Francisco Correa de Arauxo (16 settembre 1584 - 1654): Tres glosas sobre el canto llano de la Inmaculada concepción de la Virgen María «Todo el mundo en general» (dal Libro de tientos y discursos de música práctica y theórica de órgano, intitulado Facultad orgánica, 1626). La Capella Reial de Catalunya e Hespèrion XX, dir. Jordi Savall.
Todo el mundo en general
a voces reina escogida
diga que sois concebida
sin pecado original.
Si mandó Dios verdadero
al padre y la madre honrar,
lo que nos mandó guardar,
él lo quiso obrar primero
y assiesta ley celestial
en vos la dexo cumplida,
pues os hizo concevida
sin pecado original.
Una versione più… spigliata è quella dell’ensemble Unda Maris, con la voce di Guillemette Laurens.
Juan del Encina (12 luglio 1468 - 1529): Una sañosa porfía, romance a 4 voci (dal Cancionero de Palacio, 1465, n. 327). La Capella Reial de Catalunya e Hespèrion XX, dir. Jordi Savall.
Una sañosa porfía
sin ventura va pujando.
Ya nunca tuve alegría
ya mi mal se va ordenando.
Ya fortuna disponía
quitar mi próspero mando
Qu’el bravo León d’España
mal me viene amenazando.
Su espantosa artillería
Los adarves derribando
mis villas y mis castillos
mis ciudades va ganando.
La tierra y el mar gemían
que viene señoreando
sus pendones y estandartes
y banderas levantando.
La muy gran caballería
hela, viene relumbrando
sus huestes y peonaje
all aire viene turbando.
Correme la morería
los campos viene talando
mis compañas y caudillos
viene venciendo y matando.
Las mezquitas de Mahoma
en iglesias consagrando,
las moras lleva cativas
con alaridos llorando.
Al cielo dan apellido
Viva el gran Rey don Fernando
viva la muy gran leona
Alta Reina prosperando.
Una generosa Virgen
esfuerzo les viene dando
un famoso caballero
delante viene volando.
Con una cruz colorada
y una espada relumbrando
d’un rico manto vestido
toda la gente guiando.
Anonimo del XIII secolo: La quarte estampie royal. Hespèrion XXI, dir. Jordi Savall.
Questa composizione è trascritta nel codice detto Chansonnier du Roi (fr. 844 della Bibliothèque nationale de France, f. 104r ). Di che cosa si tratta? L’estampie (in lingua d’oc estampida, in italiano antico stampita o istampitta) è una delle rarissime forme musicali medievali interamente o prevalentemente strumentali, presumibilmente destinata a accompagnare la danza: il nome deriverebbe dal francone estampir = battere i piedi. La struttura dell’estampie, accuratamente descritta nel trattato del teorico francese Johannes de Groche[i]o (Jean de Grouchy, c1255 - c1320), consiste nel susseguirsi di un certo numero di frasi musicali chiamate puncta (la Quarte estampie royal ne ha 7); ciascun punctum è ripetuto due volte con due differenti conclusioni, dette rispettivamente apertum / ouvert e clausum / clos. Mentre i puncta sono diversi l’uno dall’altro, in genere apertum e clausum si ripetono invariati.
Johannes de Grocheo — l’unico teorico dell’epoca che si occupi della musica popolare, da lui chiamata musica simplex — descrive alcune forme affini all’estampie: una di queste è la ductia, che presenta caratteri di minore complessità. Scrive il nostro trattatista, il quale asseriva convintamente (come già Platone) che la musica abbia il potere di influire sulla psiche: «Si dice che [la ductia] sia efficace nella cura di quella passione chiamata mal d’amore».
Ecco una ductia davvero graziosa, eseguita dall’ensemble Arte Factvm:
Claudio Saracini detto il Palusi (1° luglio 1586 - 1630): Da te parto, cor mio, aria a 1 voce e basso continuo (pubblicata nella raccolta Le seconde musiche, 1620, n. 7). Nigel Rogers, tenore; Colin Tilney, clavicembalo; Jordi Savall, viola da gamba.
Da te parto, cor mio.
Io vado, anima mia.
Peregrin sconosciuto
d’ignoti lidi ad habitar l’arene,
erme campagne, abbandonati horrori
saran delle mie pene de miei passati ardori!
Dell’idol mio perduto
ecco misera e flebil’e dolente
del mio duol dal mio ardir memori ardente.
Heinrich Isaac (c1450 - 26 marzo 1517): Un dí lieto giamai, madrigale a 3 voci su testo di Lorenzo de’ Medici, detto il Magnifico. Insieme vocale e strumentale L’homme armé.
Un dí lieto giamai
non ebbi, Amor, da poi
che dalli lacci tuoi mi dislegai.
Cagion della nimica
mia donna, a cui servia;
cosí convien ch’i’ dica
la sua discortesia.
Amore a tal follia
m’indusse, allor ch’i’ ruppi
i tuoi amorosi gruppi e ti lassai.
Fanne tu, Amor, vendetta,
ché mio poter non cura;
anzi talor m’alletta
con gli occhi e m’assicura;
e poi mi strazia e giura
che te e me disprezza:
cotanto male avvezza, signor, l’hai.
Ma, lasso, or del mio errore
m’avveggio e me ne pento,
ché sanza te, Amore,
assai piú doglia sento.
Allor qualche contento
sentiva a mezzo il lutto:
or quello è perso tutto, e vivo in guai.
Heinrich Isaac: Palle, palle, canzone a 3 voci. Versione strumentale eseguita dall’ensemble Piffaro; versione per organo (intavolatura pubblicata nel 1507) eseguita da Gabriele Giacomelli.
Heinrich Isaac: Quis dabit capiti meo aquam?, mottetto a 4 voci su testo di Agnolo Poliziano, in morte di Lorenzo il Magnifico (1492). La Capella Reial de Catalunya e Hespèrion XXI, dir. Jordi Savall.
Prima pars :
Quis dabit capiti meo aquam?
Quis oculis meis fontem lachrimarum dabit,
ut nocte fleam, ut luce fleam?
Sic turtur viduus solet,
sic cygnus moriens solet,
sic luscinia conqueri.
Heu miser, o dolor!
Secunda pars, altus & tenor I:
Laurus impetu fulminis
illa iacet subito,
laurus omnium celebris
musarum choris,
nympharum choris. Secunda pars, bassus:
Et requiescamus in pace.
Tertia pars :
Sub cuius patula coma
et Phebi lira blandius insonat
et vox blandius insonat.
Nunc muta omnia,
nunc surda omnia.
Quantas sabedes amar amigo
treydes comig’ a lo mar de Vigo:
e banhar nos emos nas ondas! Quantas sabedes amar amado
treydes comig’ a lo mar levado:
e banhar nos emos nas ondas! Treydes comig’ a lo mar de Vigo
e veeremo lo meu amigo:
e banhar nos emos nas ondas! Treydes comig’ a lo mar levado
e veeremo lo meu amado:
e banhar nos emos nas ondas!
Tutte voi che sapete amare un amico
venite con me al mare di Vigo:
e andremo a bagnarci nell’onde!
Tutte voi che sapete amare l’amato
venite con me al mare agitato:
e andremo a bagnarci nell’onde!
Venite con me al mare di Vigo
e vedremo il mio amico:
e andremo a bagnarci nell’onde!
Venite con me al mare agitato
e vedremo il mio amato:
e andremo a bagnarci nell’onde!