François-Adrien Boieldieu (16 dicembre 1775 - 1834): Concerto in do maggiore per arpa e orchestra (1800). Anaïs Gaudemard, arpa; Orchestre de l’Opéra de Rouen Normandie, dir. Leo Hussain.
Michel-Richard Delalande (15 dicembre 1657 - 1726): Concert de Trompettes (dalla raccolta di Symphonies pour les Soupers du Roy, c1736). La Simphonie du Marais, dir. Hugo Reyne.
Prélude avec les trompettes – Rondeau
Deuxième Air pour les mesmes – Air de Échos [2:05]
Chaconne avec les trompettes [3:03]
Menuet avec les trompettes [5:07]
Deuxième Menuet pour les hautbois (alternativement) [5:54]
Jan Antonín Koželuh (14 dicembre 1738 - 1814): Missa pastoralis. Salome Losová, soprano; Yvona Škvárová, contralto; Miroslav Švejda, tenore; Miroslav Podskalský, basso; Coro della Radio di Praga e Orchestra sinfonica di Praga (Symfonický orchestr hlavního města Prahy FOK), dir. Bohumil Kulínský.
Giuseppe Valentini (14 dicembre 1681 - 1753): Concerto grosso in la maggiore (pubblicato in Concerti grossi a quattro e sei strumenti op. 7, Roma c1710, Libro I n. 1). Ensemble 415, dir. Chiara Banchini.
Karel Husa (1921 - 14 dicembre 2016): Music for Prague 1968, versione per orchestra (1968). The Louisville Orchestra, dir. Jorge Mester.
Introduzione e Fanfare
Aria [5:56]
Interludio [12:16]
Toccata e Corale [16:15]
«Sono tre le idee musicali che costituiscono il fondamento di questa composizione. La prima, e la più importante, è il canto hussita del XV secolo Ktož jsú Boží bojovníci (Voi che siete guerrieri di Dio), che per centinaia di anni è stato un simbolo di resistenza e di speranza ogni volta che un avverso destino incombeva sulla nazione ceca. È stato utilizzato anche da altri compositori cechi, fra i quali Smetana nel ciclo Má vlast (La mia patria). L’incipit di questo canto religioso è affidato dapprima ai timpani, con molta dolcezza, nel I movimento, poi conclude in un marcato unisono il Corale finale. Ktož jsú Boží bojovníci non è mai enunciato nella sua interezza.
«La seconda idea è il suono delle campane che ritorna continuamente, dal principio alla fine. Praga, detta anche “la città delle cento torri”, ha sovente utilizzato i rintocchi delle sue tante campane, che magnificamente risuonano, come segnali di allarme e di vittoria.
«L’ultima idea è un motivo di tre accordi enunciato per la prima volta nell’Introduzione, simultaneamente all’assolo dell’ottavino, da flauti, clarinetti e corni. Successivamente riappare a livelli dinamici estremamente elevati, per esempio a metà dell’Aria (II movimento).
«Music for Prague 1968 adotta diverse tecniche compositive e di orchestrazione e esplora nuove sonorità, per esempio quelle affidate alle percussioni nell’Interludio e nella sezione finale. V’è anche molto simbolismo: oltre ai segnali d’allarme nel I movimento (Fanfare), alla speranza incrollabile del canto hussita, al suono delle campane e alla tragedia (Aria), v’è anche il verso dell’uccellino all’inizio, affidato all’ottavino, simbolo della libertà di cui Praga ha goduto solo per pochi momenti nel corso dei suoi mille anni di vita.»
Karel Husa
Carl Philipp Emanuel Bach (1714 - 14 dicembre 1788): Concerto in la minore per violoncello e archi H 432, Wq 170 (c1750). Peter Bruns, violoncello; Akademie für Alte Musik Berlin.
Allegro assai
Andante [10:18]
Allegro assai [18:11]
C. Ph. E. Bach: Concerto in la minore per flauto e archi H 431, Wq 166 (trascrizione del Concerto per violoncello). Emmanuel Pahud, flauto; Kammerakadamie Potsdam, dir. Trevor Pinnock.
C. Ph. E. Bach: Concerto in la minore per strumento a tastiera e archi H 430, Wq 26 (trascrizione del Concerto per violoncello). Ana-Marija Markovina, pianoforte; Kammerphilharmonie Berlin-Brandenburg.
Kurt Magnus Atterberg (12 dicembre 1887 - 1974): Sesta Sinfonia in do maggiore op. 31 (1927-28). Sveriges Radios Symfoniorkester, dir. Stig Westerberg.
Moderato
Adagio [9:56]
Vivace [22:21]
Nel 1928 questa Sinfonia vinse un concorso indetto dalla Casa discografica Columbia per celebrare il centenario della morte di Franz Schubert; alla composizione fu assegnato un premio di 10.000 dollari, ciò le valse il titolo di Dollarsymfonin.
Joseph Suder (12 dicembre 1892 - 1980): Kammersinfonie in la maggiore per quintetto d’archi, 2 clarinetti, 2 corni, timpano e orchestra d’archi (1925, rev. 1935). Bamberger Symphoniker, dir. Uwe Mund.
Victor de Sabata (1892 - 11 dicembre 1967): Juventus, poema sinfonico (1919). Orchestra sinfonica della Rai di Torino diretta dall’autore (registrazione del 1933).
« Nel poema sinfonico Juventus il compositore vuole descrivere lo slancio e i desideri impetuosi della giovinezza: i suoi incessanti sogni di conquista, la sua marcia baldanzosa verso la luce della gioia e del dominio, e tutte le splendenti chimere che abitano il cuore di ogni uomo… Ma alla febbrile esaltazione succede la depressione, noiosa, e indifferente. Al primo impatto con le deprimenti realtà della vita di tutti i giorni, il sogno trionfante vacilla, esita e svanisce. Una tristezza mortale scende sull’anima che piange, priva di ogni speranza. I canti dell’Ideale sono ormai trasformati in beffarda risata e in funebri rintocchi. Il silenzio avvolge tutto, in un annullamento che sembra dover durare per sempre. Ma ecco, improvvisamente, il risorgere della giovinezza riportata in vita dall’ardore del suo stesso sangue, ancora pieno della sua intatta forza. Crede, spera ancora, risorto e reso più forte da tutte le avversità e le amarezze. Inebriato, vola ancora una volta alla conquista della vita » (V. de Sabata).
Bohuslav Martinů (8 dicembre 1890 - 1959): Sinfonietta giocosa per pianoforte e orchestra da camera (1940). Dennis Henning, pianoforte; Australian Chamber Orchestra, dir. sir Charles Mackerras.
Jean Sibelius (8 dicembre 1865 - 1957): Oma maa (La mia terra), cantata per coro e orchestra op. 92 (1918); testo (1832) di Kallio (nome d’arte di Samuel Gustaf Bergh). Coro e Orchestra nazionale dell’Estonia, dir. Paavo Järvi.
Vallan autuas se, jok’ ei nuorena sortunu maaltaan,
hyljetty onnensa kans’ urhoin haudoilta pois!
Ei sopis miehenä näin mun nuhdella taivahan töitä,
mutta mun syämeni taas tahtoopi huoata ees.
Kun minä muistan sen yön, jona rakkailta rannoilta luovuin,
nousevat silmiini nyt vieläkin viljavat veet.
Ei mun mielestän’ ei mee Pohjolan tunturit, joilla
lasna ma kuuntelin kuin sampo ja kantelo soi.
(Fortunato colui che in gioventù non fu cacciato dalla sua patria, abbandonato dalla fortuna, lontano dalle tombe dei suoi eroi!
Da uomo, non è giusto che io discuta l’opera del cielo, ma il mio cuore vuole sospirare ancora.
Quando ricordo la notte in cui lasciai i lidi che amavo, ancor oggi copiose lacrime inumidiscono i miei occhi.
Non posso dimenticare le colline del Nord, dove bambino udivo il suono del sampo e del kantele.)
Jórunn Viðar (7 dicembre 1918 - 2017): Eldur (Fuoco), suite dal balletto (ispirato da un poema di Einar Benediktsson). Orchestra Kítón, dir. Hallfríður Ólafsdóttir.
John Fernström (6 dicembre 1897 - 1961): Den kapriciöse trubaduren, serenata in 4 parti per piccola orchestra op. 21 (1931). Sveriges Radios Symfoniorkester, dir. Stefan Solyom.
Preludium
Cantabile: Framför linden som blommar i aftonstjärnans sken (Davanti al tiglio in fiore nella luce della stella della sera)
Giocoso: Serenad vid balkongen (Serenata sul balcone)
Virgilio Mortari (6 dicembre 1902 - 1993): Concerto per arpa e orchestra (1970). Giuliana Bressan, arpa; Orchestra da camera di Benevento e del Sannio, dir. Paolo Ponziano Ciardi.
Vítězslav Novák (5 dicembre 1870 - 1949): O věčné touze (Dell’eterno desiderio), poema sinfonico op. 33 (1903-05), ispirato dal 17° capitolo dell’Album di schizzi senza schizzi (Billedbog uden Billeder, 1840) di Hans Christian Andersen. Orchestra filarmonica ceca, dir. Karel Šejna.
Johan Halvorsen (1864 - 4 dicembre 1935): Suite ancienne per orchestra op. 31 (1911), in memoria di Ludvig Holberg. Orchestra della Radio norvegese (NRK, Norsk rikskringkasting), dir. Ari Rasilainen.
Intrata
Air con variazioni [5:21]
Gigue [16:12]
Sarabande [20:52]
Bourrée [24:42]
Edvard Grieg (1843 - 1907): Fra Holbergs tid (Dai tempi di Holberg), suite op. 40, versione per orchestra d’archi (1884-85). Camerata Nordica, dir. Terje Tønnesen.
Prelude
Sarabande [2:34]
Gavotte [6:21]
Air [9:35]
Rigaudon [15:19]
Ludvig Holberg
(Bergen, 3 dicembre 1684 – Copenaghen, 28 gennaio 1754)
ritratto postumo (1847) di Jørgen Roed
Giovanni Meneghetti (1731 - 4 dicembre 1794): Concerto in la maggiore per violino, archi e basso continuo (1722). Giovanni Guglielmo, violino; Archicembalo Ensemble, dir. Enrico Zanovello.
Henry Purcell (1659 - 1695): Rondeau dalle musiche di scena composte nel 1695 per una rappresentazione del dramma Abdelazer or The Moor’s Revenge (1676) di Aphra Behn. Taverner Consort Players, dir. Andrew Parrott.
Benjamin Britten (1913 - 4 dicembre 1976): The Young Person’s Guide to the Orchestra, Variations and Fugue on a Theme of Purcell op. 34 (1946). YouTube Symphony Orchestra 2011, dir. Michael Tilson Thomas.
Una celebre e magistrale composizione didattica.
Jonathan Harvey (1939 - 4 dicembre 2012): …towards a pure land per orchestra (2005). Orchestre du Conservatoire de Paris e Ensemble intercontemporain, dir. Matthias Pintscher.
Sir Hamilton Harty (4 dicembre 1879 - 1941): The Children of Lir, poema sinfonico (1938). Heather Harper, soprano; Ulster Orchestra, dir. Bryden Thomson.
Jan Křtitel Václav Kalivoda (Johann Baptist Wenzel Kalliwoda; 1801 - 3 dicembre 1866): Sinfonia n. 7 in sol minore WoO 1 (c1865). Das Neue Orchester, dir. Christoph Spering.
Johann Franz Xaver Sterkel (3 dicembre 1750 - 1817): Ouverture à grand orchestre in fa maggiore StWV 130 (c1812). Orchestra L’Arte del Mondo, dir. Werner Ehrhardt.