Johannes Brahms (7 maggio 1833 - 1897): Intermezzo in do diesis minore op. 117 n. 3 (1892). Artur Rubinstein, pianoforte.

Johannes Brahms (7 maggio 1833 - 1897): Intermezzo in do diesis minore op. 117 n. 3 (1892). Artur Rubinstein, pianoforte.

Leopold Antonín Koželuh (1747 - 7 maggio 1818): Sinfonia concertante in mi bemolle maggiore per tromba, pianoforte, mandolino, contrabbasso e orchestra P II:1. Siegfried Goethel, tromba; Werner Genuit, pianoforte; Takashi Ochi, mandolino; Walter Meuter, contrabbasso; Academy of St Martin in the Fields & Consortium Classicum, dir Iona Brown.

George Perle (6 maggio 1915 - 2009): Transcendental Modulations (1993). The American Symphony Orchestra, dir. Leon Botstein.

Heinrich Wilhelm Ernst (6 maggio 1814 - 1865): Concerto in fa diesis minore per violino e orchestra op. 23, Concerto (o Allegro) Pathétique (c1845-46). Il’ja Grubert, violino; Orchestra filarmonica russa, dir. Dmitrij Jablonskij.

John Dowland (1563 - 1626): Now, O Now I Needs Must Part, ayre (pubblicato nel First Booke of Songes or Ayres of foure partes with Tableture for the Lute, 1597, n. 6). Les Canards Chantants: Sarah Holland, soprano; Robin Bier, contralto; Edd Ingham, tenore; Graham Bier, basso. Con la collaborazione del liutista Jacob Heringman, che all’inizio e alla fine [5:00] esegue la Frog Galliard di Dowland, composta sul medesimo tema musicale dell’ayre.
Now, o now I needs must part,
Parting though I absent mourn.
Absence can no joy impart:
Joy once fled cannot return.
While I live I needs must love,
Love lives not when Hope is gone.
Now at last Despair doth prove,
Love divided loveth none.
Sad despair doth drive me hence;
This despair unkindness sends.
If that parting be offence,
It is she which then offends.
Once the world moved not so fast,
Yet the journey sweeter seemed.
Now I see you rushing past,
No more time to stay and dream.
Dear when I from thee am gone,
Gone are all my joys at once,
I lov’d thee and thee alone,
In whose love I joyed once.
And although your sight I leave,
Sight wherein my joys do lie,
Till that death doth sense bereave,
Never shall affection die.
Dear, if I do not return,
Love and I shall die together.
For my absence never mourn
Whom you might have joyed ever;
Part we must though now I die,
Die I do to part with you.
Him despair doth cause to lie
Who both liv’d and dieth true.
(La quartina in corsivo non fa parte del testo originale: è un’interpolazione dei Canards Chantants, ideata appositamente per questo videoclip.)
Per ayre si intende un genere musicale fiorito in Inghilterra tra la fine del Cinquecento e la terza decade del secolo successivo. L’ayre è un brano a più voci (solitamente quattro) con accompagnamento di liuto; ciò che lo distingue dalle composizioni congeneri del periodo precedente è il fatto che alla voce più acuta è affidata una parte spiccatamente melodica, sul modello della «monodia accompagnata» italiana e dell’air de cour francese. Gli interpreti hanno dunque la possibilità di eseguire un ayre o secondo tradizione, con tutte le parti vocali e con l’accompagnamento del liuto ad libitum, oppure seguendo la moda dell’epoca, cioè con il canto della sola parte più acuta sostenuto dal liuto. In quest’ultimo caso, al liuto spesso si aggiunge una viola da gamba che ha il compito di irrobustire la linea del basso d’armonia.
Nel video dei Canards Chantants è visibile la riproduzione di una doppia pagina del First Booke di Dowland, stampato secondo le consuetudini dell’epoca, cioè disponendo le parti in modo che possano agevolmente essere lette da quattro cantanti seduti intorno a un tavolo; questo tipo di impaginazione è appunto detto “a libro di coro”.

Pier Adolfo Tirindelli (5 maggio 1858 - 1937): Myosotis, romanza per voce e pianoforte su testo di Olga Bonetti. Roberta Canzian, soprano; Roberto Bertuzzi, pianoforte.
Sotto le stelle tacite d’argento,
Core oblioso, lieve, intorno a te,
Senti una voce sussurrar nel vento:
Non ti scordar di me ?
Se tu sul lido l’onda che s’infrange
Guardi e sospiri senza alcun perché,
Nel mar non senti la voce che piange:
Non ti scordar di me ?
Dimmi, ovunque un’anima non senti
Che ti sussurra e che s’avvince a te,
Nel mar, nel vento i supplicanti accenti:
Non ti scordar di me ?
Daniel Dal Barba (5 maggio 1715 - 1801): Sonata in re maggiore per violino e basso continuo (1747). Valerio Losito, violino barocco; Diego Leverić, arciliuto; Andrea Lattarulo, violoncello; Cecilia Medi, fagotto barocco; Carlo Calegari, contrabbasso; Federico Del Sordo, clavicembalo.

Cipriano de Rore (1515 o 1516 - 1565): Ancor che col partire, madrigale a 4 voci (pubblicato nel Primo libro di madrigali a quatro voci di Perissone Cambio con alcuni di Cipriano Rore, 1547); testo di Alfonso d’Avalos. Ensemble Qvinta Essençia: Elia Casanova, soprano; Hugo Bolívar, controtenore; Albert Riera, tenore; Pablo Acosta Martínez, basso.
Ancor che col partire
io mi sento morire,
partir vorrei ogn’ hor, ogni momento:
tant’ il piacer ch’io sento
de la vita ch’acquisto nel ritorno:
et cosi mill’ e mille volt’ il giorno
partir da voi vorrei:
tanto son dolci gli ritorni miei.
Riccardo Rognoni (c1550 - c1620): Ancor che col partire, variazioni strumentali sul madrigale di Cipriano de Rore. Becky Baxter, arpa; Michael Leopold, tiorba; Annalisa Pappano, viola da gamba.

Asprilio Pacelli (c1570 - 4 maggio 1623): Media nocte, mottetto a 12 voci (da Sacrae cantiones, 1608). Ensemble Dodecantus, dir. Marina Malavasi.
Media nocte clamor factus est:
Ecce Sponsus venit, exite obviam ei.
Prudentes virgines ornaverunt suas lampades
et intraverunt cum Sponso ad nuptias.
Fatuae autem clamabant: Domine, aperi nobis.
Et Sponsus respondens ait: Amen dico vobis, nescio vos.
Vigilate ergo, quia nescitis diem neque horam.
Emil von Reznicek (4 maggio 1860 - 1945): Ouverture per l’opera Donna Diana (1894). New York Philharmonic Orchestra, dir. Leonard Bernstein.

Anonimo (1a metà del XVI secolo): Alla cazza, madrigale a 4 voci. Die Singphoniker.
Alla cazza, alla cazza,
su su su su,
su, ognun si spazza.
A questa nostra cazza
Venite volentieri
Con bracchi e con levrieri,
Chi vuol venir si spazza.
Non aspettar il giorno,
Suona il corno,
O capo di cazza,
E spazza, spazza, spazza.
Te’ qui, Balzan, te’ qui, Lion,
Te’ qui, Fasan, te’ qui, Falcon,
Te’ qui, Tristan, te’ qui, Pizon,
Te’ qui, Alan, te’ qui, Carbon.
Chiama li bracchi dal monte, babbion.
Te’ qui Pezolo, te’ qui, Spagnolo,
Abbi buon occhio al capriolo.
A te, Augustino, a te, Pasalingua.
Vide là, vide là.
A spalla, a spalla, piglia, pigliala,
Ché li cani non la strazza.

Boris Porena (1927 - 3 maggio 2022): Musica per quartetto d’archi (1967). Quartetto della Società Cameristica Italiana.

Friedrich Schwindl (3 maggio 1737 - 1786): Sinfonia in re maggiore op. 9 n. 3. Karlsruher Barockorchester, dir. Kirstin Kares.

Jacques Arcadelt (1507 - 1568): Nous voyons que les hommes, chanson a 3 voci (pubblicata nel Tiers Livre de chansons, Le Roy & Ballard, Paris 1554, Édition 1, n. 15). Ensemble Doulce Mémoire, dir. Denis Raisin Dadre.
Nous voyons que les hommes
font tous vertu d’aimer
et, sottes que nous sommes,
voulons l’amour blâmer.
Ce qui leur est louable
nous tourne à déshonneur,
faute inexcusable,
O dure loi d’honneur!
Nature, plus qu’eux sage,
nous en a un corps mis
plus propre à cet usage
et nous est moins permis.
Arcadelt: Ave Maria a 4 voci. The Cathedral Singers, dir. Richard Proulx.
Non si tratta in realtà di una composizione originale di Arcadelt, bensì di un travestimento spirituale, realizzato da Pierre-Louis Dietsch nel 1842, della chanson precedente.
Franz Liszt (1811 - 1886): Ave Maria d’Arcadelt per pianoforte S.183/2 (1862). Philip Thomson.

Alessandro Scarlatti (2 maggio 1660 - 1725): Sonata IV a quattro in re minore. Quartetto Gagliano: Carlo Dumont e Carlo Coppola, violini; Paolo Di Lorenzo, viola; Raffaele Sorrentino, violoncello.

Sir Arthur Somervell (1863 - 2 maggio 1937): Sinfonia in re minore, Thalassa (1913). Orchestra filarmonica di Malta, dir. Michael Laus.
Antonín Dvořák (1841 - 1° maggio 1904): Scherzo capriccioso in re bemolle maggiore per orchestra op. 66 (1883). Philharmonia Orchestra, dir. Rafael Kubelík.
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Guillaume Dufay (1397 - 1474): Ce moys de may soyons lies et joyeux, rondeau a 3 voci. The Hilliard Ensemble.
Ce moys de may soyons lies et joyeux
Et de nos cuers ostons merancolye;
Chantons, dansons et menons chiere lye,
Pour despiter ces felons envieux.
Plus c’onques mais chascuns soit curieux
De bien servir sa maistresse jolye:
Ce moys de may soyons lies et joyeux
Et de nos cuers ostons merancolye.
Car la saison semont tous amoureux
A ce faire, pourtant n’y fallons mye.
Carissimi! Dufaÿ vous en prye
Et Perinet dira de mieux en mieux:
Ce moys de may soyons lies et joyeux
Et de nos cuers ostons merancolye;
Chantons, dansons et menons chiere lye,
Pour despiter ces felons envieux.
Clément Janequin (c1485 - 1558): Ce moys de may ma verte cotte, chanson a 4 voci. Ensemble «Clément Janequin».
Ce moys de may,
ma verte cotte je vestiray.
De bon matin me leveray,
ce joly moys de may.
Un sault, deux saults, trois saults,
en rue je feray,
Pour voir si mon amy verray.
Je luy diray qu’il me descotte.
Me descottant le baiseray.
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André-François Marescotti (30 aprile 1902 - 1995): Giboulées, fantasia per fagotto e pianoforte (1949). Maurice Allard, fagotto; Doris Rossiaud, pianoforte; registrazione del 1949.

Franz Lehár (30 aprile 1870 - 1948): Gold und Silber, valzer op. 79 (1902). Wiener Symphoniker, dir. Robert Stolz.
Questo valzer era stato commissionato dalla principessa Pauline von Metternich per una serata di gala tenutasi a Vienna il 27 gennaio 1902.

Grzegorz Gerwazy Gorczycki (c1665 – 30 aprile 1734): Omni die dic Mariae, mottetto a 4 voci con basso continuo. Coro Resonans con tutti e Concerto Polacco, dir. Marek Toporowski.
Inno di san Casimiro di Cracovia. Il mottetto si basa su un’antica melodia, affidata alla voce di tenore.
Omni die dic Mariae
Mea laudes anima:
Eius festa, eius gesta
Cole devotissima.
Contemplare et mirare
Eius celsitudinem:
Dic felicem genitricem,
Dic beatam Virginem.
Ipsam cole, ut de mole
Criminum te liberet,
Hanc appella, ne procella
Vitiorum superet.
Haec persona nobis dona
Contulit coelestia;
Haec regina nos divina
Illustravit gratia.

Ellen Taaffe Zwilich (30 aprile 1939): Pas de Trois, trio per violino, violoncello e pianoforte (1983). Trio Nobile: Pedro Maia, violino; Cheuk Yan Vincent Leung, violoncello; Christina Lai, pianoforte.

Luigi Russolo (30 aprile 1885 - 1947): Serenata per intonarumori e strumenti (c1920); parte strumentale composta da Antonio Russolo. Registrazione del 1924.
Luigi Russolo: Risveglio di una città (1913).
Lo strumento che Luigi Russolo chiamò intonarumori fu da lui brevettato nel 1914.

François d’Agincourt (1683 - 30 aprile 1759): Les Tourterelles, rondeau (dalla raccolta di Pièces de clavecin del 1733, Quatrième Ordre, n. 8). Luc Beauséjour.

Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840 - 1893): Humoresque in sol maggiore per pianoforte op. 10 n. 2 (1872), eseguita da Sergej Rachmaninov (1873 - 1943) in una rara registrazione del 1923.
Lo stesso brano nella trascrizione per orchestra di sir Malcolm Sargent (29 aprile 1895 - 1967). Royal Philharmonic Orchestra diretta dal trascrittore (registrazione del 1963).

Juan Cabanilles (1644 - 29 aprile 1712): Diferencias de Folías (variazioni sul tema della Folía). Michael Behringer, clavicembalo.
Cabanilles: Xácara 1° tono. Ana Aguado, organo.
Cabanilles: Tiento de Batalla quinto tono Punto Baxo. Nuno Oliveira, organo.

Armande de Polignac (1876 - 29 aprile 1962): Rêverie per voce e pianoforte (1905) su testo di Henry Gauthier-Villars. Sébastien Romignon Ercolini, tenore; Stéphanie Humeau, pianoforte.
Comme de rêve et de langueur
Tes yeux effleurent mes pensées,
O chères minutes passées
Le front posé contre ton cœur.
Ta voix musicale et dolente
En pénombre et presque d’oubli
Ta voix au murmure affaibli
A bercé mon extase lente.
Rose qu’effeuille l’abandon
Ta bouche ingénument peureuse
A su baptiser de pardon
Ma solitude douloureuse.
D’un rêve imprécis de langueur
Tes yeux effleurent ma pensée.
Parle bas, âme fiancée,
Ne réveille pas mon bonheur.
Robert Paterson (29 aprile 1970): Shine per quintetto di ottoni (2015). Atlantic Brass Quintet: Thomas Bergeron e Tim Leopold, trombe; Seth Orgel, corno; Tim Albright, trombone; John Manning, tuba.

Johann Christian Fischer (Fc1733 - 29 aprile 1800): Symphonie mit acht obligaten Pauken (c1780). Alexander Peter, timpani; Dresdner Philharmonie.
Oggi cambiare l’intonazione di un timpano, membranofono a suono determinato, è cosa facilissima e rapida, grazie a un marchingegno azionato da un pedale che permette di modificare pressoché istantaneamente la tensione della membrana. Ai tempi di Johann Christian Fischer i timpani venivano intonati mediante tiranti a vite: l’operazione era lenta e macchinosa, sicché l’unico modo di ottenere dai timpani più suoni diversi in successione rapida era avere più timpani intonati diversamente.
A sinistra: timpano barocco con tiranti a vite; a destra: moderno timpano a pedale