John Dowland (1563 - 1626): In darkness let me dwell, ayre. Ellen Hargis, soprano; Jacob Heringman, liuto; Mary Springfels, viol.
In darkness let me dwell; the ground shall sorrow be,
The roof despair, to bar all cheerful light from me;
The walls of marble black, that moist’ned still shall weep;
My music, hellish jarring sounds, to banish friendly sleep.
Thus, wedded to my woes, and bedded in my tomb,
O let me living die, till death doth come, till death doth come.
Capolavoro di Dowland, il brano fu pubblicato dal figlio del compositore, Robert (1591 - 1641), nell’antologia A Musicall Banquet (Londra 1610, n. X).
In darkness let me dwell è l’ultima delle composizioni vocali su testo inglese della raccolta: fanno seguito tre airs de cour francesi (tutti e tre di Pierre Guédron, il cui nome non è tuttavia menzionato nella pubblicazione), due romances spagnoli e cinque arie su testo italiano.







Akio Yashiro (10 settembre 1929 - 1976): Sinfonia (1958). Ulster Orchestra, dir. Takuo Yuasa. 












Willem Pijper (8 settembre 1894 - 1947): Sonata per pianoforte (1930). Ronald Brautigam.
Jan van Gilse (1881 - 8 settembre 1944): Trio per flauto, violino e viola (c1927). Viotta Ensemble.
Elisabetta de Gambarini (7 settembre 1731 - 1765): Sonata in do maggiore op. 1 n. 5 (1748). Paule van Parys, clavicembalo. 

Evgenij Fëdorovič Svetlanov (6 settembre 1928 - 2002): Sinfonia in si minore op. 13 (1956). Orchestra sinfonica accademica di stato dell’URSS diretta dall’autore (1975). 


