Anatolij Nikolaevič Aleksandrov (25 maggio 1888 - 1982): 4 Preludi per pianoforte op. 10 (1913-16). Jenny Lin.
- Lugubre patetico
- Vivo [1:50]
- Pensieroso. Cantabile [3:17]
- Liberamente. Come parlando [6:03]

Anatolij Nikolaevič Aleksandrov (25 maggio 1888 - 1982): 4 Preludi per pianoforte op. 10 (1913-16). Jenny Lin.

Ivan Wyschnegradsky (14 maggio 1893 - 1979): Preludio e Fuga per 2 pianoforti a quarti di tono op. 21 (1932). Jean-François Hessier e Jean Koerner, pianoforti.

Dietrich Buxtehude (1637 - 9 maggio 1707): Preludio e fuga in re minore BuxWV 140. Ton Koopman all’organo Schnitger (1689-93) della Sankt-Jacobi-Kirche in Amburgo.
Lo stesso brano nella trascrizione per pianoforte di Prokof’ev (1923). Boris Berman.

Johann Heinrich Buttstett (25 aprile 1666 - 1727): Preludio e Capriccio in re minore (da Musicalische Clavier-Kunst und Vorraths-Kammer, 1713). Marco Lo Muscio all’organo Mascioni della Chiesa di San Gregorio VII in Roma.
Johann Heinrich Buttstett: Fuga in mi minore (dall’Andreas-Bach-Buch, n. 40). Maurizio Croci, organo.


Vítězslava Kaprálová (1915 - 1940): Dubnová preludia (Preludi d’aprile) per pianoforte op. 13 (1937). Virginia Eskin.

Nicolaus Bruhns (1665 - 29 marzo 1697): (Großes) Praeludium und Fuge in mi minore. Georg Hagel all’organo Rieger della Basilica dei Quattordici Santi in Bad Staffelstein (Alta Franconia).
« Questo Preludio e Fuga in mi minore è una delle opere organistiche pre-bachiane più grandi e…sconvolgenti. A cominciare dal folgorante inizio che tocca tutte le note della scala cromatica e proseguendo con una quantità di episodi contrastanti che creano una sorta di tormentato ritratto psicologico di un musicista morto a 32 anni e di cui poco si sa. Tanto è vero che lo scrittore Andreas Nohr ne ha tentato una biografia immaginaria dal titolo Mitternacht, sorta di romanzo noir, ipotizzandone una fine tragica. Lo Stylus phantasticus è alla sua apoteosi e va ancora oltre quello di Buxtehude. L’interpretazione di quest’opera pone problemi rilevanti che sono stati risolti in modo molto vario nel corso del tempo. Richiede comunque un notevole coinvolgimento personale da parte dell’interprete. Musica visionaria quant’altre mai » (Pietro Pompili).

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Georg Friedrich Händel (5 marzo 1685 – 1759): Suite in re minore HWV 428 (n. 3 della raccolta Suites de Pieces pour le Clavecin, 1720). Daria van den Bercken, pianoforte.

York Bowen (22 febbraio 1884 – 1961): Twenty-Four Preludes in All Major and Minor Keys per pianoforte op. 102 (1938). Joop Celis.

Claude Debussy (1862 - 1918): Preludio in fa maggiore (…Feux d’artifice) dal Deuxième livre (1913), n. 12. Arturo Benedetti Michelangeli, pianoforte.
Igor’ Stravinskij (1882 - 1971): Feu d’artifice op. 4 (1908). Columbia Symphony Orchestra diretta dall’autore.
«Recentemente ho visto Stravinskij…
Dice: il mio Oiseau de feu, il mio Sacre, come un bambino direbbe: la mia trottola, il mio cerchio. Ed è proprio questo: un bambino viziato che, ogni tanto, mette le dita nel naso della musica. È anche un giovane selvaggio che porta cravatte da pugno nell’occhio, bacia la mano alle signore pestando loro i piedi. Da vecchio, sarà insopportabile, o meglio non sopporterà nessuna musica; ma per ora è straordinario! Dichiara di essere mio amico, perché l’ho aiutato a salire un gradino della scala dalla cui sommità lancia granate, non tutte esplodono. Ma, ripeto, è straordinario.»
(lettera di Claude Debussy a Robert Godet del 4 gennaio 1916)

