Platano, amore mio


Francesco Cavalli (1602 - 1676): «Ombra mai fu», aria dal I atto dell’opera Il Serse (o Xerse, 1654), libretto di Nicolò Minato. Flavio Ferri-Benedetti, controtenore; Neue Hofkapelle Graz, dir. Michael Hell.

Atto I, scena 1a.
Villaggio delizioso dietro le mura della città, con veduta di bosco.
Xerse sotto un platano.

Ombra mai fu
di vegetabile
cara e amabile,
soave più.

Bei smeraldi crescenti,
frondi tenere, e belle,
di turbini, o procelle
importuni tormenti,
non v’affliggano mai la cara pace,
né giunga a profanarvi austro rapace.

Ombra mai fu…

Mai con rustica scure
bifolco ingiurioso
tronchi ramo frondoso,
e se reciso pure
fia che ne resti alcuno, in stral cangiato,
o lo scocchi Diana, o ‘l dio bendato.

Ombra mai fu…

4 pensieri riguardo “Platano, amore mio

  1. mai come ora si avverte l’importanza della vegetazione che ahinoi è violata dall’uomo e dagli incendi (a volte per mano dello stesso) bellissimo testo di Minato, bella l’interpretazione, anche scenografica cui partecipano anche gli orchestrali. Buondì Claudio

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    1. Buon giorno, Daniela.
      Molto carina l’idea di… vegetalizzare anche gli orchestrali 🙂
      Flavio Ferri-Benedetti era intervenuto nel vecchio blog con acume e simpatia, poi ci siamo un po’ persi nel cyberspazio. So però che la sua carriera prosegue con successo.

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