Scherzo in re minore – II

Édouard Lalo (1823 - 22 aprile 1892): Trio n. 3 in la minore per violino, violoncello e pianoforte op. 26 (1880). Trio Parnassus.

  1. Allegro appassionato
  2. Presto [9:48]
  3. Très lent [14:17]
  4. Allegro molto [25:10]

Édouard Lalo: Scherzo in re minore per orchestra (1884); trascrizione del II movimento dell’op. 26. Orchestre de la Suisse Romande, dir. Ernest Ansermet.

La Ballerina e il Moro

Joseph Lanner (12 aprile 1801 - 14 aprile 1843): Steyrische Tänze op. 165 (1841). Wiener Biedermeier Solisten.


J. Lanner: Die Schönbrunner, valzer op. 200. Wiener Symphoniker, dir. Robert Stolz.


Temi tratti da queste due composizioni di Lanner sono stati utilizzati da Stravinskij nel balletto Petruška (1911), quadro III n. 3: « Valzer della Ballerina e del Moro ».

New York Philharmonic, dir. Leonard Bernstein.

Amare et silere

Bianca Maria Meda (c1665 - c1700): Cari musici, mottetto per soprano, 2 violini e basso continuo (da Mottetti a 1, 2, 3 e 4 voci con violini e senza, 1691, n. 1). Roberta Invernizzi, soprano; ensemble Bizzarrie Armoniche, dir. e violoncello Elena Russo.

Cari musici, cum grato silentio
Voces comprimite,
Suspendite sonos,
Cantare cessate,
Et contemplate dilecte
Jesu amores.
Non me turbate, no, amante,
Armonici chori
Cantare, cessate.

Quantae deliciae
Quantae fortunata beant me,
Rapit meum cor ad se
Jesus solus voce amante.

Quanta laetitia
Quanta me divina replet lux
In amore verus dux
Mihi donat gaudia tanta.

Ah! Quid dico! Anima ingrata,
in silentio taciturno
Amores sponsi audio sepelire,
Ah non tacete, no,
O voces canorae,
Non tacete.

Amare et silere, cor,
Tentas impossibile,
Plus tormentum sit terribile
Quando curat reticere.

Tacere et ardere, no,
Non potes tam firmissime,
Tuae pene sunt durissimae,
Si tacendo vis languere.

Alleluia.

La sua musica non durerà

Claude Debussy (1862 - 1918): Quartetto in sol minore per archi op. 10 (1893). Juilliard Quartet.

  1. Animé et très décidé
  2. Assez vif et bien rythmé
  3. Andantino, doucement expressif
  4. Très modéré

 « Con queste giornate primaverili mentre siamo indolenti e insonnoliti come dei bevitori di birra è passato il concerto commemorativo di Claudio Debussy sul nostro assopimento, come una lenta ombra luttuosa.
« Noi l’abbiamo veduto pochi anni fa: la sua pallidissima fronte gonfia e quasi ondeggiante sotto gli urti di un fermento interno in levitazione, il suo sguardo sofferente e profondo di bizantino, e le sue povere mani fredde, passive, emaciate e gialle come due vecchi guanti ci impressionarono come se in quell’uomo ancora tanto vivo e celebre l’istinto fosse spento e incenerito per sempre.
« Lo si considera come un genio del nostro secolo, a noi apparve sempre come un modista della musica. Ricercatore di espressioni originali egli non trovava che qualche fortunata eleganza. Egli si rifiutava di toccare la terra con i piedi ed aveva dei brividi di repulsione al suono di musica altrui, e disse che Beethoven era volgare.
« Mal sostenuto da un temperamento che non era né ricco né generativo egli oltrepassò il segno dell’arte per naufragare in un intellettualismo disperato. Aveva in fondo più confidenza nella pittura e nella poesia che nella musica a sé. Procedendo criticamente per esclusione egli giunse a farsi un genere limitato, indeterminabile, e quasi scientifico. Egli eccelle dal punto di vista istrumentale pianistico.
« Maeterlinck è stato il suo ispiratore. Le principesse incorporee che non vedono il giorno e agonizzano contro le pareti dei bui sotterranei ostruiti; la vita senza occhi e senza orecchi; tutte le vaghe apprensioni dell’inintelligibile fanno parte del suo programma di perdizione musicale e ci costringono a far quarantena sulle minacciose latitudini dell’Inconcludente.
« Pure spesso, sotto i veli, traspare nelle sue pagine quel genere d’album indispensabile nel salotto francese, che Egli deforma orribilmente per repulsione e per necessità, ma il sentimento poco originale rimane.
« Nondimeno, se accostiamo bene l’orecchio a qualche fenditura ci accadrà di sorprendere, a traverso questo cumulo di pregiudiziali, il passaggio fortuito di certe squisitezze sincere, sonore, rare ed effimere.
« Non vogliamo intendercene troppo, ma probabilmente il programma di ieri non fu composto con quel senso di carità e di onoranza che la triste e solenne occasione richiedeva.
« Gli esecutori erano tutti valorosissimi artisti e ci parve di capire che alcuni d’essi non fossero preparati alla morte prematura del decantato riformatore francese.
« Il programma comprendeva: la Sonata per violino e pianoforte, le Trois Chansons de Bilitis, due liriche dalle Ariettes oubliées e il Noël des enfants qui n’ont plus de maisons, che la signora Montjovet cantò con profondo sentimento; i Reflets dans l’eau, l’Hommage à Rameau e il Children’s Corner per pianoforte solo, eseguiti egregiamente da Alfredo Casella. Per ultimo il Quartetto per archi, esecutori Mario Costa, Giacinto Spada, Gustavo Gatti e Tito Rosati.
« Il pubblico numerosissimo fece, qua e là, il respiro grosso, ma applaudi alla fine di ogni pezzo e acclamò la signora Montjovet che dovette bissare il Noël des enfants…
« Noi rimaniamo tutt’ora persuasi che Claudio Debussy oltre che un creatore di musiche che non dureranno molto nel tempo a venire, era, per certe sue attitudini teoriche, il propulsore di un movimento disastroso e in Italia ne conosciamo assai bene le conseguenze.
« Alfredo Casella che fu magna pars del concerto, Malipiero e tutti i fratellini minori erano presenti ieri alla commemorazione. Se piangiamo la morte di Claudio Debussy dovremmo strapparci le chiome al vedere la numerosa famiglia che Egli ha abbandonato sul lastrico di S. Cecilia.»

 Bruno Barilli 
 («Il Tempo», 6 aprile 1918) 
 

 Bruno Barilli 

Doisneau e il violoncello

Un piccolo omaggio al più… musicale dei fotografi.




« Dans mon école idéale de photographie il y aurait un professeur de bouquet et un professeur de musique. On ne formerait pas des virtuoses du violon, mais on expliquerait le rôle de la musique qui donne une lumière sur les civilisations passées, formation complémentaire très nécessaire » (Robert Doisneau, 1912 - 1° aprile 1994).



Baquet



Doisneau


Le fotografie nascono dalla collaborazione di Doisneau con l’amico Maurice Baquet (1911 - 2005), attore e violoncellista.

Della natura della luce diurna

Max Richter (22 marzo 1966): On the Nature of Daylight (da The Blue Notebooks, 2004). Louisa Fuller e Natalia Bonner, violini; John Metcalfe, viola; Philip Sheppard e Chris Worsey, violoncelli.
Il brano è stato incluso nelle colonne sonore di vari programmi televisivi e film: fra questi ultimi, Shutter Island (2010) di Martin Scorsese e Arrival (2016) di Denis Villeneuve.

Barber, opus 11

Samuel Barber (9 marzo 1910 - 1981): Quartetto per archi op. 11 (1936). Auner Quartett: Daniel Auner e Barbara de Menezes Galante Auner, violini; Nikita Gerkusov, viola; Konstantin Zelenin, violoncello.

  1. Molto allegro e appassionato
  2. Molto adagio [8:35]
  3. Molto allegro come prima – Presto [16:04]

Composte a 12 anni

Gioachino Rossini (29 febbraio 1792-1868): Sonata a quattro (2 violini, violoncello e contrabbasso) n. 1 in sol maggiore (1804). Membri dello Slovenský komorný orchester (Orchestra da camera slovacca), dir. Bohdan Warchal.

  1. Moderato
  2. Andantino [8:59]
  3. Allegro [13:35]

Gioachino Rossini: Sonata a quattro n. 6 in re maggiore, La tempesta. Stessi interpreti.

  1. Allegro spiritoso
  2. Andante assai [12:23]
  3. Tempesta: Allegro [15:05]

Rossini - La tempesta

Allegro poco vivo

Antonín Reicha (26 febbraio 1770 - 1836): Quintetto in mi mag­gio­re per corno e quartetto d’archi op. 106 (1807). Vladimira Klánská, corno; membri del České noneto.

  1. Allegro ma non troppo
  2. Air: Lento [11:26]
  3. Menuetto: Allegro poco vivo [17:36]
  4. Finale: Allegro assai [21:51]

Piacevole (poco andante)

Edward Elgar (1857 - 23 febbraio 1934): Quartetto in mi minore per 2 violini, viola e violoncello op. 83 (1918). Ruysdael Kwartet: Joris van Rijn e Emi Ohi Resnick, violini; Gijs Kramers, viola; Jeroen den Herder, violoncello.

  1. Allegro moderato
  2. Piacevole (poco andante) [9:36]
  3. Finale: Allegro molto [21:29]

Quartetto di Elgar

Widor, opus 80

Charles-Marie Widor (21 febbraio 1844 - 1937): Sonata in la maggiore per violoncello e pianoforte op. 80 (1907). Peter Bruns, violoncello; Annegret Kuttner, pianoforte.

  1. Allegro moderato – Lento e poco a poco accelerando
  2. Andante con moto – Cantabile – Poco più vivo
  3. Allegro vivace – Meno vivo

Violino solo – I

Biagio Marini (3 febbraio 1594 - 1663): Sonata quarta. Per il Violino per sonar con due corde (da Sonate, symphonie, canzoni, passe’mezzi, baletti, corenti, gagliarde e retornelli op. 8, 1626). Lux Terrae Baroque Ensemble: Neyza Copa, violino; Issei Watanabe, violoncello; Gabriele Marzella, organo.

0Biagio Marini, op. 8 n. 59

Rondò pastorale

Emil Hartmann (1° febbraio 1836 - 1898): Concerto in re minore-maggiore per violoncello e orchestra op. 26 (1879). Kim Bak Dinitzen, violoncello; Sønderjyllands Symfoniorkester, dir. Jean-Pierre Wellez.

  1. Allegro moderato – Andantino – Allegro
  2. Canzonetta: Andante [9:44]
  3. Rondò pastorale: Allegretto – Andantino [13:12]

Anglaise en rondeau

François-Joseph Gossec (17 gennaio 1734 - 1829): Sinfonia concertante in re maggiore per violino, violoncello e orchestra op. 101. Patrick Cohën-Akenine, violino; François Poly, violoncello; orchestra Les Agrémens, dir. Guy van Waas.

  1. Andantino
  2. Anglaise en rondeau [6:50]

A cup o’ kindness yet

Ludwig van Beethoven (1770 - 1827): Auld Lang Syne, n. 11 degli Zwölf Schottische Lieder mit obligater Begleitung von Pianoforte, Violine und Violoncell WoO 156 (1818); melodia tradizionale (da alcuni attribuita a Davide Rizzio), testo di Robert Burns. Felicity Lott, soprano; John Mark Ainsley, tenore; Thomas Allen, bari­tono; Elizabeth Layton, violino; Ursula Smith, violoncello; Malcolm Martineau, pianoforte.

Should auld acquaintance be forgot
And never brought to mind?
Should auld acquaintance be forgot
And auld lang syne!

   For auld lang syne, my dear,
   For auld lang syne
   We’ll tak a cup o’ kindness yet,
   For auld lang syne.

We twa hae run about the braes,
And pa’d the gowans fine;
But we’ve wander’d mony a weary foot,
Sin’ auld lang syne.

   For auld lang syne, my dear…

And there’s a hand, my trusty fiere!
And gie’s a hand o’ thine!
And we’ll take a right gude-willie-waught,
For auld lang syne.

   For auld lang syne, my dear…

Siciliana variata

Francesco Antonio Bonporti (1672 - 19 dicembre 1749): Sere­nata IV in la minore (c1720). Luigi Mangiocavallo, violino; Claudio Ronco, violoncello; Marco Mencoboni, clavi­cembalo.

  1. Larghetto
  2. Siciliana variata: Comodo [3:08]
  3. Chiusa: Allegro [9:10]

Concerto grosso – VII

 
Krzysztof Penderecki (23 novembre 1933 - 2020): Concerto grosso per tre violoncelli e orchestra (2000). Andrzej Bauer, Bartosz Koziak e Rafał Kwiatkowski, violoncelli; Orchestra sinfonica nazionale della Radio polacca a Katowice diretta dall’autore.
 

Allegro brillante – I

Carl Gottlieb Reißiger (1798 - 7 novembre 1859): Trio n. 7 in mi maggiore per violino, violoncello e pianoforte op. 85 (c1833). Trio Art Nouveau: Orsolya Winkler, violino; György Déri, violoncello; Ervin Nagy, pianoforte.

  1. Allegro brillante
  2. Andante [12:19]
  3. Scherzo: Presto [20:54]
  4. Rondò: Allegro molto [26:39]

Reißiger, op. 85