Per clarinetto e viola

Max Bruch (6 gennaio 1838 - 1920): Doppio concerto in mi minore per clarinetto, viola e orchestra op. 88 (1911). Ludmila Peterkova, clarinetto; Alexander Besa, viola; Orchestra filarmonica di Praga, dir. Jiří Bělohlávek.

  1. Andante con moto
  2. Allegro moderato [6:56]
  3. Allegro molto [12:45]

Kammerkaiser

Johann Strauß figlio (1825 - 1899): Kaiser-Walzer op. 437 (1889), arrangiamento di Arnold Schoenberg (1874 - 1951) per flauto, clarinetto, quartetto d’archi e pianoforte (1925). Ensemble Virama (con un contrabbasso in più).


Variazioni su Auld Lang Syne

Franz Waxman (pseudonimo di Franz Wachsmann; 1906 - 1967): Auld Lang Syne Variations per quartetto con pianoforte (1947). Gidon Kremer, violino; Ula Ulijona, viola; Marta Sudraba, violoncello; Louis Lortie, pianoforte.

  1. Eine kleine Nichtmusik
  2. Moonlight Concerto
  3. Chaconne a son gout
  4. Hommage to Shostakofiev

Secondo alcuni studiosi, la melodia di Auld Lang Syne potrebbe essere stata composta da Davide Rizzio, il musicista torinese che, giunto a Edimburgo al seguito di una missione diplomatica, divenne segretario, amico e confidente di Maria Stuarda, e fu perciò brutalmente assassinato (con cinquantasette pugnalate!) dagli sgherri di Enrico Stuart, Lord Darnley, consorte della regina.
(Nel loro romanzo più famoso, La donna della domenica, Fruttero & Lucentini scrivono che dietro ogni fatto inquietante della storia c’è sempre un torinese…)
Franz Waxman è autore di celebri colonne sonore: fra le più note, quella di Viale del Tramonto.

Davide Rizzio

Ritratto di signora

Wojciech Kilar (1932 - 29 dicembre 2013) e Franz Schubert (1797 - 1828): The Portrait of a Lady, suite dalla colona sonora del film omonimo (da Henry James, 1996) di Jane Campion. Gli Impromptus di Schubert sono interpretati da Jean-Yves Thibaudet, il Quartetto D 810 dal Brindisi Quartet.

  1. Prologue: My Life before me
  2. The Portrait of a Lady [4:07]
  3. Flowers of Firenze [9:56]
  4. Twilight Cellos [13:55]
  5. A Certain Light [17:00]
  6. Cypresses [23:49]
  7. Schubert: Impromptu in sol bemolle maggiore op. 90 n. 3 D 899.3 [25:55]
  8. Schubert: Impromptu in la bemolle minore-maggiore op. 90 n. 4 D 899.4 [32:42]
  9. Schubert: Quartetto per archi n. 14 in re minore D 810, Der Tod und das Mädchen, II. Andante con moto [39:46]
  10. Epilogue: The Portrait of a Lady [48:08]
  11. Phantasms of Love [53:20]
  12. The Kiss [57:20]
  13. Love Remains [59:24]
  14. End Credits [1:02:30]

Il rotator dei cigni (Concerto per viola – V)

Paul Hindemith (1895 - 28 dicembre 1963): Der Schwanendreher, concerto per viola e piccola orchestra sopra antichi temi popolari germanici (1935). Tabea Zimmermann, viola; Symphonie­orchester des Bayerischen Rundfunks, dir. David Shallom.

  1. Zwischen Berg und tiefem Tal
  2. Nun laube, Lindlein, laube… – Der Gutzgauch auf dem Zaune sass (Fugato) [8:16]
  3. Seid Ihr nicht der Schwanendreher (Variationen) [17:29]

Vulcano e Venere in quartetto

Carlo Monza (1735 - 19 dicembre 1801): Quartetto in fa maggiore La fucina di Vulcano. Europa Galante, I violino Fabio Biondi.

  1. Vulcano nella fucina geloso di Venere: Allegro
  2. Scende Venere, e lo placa: Andante grazioso
  3. Lo trasporta seco all’Olimpo: Allegro non tanto


Fabio Biondi

Lascia ch’io citi

Fortunato Chelleri (1690 - 11 dicembre 1757): Sinfonia in si bemolle maggiore (1742). Silvia Colli e Gian Andrea Guerra, violini; Valentina Soncini, viola; Gioele Gusberti, vio­loncello; Vanni Moretto, contrabbasso; Giovanni Paganelli, clavicembalo e concer­tazione.

  1. Allegro
  2. Affettuoso
  3. Allegro

Nel II movimento v’è la citazione di un famoso tema di Händel.

clavicembalo & violino

César Franck 1822-2022 – V

César Franck (10 dicembre 1822 - 1890): Quintetto in fa minore-maggiore per pianoforte e archi (1878-79). Rosanne Philippens e Lorenzo Gatto, violini; Dimitri Murrath, viola; Camille Thomas, violoncello; Julien Libeer, pianoforte.
Dedicato a Camille Saint-Saëns, che tuttavia non apprezzava molto questa composizione e ciononostante suonò il pianoforte nella prima esecuzione (Société Nationale de Musique, 17 gennaio 1880).

  1. Molto moderato, quasi lento – Allegro
  2. Lento, con molto sentimento [14:50]
  3. Allegro non troppo, ma con fuoco [25:16]

Franck, Quintette II

Gruppen

Karlheinz Stockhausen (1928 - 5 dicembre 2007): Gruppen per 3 orchestre (1957). hr-Sinfonie­orchester e Ensemble Modern, dir. Matthias Pintscher, Lucas Vis e Paul Fitzsimon.

Stockhausen spiega: «Per “gruppo” si intende un numero determinato di suoni collegati secondo rapporti affini tra loro su un piano superiore di percezione, quello del gruppo appunto. I vari gruppi di una composizione si distinguono per diversi tipi di proporzioni, per diversa struttura, ma sono correlati fra loro nel senso che non è possibile comprendere le proprietà di un gruppo se non in rapporto al grado di affinità che queste presentano con le proprietà di altri gruppi».
Per l’esecuzione di Gruppen sono necessari 109 esecutori ripartiti in 3 orchestre pressappoco uguali ma distanziate: il suono, movendosi da un’orchestra all’altra, crea una musica «spaziale», non solo in senso visivo ma anche acustico e strutturale.

— Organico —
Orchestra 1:
1 flauto (anche ottavino)
1 flauto contralto
1 oboe
1 corno inglese
1 clarinetto
1 fagotto
2 corni
2 trombe
2 tromboni
1 bassotuba
4 percussionisti: 1 marimbaphone (5 ottave; oppure 4 ottave + xilofono per la 5a), 1 Glockenspiel, 5 campanacci da mucca (sospesi, senza battacchio), 1 tamtam grande, piatti piccoli, piatti medi, piatti grandi, 2 tamburi a fessura, 4 tomtom e/o tumba e bongo, 1 cassa rullante con cordiera, 1 tamburo basco
1 Glockenspiel a tastiera (o celesta)
1 arpa
10 violini
2 viole
4 violoncelli
2 contrabbassi

Orchestra 2:
2 flauti (il I anche ottavino)
1 oboe
1 clarinetto piccolo
1 sassofono contralto (anche clarinetto)
1 sassofono baritono
1 fagotto
3 corni
2 trombe
1 trombone tenor-basso
1 trombone basso
4 percussionisti: 1 vibrafono, 14 campane tubolari, 4 campanacci da mucca (sospesi, senza battacchio), 1 tam-tam medio, piatti piccoli, piatti medi, piatti grandi, 2 tamburi a fessura, 4 tomtom e/o tumba e bongo, 1 cassa rullante con cordiera, 1 tamburo basco, 1 raganella, 2 triangoli (acuto e grave)
1 pianoforte a coda senza coperchio
1 chitarra elettrica
8 violini
4 viole
2 violoncelli
2 contrabbassi

Orchestra 3:
1 flauto (anche ottavino)
1 oboe
1 corno inglese
1 clarinetto
1 clarinetto basso
1 fagotto
3 corni
2 trombe
2 tromboni
1 trombone contrabbasso (o bassotuba)
4 percussionisti: 1 xilorimba o marimbaphone (4 ottave), 4 campanacci da mucca (sospesi, senza battacchio), 1 tam-tam piccolo, piatti piccoli, piatti medi, piatti grandi, 2 tamburi a fessura, 4 tomtom e/o tumba e bongo, 1 cassa rullante con cordiera, 1 tamburo basco
1 celesta (5 ottave)
1 arpa
8 violini
4 viole
2 violoncelli
2 contrabbassi

Studio e esperienza mi hanno insegnato che la musica “nuova” ha sempre suscitato analoghe reazioni. La “seconda prattica” di Monteverdi fu ferocemente avversata dal teorico Artusi, una composizione oggi amatissima come la Sinfonia K 550 di Mozart fece inorridire i primi ascoltatori con le sue dissonanze inusitate, e così via. Per contro, quando ho occasione di parlare della complessità di un brano di Bach, quando spiego che cosa s’intende per contrappunto doppio o imitato, non di rado mi succede di vedere che le reazioni degli astanti rasentano l’incredulità, come se alla maggior parte delle persone risulti inverosimile che una composizione del passato possa essere tanto complessa, come se ciò che sembrava ormai acquisito fosse improvvisamente diventato incomprensibile. Oggi, come ai tempi di Monteverdi o a quelli di Mozart, per comprendere l’arte bisognerebbe prima capire le necessità dalle quali scaturisce. Si deve solo decidere se si ha voglia di farlo oppure no.

Mishima secondo Glass

Philip Glass (1937): Mishima, musiche per il film omonimo di Paul Schrader (1985), imperniato sulla figura dello scrittore giapponese Yukio Mishima (1925 - 25 novembre 1970). Artisti vari, dir. Michael Riesman; con la partecipazione del Kronos Quartet.

  1. Mishima / Opening
  2. November 25: Morning [2:47]
  3. 1934: Grandmother & Kimitake [6:58]
  4. Temple Of The Golden Pavilion (Like Some Enormous Music) [10:36]
  5. Osamu’s Theme: Kyoko’s House [13:37]
  6. 1937: Saint Sebastian [16:37]
  7. Kyoko’s House (Stage Blood Is Not Enough) [17:44]
  8. November 25: Ichigaya [22:47]
  9. 1957: Award Montage [25:01]
  10. Runaway Horses (Poetry Written With A Splash Of Blood) [28:58]
  11. 1962: Body Building [38:07]
  12. November 25: The Last Day [39:36]
  13. F-104: Epilogue From Sun And Steel [41:07]
  14. Mishima / Closing [43:06]

Mishima

Da un luogo tranquillo

Betty Beath (19 novembre 1932): From a Quiet Place per viola e pianoforte (1997). Patricia Pollett, viola; Colin Spiers, pianoforte.

  1. – [5:10]
  2. – [14:04]

«I wrote From a Quiet Place for Patricia Pollett. I very much admire her musicianship. In performance she and her instrument are as one. I allowed this piece to come from that quiet place in which there is response to the intuitive within. Another influence was the vibrating, infinitely sweet, sometimes robust and dynamic sounds of Nepalese Singing Bowls. From a Quiet Place may be described as a meditative piece. I hoped to create a work in which simplicity, line and tone were important elements and I see the piano, which is performed here with great sensitivity by Colin Spiers, as fundamental in creating harmonic interest. It gives warmth and richness to the musical fabric.
«The work comprises three movements, which may be considered and performed as separate pieces. The first movement establishes a dialogue between viola and piano, the second moves through moods of tranquillity to exultation and final serenity, the third is a joyful, animated response to the pleasures of life» (Betty Beath).

BB

Andante scherzando

Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809 - 4 novembre 1847): Quintetto n. 2 in si bemolle maggiore per 2 violini, 2 viole e violoncello op. 87 (1845) adattato per orchestra d’archi. Camerata Bern.

  1. Allegro vivace
  2. Andante scherzando [8:54]
  3. Adagio e lento [13:38]
  4. Allegro molto vivace [22:42]

L’immagine nel video è un ritratto della moglie di Mendelssohn, Cécile Jeanrenaud (1817 - 1853), eseguito da Eduard Magnus nel 1835.

Giocoso ma pesante

Vieri Tosatti (2 novembre 1920 - 1999): Quartetto per archi (1968). Quartetto Nuova Musica: Massimo Coen e Mario Buffa, violini; Fausto Anzelmo, viola; Luigi Lanzillotta, violoncello.

  1. Tranquillo – Con moto
  2. Giocoso ma pesante [6:09]
  3. Lento [9:19]

Esquisses hébraïques

Aleksandr Abramovič Krejn (20 ottobre 1883 - 1951): Esquisses hébraïques, 1a suite per clarinetto e quartetto d’archi op. 12 (1909). Dieter Klöcker, clarinetto; Vlachovo kvarteto Praha.

  1. Lento
  2. Andante con anima – Allegretto grazioso – Tempo I [3:54]
  3. Allegro moderato [6:41]

Krejn, op. 12

Čajkovskij: Le Stagioni – 10


Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840 - 1893): Времена года / Les Saisons op. 37a (1875-76), 10. Октябрь: Осенняя песнь / Octobre: Chant d’automne. Versione originale: Valentyna Lysycja, pianoforte. Trascrizione per orchestra di Aleksandr Gauk (1893 - 1963): Orchestra da camera di Mosca, dir. Constantine Orbelian.
Il dolente Canto autunnale fu pubblicato nell’ottobre 1876 sul periodico sanpietroburghese «Нувеллист» (Nuvellist), associato a versi di Aleksej Kostantinovič Tolstoj (1858):

Осень. Обсыпается весь наш бедный сад,
Листья пожелтелые по ветру летят…
Autunno. Si spoglia il nostro povero giardino,
foglie ingiallite che volano nel vento…


Di Octobre, indubbiamente uno dei «mesi» più famosi della raccolta, esistono vari adattamenti per strumenti diversi. Ecco come l’esegue sull’arpa Pauline Haas:


Il brano è stato trascritto per clarinetto e quartetto d’archi da Tōru Takemitsu (1930 - 1996). Rob Patterson, clarinetto; Hrabba Atladottir e Mathew Oshidam, violini; Elizabeth Prior, viola; Evgeny Tonkha, violoncello.

Levitan, Autunno dorato
Isaak Il’ič Levitan (1860-1900): Autunno dorato (1895)

Elegia per Philip Sidney

William Byrd (c1540 - 1623): Come to me, grief, for ever a 5 voci (pubblicato in Psalms, sonnets, and songs of sadness and piety to five parts, 1588, n. 34). Versione per canto e consort di viole: Emily van Evera, soprano; The Musicians of Swanne Alley.

Come to me, grief, for ever,
Come to me tears day and night,
Come to me plaint, ah helpless,
Just grief, heart tears, plaint worthy.

Go from me dread to die now
Go from me care to live more,
Go from me joys all on earth,
Sidney, O Sidney is dead.

He whom the Court adorned,
He whom the country courtesied,
He who made happy his friends,
He that did good to all men.

Sidney, the hope of lands strange,
Sidney, the flower of England,
Sidney, the spirit heroic,
Sidney id dead, O dead.

Dead? no, no, but renowed
With the anointed one,
Honour on earth at his feet,
Bliss everlasting his seat.

Come to grief for ever
Come to me tears day and night,
Come to me plaint, ah helpless,
Just grief, heart tears, plaint worthy.

Avevamo già incontrato sir Philip Sidney (1554 - 17 ottobre 1586), una delle menti più brillanti dell’Inghilterra elisabettiana, ricordando la sua storia d’amore con Penelope Devereux e ascoltando le tre composizioni su altrettante sue poesie (tratte da Astrophel and Stella) pubblicate nell’antologia A Musicall Banquet (1610) curata da Robert Dowland. Per altre informazioni su Sidney vi rimando all’interessantissimo blog di Luisa Zambrotta.


George Knapton (1698 - 1778): ritratto di sir Philip Sidney, da Isaac Oliver