Anton Webern (3 dicembre 1883 - 1945): Fünf Sätze per quartetto d’archi op. 5 (1909). Telegraph Quartet: Eric Chin e Joseph Maile, violini; Pei-Ling Lin, viola; Jeremiah Shaw, violoncello.

Anton Webern (3 dicembre 1883 - 1945): Fünf Sätze per quartetto d’archi op. 5 (1909). Telegraph Quartet: Eric Chin e Joseph Maile, violini; Pei-Ling Lin, viola; Jeremiah Shaw, violoncello.

Johann Franz Xaver Sterkel (3 dicembre 1750 - 1817): Ouverture à grand orchestre in fa maggiore StWV 130 (c1812). Orchestra L’Arte del Mondo, dir. Werner Ehrhardt.

Robert Kajanus (2 dicembre 1856 - 1933): Adagietto per archi (1913). Keski-Pohjanmaan Kamariorkesteri, dir Juha Kangas.
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Helene Liebmann (1795 - 2 dicembre 1869): Grand Trio in la maggiore per violino, violoncello e pianoforte op. 11 (c1816). Trio Vivente: Anna Katharina Schreiber, violino; Kristin von der Goltz, violoncello; Jutta Ernst, pianoforte.

Agostino Agazzari (2 dicembre 1578 - 1640): Tristis est anima mea, mottetto a 8 voci (pubblicato in Promptuarii musici Pars Prima, 1611, n. 75). Basilica Consort, dir. Michael Hedley.
Tristis est anima mea usque ad mortem;
sustinete hic, et vigilate mecum:
nunc videbitis turbam, quæ circumdabit me.
Vos fugam capietis, et ego vadam immolari pro vobis.
Tristis est anima mea è uno dei due brani di Agazzari inclusi nel Florilegium Portense, ampia silloge di mottetti a 4-8 voci, concepita a uso didattico per il Ginnasio di Schulpforta (monastero cisterciense sito presso Naumburg, in Sassonia-Anhalt). La raccolta — il cui titolo latino significa appunto «Antologia di Pforta» — era stata iniziata da Sethus Calvisius quando dirigeva il coro del Ginnasio, e poi ultimata e data alle stampe dal suo successore Erhard Bodenschatz; nella sua redazione definitiva (2 volumi, 1618 e 1621) comprende in tutto 265 mottetti di autori italiani, tedeschi e franco-fiamminghi. Ha una certa importanza per gli storici della musica in quanto costituì una fonte primaria per i compositori della Chiesa luterana. Nel 1729, a Lipsia, Johann Sebastian Bach acquistò per conto della Chiesa di san Tommaso un esemplare del Florilegium Portense, che fu poi utilizzato nelle varie chiese della città sassone fino al 1793.

Johann Friedrich Agricola (1720 - 2 dicembre 1774): Sonata in fa maggiore per clavicembalo (1762). Gregor Hollmann.

Francesco Paolo Tosti (1846 - 2 dicembre 1916): Ideale, romanza (1882) su testo di Carmelo Errico. Luciano Pavarotti, tenore; John Wustman, pianoforte.
Io ti seguii com’iride di pace
lungo le vie del cielo.
Io ti seguii come un’amica face
della notte nel velo.
E ti sentii nella luce, nell’aria,
nel profumo dei fiori,
e fu piena, la stanza solitaria,
di te, dei tuoi splendori.
In te rapito, al suon della tua voce,
lungamente sognai,
e della terra, ogni affanno, ogni croce,
in quel giorno scordai.
Torna, caro ideal,
torna un istante a sorridermi ancora
e in me risplenderà, nel tuo sembiante,
una novella aurora, una novella aurora.
In te rapito, al suon della tua voce,
lungamente sognai,
e della terra, ogni affanno, ogni croce,
in quel giorno scordai.
Torna, caro ideal,
torna un istante a sorridermi ancora
e in me risplenderà, nel tuo sembiante,
una novella aurora, una novella aurora.
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Giuseppe Sarti (battezzato il 1° dicembre 1729 - 1802): «Come un agnello», aria di Mingone (basso) dal I atto del dramma giocoso Fra i due litiganti il terzo gode (1782). Roberto Scaltriti, basso; Les Talens Lyriques, dir. Christophe Rousset.
Come un agnello
Che va al macello
Belando andrai
Per la città.
Io colla bella
Mia rondinella
Andrò rondando
Di qua, di là.
Io già m’aspetto
Sentirmi dire:
Guarda che amabile
Sposo perfetto!
Di là ripetere:
Viva 1a sposa.
O incomparable,
O impareggiabile
Coppia vezzosa,
Il ciel concedavi
Felicità.
Anonimo: 8 Variazioni su «Come un agnello» per pianoforte, attribuite a Wolfgang Amadeus Mozart (K 460, K6 454a). Rosemary Thomas.
È molto improbabile che questa serie di variazioni sia opera del salisburghese; i curatori dell’ultima edizione delle opere complete mozartiane la considerano infatti spuria. Tuttavia, il tema di Sarti era ben noto a Mozart, che lo cita nella seconda delle Danze tedesche per orchestra K 509 e nel Don Giovanni. In effetti, i due musicisti si erano conosciuti di persona: Wolfgang ne scrive in una lettera al padre datata 9-12 giugno 1784, raccontando fra l’altro di aver composto alcune variazioni sopra un’aria di Sarti e aggiungendo che quest’ultimo le aveva gradite molto.
Un manoscritto conservato presso una collezione privata elvetica contiene due variazioni su «Come un agnello», quasi certamente di Mozart, ma stilisticamente molto diverse dalle Variazioni K 460.
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Le Bret (attivo presumibilmente fra il 1730 e il 1740): L’Embarrassante, tratta dalla Prima Suite per clavicembalo (n. 5). L’esegue Simone Pierini.
Non è chiaro se questo Le Bret, del quale si ignora il nome di battesimo, fosse un musicista professionista o un dilettante; è noto unicamente per due suites per clavicembalo, di cui ci è pervenuta una copia manoscritta realizzata dal canonico Alexandre-Guy Pingré (1711-1796), bibliotecario dell’Abbazia di Sainte-Geneviève in Parigi. La copia venne probabilmente ricavata da una edizione a stampa della quale è sopravvissuto un unico esemplare, incompleto, appartenente a una collezione privata.
Insomma, di questo musicista non si sa davvero nulla. Imbarazzante, no?

Jeremiah Clarke (c1674 - 1° dicembre 1707): Suite in re maggiore (c1699); adattamento per tromba (Håkan Hardenberger) e organo (Simon Preston).
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Agathe Backer-Grøndahl (1° dicembre 1847 - 1907): Studio da concerto in sol minore per pianoforte op. 58 n. 2 (1903). Liv Glaser.

Ernest John Moeran (1894 - 1° dicembre 1950): Lonely Waters, n. 1 dei Due Pezzi per piccola orchestra (1931). Ulster Orchestra, dir. JoAnn Falletta.

Franz Xaver Richter (1° dicembre 1709 - 1789): Sinfonia in re maggiore VB 53, Trompeten-Sinfonie. London Mozart Players, dir. Matthias Bamert.

Ture Rangström (30 novembre 1884 - 1947): Sinfonia n. 3 in re bemolle maggiore, Sång under stjärnorna (Canto sotto le stelle, 1929). Helsingborgs Symfoniorkester, dir. Janos Fürst.

Carl Loewe (30 novembre 1796 - 1869): Abendfantasie per pianoforte op. 11 (1817). Linda Nicholson.
Andante – Meno allegro, quasi alla polacca

Andreas Werckmeister (30 novembre 1645 - 1706): Praeludium ex G (Preludio [e Fuga] in sol maggiore) per organo. Thorsten Pirkl.

Ludwig Thuille (30 novembre 1861 - 1907): Allegro giusto per violino e pianoforte op. 39 (c1904-06). Marco Rogliano, violino; Gianluca Luisi, pianoforte.

Franco Vittadini (1884 - 30 novembre 1948): Scherzo-Toccata in mi maggiore per organo. Sandro Carnelos.
Sergej Michajlovič Ljapunov (30 novembre 1859 - 1924): Буря (Tempesta), studio in do diesis minore per pianoforte, n. 6 dei 12 Studi d’esecuzione trascendentale op. 11 (1897-1905). Louis Kentner.

Fritz Brun (1878 - 29 novembre 1959): Seconda Sinfonia in si bemolle maggiore (1911). AML Luzerner Sinfonieorchester, dir. Olaf Henzold.

Davide Anzaghi (29 novembre 1936): Elogio della Luna per flauto, clarinetto, vibrafono e percussione (un solo esecutore), pianoforte, violino e violoncello (2009). Ex Novo Ensemble, dir. Claudio Ambrosini.

Anthony Holborne (c1545 - 29 novembre 1602): The Image of Melancholy, pavana a 5 parti strumentali (pubblicata in Pavans, Galliards, Almains and other Short Aeirs, 1599, n. 27). Ensemble Masques: Sophie Gent e Tuomo Suni, violini; Margaret Little e Mélisande Corriveau, bass viols; Benoît van den Bemden, violone; Olivier Fortin, clavicembalo.
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Lucy avrebbe potuto commentare «Ѐ come parlare a un sordo» ovvero «Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire», facendo esplicito riferimento al musicista più amato da Schroeder. Ma in effetti in questa striscia (del 29 novembre 1971) il piccolo virtuoso non esegue una composizione di Beethoven, bensì una delle più celebri creazioni di Chopin, la Ballata n. 1 in sol minore op. 23 (scritta forse nel 1835), che qui potete ascoltare nell’interpretazione di Krystian Zimerman:
Giulio Viozzi (1912 - 29 novembre 1984): Tre accordi e le loro conseguenze per organo (1980). Roberto Cognazzo.
Valentino Bucchi (29 novembre 1916 - 1976): Concerto lirico per violino e archi (1958). Roberto Michelucci, violino; Orchestre de Chambre de Genève, dir. Robert Dunand.

Gaetano Donizetti (29 novembre 1797 - 1848): Sonata in do minore-maggiore per flauto e pianoforte (1819). Maxence Larrieu, flauto; Jean-Jacques Balet, pianoforte.

Gustaf Hägg (28 novembre 1867 - 1925): Trio in sol minore per violino, violoncello e pianoforte op. 15 (1896). Karel Sneberger, violino; Leif Berry, violoncello; Albena Zaharieva, pianoforte.

Ferdinand Ries (28 novembre 1784 - 1838): Settimino in mi bemolle maggiore per pianoforte, clarinetto, due corni, violino, violoncello e contrabbasso op. 25 (1808). Linos Ensemble.

Anton Grigor’evič Rubinštejn (28 novembre 1829 - 20 novembre 1894): Sinfonia n. 2 in do maggiore op. 42, L’Oceano (versione del 1851). Orchestra sinfonica di Stato della Federazione russa, dir. Igor’ Golovščin.

Demetrios Lialios (28 novembre 1869 - 1940): Ανατολική εισαγωγή (Ouverture orientale). Orchestra filarmonica di Atene, dir. Byron Fidetzés.
