Toshio Hosokawa (23 ottobre 1955): Landscape I per quartetto d’archi (1992). Arditti Quartet.

Toshio Hosokawa (23 ottobre 1955): Landscape I per quartetto d’archi (1992). Arditti Quartet.

Franz Liszt (22 ottobre 1811 - 1886): Feuille d’album n. 2 S. 534/2bis (1849). Clemens Muller, pianoforte.
Si tratta della terza versione di una terza versione. All’origine vi è un Lied su testo di Felix Lichnowsky, intitolato Die Zelle im Nonnenwerth (S. 274/1, del 1841); la sua 3ª versione fu redatta nel 1845 con testo tradotto in francese da Étienne Monnier e il titolo di Élégie (S. 301b/2); della trascrizione per pianoforte di quel brano, questa è appunto la 3ª versione.

Franz Liszt: Die Zelle im Nonnenwerth (Élégie) per violoncello e pianoforte S. 382 (c1883; trascrizione della 2ª versione del Lied di cui sopra). János Fejérvári, violoncello; Zoltán Fejérvári, pianoforte.
Aleksandr Abramovič Krejn (20 ottobre 1883 - 1951): Esquisses hébraïques, 1a suite per clarinetto e quartetto d’archi op. 12 (1909). Dieter Klöcker, clarinetto; Vlachovo kvarteto Praha.

Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840 - 1893): Времена года / Les Saisons op. 37a (1875-76), 10. Октябрь: Осенняя песнь / Octobre: Chant d’automne. Versione originale: Valentyna Lysycja, pianoforte. Trascrizione per orchestra di Aleksandr Gauk (1893 - 1963): Orchestra da camera di Mosca, dir. Constantine Orbelian.
Il dolente Canto autunnale fu pubblicato nell’ottobre 1876 sul periodico sanpietroburghese «Нувеллист» (Nuvellist), associato a versi di Aleksej Kostantinovič Tolstoj (1858):
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Осень. Обсыпается весь наш бедный сад, Листья пожелтелые по ветру летят… |
Autunno. Si spoglia il nostro povero giardino, foglie ingiallite che volano nel vento… |

Di Octobre, indubbiamente uno dei «mesi» più famosi della raccolta, esistono vari adattamenti per strumenti diversi. Ecco come l’esegue sull’arpa Pauline Haas:
Il brano è stato trascritto per clarinetto e quartetto d’archi da Tōru Takemitsu (1930 - 1996). Rob Patterson, clarinetto; Hrabba Atladottir e Mathew Oshidam, violini; Elizabeth Prior, viola; Evgeny Tonkha, violoncello.
Wilhelm Kienzl (1857 - 19 ottobre 1941): Trio in fa minore per violino, violoncello e pianoforte op. 13 (1880). Thomas Christian, violino; Attila Pasztor, violoncello; Evgenij Sinaiskij, pianoforte.

Herbert Howells (17 ottobre 1892 – 1983): Elegy per viola, quartetto d’archi e orchestra d’archi (1917). City of London Sinfonia, dir. Richard Hickox.

Domenico Zipoli (17 ottobre 1688 - 1726): Sonata in la minore per violino e basso continuo. Luigi Cozzolino, violino; Bettina Hoffmann, violoncello; Gian Luca Lastraioli, tiorba; Alfonso Fedi, clavicembalo.

Bernhard Henrik Crusell (15 ottobre 1775 - 1838): Secondo Quartetto in do minore per clarinetto e archi op. 4 (c1804). László Horváth, clarinetto; Trio Dumas: Joseph Puglia, violino; Chaim Steller, viola; Örs Köszeghy, violoncello.

Arthur De Greef (10 ottobre 1862 - 1940): Trio in fa minore per violino, violoncello e pianoforte (1935). Trio Narziss und Goldmund: Wietse Beels, violino; Mieke De Laurée, violoncello; Piet Kuijken, pianoforte.
Camille Saint-Saëns (9 ottobre 1835 - 1921): Settimino in mi bemolle maggiore per tromba, 2 violini, viola, violoncello, contrabbasso e pianoforte op. 65 (1879-80). Edward Beckett, tromba: David le Page e Amanda Smith, violini; Julie Knight, viola; Ferenc Szucs, violoncello; Robin McGee, contrabbasso; Nicholas Walker, pianoforte.
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Henri Marteau (1874 - 3 ottobre 1934): Quintetto in do minore per clarinetto e archi op. 13 (1906). Klaus Hampl, clarinetto; Quartetto di Roma: Marco Fiorini e Biancamaria Rapaccini, violini; Davide Toso, viola; Alessandra Montani, violoncello.

Giovanni Battista Cirri (1º ottobre 1724 - 1808): Concerto in re maggiore per violoncello e orchestra op. 14 n. 3. Balázs Máté, violoncello; Aura Musicale, dir. László Paulik.
I. Allegro con spirito
II. Adagio [6:00]
III. Allegretto [12:10]

Gaspar Cassadó (30 settembre 1897 - 1966): Suite per violoncello solo (1926). Anne Gastinel.

Anonimo (XVI-XVII secolo): O bella più che la stella diana, aria a voce sola e continuo. Ensemble A Musicall Banquet: Baltazar Zúñiga, tenore; Rebeca Ferri, violoncello; Francesco Tomasi, liuto.
O bella più che la stella diana,
Che par innanzi della mia patrona,
Mia regina, dolce mio amore,
Pietà, cuor mio, pietà, non più dolore.
Bene mio caro, cuore mio bello,
Tu sei la mala morte mia,
La freccia che mi passa il cuore.
Con questa composizione di autore ignoto si conclude la raccolta A Musicall Banquet pubblicata a Londra nel 1610 a cura di Robert Dowland (1591 - 1641).

Domenica Maria Melli (1545 - p1615): Se di farmi morire, aria a voce sola e continuo (pubblicata in Seconde musiche di Domenico Maria Melli, reggiano: Madrigali, canzonette, arie, dialoghi, a una e due voci per cantare nel chitarrone o cembalo, 1602, n. 8). Ensemble A Musicall Banquet: Baltazar Zúñiga, tenore; Rebeca Ferri, violoncello; Francesco Tomasi, liuto.
Se di farmi morire
Con crudeltà pensate,
Certo che v’ingannate.
Ché da la crudeltà nascono l’ire,
E da l’ire lo sdegno
Che scaccia Amor
Dal suo superbo regno.
Questo brano è stato poi ripubblicato da Robert Dowland (1591 - 1641) nella raccolta A Musicall Banquet (Londra 1610, n. XVII).

Francesca Caccini, detta La Cecchina (18 settembre 1587 - 1640): Non so se quel sorriso, canzonetta, dal Primo Libro delle musiche a una e due voci (1618). Shannon Mercer, soprano; Luc Beauséjour, clavicembalo; Sylvain Bergeron, tiorba; Amanda Keesmaat, violoncello.
Non so se quel sorriso
mi schernisce o m’affida,
se quel mirarmi fiso
m’alletta o mi diffida.
Gia schernito e deriso
da bella donna infida
non vorrei più che’l core
fosse strazio d’amore.
Non vo’ più per dolcezza
d’immaginato bene
nutrirmi d’amarezza
vivendo sempre in pene,
né per nuova bellezza
portar i lacci e catene,
né gravar l’alma ancella
di inferma novella.
Se tu vuoi ch’io t’adori,
d’amor stella gentile,
ti canti, e ch’io t’onori
su la mia cetra docile,
a più degni tesori
a guiderdon non vile
chiama l’avida speme
che spregiata già teme.
Soffrir’io più non voglio
la ferita crudele
d’un cor cinto d’orgoglio,
d’un anima infedele,
né tra scoglio né tra scoglio
affidar più le vele
della mia libertate
senza certa pietate.
Francesca Caccini: Ciaccona. Luigi Cozzolino, violino; Andrea Benucci, chitarra; Alfonso Fedi, clavicembalo; Francesco Tomei, viola da gamba.
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Alessandro Rolla (1757 - 15 settembre 1841): Gran Quartetto concertante in fa minore per archi op. 2 n. 2 (c1820). Ruggero Marchesi e Roberto Ilacqua, violini; Stefano Marcocchi, viola; Jorge Daniel Rossi, violoncello.

Jean Cras (1879 - 14 settembre 1932): Quintetto per arpa, flauto, violino, viola e violoncello (1928). Catherine Michel arpa; Thomas Prévost, flauto; Marie-Christine Millière, violino; Jean-François Benatar, viola; Philippe Bary, violoncello.

Antonín Dvořák (8 settembre 1841 - 1904): Serenata in re minore per 10 strumenti a fiato (2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, controfagotto ad libitum e 3 corni), violoncello e contrabbasso op. 44 (1878). Membri dell’Orchester des Bayerischen Rundfuks, dir. Rafael Kubelík.

Jean-Louis Duport (1749 - 7 settembre 1819): Concerto n. 4 in mi minore per violoncello e orchestra (c1798). Peter Hörr, violoncello e direzione; Hofkapelle Weimar.
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Giacomo Meyerbeer (5 settembre 1791 - 1864): Quintetto in mi bemolle maggiore per clarinetto e archi (1813). Dieter Klöcker, clarinetto; Daniel Stabrawa e Christian Stadelmann, violini; Niethard Resa, viola; Jan Diesselhorst, violoncello.

Pietro Antonio Locatelli (3 settembre 1695 - 1764): Concerto grosso in do minore op. 1 n. 2 (c1721). Enrico Casazza, violino; Marcello Scandelli, violoncello; La Follia Barocca.
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Ugo Amendola (28 agosto 1917-1995): Quartetto per archi (1947). Paul Klee 4tet: Alessandro Fagiuoli e Stefano Antonello, violini; Andrea Amendola, viola; Luca Paccagnella, violincello.
Antonín Kraft (1749 - 28 agosto 1820): Concerto in do maggiore per violoncello e orchestra op. 4 (c1805). Jiří Hošek, violoncello; Orchestra sinfonica di Praga, dir. Josef Hrnčíř.

Rudolf Moser (1892 - 20 agosto 1960): Concerto per oboe e quintetto d’archi op. 86 (1950). Omar Zoboli, oboe; Adelina Oprean e Tamara Russo, violini; Sergio Marrini, viola; Alexandre Foster, violoncello; Botond Kostiak, contrabbasso.
Friedrich Hartmann Graf (23 agosto 1727 - 19 agosto 1795): Concerto in re maggiore per violoncello e orchestra. Jan Vogler, violoncello; Münchener Kammerorchester, dir. Reinhard Goebel.

Lukas Foss (15 agosto 1922 - 2009): Paradigm «for my Friends» per ensemble (1968, rev. 1969). Jan Williams, percussioni; Stephen Bell, chitarra elettrica; Charles Haupt, violino; Jerry Kirkbride, clarinetto; Marijke Verberne, violoncello; George Ritscher, suoni elettronici; diretto dall’autore.
« L’arte non ha funzione d’intrattenimento: i monumenti d’arte che costruiamo servono a questo, a introdurre qualcosa che trasformi la nostra vita. In ciascuna musica c’è sempre una verità che si dice e che non ha bisogno di essere spiegata. Non ha torto Mahler quando afferma che ogni musica è musica a programma. La mer di Debussy è musica a programma. Ma lo stesso Debussy non avrebbe scritto La mer se avesse voluto soltanto descrivere il mare: c’è qualcosa di più che la sua descrizione, c’è l’amore per il mare e la sensazione del mare » (Lukas Foss).

Bernhard Romberg (1767 - 13 agosto 1841): Concertino in la maggiore per 2 violoncelli e orchestra op. (posth.) 72. Oren Shevlin e Johannes Wohlmacher, violoncelli; WDR Sinfonieorchester Köln, dir. Reinhard Goebel.
Allegro – Andante grazioso [7:13] – Rondò: Con allegrezza [9:58]
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Nicolas Chédeville (1705 - 6 agosto 1782): Sonata in sol minore per oboe e continuo, n. 6 della raccolta Il pastor fido (pubblicata nel 1737 come op. 13 di Antonio Vivaldi). Paul Goodwin, oboe; Nigel North, arciliuto e chitarra barocca; Susan Sheppard, violoncello; Frances Eustace, fagotto; John Toll, clavicembalo e organo.

Betsy Jolas (5 agosto 1926): Quatuor II per soprano, violino, viola e violoncello (1966). Mady Mesplé, soprano; Trio À Cordes Français: Gérard Jarry, violino; Serge Collot, viola; Michel Tournus, violoncello.
