti senza interruzione (Allegro – Andantino – Allegro), tipico delle sinfonie d’opera italiane ed è ampiamente recepita nel Singspiel.
Si inizia con un gesto orchestrale perentorio e festoso. I fiati dialogano con gli archi in un crescendo di energia cinetica. L’orchestrazione mette in luce la tavolozza timbrica classica: non c’è ancora l’uso massiccio dei tromboni o dei timpani drammatici di stampo beethoveniano, ma un equilibrio trasparente e luminoso dove ogni sezione strumentale ha un ruolo ben definito. Il primo tema si distingue per il suo carattere ritmico incisivo, puntato, che evoca immediatamente la vivacità della commedia buffa.
Senza soluzione di continuità, il discorso musicale si distende in un episodio più cantabile e melodico, dove Dittersdorf mostra la sua abilità nel creare melodie cantabili affidate ai legni. Questa transizione non è solo formale, ma drammaturgica: prepara lo spettatore al versante sentimentale dell’opera, rammentando che al di là delle schermaglie farsesche tra il medico e il farmacista, vi è una tenera storia d’amore giovanile che cerca spazio per fiorire.
La tensione si ricompone attraverso una ripresa spiritosa dei temi principali, che sfocia in una coda travolgente. I fraseggi rapidi degli archi, sostenuti da accenti festosi dei corni, accelerano verso una cadenza conclusiva netta e trionfale. Questa chiusura non lascia spazio a dubbi: il sipario sta per alzarsi su un mondo di burle, gioventù e irresistibile ilarità.
L’orchestrazione e lo stile: La trasparenza classica
Dal punto di vista musicologico, l’ouverture e l’intera partitura di Doktor und Apotheker mettono in luce la padronanza del compositore della cosiddetta “scrittura obbligata” e del contrappunto leggero. Nonostante la vocazione popolare del Singspiel (destinato a un pubblico borghese e non aristocratico), il compositore non si rifugia mai nel facile dilettantismo. L’intreccio delle voci nei concertati e la tessitura contrappuntistica dell’orchestra rivelano un artigiano di altissimo profilo, capace di nobilitare il genere comico con la stessa cura riservata alla musica sacra o sinfonica.
L’uso dei fiati merita una menzione speciale: in linea con la moda dell’Harmoniemusik che spopolava a Vienna in quegli anni, Dittersdorf sfrutta i clarinetti, i fagotti e i corni non solo come semplici raddoppi armonici, ma come veri e propri protagonisti melodici, conferendo alla partitura un colore caldo, pastorale e tipicamente mitteleuropeo.
L’oblio ingiusto e la riscoperta moderna
Nonostante il trionfo sensazionale del 1786 — che spinse Goethe a mettere in scena l’opera a Weimar e portò a innumerevoli traduzioni in boemo, danese, polacco e russo — Doktor und Apotheker condivise nel corso del XIX e XX secolo il destino di gran parte del repertorio settecentesco non firmato da Mozart o Haydn: un progressivo scivolamento nell’oblio accademico.
Tuttavia, l’ascolto dell’ouverture di quest’opera ci restituisce intatto il profilo di un’epoca irripetibile, in cui la gioia di fare musica, l’invenzione melodica spontanea e la grazia formale costituivano i pilastri di un’arte teatrale pensata per deliziare e commuovere il pubblico. L’opera di Dittersdorf rimane un monumento luminoso del Singspiel viennese, un ponte ideale tra la leggerezza della comicità popolare e la perfezione formale del classicismo viennese.
