Con il suo ensemble, The Broadside Band, Jeremy Barlow ha lavorato a lungo e proficuamente sulle musiche utilizzate da Johann Christoph Pepusch nell’Opera del mendicante (The Beggar’s Opera, 1728) di John Gay: la quale è l’unica ballad opera di cui si parli ancora ai nostri giorni, grazie anche al rifacimento brechtiano del 1928, Die Dreigroschenoper, che adotta però musiche originali composte da Kurt Weill. Per l’Opera del mendicante invece, com’è noto, Pepusch adattò i testi di Gay a melodie che all’epoca avevano una certa notorietà, prendendole a prestito da broadside ballads, arie d’opera, inni religiosi e canti di tradizione popolare.
Oltre a produrre un’edizione completa del lavoro di Gay e Pepusch, Barlow e la sua band hanno inciso (per Harmonia Mundi, 1982) anche un’antologia degli airs più famosi (in tutto nove brani), di ciascuno dei quali proponendo non solo la versione dell’Opera del mendicante ma anche la composizione originale e eventuali altre sue trasformazioni, varianti e parodie.
L’ultima sezione dell’antologia, che qui sottopongo alla vostra attenzione, è dedicato a Greensleeves. Comprende, nell’ordine:
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una improvvisazione sul passamezzo antico, eseguita al liuto da George Weigand
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Greensleeves, la più antica versione nota della melodia (dal William Ballet’s Lute Book, c1590-1603) con la più antica versione nota del testo (da A Handful of Pleasant Delights, 1584), cantata da Paul Elliott accompagnato al liuto da Weigand [1:13]
Alas, my love, you do me wrong,
To cast me off discourteously.
And I have loved you so long,
Delighting in your company.Greensleeves was all my joy,
Greensleeves was my delight,
Greensleeves was my heart of gold,
And who but my Lady Greensleeves.I have been ready at your hand,
To grant whatever you wouldst crave,
I have both waged life and land,
Your love and goodwill for to have.Well I will pray to God on high
That thou my constancy mayst see,
And that yet once before I die,
Thou wilt vouchsafe to love me.Greensleeves, now farewell, adieu,
God I pray to prosper thee,
For I am still thy lover true,
Come once again and love me. -
Greensleeves, la versione più diffusa all’inizio del Seicento, secondo William Cobbold (1560 - 1639) e altri autori, con improvvisazioni eseguite da Weigand alla chitarra barocca e da Rosemary Thorndycraft al bass viol [4:07]
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la versione dell’Opera del mendicante che già conosciamo, interpretata ancora da Elliott a solo [5:27]
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un misto di tre jigs irlandesi eseguito da Barlow al flauto e da Alastair McLachlan al violino [6:03]:
– A Basket of Oysters (da Moore’s Irish Melodies, 1834)
– A Basket of Oysters or Paddythe Weaver (Aird’s selection, 1788)
– Greensleeves (versione raccolta a Limerick nel 1852)


Agostino Steffani (25 luglio 1654 - 1728): Stabat mater a 6 voci, coro, archi e basso continuo (1728). Coro della Radio Svizzera, dir. Diego Fasolis; I Barocchisti, dir. René Clemencic.


Eduard Marxsen (23 luglio 1806 - 1887): Rondo brillant in fa maggiore per pianoforte op. 9. Anthony Spiri. 











English translation: please
Forse figlio illegittimo di Enrico VIII, Richard Edwardes fu poeta, autore drammatico, gentiluomo della Chapel Royal e maestro del coro di voci bianche della medesima istituzione sotto le regine Maria e Elisabetta I. Nei suoi ultimi anni compilò un’ampia silloge di testi poetici di autori diversi, cui aggiunse, firmandoli, alcuni componimenti propri, e fra questi appunto Where gripyng grief, con il titolo In commendation of Musick. La raccolta, intitolata The Paradise of Dainty Devices, fu pubblicata postuma nel 1576, a cura di Henry Disle; dei molti volumi miscellanei dati alle stampe in quel periodo fu il più fortunato, tant’è vero che fu ristampato nove volte nei successivi trent’anni.




