Heinrich Hofmann (13 gennaio 1842 - 1902): Ottetto per flauto, clarinetto, fagotto, corno, 2 violini, viola e violoncello op. 80 (1886). John Wion, flauto, e Bronx Arts Ensemble.
Pierre-Gabriel Buffardin (c1690 - 13 gennaio 1768); Concerto in mi minore per flauto, archi e basso continuo. Membri del complesso Musica Antiqua Köln: Wilbert Hazelzet, flauto; Reinhard Goebel e Hajo Bäß, violini; Karlheinz Steeb, viola; Jaap ter Linden, violoncello; Henk Bouman, clavicembalo.
Erik Gustaf Geijer (12 gennaio 1783 - 1847): Quartetto in mi minore per pianoforte e archi (1825). Anders Kilström, pianoforte; Klara Hellgren, violino; Ingegerd Kierkegaard, viola; Åsa Åkerberg, violoncello.
Christian Sinding (11 gennaio 1856 - 1941): Suite im alten Stil per violino e orchestra op. 10 (1889). Itzhak Perlman, violino; Pittsburgh Symphony Orchestra, dir. André Previn.
Jean Martinon (10 gennaio 1910 - 1976): Duo, «musique en forme de sonate» per violino e pianoforte op. 47 (1959). William Steck, violino; Lambert Orkis, pianoforte.
Benjamin Godard (1849 - 10 gennaio 1895): Concerto per violino e orchestra n. 2 in sol minore op. 131 (1892). Chloë Hanslip, violino; Štátna filharmónia Košice (Orchestra filarmonica di Stato slovacca di Košice), dir. Kirk Trevor.
Johann Strauß figlio (1825 - 1899): Kaiser-Walzer op. 437 (1889), arrangiamento di Arnold Schoenberg (1874 - 1951) per flauto, clarinetto, quartetto d’archi e pianoforte (1925). Ensemble Virama (con un contrabbasso in più).
Johann Strauß figlio (1825 - 1899): Schatz-Walzer op. 418 su melodie tratte dall’operetta Der Zigeunerbaron (1885), arrangiamento di Anton Webern (1883 - 1945) per quartetto d’archi, armonio e pianoforte (1921). Riccardo Caramella Ensemble.
Franz Waxman (pseudonimo di Franz Wachsmann; 1906 - 1967): Auld Lang Syne Variations per quartetto con pianoforte (1947). Gidon Kremer, violino; Ula Ulijona, viola; Marta Sudraba, violoncello; Louis Lortie, pianoforte.
Eine kleine Nichtmusik
Moonlight Concerto
Chaconne a son gout
Hommage to Shostakofiev
Secondo alcuni studiosi, la melodia di Auld Lang Syne potrebbe essere stata composta da Davide Rizzio, il musicista torinese che, giunto a Edimburgo al seguito di una missione diplomatica, divenne segretario, amico e confidente di Maria Stuarda, e fu perciò brutalmente assassinato (con cinquantasette pugnalate!) dagli sgherri di Enrico Stuart, Lord Darnley, consorte della regina.
(Nel loro romanzo più famoso, La donna della domenica, Fruttero & Lucentini scrivono che dietro ogni fatto inquietante della storia c’è sempre un torinese…)
Franz Waxman è autore di celebri colonne sonore: fra le più note, quella di Viale del Tramonto.
Wojciech Kilar (1932 - 29 dicembre 2013) e Franz Schubert (1797 - 1828): The Portrait of a Lady, suite dalla colona sonora del film omonimo (da Henry James, 1996) di Jane Campion. Gli Impromptus di Schubert sono interpretati da Jean-Yves Thibaudet, il Quartetto D 810 dal Brindisi Quartet.
Prologue: My Life before me
The Portrait of a Lady [4:07]
Flowers of Firenze [9:56]
Twilight Cellos [13:55]
A Certain Light [17:00]
Cypresses [23:49]
Schubert: Impromptu in sol bemolle maggiore op. 90 n. 3 D 899.3 [25:55]
Schubert: Impromptu in la bemolle minore-maggiore op. 90 n. 4 D 899.4 [32:42]
Schubert: Quartetto per archi n. 14 in re minore D 810, Der Tod und das Mädchen, II. Andante con moto [39:46]
Luciano Chailly (1920 - 24 dicembre 2002): Sonate tritematiche n. 1 per pianoforte (1952) e n. 8 per violino e pianoforte (1958). Anna Tifu, violino; Alfonso Alberti, pianoforte.
Giacomo Orefice (1865 - 22 dicembre 1922): Seconda Sonata in re maggiore per violino (o violoncello) e pianoforte (1908). Gianluca Turconi, violino; Marco Sala, pianoforte.
Calmo e sostenuto
Adagio assai [7:03]
Allegretto moderato [11:29]
Allegro energico – Largamente – I Tempo – Presto [14:56]
Fortunato Chelleri (1690 - 11 dicembre 1757): Sinfonia in si bemolle maggiore (1742). Silvia Colli e Gian Andrea Guerra, violini; Valentina Soncini, viola; Gioele Gusberti, violoncello; Vanni Moretto, contrabbasso; Giovanni Paganelli, clavicembalo e concertazione.
César Franck (10 dicembre 1822 - 1890): Quintetto in fa minore-maggiore per pianoforte e archi (1878-79). Rosanne Philippens e Lorenzo Gatto, violini; Dimitri Murrath, viola; Camille Thomas, violoncello; Julien Libeer, pianoforte.
Dedicato a Camille Saint-Saëns, che tuttavia non apprezzava molto questa composizione e ciononostante suonò il pianoforte nella prima esecuzione (Société Nationale de Musique, 17 gennaio 1880).
César Franck (10 dicembre 1822 - 1890): Sonata in la maggiore per violino e pianoforte (1886). David Ojstrach e Svjatoslav Richter in concerto, a Mosca, nel 1968.
Allegretto ben moderato
Allegro – Quasi lento – Tempo I [6:49]
Recitativo-fantasia: Ben moderato – Largamente – Molto vivace [15:28]
Karlheinz Stockhausen (1928 - 5 dicembre 2007): Gruppen per 3 orchestre (1957). hr-Sinfonieorchester e Ensemble Modern, dir. Matthias Pintscher, Lucas Vis e Paul Fitzsimon.
Stockhausen spiega: «Per “gruppo” si intende un numero determinato di suoni collegati secondo rapporti affini tra loro su un piano superiore di percezione, quello del gruppo appunto. I vari gruppi di una composizione si distinguono per diversi tipi di proporzioni, per diversa struttura, ma sono correlati fra loro nel senso che non è possibile comprendere le proprietà di un gruppo se non in rapporto al grado di affinità che queste presentano con le proprietà di altri gruppi».
Per l’esecuzione di Gruppen sono necessari 109 esecutori ripartiti in 3 orchestre pressappoco uguali ma distanziate: il suono, movendosi da un’orchestra all’altra, crea una musica «spaziale», non solo in senso visivo ma anche acustico e strutturale.
— Organico —
Orchestra 1:
1 flauto (anche ottavino)
1 flauto contralto
1 oboe
1 corno inglese
1 clarinetto
1 fagotto
2 corni
2 trombe
2 tromboni
1 bassotuba
4 percussionisti: 1 marimbaphone (5 ottave; oppure 4 ottave + xilofono per la 5a), 1 Glockenspiel, 5 campanacci da mucca (sospesi, senza battacchio), 1 tamtam grande, piatti piccoli, piatti medi, piatti grandi, 2 tamburi a fessura, 4 tomtom e/o tumba e bongo, 1 cassa rullante con cordiera, 1 tamburo basco
1 Glockenspiel a tastiera (o celesta)
1 arpa
10 violini
2 viole
4 violoncelli
2 contrabbassi
Orchestra 2:
2 flauti (il I anche ottavino)
1 oboe
1 clarinetto piccolo
1 sassofono contralto (anche clarinetto)
1 sassofono baritono
1 fagotto
3 corni
2 trombe
1 trombone tenor-basso
1 trombone basso
4 percussionisti: 1 vibrafono, 14 campane tubolari, 4 campanacci da mucca (sospesi, senza battacchio), 1 tam-tam medio, piatti piccoli, piatti medi, piatti grandi, 2 tamburi a fessura, 4 tomtom e/o tumba e bongo, 1 cassa rullante con cordiera, 1 tamburo basco, 1 raganella, 2 triangoli (acuto e grave)
1 pianoforte a coda senza coperchio
1 chitarra elettrica
8 violini
4 viole
2 violoncelli
2 contrabbassi
Orchestra 3:
1 flauto (anche ottavino)
1 oboe
1 corno inglese
1 clarinetto
1 clarinetto basso
1 fagotto
3 corni
2 trombe
2 tromboni
1 trombone contrabbasso (o bassotuba)
4 percussionisti: 1 xilorimba o marimbaphone (4 ottave), 4 campanacci da mucca (sospesi, senza battacchio), 1 tam-tam piccolo, piatti piccoli, piatti medi, piatti grandi, 2 tamburi a fessura, 4 tomtom e/o tumba e bongo, 1 cassa rullante con cordiera, 1 tamburo basco
1 celesta (5 ottave)
1 arpa
8 violini
4 viole
2 violoncelli
2 contrabbassi
Studio e esperienza mi hanno insegnato che la musica “nuova” ha sempre suscitato analoghe reazioni. La “seconda prattica” di Monteverdi fu ferocemente avversata dal teorico Artusi, una composizione oggi amatissima come la Sinfonia K 550 di Mozart fece inorridire i primi ascoltatori con le sue dissonanze inusitate, e così via. Per contro, quando ho occasione di parlare della complessità di un brano di Bach, quando spiego che cosa s’intende per contrappunto doppio o imitato, non di rado mi succede di vedere che le reazioni degli astanti rasentano l’incredulità, come se alla maggior parte delle persone risulti inverosimile che una composizione del passato possa essere tanto complessa, come se ciò che sembrava ormai acquisito fosse improvvisamente diventato incomprensibile. Oggi, come ai tempi di Monteverdi o a quelli di Mozart, per comprendere l’arte bisognerebbe prima capire le necessità dalle quali scaturisce. Si deve solo decidere se si ha voglia di farlo oppure no.
Giovanni Meneghetti (1731 - 4 dicembre 1794): Concerto in la maggiore per violino, archi e basso continuo (1722). Giovanni Guglielmo, violino; Archicembalo Ensemble, dir. Enrico Zanovello.
Anton Webern (3 dicembre 1883 - 1945): Fünf Sätze per quartetto d’archi op. 5 (1909). Telegraph Quartet: Eric Chin e Joseph Maile, violini; Pei-Ling Lin, viola; Jeremiah Shaw, violoncello.
Helene Liebmann (1795 - 2 dicembre 1869): Grand Trio in la maggiore per violino, violoncello e pianoforte op. 11 (c1816). Trio Vivente: Anna Katharina Schreiber, violino; Kristin von der Goltz, violoncello; Jutta Ernst, pianoforte.
Ludwig Thuille (30 novembre 1861 - 1907): Allegro giusto per violino e pianoforte op. 39 (c1904-06). Marco Rogliano, violino; Gianluca Luisi, pianoforte.
Davide Anzaghi (29 novembre 1936): Elogio della Luna per flauto, clarinetto, vibrafono e percussione (un solo esecutore), pianoforte, violino e violoncello (2009). Ex Novo Ensemble, dir. Claudio Ambrosini.
Anthony Holborne (c1545 - 29 novembre 1602): The Image of Melancholy, pavana a 5 parti strumentali (pubblicata in Pavans, Galliards, Almains and other Short Aeirs, 1599, n. 27). Ensemble Masques: Sophie Gent e Tuomo Suni, violini; Margaret Little e Mélisande Corriveau, bass viols; Benoît van den Bemden, violone; Olivier Fortin, clavicembalo.