La Musa novarese

Isabella Leonarda (Isabella Calegari) detta la Musa novarese (6 settembre 1620 - 1704): Sonata in re minore per violino e basso continuo (ultima delle 12 Sonate a 1, 2, 3, e 4 istromenti op. 16, 1693). Ensemble Bizzarrie Armoniche.

  1. Adagio
  2. Allegro e presto [1:51]
  3. Vivace e largo [3:05]
  4. Aria: Allegro [7:53]
  5. Veloce [9:21]

Isabella Leonarda: Magnificat. Gruppo vocale Musica Laudantes, dir. Riccardo Doni; Cappella strumentale del Duomo di Novara, dir. Paolo Monticelli.

Nel cor più non mi sento

Giovanni Paisiello (1740 - 1816): «Nel cor più non mi sento», duetto, dal II atto dell’opera L’amor contrastato, ossia La molinarella (libretto di Giuseppe Palomba, 1788; ripresa nel 1790 con il titolo La molinara). Renata Tebaldi, soprano (esegue soltanto la 1a strofe); New Philharmonia Orchestra, dir. Richard Bonynge.

Nel cor più non mi sento
brillar la gioventù.
Cagion del mio tormento,
Amor, sei colpa tu.
Mi pizzichi, mi stuzzichi,
mi pungichi, mi mastichi;
Che cosa è questa, ohimè?
Pietà, pietà, pietà!
Amore è un certo che,
che disperar mi fa!


Bonifazio Asioli (30 agosto 1769 - 1832): Sonata in sol maggiore per pianoforte op. 8 n. 1. Vladimir Plešakov.

  1. Presto
  2. Adagio [6:22]
  3. Tema («Nel cor più non mi sento» di Paisiello), 10 variazioni e Epilogo [11:18]


Ludwig van Beethoven (1770 - 1827): 6 Variazioni per pianoforte su «Nel cor più non mi sento» WoO 70 (1795). Wilhelm Kempff.
Sulla genesi di questa composizione si racconta il seguente aneddoto. Una sera Beethoven si trovava a teatro per assistere a una rappresentazione della Molinara; quando fu eseguito il noto duetto «Nel cor più non mi sento», una dama gli disse: «Avevo alcune variazioni su questo tema, ma le ho perdute». Durante la notte Beethoven compose sei variazioni sul tema di Paisiello e il mattino successivo le inviò alla signora con questa intitolazione: Variazioni ecc. perdute per la — ritrovate per Luigi van Beethoven. Sie sind so leicht, daß die Dame sie wohl a vista sollte spielen können (sono così facili che la signora dovrebbe essere in grado di eseguirle a prima vista).


Niccolò Paganini (1782 - 1840): Introduzione e variazioni sul tema «Nel cor più non mi sento» per violino solo (1821). Leonid Kogan.


Giovanni Bottesini (1821 - 1889): Variazioni su «Nel cor più non mi sento» per contrabbasso e pianoforte op. 23. Gabriele Ragghianti, contrabbasso; Pier Narciso Masi, pianoforte.

Il falso Vivaldi

Nicolas Chédeville (1705 - 6 agosto 1782): Sonata in sol minore per oboe e continuo, n. 6 della raccolta Il pastor fido (pubblicata nel 1737 come op. 13 di Antonio Vivaldi). Paul Goodwin, oboe; Nigel North, arciliuto e chitarra barocca; Susan Sheppard, violoncello; Frances Eustace, fagotto; John Toll, clavicembalo e organo.

  1. Vivace [0:09]
  2. Fuga da cappella: Alla breve [1:35]
  3. Largo [2:27]
  4. Allegro, ma non troppo [4:54]

Chédeville

Oboe uno due tre

Antonio Vivaldi (1678 - 28 luglio 1741): Concerto in fa maggiore per oboe, archi e continuo RV 457. Ensemble Silente Venti!; Simone Toni, oboe e direzione.

  1. Allegro non molto
  2. Andante [3:52]
  3. Allegro molto [6:24]

Johann Sebastian Bach (1685 - 28 luglio 1750): Concerto in fa maggiore per oboe, archi e continuo BWV 1053R. Café Zimmermann.

  1. Allegro
  2. Siciliano [7:05]
  3. Allegro [11:52]

La partitura originale è perduta: il concerto è stato ricostruito sulla base delle cantate Gott soll allein mein Herze haben BWV 169 (il I e il II movimento del concerto corrispondono alla I e alla V parte della cantata) e Ich geh’ und suche mit Verlangen BWV 49 (l’ultimo movimento del concerto corrisponde alla I parte della cantata).


Giuseppe Sarti (1729 - 28 luglio 1802): Sonata n. 4 in sol maggiore per oboe e continuo. Giuseppe Piccinino, oboe; Roberto Cognazzo, clavicembalo.

  1. Andante
  2. Grave [1:53]
  3. Giga [4:19]

Giovanni Battista Grazioli

Giovanni Battista Grazioli (6 luglio 1746 - 1828): Sonata in fa maggiore per clavicembalo e violino obbligato op. 3 n. 4 (1781-84). Enrico Zanovello, clavicembalo; Enrico Casazza, violino.

  1. Allegro
  2. Rondò: Allegretto [4:45]

Oltre che per un celebre Adagio (dalla Sonata op. 1 n. 11), Grazioli è noto per aver ispirato Al Bano e Michael Jackson 😀

Cornetti & tromboni

Georg Daniel Speer (2 luglio 1636 - 1707): Sonata a 5 in la minore e Sonata a 4 in do maggiore. Corelli Consort: Julia Fritz e Raivo Tarum, cornetti; Esa Fagerholm e Vairis Nartiss, tromboni; Peeter Sarapuu, dulciana; Lembit Orgse, organo.

La sostenibile levità della musica

Élisabeth-Claude Jacquet de La Guerre (1666 - 27 giugno 1729): Sonata n. 2 in re maggiore per violino e basso continuo (1707). Riccardo Masahide Minasi, violino; Salvatore Carchiolo, clavicembalo.

  1. Presto
  2. Adagio [1:25]
  3. Presto [2:50]
  4. Presto [4:25]

Élisabeth-Claude Jacquet de La Guerre ritratta da François de Troy

Sonata a quattro

Johann Gottlieb Janitsch (19 giugno 1708 - 1763): Sonata in la maggiore per violino, viola da gamba, violoncello e basso continuo (un tempo erroneamente attribuita a Christoph Schaffrath, 1709 - 1763). Amandine Beyer, violino; Guido Balestracci, viola da gamba; Martin Zeller, violoncello; Massimilano Raschietti, clavicembalo.

  1. Adagio
  2. Allegretto [2:26]
  3. Allegro [8:44]

falso Schaffrath

Le bravate di Goliath (e loro conseguenze)

Johann Kuhnau (1660 - 5 giugno 1722): Il combattimento tra David e Goliath, sonata per strumento a tastiera (Musicalische Vorstellung einiger biblischer Historien in sechs Sonaten auf dem Claviere zu spielen, 1700, n. 1). Anikó Horváth, clavicembalo.

  • Le bravate di Goliath

  • Il tremore degl’Israeliti alla comparsa del Gigante, e la loro preghiera fatta a Dio [1:40]

  • Il Coraggio di David, ed il di lui ardore di rintuzzar l’orgoglio del nemico spaventevole, colla sua confidenza messa nell’ajuto di Dio [3:58]

  • Il combattere frà l’uno e l’altro e la loro contesa [5:01]. Vien tirata la selce colla frombola nella fronte del Gigante [5:26]. Casca Goliath [5:31]

  • La fuga de’ Filistei, che vengono persequitati ed amozzati dagl’Israeliti [6:06]

  • La gioia degl’Israeliti per la loro Vittoria [6:58]

  • Il Concerto Musico delle Donne in honor di Davide [8:20]

  • Il Giubilo comune, ed i balli d’allegrezza del Populo [9:46]

Il Salmo 94

Julius Reubke (1834 - 3 giugno 1858): Der 94. Psalm, sonata in do minore per organo (1857). Dame Gillian Weir all’organo Aeolian-Skinner della First Church of Christ, Scientist in Boston, Massa­chusetts.

I. [Introduzione:] Grave

1. Dio che fai giustizia, o Signore,
   Dio che fai giustizia: mostrati!
2. Alzati, giudice della terra,
   rendi la ricompensa ai superbi.

II. Larghetto – Allegro con fuoco [3:25]

3. Fino a quando gli empi, Signore,
   fino a quando gli empi trionferanno?
6. Uccidono la vedova e il forestiero,
   danno la morte agli orfani.
7. Dicono: «Il Signore non vede,
   il Dio di Giacobbe non se ne cura».

III. Adagio – Lento [10:45]

17. Se il Signore non fosse il mio aiuto,
   in breve io abiterei nel regno del silenzio.
19. Quand’ero oppresso dall’angoscia,
   il Tuo conforto mi ha consolato.

IV. [Fuga:] Allegro – Allegro assai [16:53]

22. Ma il Signore è la mia difesa,
   roccia del mio rifugio è il mio Dio.
23. Egli ritorcerà contro di essi la loro malizia,
   per la loro perfidia li farà perire,
   li farà perire il Signore, nostro Dio.

La Belle Dame sans Merci – II

Olivier Greif (1950 - 13 maggio 2000): The Battle of Agincourt, sonata per 2 violoncelli (1995). Anne-Elise Thouvenin e David Bordeleau.

  1. Molto lento, quasi cadenza
  2. Chaconne
  3. Shtil, di nacht is ojsgesternt (Silenzio, la notte è piena di stelle)
  4. Rondeau de la Belle Dame sans Merci

Il titolo della sonata è dovuto alla doppia citazione, nel I e nel IV movimento, del­l’Agincourt Carol, il canto anonimo quattro­cen­te­sco che celebra la vittoria inglese a Azincourt il 25 ottobre 1415.
Il I movimento ha carattere introduttivo, sembra quasi una libera improv­vi­sa­zione, una fantasia sul tema dell’Agincourt Carol, e nello stesso tempo una meditazione sulla guerra e sulla morte. Il II movimento suona come un risveglio, ma a risvegliarsi sono i morti: sono i caduti di Azincourt, i cui scheletri tornano sul campo di battaglia per combattersi nuovamente e senza pietà. Il III movimento è un compianto, composto sul canto del Ghetto di Varsavia da cui prende il titolo. Il movimento finale è costituito da una serie di variazioni sulla melodia dell’Agincourt Carol e s’ispira nella struttura alla famosa ballata di Keats in cui una dama misteriosa trascina un cavaliere nell’aldilà: è dunque un’altra allegoria della morte.