Franco Petracchi (Pistoia, 22 settembre 1937): Valse oubliée per contrabbasso e orchestra. Alexandre Ritter, contrabbasso; Orquestra Sinfônica da Universidade de Caxias do Sul, dir. Manfredo Schmiedt.
Hans Werner Henze (1926 - 2012): Concerto per contrabbasso e orchestra (1966). Franco Petracchi, contrabbasso; Orchestra sinfonica della Rai di Roma.
Michel Pignolet de Montéclair (1667 - 22 settembre 1737): La mort de Didon, cantata per soprano, archi e basso continuo (c1709). Agnes Mellon, soprano; Les Arts Florissants, dir. William Christie.
I. Lent, marqué et détaché
«Je ne verrai donc plus Enée!»
S’écria tristement Didon abandonnée,
«Il est donc vrai qu’il part?
Il fuit loin de ces bords,
Dieux que j’étois crédule!
Ô Dieux qu’il est perfide!
L’inconstant plus leger que le vent qui le guide
Me quitte sans regrets, me trahit sans remords.
II. Air lent
«O Toi, Déesse de Cithère,
Tendre Vénus, es-tu la mère
De l’ingrat qui m’a su charmer?
Non, non, il ne sait pas aimer.
Helas! Helas! Helas!
Pourquoi sait-il trop plaire?
III. Récitatif
«Infidèle, pourquoi quittez-vous ce rivage?
Les plaisirs et les jeux y voloient sur vos pas!
Pourquoi vouloir régner dans de lointains climats
Quand ma main vous offroit le sceptre de Carthage?
Perfide amant, funeste jour!
Faut-il que je trouve un volage
Dans le frère du tendre Amour?
IV. Vivement
Tirans de l’empire de l’Onde,
Grondez. Volez, vents furieux.
Élevez les flots jusqu’aux cieux!
Que tout l’Univers se confonde!
Tonnez, vengez mes feux trahis!
Justes Dieux, vengez mon injure!
Tonnez, embrasez un parjure
Dans le sein même de Thétis!
V. Récitatif
«Non, arretez.
Grands Dieux, gardez vous d’exaucer
Mon courroux légitime!
Laissez moi choisir ma victime:
Énée est dans mon cœur et je vais l’y percer.»
Sur un bûcher fatal, théâtre de sa rage,
Didon en ce moment se livre à la fureur.
Un fer, triste present que lui laisse un volage,
Un fer cruel lui perce enfin le cœur:
Mourante elle tombe, et son âme
Chérit encore l’ingrat qu’elle n’a pu toucher;
Elle expire sur le bûcher,
Le flambeau de l’Amour en alume la flamme.
VI. Air gai
Qu’il est dangereux
De se rendre aux vœux
D’un objet volage!
Un sensible cœur
Risque son bonheur
Le jour qu’il s’engage.
Que les seuls plaisirs
Fixent nos désirs:
Evitons les peines!
Amour, si les jeux
N’en forment les nœuds,
Je brise mes chaînes.
Mikalojus Konstantinas Čjurlënis (22 settembre 1875 - 1911): Jūra (Il mare), poema sinfonico (1903-07). Lietuvos Velztybinis Simfoninis Orkestras, dir. Gintaras Rinkevičius.
Sonata del mare: Finale, dipinto di M. K. Čjurlënis (1908)
Alexander Reinagle (1756 - 21 settembre 1809): Sonata in re maggiore per pianoforte (c1790). William Grant Naboré.
Allegro con brio
Tema (di Haydn) con variazioni [7:54]
Allegro [14:09]
La famiglia di Reinagle annovera numerosi musicisti e pittori di vaglia. Figlio di Joseph Reinagle, un virtuoso di tromba austroungarico che si era stabilito a Portsmouth, e di Annie Laurie, scozzese, nel 1786 Alexander Reinagle si trasferì negli Stati Uniti, fissando la propria residenza prima a New York e poi a Filadelfia: quivi fu attivo come insegnante e concertista, influenzando profondamente la vita musicale cittadina. Fra i suoi ammiratori vi fu George Washington: quando questi morì, nel 1799, Reinagle compose una Monody on the Death of George Washington.
La Sonata in re maggiore, la prima di un gruppo di quattro talvolta chiamate Philadelphia Sonatas, comprende nel II movimento quattro variazioni sul tema dell’Andante della Sinfonia n. 53, L’Impériale, di Franz Joseph Haydn.
Anonimo (XVI-XVII secolo): O bella più che la stella diana, aria a voce sola e continuo. Ensemble A Musicall Banquet: Baltazar Zúñiga, tenore; Rebeca Ferri, violoncello; Francesco Tomasi, liuto.
O bella più che la stella diana,
Che par innanzi della mia patrona,
Mia regina, dolce mio amore,
Pietà, cuor mio, pietà, non più dolore.
Bene mio caro, cuore mio bello,
Tu sei la mala morte mia,
La freccia che mi passa il cuore.
Con questa composizione di autore ignoto si conclude la raccolta A Musicall Banquet pubblicata a Londra nel 1610 a cura di Robert Dowland (1591 - 1641).
Gilles Binchois (c1400 - 20 settembre 1460): Amours merchi, chanson a 3 voci. Ensemble «Gilles Binchois», dir. Dominique Vellard.
Amours merchi de trestout non poir
tant que je puis quant il m’a fait choisir.
Tres douchement, et tout a mon voloir
Agatie m’a un tres riche plaisir.
Cescune fois que j’en ay souvenir
Le cuer de moy devient tout joieux,
Prendre ne puis nul espoir doloreux
Si richement t’ay choisi a mon gré
Et par amours que le m’a commandé.
Agnes Tyrrell (20 settembre 1846 - 1883): Ouverture in do minore per l’oratorio Die Könige in Israel (c1880). Orchestra L’anima giusta, dir. Jessica Horsley.
Giulio Caccini (1551 - 1618): Amarilli, mia bella, aria a voce sola e basso continuo (pubblicata nel volume Le nuove musiche, 1601, n. 8). Emma Kirkby, soprano; Anthony Rooley, liuto.
Amarilli, mia bella
Non credi, o del mio cor dolce desio,
D’esser tu l’amor mio?
Credilo pur, e se timor t’assale,
Prendi questo mio strale,
Aprimi il petto e vedrai scritto in core:
Amarilli, Amarilli, Amarilli
è il mio amore.
Amarilli, mia bella di Giulio Caccini venne poi ripubblicata da Robert Dowland (1591 - 1641) nella raccolta A Musicall Banquet (Londra 1610, n. XIX).
Pablo de Sarasate (1844 - 20 settembre 1908): Capricho vasco / Caprice basque per violino e pianoforte op. 24 (1881). Itzhak Perlman, violino; Samuel Sanders, pianoforte.
Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840 - 1893): Времена года / Les Saisons op. 37a (1875-76), 9. Сентябрь: Охота / Septembre: La chasse. Versione originale: Valentyna Lysycja, pianoforte. Trascrizione per orchestra di Aleksandr Gauk (1893 - 1963): Orchestra da camera di Mosca, dir. Constantine Orbelian.
Questo brano fu originariamente pubblicato nel settembre 1876 sul mensile sanpietroburghese «Нувеллист» (Nuvellist), associato a versi di Puškin (dal racconto in versi Граф Нулин, Il conte Nulin, 1825):
Пора, пора! Рога трубят;
Псари в охотничьих уборах
Чем свет уж на конях сидят;
Борзые прыгают на сворах.
È l’ora! Suonano i corni;
i cacciatori nei loro abiti venatori
alla prima luce dell’alba sono montati a cavallo;
i borzoi, seppur legati, saltano.
Robert Casadesus (1899 - 19 settembre 1972): Concerto per 3 pianoforti e orchestra d’archi op. 65 (1964). Robert, Gaby e Jean Casadesus, pianoforti; Orchestre des Concerts Colonne, dir. Pierre Dervaux (registrazione del 1966).
Giulio Caccini (1551 - 1618): Dovrò dunque morire?, aria a voce sola e basso continuo su testo di Ottavio Rinuccini (pubblicata nel volume Le nuove musiche, 1601, n. 11). Anne Sofie von Otter, soprano; Jakob Lindberg, liuto.
Dovrò dunque morire?
Pria che di nuovo io miri,
voi bramata cagion de miei martiri?
Mio perduto tesoro,
non potrò dirvi pria ch’io mora
Io moro?
O miseria inaudita,
non poter dir a voi morrò mia vita.
Questa aria di Giulio Caccini è stata poi ripubblicata da Robert Dowland (1591 - 1641) nella raccolta A Musicall Banquet (Londra 1610, n. XVIII).
Sylvano Bussotti (1931 - 19 settembre 2021): Ultima Rara (Pop Song) per 3 chitarre e voce recitante (1969). Trio chitarristico di Roma: Fabio d’Ettorre, Fernando Lepri, Arturo Tallini; Paolo Poli, voce recitante.
Nikos Skalkottas (1904 - 19 settembre 1949): Η Θάλασσα (Il mare), balletto (1948-49). Orchestra dei Colori (Ορχήστρα των Χρωμάτων), dir. Miltos Logiadis.
Karol Kurpiński (1785 – 18 settembre 1857): Ouverture per Jadwiga, królowa Polska (Edvige, regina di Polonia), opera in 3 atti (1814). Orkiestra symfoniczna filharmonii narodowej, dir. Stanisław Wisłocki.
Edvige d’Angiò (c1374 – 1399) fu regina di Polonia dal 1384 alla morte; ufficialmente era però chiamata « re » (król ): con questo titolo si intendeva specificare che Edvige regnava per proprio diritto (in quanto discendente di Ladislao il Breve), e non perché consorte di un sovrano. Venerata dalla Chiesa cattolica come santa, è patrona delle regine e della Polonia stessa.
Ernest Farrar (1885 - caduto a Épehy il 18 settembre 1918): Rapsodia per orchestra n. 1 op. 9, The Open Road (1908). Philharmonia Orchestra, dir. Alasdair Mitchell.
Domenica Maria Melli (1545 - p1615): Se di farmi morire, aria a voce sola e continuo (pubblicata in Seconde musiche di Domenico Maria Melli, reggiano: Madrigali, canzonette, arie, dialoghi, a una e due voci per cantare nel chitarrone o cembalo, 1602, n. 8). Ensemble A Musicall Banquet: Baltazar Zúñiga, tenore; Rebeca Ferri, violoncello; Francesco Tomasi, liuto.
Se di farmi morire
Con crudeltà pensate,
Certo che v’ingannate.
Ché da la crudeltà nascono l’ire,
E da l’ire lo sdegno
Che scaccia Amor
Dal suo superbo regno.
Questo brano è stato poi ripubblicato da Robert Dowland (1591 - 1641) nella raccolta A Musicall Banquet (Londra 1610, n. XVII).
Cornelis Dopper (1870 - 18 settembre 1939): Terza Sinfonia, Rembrandt (1892, rev. 1904; eseguita per la prima volta nel trecentesimo anniversario della nascita di Rembrandt, 1906). Residentie Orkest dell’Aia, dir. Matthias Bamert.
Francesca Caccini, detta La Cecchina (18 settembre 1587 - 1640): Non so se quel sorriso, canzonetta, dal Primo Libro delle musiche a una e due voci (1618). Shannon Mercer, soprano; Luc Beauséjour, clavicembalo; Sylvain Bergeron, tiorba; Amanda Keesmaat, violoncello.
Non so se quel sorriso
mi schernisce o m’affida,
se quel mirarmi fiso
m’alletta o mi diffida.
Gia schernito e deriso
da bella donna infida
non vorrei più che’l core
fosse strazio d’amore.
Non vo’ più per dolcezza
d’immaginato bene
nutrirmi d’amarezza
vivendo sempre in pene,
né per nuova bellezza
portar i lacci e catene,
né gravar l’alma ancella
di inferma novella.
Se tu vuoi ch’io t’adori,
d’amor stella gentile,
ti canti, e ch’io t’onori
su la mia cetra docile,
a più degni tesori
a guiderdon non vile
chiama l’avida speme
che spregiata già teme.
Soffrir’io più non voglio
la ferita crudele
d’un cor cinto d’orgoglio,
d’un anima infedele,
né tra scoglio né tra scoglio
affidar più le vele
della mia libertate
senza certa pietate.
Francesca Caccini: Ciaccona. Luigi Cozzolino, violino; Andrea Benucci, chitarra; Alfonso Fedi, clavicembalo; Francesco Tomei, viola da gamba.
Charles Tomlinson Griffes (17 settembre 1884 – 1920): The Pleasure-Dome of Kubla Khan, poema sinfonico op. 8, da Coleridge (1912-15, orchestrazione 1917). Seattle Symphony Orchestra, dir. Gerard Schwarz.
Anonimo (XVII secolo): Vuestros ojos tienen d´amor no sé qué. Raquel Andueza, soprano; Jesús Fernández Baeza, tiorba; Pierre Pitzl, chitarra barocca.
Vuestros ojos tienen
d’Amor no sé qué,
que me yelan, me roban,
me hieren, me matan, a fe!
Porque me mirays
con tanta aflicción,
y a mi coraçón
me aprisionays?
Que si vos me mirays
yo os acusare.
Il brano fu pubblicato da Robert Dowland (1591 - 1641) nella raccolta A Musicall Banquet (Londra 1610, n. XVI).
Theo Loevendie (17 settembre 1930): Concerto per pianoforte e orchestra (1995-96). Ronald Brautigam, pianoforte; Koninklijk Concertgebouworkest, dir. Riccardo Chailly.
I. Lento – Vivo
II. Molto tranquillo – Tempo rigido [8:06]