Maddalena Laura Sirmen nata Lombardini (1745 - 18 maggio 1818): Concerto in la maggiore per violino e orchestra op. 3 n. 3. Orchestra barocca Arion di Montreal; Stefano Montanari, solista e direttore.
- Allegro
- Adagio [6:42]
- Rondò: Allegretto [11:27]

Maddalena Laura Sirmen nata Lombardini (1745 - 18 maggio 1818): Concerto in la maggiore per violino e orchestra op. 3 n. 3. Orchestra barocca Arion di Montreal; Stefano Montanari, solista e direttore.

Henri Sauguet (pseudonimo di Jean-Pierre Poupard; 18 maggio 1901 - 1989): Tableaux de Paris, suite symphonique (1950). Orchestre du Capitol de Toulouse, dir. Michel Plasson.





Dipinti di Édouard Cortès (1882 - 1969).
Paul Dukas (1865 - 17 maggio 1935): Sonata in mi bemolle minore per pianoforte (1899-1900). Marc-André Hamelin (in concerto).

Werner Egk (17 maggio 1901 - 1983): Abraxas, suite dal balletto (1948). The Louisville Orchestra, dir. Robert Whitney.

Alcune diverse interpretazioni di Je te veux, valse chantée composta probabilmente nel 1897 da Erik Satie (17 maggio 1866 - 1925) su testo di Henry Pacory:
J’ai compris ta détresse,
Cher amoureux,
Et je cède à tes vœux:
Fais de moi ta maîtresse.
Loin de nous la sagesse,
Plus de tristesse,
J’aspire à l’instant précieux
Où nous serons heureux:
Je te veux.
Je n’ai pas de regrets
Et je n’ai qu’une envie:
Près de toi là tout près
Vivre toute ma vie.
Que mon corps soit le tien,
Que ta lèvre soit mienne,
Que ton coeur soit le mien
Et que toute ma chair soit tienne.
J’ai compris ta détresse…
Oui, je vois dans tes yeux
La divine promesse
Que ton coeur amoureux
Vient chercher ma caresse.
Enlacés pour toujours,
Brûlant des mêmes flammes
Dans un rêve d’amour
Nous échangerons nos deux âmes.
J’ai compris ta détresse…

Fryderyk Chopin (1810 - 1849): Mazurca in fa diesis minore op. 59 n. 3 (1844). Arthur Rubinstein, pianoforte.
Il tema iniziale ha carattere schiettamente popolare; anche il secondo episodio, in modo maggiore, è una danza piena di brio. Nella ripresa della sezione iniziale, il primo tema viene esposto attraverso un sottile gioco contrappuntistico; la composizione si conclude, inaspettatamente, in modo maggiore. Di questo brano si conosce anche un’altra versione, lievemente diversa.

Aleksander Michałowski (17 maggio 1851 - 1938): Mazurca n. 1 in fa diesis minore op. 5 (c1870-80). Robert Marat, pianoforte.

Eric Whitacre (1970): Equus per coro e orchestra (2000). Royal Philharmonic Orchestra, The BBC Singers e The BBC Symphony Chorus diretti dall’autore.
«I wanted to write a moto perpetuo, a piece that starts running and never stops (equus is the Latin word for horse) and would also be a virtuosic show piece for winds. The final result is something that I call “dynamic minimalism”, which basically means that I love to employ repetitive patterns as long as they don’t get boring» (Eric Whitacre).

Francis Poulenc (1899 - 1963): Trois Mouvements perpétuels per pianoforte (1918). Gabriel Tacchino.
Arvo Pärt (1935): Perpetuum mobile per orchestra op. 10 (1963). Governor’s School Orchestra di Winston-Salem (North Carolina), dir. Orlando Cela.
Wilhelm Middelschulte (1863 - 1943): Perpetuum mobile per pedaliera sola (1903). Brink Bush, organo.

Wilhelm Middelschulte
Niccolò Paganini (1782 - 1840): Sonate à mouvement perpetuel in si bemolle maggiore per violino e orchestra (1831), II movimento. Salvatore Accardo, violino; London Philharmonic Orchestra, dir. Charles Dutoit.
Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809 - 1847): Perpetuum mobile in do maggiore per pianoforte op. 119 (c1837). Joshua Grunmann, pianoforte.
Johann Strauß figlio (1825 - 1899): Perpetuum mobile, musikalischer Scherz per orchestra op. 257 (1862). Wiener Philharmoniker, dir. Herbert von Karajan.
Ottokar Nováček (1866 - 1900): Perpetuum mobile in re minore op. 5 n. 4 (1895). Nathan Milstein, violino; Ernest Lush, pianoforte.

Carl Friedrich Zelter (1758 - 15 maggio 1832): Concerto in mi bemolle maggiore per viola e orchestra (c1799). Hariolf Schlichtig, viola e direzione; Münchener Kammerorchester.

Max d’Ollone (1875 - 15 maggio 1959): Le Ménétrier, poema sinfonico per violino e orchestra (1910). Mark Kaplan, violino; Orquestra sinfònica de Barcelona i nacional de Catalunya, dir. Lawrence Foster.

Johann Adolph Scheibe (15 maggio 1708 - 1776): Sinfonia a 4 in si bemolle maggiore. Concerto Copenhagen, dir. Andrew Manze.

Lou Harrison (14 maggio 1917 - 2003): Sei Sonate per clavicembalo (1943). Solista Linda Burman-Hall.

Questo articolo è stato ispirato da Antartica e perciò a lei dedicato.
Passacaglia è il nome generico di una danza secentesca di origine spagnola e della forma musicale tradizionalmente associata alla danza stessa, in ritmo ternario e di andamento lento. Fra Seicento e Settecento la passacaglia si affermò nella musica d’arte assumendo la forma di variazioni sopra un tema, sopra uno schema armonico o sopra un basso ostinato; sotto il profilo musicale, la passacaglia è di fatto simile alla ciaccona, tanto che a lungo i due termini furono considerati equivalenti.
Numerosi musicisti si sono dedicati alla composizione di passacaglie; uno dei primi è Girolamo Frescobaldi:
Nell’ambito della musica teatrale, una passacaglia assai nota si trova nel V atto dell’Armide di Lully:
La Passacaglia con Fuga BWV 582 di Bach è uno dei più grandi capolavori della musica organistica d’ogni tempo:
Fra le passacaglie più celebri va annoverata quella in sol minore di Georg Friedrich Händel; fa parte di una Suite per clavicembalo (la n. 7, HWV 432) ed è una passacaglia sui generis perché ha ritmo binario anziché ternario. La versione originale suona così:
Nel 1897, quasi centoquarant’anni dopo la morte di Händel, il compositore norvegese Johan Halvorsen elaborò un adattamento per violino e viola della Passacaglia in sol minore:
Tanto della versione originale di Händel quanto della rielaborazione di Halvorsen esistono vari arrangiamenti per strumenti diversi. Fino a qualche anno fa, un adattamento per arpa (eseguito da Anna Palomba Contadino) era ben noto agli abbonati Rai:
Un’altra famosa passacaglia si trova nel IV movimento del Quintettino op. 30 n. 6 di Luigi Boccherini, noto anche come Musica notturna delle strade di Madrid:
È una passacaglia il Finale della Quarta Sinfonia di Brahms, costituito da una serie di 32 variazioni sopra il tema del coro conclusivo («Meine Tage in dem Leide») della cantata Nach dir, Herr, verlanget mich BWV 150 di Bach.
La passacaglia che costituisce il III movimento del Trio per violino, violoncello e pianoforte di Ravel è un brano di straordinaria intensità:
Troviamo una passacaglia, poi, fra i capolavori della musica del Novecento: è l’opus 1 di Anton Webern:
Ivan Wyschnegradsky (14 maggio 1893 - 1979): Preludio e Fuga per 2 pianoforti a quarti di tono op. 21 (1932). Jean-François Hessier e Jean Koerner, pianoforti.

Fanny Mendelssohn (1805 - 14 maggio 1847): Sonata in do minore per pianoforte H 128 (1824). Heather Schmidt.

Francesco Rasi (14 maggio 1574 - 1621): Filli mia, Filli dolce (pubblicato in Madrigali di diversi autori per una voce e basso continuo, 1610); testo di Giovanbattista Strozzi il Vecchio (1505 - 1571). Vincenzo Manno, tenore; Ensemble Concerto, dir. Roberto Gini.
Fillia mia, Filli dolce,
O’ sempre nov’è più chiaro concento,
Quanta dolcezza sento
In sol Filli dicendo.
Io mi pur provo,
Né qui tra noi ritrovo
Né tra cieli armonia
Che del bel nome tuo
Più dolce sia.

Anna Weesner (13 maggio 1965): Light and Stone per clarinetto, violino e pianoforte (1999). Benjamin Fingland, clarinetto; Asmira Woodward-Page, violino; Blair McMillen, pianoforte.

Olivier Greif (1950 - 13 maggio 2000): The Battle of Agincourt, sonata per 2 violoncelli (1995). Anne-Elise Thouvenin e David Bordeleau.
Il titolo della sonata è dovuto alla doppia citazione, nel I e nel IV movimento, dell’Agincourt Carol, il canto anonimo quattrocentesco che celebra la vittoria inglese a Azincourt il 25 ottobre 1415.
Il I movimento ha carattere introduttivo, sembra quasi una libera improvvisazione, una fantasia sul tema dell’Agincourt Carol, e nello stesso tempo una meditazione sulla guerra e sulla morte. Il II movimento suona come un risveglio, ma a risvegliarsi sono i morti: sono i caduti di Azincourt, i cui scheletri tornano sul campo di battaglia per combattersi nuovamente e senza pietà. Il III movimento è un compianto, composto sul canto del Ghetto di Varsavia da cui prende il titolo. Il movimento finale è costituito da una serie di variazioni sulla melodia dell’Agincourt Carol e s’ispira nella struttura alla famosa ballata di Keats in cui una dama misteriosa trascina un cavaliere nell’aldilà: è dunque un’altra allegoria della morte.
August Enna (13 maggio 1859 - 1939): Märchen, quadri sinfonici (1905). NDR Radiophilharmonie Hannover, dir. Michael Hofstetter.

Ruggero Manna (1808 - 13 maggio 1864): Capriccio in forma di toccata per organo (pubblicato postumo, c1870). Alberto Pozzaglio.

Oleg Ejges (13 maggio 1905 - 1992): Sonata per pianoforte n. 3 op. 14 (1945). Esegue l’autore.

Adolf von Henselt (12 maggio 1814 - 1889): Concerto in fa minore per pianoforte e orchestra op. 16 (1847). Michael Ponti, pianoforte; Philharmonia Hungarica, dir. Othmar Mága.
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Giovanni Battista Viotti (12 maggio 1755 - 1824): Tema e variazioni in do maggiore per violino e orchestra (1781?). Camerata Ducale, dir. e solista Guido Rimonda.
Pare, ma non è certo, che questa composizione abbia poi ispirato Claude-Joseph Rouget de Lisle.

Gabriel Fauré (12 maggio 1845 - 1924) e André Messager (1853-1929): Souvenirs de Bayreuth, «Fantaisie en forme de quadrille sur les thèmes favoris de L’Anneau du Nibelung de Richard Wagner» per pianoforte a 4 mani (c1880). Pierre-Alain Volondat e Patrick de Hooge.
Emmanuel Chabrier (1841 - 1894): Souvenirs de Munich, «Fantaisie en forme de quadrille sur les thèmes favoris de Tristan et Isolde de Wagner» (1885-86). Pinuccia Giarmanà e Alessandro Lucchetti.

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Jules Massenet (12 maggio 1842 - 1912): musica di balletto dall’opera Cendrillon (1899). Academy of St Martin in the Fields, dir. sir Neville Marriner.

Judith Weir (11 maggio 1954): Airs from Another Planet per flauto, oboe, clarinetto, fagotto, corno e pianoforte (1986). Ingrid Culliford, flsuto; Melinda Maxwell, oboe; David Rix, clarinetto; Dominic Morgan, fagotto; Alison Taylor, corno; Dominic Saunders, pianoforte; dir. Odaline de la Martinez.

Ciao! Io sono Puck e oggi compio undici anni 😊
Max Reger (1873 - 11 maggio 1916): Introduction und Passacaglia in re minore (1899). Stefano Faggioni all’organo della Cattedrale di Losanna.
