Jean Martinon (10 gennaio 1910 - 1976): Sinfonia n. 3, Symphonie irlandaise (1948). Orchestre National de l’ORTF, dir. Pierre-Michel Le Conte.
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Jean Martinon (10 gennaio 1910 - 1976): Sinfonia n. 3, Symphonie irlandaise (1948). Orchestre National de l’ORTF, dir. Pierre-Michel Le Conte.

Arcangelo Corelli (1653 - 1713): Sonata per violino e basso in re minore op. 5 n. 12, La Follia (1700). Fabio Paggioro, violino; Massimiliano Ferrati, pianoforte.
Marin Marais (1656 - 1728): Couplets de folies per viola da gamba e basso (1701). La Spagna: Alejandro Marías, viola da gamba solista; Pablo Garrido, viola da gamba per il basso continuo; Juan Carlos de Mulder, tiorba; Ramiro Morales, chitarra barocca; Jorge López-Escribano, clavicembalo.
Reinhard Keiser (9 gennaio 1674 - 1739): Ouverture per il Singspiel Der lächerliche Prinz Jodelet (1726). Das Lausitzer Barockensemble.
E ora, una lectio magistralis di Francesco Di Fortunato:
Sigismond Thalberg (8 gennaio 1812 - 1871): Concerto per pianoforte e orchestra in fa minore op. 5 (1830), dedicato a Johann Nepomuk Hummel. Francesco Nicolosi, pianoforte; Razumovsky Symphony Orchestra, dir. Andrew Mogrelia.

Pierre-Montan Berton (7 gennaio 1727 - 1780): Nouvelle Chaconne in mi minore (1762). Bayerische Kammerphilharmonie, Reinhard Goebel.

César Cui (6 gennaio 1835 - 1918): In modo populari, petite suite per orchestra (n. 3) op. 43 (1890). Hong Kong Philharmonic Orchestra, dir. Kenneth Schermerhorn.

Dietrich Buxtehude (1637 - 1707): «Alleluia» dalla cantata Der Herr ist mit mir BuxWV 15. Ensemble Accentus, Insula Orchestra, dir. Laurence Equilbey.
Questa breve e deliziosa composizione su basso ostinato si evolve per intero nell’ambito tonale di do minore, salvo poi risolversi in un solare accordo di do maggiore, ossia con una formula cadenzale comunemente detta terza piccarda o di Piccardia. Secondo Jean-Jacques Rousseau (Dictionnaire de musique, 1767) il nome sarebbe dovuto al fatto che questo tipo di cadenza fu a lungo impiegato nella musica liturgica, e quindi in Piccardia, regione storica della Francia settentrionale, ricca di chiese e cattedrali:
« Tierce picarde parce que cette façon de terminer a survécu le plus longtemps dans la musique religieuse et donc en Picardie, où il y a de la musique dans un grand nombre de cathédrales et d’églises » (Dictionnaire, p. 727).
Secondo altri studiosi, la denominazione deriverebbe invece dall’antico francese picart, vale a dire pungente, acuto, con riferimento al segno della grafia musicale (diesis o bequadro) che trasforma appunto in maggiore un accordo minore. Ma nemmeno questa spiegazione pare del tutto soddisfacente.

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Aleksandr Tichonovič Grečaninov (1864 - 3 gennaio 1956): Sinfonia n. 1 in si minore op. 6 (1894). Filarmonica «George Enescu», dir. Richard Edlinger.

Jennifer Higdon (31 dicembre 1962): Concerto per violino e orchestra (2008; Premio Pulitzer 2010). Solista: Hilary Hahn (dedicataria della composizione); Royal Liverpool Philharmonic Orchestra, dir. Vasilij Petrenko.

Peggy Glanville-Hicks (29 dicembre 1912 - 1990): Etruscan Concerto per pianoforte e orchestra da camera (1954). Keith Jarrett, pianoforte; Brooklyn Philharmonic Orchestra, dir. Dennis Russell Davies.
Nella partitura, ciascun movimento reca in esergo una citazione da Etruscan Places di David Herbert Lawrence:
«You cannot think of art, but only of life itself, as if this were the very life of the Etruscans dancing in their coloured wraps with massive yet exhuberant limbs, ruddy from the air and the sea-light, dancing and fluting along through the little olive trees out in the fresh day.»
«There is a queer stillness and a curious peaceful repose about the Etruscan places…»
«There seems to have been in the Etruscan instinct a real desire to preserve the natural humour of life. And that is a task surely more worthy, and even more difficult than conquering the world.»

Roger Sessions (28 dicembre 1896 - 1985): Sinfonia n. 4 (1958). Columbus Symphony Orchestra, dir. Christian Badea.

Paul Hindemith (1895 - 28 dicembre 1963): Symphonie «Mathis der Maler» (1933-34). Boston Symphony Orchestra, dir. Carlo Maria Giulini (dal vivo: Boston, 29 marzo 1974).
Questa sinfonia è costituita da brani incorporati nell’omonimo lavoro teatrale, completato nel 1935, proibito in Germania dal regime nazista, rappresentato dunque a Zurigo nel 1938: il I movimento della sinfonia è l’ouverture, il II corrisponde all’interludio sinfonico della settima e ultima scena, il III è elaborato e ampliato nella scena sesta. Protagonista dell’opera è Mathis Gothart Nithart, meglio noto come Matthias Grünewald (c1480 - 1528), autore fra l’altro dello stupefacente Altare di Isenheim.

Stephen Albert (1941 - 27 dicembre 1992): TreeStone per soprano, tenore e orchestra da camera (1983) su testi tratti da Finnegan’s Wake di James Joyce. Lucy Shelton, soprano; David Gordon, tenore; New York Chamber Symphony Orchestra, dir. Gerard Schwarz.

Johann Sebastian Bach (1685-1750): Darzu ist erschienen der Sohn Gottes, cantata BWV 40 per la Feria II Nativitatis (Vangelo: Luca 2, 15-20: i pastori a Betlemme), eseguita per la prima volta a Lipsia il 26 dicembre 1723. René Jacobs, contraltista; Marius van Altena, tenore; Max van Egmond, basso; Knabenchor Hannover, dir. Heinz Hennig; Leonhardt-Consort, dir. Gustav Leonhardt.
L’ignoto autore del testo ha utilizzato nel n. 1 un passo del Vangelo secondo san Giovanni (3, 8), nel n. 3 la terza strofe del Lied natalizio Wir Christenleut di Kaspar Füger (1592), nel n. 6 la seconda strofe di Schwingt dich auf zu deinem Gott di Paul Gerhardt (1653) e nel n. 8 la quarta strofe di Freut euch, ihr Christen alle di Christian Keimann (1646).

Alban Berg (1885 - 24 dicembre 1935): Tre Pezzi per orchestra d’archi (1928), dalla Lyrische Suite. Orchestre philharmonique de Radio France, dir. Daniel Harding.
La Lyrische Suite risale agli anni 1925-26, è per quartetto d’archi ed è suddivisa in 6 movimenti; di questi, Berg ha adattato per orchestra il II, il III e il IV.

Richard Flury (1896 - 23 dicembre 1967): Sinfonia n. 4 in re maggiore, Liechtensteinische-Sinfonie (1950-51). BBC Symphony Orchestra, dir. Paul Mann.

Carl Friedrich Abel (22 dicembre 1723 - 1787): Sinfonia in re maggiore op. 17 n. 3, WK 33 (1783). The Hanover Band, dir. Anthony Halstead.

Eric Coates (1886 - 21 dicembre 1957): London ovvero London Every Day, suite sinfonica (1933). The East of England Orchestra, dir. Malcolm Nabarro.

André Jolivet (1905 - 20 dicembre 1974): Concerto per strumenti a percussione e orchestra. Masako Iguchi, percussione; San Francisco Conservatory of Music Orchestra, dir. Alasdair Neale.
Per Jolivet — che ha una concezione molto beethoveniana della figura del compositore, il quale deve assumersi il compito di fare da vera e propria guida morale — la musica è prima di tutto comunione: fra compositore e natura nel momento della composizione, fra compositore e pubblico nel momento dell’esecuzione. Fare musica è “far leva sul sentimento dell’umano”, dando all’arte musicale “il suo senso originale antico, quando era l’espressione magica e incantatrice della religiosità degli uomini”. Jolivet cerca costantemente, lungo l’intero arco della sua attività creativa, di ampliare il linguaggio musicale, senza però perdere mai i profondi agganci con il “sistema cosmico universale”.

John Harbison (20 dicembre 1938): Ulysses’ Bow, II atto del balletto Ulysses (1983). Pittsburgh Symphony Orchestra, dir. André Previn.

Horatio Parker (1863 - 18 dicembre 1919): A Northern Ballad, poema sinfonico op. 46 (c1899). Royal Philharmonic Orchestra, dir. Karl Krueger.

Christopher Theofanidis (18 dicembre 1967): Rainbow Body per orchestra (2000). Atlanta Symphony Orchesta, dir. Robert Spano.
Peter Warlock (pseudonimo di Philip Heseltine; 1894 – 17 dicembre 1930): Bethlehem Down, carol per coro a 4 voci (1927) su testo Bruce Blunt (1899 – 1957). Coro del King’s College di Cambridge.
«When He is King we will give Him a King’s gifts,
Myrrh for its sweetness, and gold for a crown,
Beautiful robes», said the young girl to Joseph,
Fair with her first-born on Bethlehem Down.
Bethlehem Down is full of the starlight,
Winds for the spices, and stars for the gold,
Mary for sleep, and for lullaby music,
Songs of a shepherd by Bethlehem fold.
When He is King they will clothe Him in grave-sheets,
Myrrh for embalming, and wood for a crown,
He that lies now in the white arms of Mary,
Sleeping so lightly on Bethlehem Down.
Here He has peace and a short while for dreaming,
Close-huddled oxen to keep him from cold,
Mary for love, and for lullaby music,
Songs of a shepherd by Bethlehem Down.
Lo stesso brano nella trascrizione per orchestra d’archi realizzata nel 2002 da Philip Lane (1950-). Royal Ballet Sinfonia, dir. Gavin Sutherland.

Georgij Vasil’evič Sviridov (16 dicembre 1915 - 1998): La tormenta (Метель), suite sinfonica tratta dalla colonna sonora del film omonimo, diretto nel 1964 da Vladimir Basov su sceneggiatura ispirata dal racconto breve di Puškin che reca il medesimo titolo (dalle Novelle del compianto Ivan Petrovič Belkin, 1831). Orchestra filarmonica di Mosca, dir. Igor’ Manašerov.
Joseph Martin Kraus (1756 - 15 dicembre 1792): Sinfonia in do minore VB 142 (?1783). Concerto Köln, dir. Werner Ehrhardt.
È forse questa la sinfonia eseguita a Eszterháza nell’ottobre 1783 e dedicata a Haydn, il quale ne diede un giudizio assai lusinghiero.

Michel-Richard Delalande (15 dicembre 1657 - 1726): Te Deum, grand motet per soli, coro e orchestra S.32 (1684). Emmanuelle de Negri e Dagmar Šaškova, soprani; Sean Clayton, haute-contre; Cyril Auvity, tenore; André Morsch, basso; Le Poème Harmonique e Ensemble Aedes, dir. Vincent Dumestre.

George Stephănescu (13 dicembre 1843 - 1925): Sinfonia in la maggiore (1869). Orchestra simfonică a filarmonicii din Arad, dir. Eliodor Rau.

Rachel Portman (11 dicembre 1960): The Emperor’s New Clothes, suite sinfonica dalla colonna sonora dell’omonimo film (2001) di Alan Taylor.
Un film molto garbato, ambientato a Parigi ma girato in buona parte 🙂 a Torino, ha come protagonista Ian Holm nei panni di Napoleone: il quale, dopo Waterloo, potrebbe aver avuto una sorte assai diversa da quella che raccontano i libri di storia…
A very lovely film, set in Paris but partly shot in Turin, stars Ian Holm in the role of Napoleon: who, after Waterloo, may have had a very different fate from the one the history books tell…

A poster from The Emperor’s New Clothes. In the background on the left you can see the Valentino Castle in Turin, which in the film fiction becomes a Parisian building.
Alma Maria Schindler, nota anche come Alma Mahler Werfel (1879 - 11 dicembre 1964): Laue Sommernacht, Lied su testo di Otto Julius Bierbaum (talvolta erroneamente attribuito a Gustav Falke). Angelika Kirchschlager, mezzosoprano; Helmut Deutsch, pianoforte.
Laue Sommernacht: am Himmel
Steht kein Stern, im weiten Walde
Suchten wir uns tief im Dunkel,
Und wir fanden uns.
Fanden uns im weiten Walde
In der Nacht, der sternenlosen,
Hielten staunend uns im Arme
In der dunklen Nacht.
War nicht unser ganzes Leben
Nur ein Tappen, nur ein Suchen-
Da: In seine Finsternisse
Liebe, fiel Dein Licht.
(Mite notte d’estate: non c’è stella nel cielo, nell’ampia foresta ci siamo cercati e ci siamo trovati.
Ci siamo trovati nell’ampia foresta nella notte senza stelle, stupefatti ci siamo tenuti fra le braccia nella notte oscura.
Tutta la nostra vita non era che un cercare, un brancolare. Là, nella sua oscurità, amore, è caduta la tua luce.)
Lo stesso Lied nell’orchestrazione di Jorma Panula. Lucie Ceralová, mezzosoprano; Norddeutsche Philharmonie, dir. Manfred Herrman Lehner.

Karel Kovařovic (9 dicembre 1862 - 6 dicembre 1920): Concerto in fa minore per pianoforte e orchestra op. 6 (1887). Zdeněk Jílek, pianoforte; Symfonický orchestr Českého rozhlasu (Orchestra sinfonica della Radio ceca), dir. Josef Hrnčíř.

Edgar Bainton (1880 - 8 dicembre 1956): Concerto fantasia per pianoforte e orchestra (1917-20). Margaret Fingerhut, pianoforte; BBC Philharmonic Orchestra, dir. Paul Daniel.
