Grand Trio

Helene Liebmann (1795 - 2 dicembre 1869): Grand Trio in la maggiore per violino, violoncello e pianoforte op. 11 (c1816). Trio Vivente: Anna Katharina Schreiber, violino; Kristin von der Goltz, violoncello; Jutta Ernst, pianoforte.

  1. Allegro
  2. Andante [10:16]
  3. Polonoise [13:18]

trio

Videbitis turbam

Agostino Agazzari (2 dicembre 1578 - 1640): Tristis est anima mea, mottetto a 8 voci (pubblicato in Promp­tua­rii musici Pars Prima, 1611, n. 75). Basilica Consort, dir. Michael Hedley.

Tristis est anima mea usque ad mortem;
sustinete hic, et vigilate mecum:
nunc videbitis turbam, quæ circumdabit me.
Vos fugam capietis, et ego vadam immolari pro vobis.

Tristis est anima mea è uno dei due brani di Agazzari inclusi nel Florilegium Portense, ampia silloge di mottetti a 4-8 voci, concepita a uso didattico per il Ginnasio di Schul­pforta (monastero cisterciense sito presso Naumburg, in Sassonia-Anhalt). La raccolta — il cui titolo latino significa appunto «Antologia di Pforta» — era stata iniziata da Sethus Calvisius quando dirigeva il coro del Ginnasio, e poi ultimata e data alle stampe dal suo successore Erhard Bodenschatz; nella sua redazione definitiva (2 volumi, 1618 e 1621) comprende in tutto 265 mottetti di autori italiani, tedeschi e franco-fiamminghi. Ha una certa importanza per gli storici della musica in quanto costituì una fonte primaria per i compositori della Chiesa luterana. Nel 1729, a Lipsia, Johann Sebastian Bach acquistò per conto della Chiesa di san Tommaso un esemplare del Florilegium Portense, che fu poi utilizzato nelle varie chiese della città sassone fino al 1793.

Agazzari, Tristis a 8

Ideale

Francesco Paolo Tosti (1846 - 2 dicembre 1916): Ideale, romanza (1882) su testo di Carmelo Errico. Luciano Pavarotti, tenore; John Wustman, pianoforte.

Io ti seguii com’iride di pace
lungo le vie del cielo.
Io ti seguii come un’amica face
della notte nel velo.

E ti sentii nella luce, nell’aria,
nel profumo dei fiori,
e fu piena, la stanza solitaria,
di te, dei tuoi splendori.

In te rapito, al suon della tua voce,
lungamente sognai,
e della terra, ogni affanno, ogni croce,
in quel giorno scordai.

Torna, caro ideal,
torna un istante a sorridermi ancora
e in me risplenderà, nel tuo sembiante,
una novella aurora, una novella aurora.

In te rapito, al suon della tua voce,
lungamente sognai,
e della terra, ogni affanno, ogni croce,
in quel giorno scordai.

Torna, caro ideal,
torna un istante a sorridermi ancora
e in me risplenderà, nel tuo sembiante,
una novella aurora, una novella aurora.

Tosti, Ideale

Come un agnello

Giuseppe Sarti (battezzato il 1° dicembre 1729 - 1802): «Come un agnello», aria di Mingone (basso) dal I atto del dramma giocoso Fra i due litiganti il terzo gode (1782). Roberto Scaltriti, basso; Les Talens Lyriques, dir. Christophe Rousset.

Come un agnello
Che va al macello
Belando andrai
Per la città.
Io colla bella
Mia rondinella
Andrò rondando
Di qua, di là.
Io già m’aspetto
Sentirmi dire:
Guarda che amabile
Sposo perfetto!
Di là ripetere:
Viva 1a sposa.
O incomparable,
O impareggiabile
Coppia vezzosa,
Il ciel concedavi
Felicità.


Anonimo: 8 Variazioni su «Come un agnello» per pianoforte, attribuite a Wolfgang Amadeus Mozart (K 460, K6 454a). Rosemary Thomas.

È molto improbabile che questa serie di variazioni sia opera del salisburghese; i curatori dell’ultima edizione delle opere complete mozartiane la considerano infatti spuria. Tuttavia, il tema di Sarti era ben noto a Mozart, che lo cita nella seconda delle Danze tedesche per orchestra K 509 e nel Don Giovanni. In effetti, i due musicisti si erano conosciuti di persona: Wolfgang ne scrive in una lettera al padre datata 9-12 giugno 1784, raccontando fra l’altro di aver composto alcune variazioni sopra un’aria di Sarti e aggiungendo che quest’ultimo le aveva gradite molto.
Un manoscritto conservato presso una collezione privata elvetica contiene due variazioni su «Come un agnello», quasi certamente di Mozart, ma stilisticamente molto diverse dalle Variazioni K 460.

Variazioni

L’Imbarazzante

Le Bret (attivo presumibilmente fra il 1730 e il 1740): L’Embarrassante, tratta dalla Prima Suite per clavicembalo (n. 5). L’esegue Simone Pierini.

Non è chiaro se questo Le Bret, del quale si ignora il nome di battesimo, fosse un musi­ci­sta professionista o un dilettante; è noto unicamente per due suites per clavicembalo, di cui ci è pervenuta una copia manoscritta realizzata dal canonico Alexandre-Guy Pingré (1711-1796), bibliotecario dell’Abbazia di Sainte-Geneviève in Parigi. La copia venne probabilmente ricavata da una edizione a stampa della quale è sopravvissuto un unico esemplare, incompleto, appartenente a una collezione privata.
Insomma, di questo musicista non si sa davvero nulla. Imbarazzante, no?

Clarke’s Trumpet

Jeremiah Clarke (c1674 - 1° dicembre 1707): Suite in re maggiore (c1699); adattamento per tromba (Håkan Hardenberger) e organo (Simon Preston).

  1. Prelude: The Duke of Gloster’s March
  2. Minuet
  3. Cebell
  4. Rondeau: The Prince of Denmark’s March
  5. Serenade
  6. Bourrée
  7. Écossaise
  8. Hornpipe & Gigue

Clarke's Trumpet Voluntary

The Image of Melancholy

Anthony Holborne (c1545 - 29 novembre 1602): The Image of Melancholy, pavana a 5 parti strumentali (pubblicata in Pavans, Galliards, Almains and other Short Aeirs, 1599, n. 27). Ensemble Masques: Sophie Gent e Tuomo Suni, violini; Margaret Little e Mélisande Corriveau, bass viols; Benoît van den Bemden, violone; Olivier Fortin, clavicembalo.

The Image of Melancholy

Answering without answering

Lucy avrebbe potuto commentare «Ѐ come parlare a un sordo» ovvero «Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire», facendo esplicito riferimento al musicista più amato da Schroeder. Ma in effetti in questa striscia (del 29 novembre 1971) il piccolo virtuoso non esegue una composizione di Beethoven, bensì una delle più celebri creazioni di Chopin, la Ballata n. 1 in sol minore op. 23 (scritta forse nel 1835), che qui potete ascoltare nell’interpretazione di Krystian Zimerman:

Allegro moderato e appassionato

Gustaf Hägg (28 novembre 1867 - 1925): Trio in sol minore per violino, violoncello e pianoforte op. 15 (1896). Karel Sneberger, violino; Leif Berry, violoncello; Albena Zaharieva, pianoforte.

  1. Allegro moderato e appassionato
  2. Andante — Poco agitato — a tempo — Poco agitato [9:56]
  3. Scherzo: Allegro vivace — Trio: Meno mosso [18:03]
  4. Allegro con fuoco [25:53]

GH

Grand Septuor

Ferdinand Ries (28 novembre 1784 - 1838): Settimino in mi bemolle maggiore per pianoforte, clarinetto, due corni, violino, violoncello e contrabbasso op. 25 (1808). Linos Ensemble.

  1. Adagio molto – Allegro molto con brio
  2. Marcia funebre [10:02]
  3. Scherzo: Allegro vivace [20:41]
  4. Rondò: Allegro [25:47]

Sinfonia oceanica

Anton Grigor’evič Rubinštejn (28 novembre 1829 - 20 novembre 1894): Sinfonia n. 2 in do maggiore op. 42, L’Oceano (versione del 1851). Orchestra sinfonica di Stato della Federazione russa, dir. Igor’ Golovščin.

  1. Allegro maestoso
  2. Adagio non tanto [15:50]
  3. Allegro [26:45]
  4. Adagio – Allegro con fuoco [32:55]