Attilio Ariosti (5 novembre 1666 - 1729): sinfonia per l’oratorio La profezia d’Eliseo nell’assedio di Samaria (1705). Ensemble Odyssee, dir. Andrea Friggi.
«Poi Eliseo salì a Bethel. Mentre egli saliva per la strada, uscirono dalla città alcuni ragazzi e si misero a schernirlo, dicendo: “Sali, testa pelata! Sali, testa pelata!” Egli si voltò, li vide e li maledisse nel nome dell’Eterno; allora uscirono dalla foresta due orse, che fecero a pezzi quarantadue di quei fanciulli» (II Re 2:23-24).
Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809 - 4 novembre 1847): Die Hebriden (Fingalshöhle), ouverture per orchestra op. 26 (1830). Orchestre National de France, dir. Neeme Järvi.
Ispirata dalla visita di Mendelssohn alla grotta di Fingal sull’isola di Staffa, nell’arcipelago delle isole Ebridi, l’8 agosto 1829, l’ouverture è dedicata a Federico Guglielmo IV di Prussia (all’epoca principe ereditario).
François-Adrien Boieldieu (1775 - 8 ottobre 1834): Ouverture per l’opéra-comique La Dame blanche (1825). Symfonický orchester Slovenského rozhlasu, dir. Ondrej Lenárd.
Il libretto, di Eugène Scribe, si fonda su episodi tratti da non meno di cinque opere di Walter Scott, fra cui i romanzi Guy Mannering (1815), The Monastery e The Abbott (1820). La vicenda si svolge in Scozia nel 1759. ― ATTO I: il conte e la contessa Avenel sono morti in esilio, lasciando la curatela dei loro averi all’avido Gaveston; l’eredità spetterebbe al figlio dei conti, Julien, ma questi è scomparso senza lasciare traccia. Nelle terre degli Avenel, il fittavolo Dickson e sua moglie Jenny vorrebbero battezzare il loro figlio neonato, ma non hanno nessuno che possa fare da padrino; si offre di assumersi questo compito un giovane di passaggio, George Brown, ufficiale dell’esercito inglese che, a seguito di una ferita rimediata in guerra, ha perso la memoria. Dickson informa George sulle vicende del castello di Avenel, che presto sarà messo all’asta da Gaveston, il quale conta di acquistare il maniero e con esso il titolo nobiliare. Jenny canta una ballata che narra della Dama bianca, il misterioso fantasma che si aggira fra le mura del castello. A sua volta, George racconta di essere alla ricerca della giovane sconosciuta che si era presa cura di lui a Hannover, quando era ferito. ― ATTO II: al castello Anna, un’orfanella che i conti avevano preso sotto la propria tutela, racconta alla governante Marguerite di essersi presa cura di un ignoto soldato ferito che le ricordava molto Julien, del quale era innamorata fin da bambina. George giunge nella dimora degli Avenel e chiede ospitalità per la notte; rimasto solo, intona la cavatina « Viens, gentille dame ». Subito dopo appare Anna nelle vesti del fantasma, un lungo velo bianco che la copre interamente; riconosce immediatamente in George il soldato che aveva curato a Hannover, e gli impone di partecipare all’asta, che si terrà il giorno successivo, insieme con Dickson: i due dovranno fare un’offerta superiore a quella di Gaveston; la somma verrà poi pagata grazie al tesoro degli Avenel, nascosto in un luogo noto solo a Anna. Così avviene: le proprietà degli Avenel sono assegnate a Dickson, il quale ha tempo fino a mezzogiorno per onorare il debito, altrimenti finirà in carcere. ― ATTO III: Anna e Marguerite vanno alla ricerca della statua della Dama bianca, nella quale sono nascoste le ricchezze degli Avenel. Nel frattempo, Gaveston apprende che George Brown è in realtà lo scomparso Julien Avenel, cosa di cui il giovane è tuttora ignaro. Anche Anna apprende la notizia, e elabora un piano. Allo scoccare delle 12, la Dama bianca appare recando lo scrigno del tesoro e salda il debito di Dickson. Contrariato, Gaveston strappa il velo e smaschera Anna; ma questa rivela a tutti che Brown è in realtà Julien, il legittimo erede degli Avenel. I due giovani si sposeranno con grande soddisfazione di tutti, tranne ovviamente Gaveston.
Henry F. Gilbert (26 settembre 1868 - 1928): Comedy Overture on Negro Tunes (1910). NBC Symphony Orchestra, dir. Arturo Toscanini (registrazione del 1943).
La biografia di Gilbert presenta diversi punti di contatto con quella di Charles Ives: anche Gilbert era un uomo d’affari (ma, a differenza di Ives, a un certo punto decise di dedicarsi interamente alla composizione), aveva problemi cardiaci (il suo medico scrisse addirittura un libro sul suo particolare caso clinico) e fu uno dei musicisti statunitensi che per primi scelsero di abbandonare i modelli della musica colta europea per cercare di esprimersi in un idioma più caratteristicamente americano.
Agnes Tyrrell (20 settembre 1846 - 1883): Ouverture in do minore per l’oratorio Die Könige in Israel (c1880). Orchestra L’anima giusta, dir. Jessica Horsley.
Karol Kurpiński (1785 – 18 settembre 1857): Ouverture per Jadwiga, królowa Polska (Edvige, regina di Polonia), opera in 3 atti (1814). Orkiestra symfoniczna filharmonii narodowej, dir. Stanisław Wisłocki.
Edvige d’Angiò (c1374 – 1399) fu regina di Polonia dal 1384 alla morte; ufficialmente era però chiamata « re » (król ): con questo titolo si intendeva specificare che Edvige regnava per proprio diritto (in quanto discendente di Ladislao il Breve), e non perché consorte di un sovrano. Venerata dalla Chiesa cattolica come santa, è patrona delle regine e della Polonia stessa.
Con il titolo Une symphonie imaginaire Marc Minkowski e Les Musiciens du Louvre realizzarono alcuni anni fa un cd contenente una suite di brani strumentali tratti da varie composizioni di Jean-Philippe Rameau (1683 - 12 settembre 1764). Questi i titoli:
Edmond Audran (1842 - 17 agosto 1901): Ouverture per l’opéra-comique La Mascotte (1880). Grand orchestre symphonique de Radio Luxembourg, dir. Paul Bonneau.
L’opera, in 3 atti, si avvale di un libretto di Henri-Charles Chivot e Henri-Alfred Duru. La parola mascotte entrò nell’uso comune proprio grazie all’opéra-comique di Audran, che ebbe grande successo anche fuori della Francia. Mascotte proviene dall’occitano mascoto = incantesimo, a sua volta derivato dal termine masca = strega, di origine spagnola o, secondo altri, longobarda.
Marie Montbazon, prima interprete del ruolo di Bettina
L’azione si svolge in un immaginario principato italiano di Piombino, nel Seicento. ― ATTO I: il fattore Rocco è perseguitato dalla sfortuna: per quanto si impegni nel lavoro, le cose per lui vanno di male in peggio. Per aiutarlo, suo fratello Antonio gli invia una nuova lavorante, la giovane e graziosa Bettina, guardiana di tacchini, fidanzata del pastore Pippo. Bettina reca con sé una lettera nella quale Antonio spiega al fratello che la ragazza è una mascotte, apportatrice di buona sorte, dote che è destinata a conservare finché rimarrà nubile e vergine. Rocco trascura di leggere la missiva, ciononostante la sua fortuna inizia a migliorare. Giunge nella fattoria il principe di Piombino, Lorenzo XVII – con quel numero non può essere che sfortunatissimo: infatti perde le guerre, fa investimenti sbagliati, le sue battute di caccia si risolvono in un nulla di fatto, e per di più ha una figlia, Fiammetta, che rifiuta ostinatamente di sposare il figlio del principe di Pisa, Fritellini, pur sapendo che quel matrimonio risolleverebbe le sorti di Piombino. La iella si accanisce su Lorenzo, che cade in una botte di vino; Rocco gli fornisce un cambio di abiti, e Lorenzo trova nella giacca la lettera di Antonio: venuto a sapere delle mistiche qualità di Bettina, finge di riconoscere in lei un’aristocratica scomparsa da tempo e con questa scusa la porta con sé a Piombino. ― ATTO II: la presenza di Bettina ha molto migliorato la situazione del principato di Piombino. I cortigiani ritengono che sia l’amante di Lorenzo, ma in realtà questi si guarda bene dall’insidiarla, sapendo che il perdurare dei poteri della giovane dipende dalla sua verginità. Nel castello di Piombino giunge Pippo, travestito da saltimbanco, con l’intenzione di riconquistare la fidanzata, ma viene riconosciuto e gettato in prigione. Prima, però, viene notato da Fiammetta, che se ne invaghisce e gli fa visita in cella; Lorenzo vede di buon occhio la cosa: se Fiammetta sposerà Pippo, il giovane non potrà più… attentare alla virtù di Bettina. Quest’ultima, credendo che Pippo voglia lasciarla, dichiara che sposerà Lorenzo. Fritellini, furioso e indignato, lascia il palazzo minacciando ritorsioni: sarà guerra fra Pisa e Piombino. Consapevoli a questo punto di essere stati manipolati, Bettina e Pippo si riconciliano e fuggono insieme, recandosi a Pisa. ― ATTO III: la malasorte ha ripreso a perseguitare il principato di Piombino, che subisce una cocente disfatta a opera delle forze guidate da Fritellini. Lorenzo e Fiammetta fuggono dal castello, vestiti da vagabondi. Giungono nel campo dell’esercito nemico proprio mentre si celebra il matrimonio di Bettina e Pippo, diventato capitano. Lorenzo ne è felicissimo, perché le nozze metteranno fine alla fortuna che la mascotte ha portato a Fritellini e a coloro che lo circondano. Il principe e la figlia vengono riconosciuti e arrestati; tuttavia, Fiammetta è talmente bella pur vestita di stracci, e Fritellini è così affascinante nella sua alta uniforme, che i due guardandosi sentono rinascere la passione; la guerra è finita. La felicità diventa generale quando si viene sapere che le doti di mascotte sono ereditarie e Bettina annuncia che avrà due gemelli.
Johann Bernhard Bach (1676 – 11 giugno 1749): Ouverture (Suite) per orchestra n. 2 in sol maggiore. L’Achéron, dir. François Joubert-Caillet.
Ouverture
Gavotte en rondeau [3:11]
Sarabande [4:54]
Bourrée [6:48]
Air [8:03]
Menuet [13:42]
Gigue [14:33]
Organista a Erfurt, a Magdeburgo e infine a Eisenach, dove fu anche clavicembalista di corte del duca Giovanni Guglielmo di Sassonia-Eisenach, Johann Bernhard Bach era un cugino di secondo grado di Johann Sebastian.
František Škroup (3 giugno 1801 - 1861): Ouverture per il Singspiel in 2 atti Dráteník (Il calderaio) su libretto di Josef Krasoslav Chmelenský, rappresentato per la 1a volta nel 1825. Česká filharmonie, dir. Karel Sejna.
Georg Vierling (1820 - 1° giugno 1901): Die Hermansschlacht, ouverture op. 31 (1866) per l’omonima tragedia di Heinrich von Kleist. SWR Rundfunkorchester Kaiserslautern, dir. Klaus Arp.
Francesco Ezechiele Ermenegildo, cavaliere di Suppé-Demelli ovvero Franz von Suppé (18 aprile 1819 - 1895): Ouverture per l’operetta Leichte Kavallerie (1866). The Cleveland Orchestra, dir. Franz Welser-Möst.
Joseph Weigl (28 marzo 1766 - 1846): Ouverture per Die Schweizer Familie, «lyrische Oper» in 3 atti su libretto di Franz Castelli (1809). Orchestra Dreieck, dir. Uri Rom.
Ammirata da tutti i più noti compositori del tempo, fra i quali Franz Schubert, all’inizio del XX secolo Die Schweizer Familie scomparve dai teatri.
Aimé Maillart (24 marzo 1817 - 1871): Ouverture per Les Dragons de Villars (1856), opéra-comique in 3 atti su libretto di Lockroy (alias Joseph-Philippe Simon) e Eugène Cormon. London Symphony Orchestra, dir. Richard Bonynge.
Jean-Baptiste Lully (1632 - 22 marzo 1687): scelta di brani dal Ballet des Plaisirs LWV 2 (1655). Aradia Ensemble, dir. Kevin Mallon.
Ouverture
1a entrée: Six jeunes Bergers [2:07]
2a entrée: Quatre Gentilshommes [3:223]
Ouverture per la 2a parte [4:41]
Gavotte pour les Satyrs (7a entrée) [6:04]
Sarabande (7a entrée) [6:49]
Air pour le Vieillard et sa Famille (8a entrée) [9:01]
Gavotte pour les Suisses (12a entrée) [11:23]
Bourrée pour Les Courtisans (13a entrée) [12:34]
Il balletto fu composto in collaborazione con Louis de Mollier (1615 - 1688) e Jean-Baptiste Boësset (1614 - 1685) su uno scenario di Isaac de Bensérade (1613 - 1691); è suddiviso in due parti, la prima dedicata ai piaceri della campagna (Les Plaisirs de la Campagne ou les Délices champêtres), la seconda a quelli della città (Les Divertissements de la Ville), per un totale di 25 entrées.
Luigi XIV prese parte alle rappresentazioni interpretando quattro personaggi: la Pace, un Egiziano, un Debosciato e il Genio della Danza; anche Lully ebbe quattro ruoli: un Satiro, un altro Egiziano, un altro Debosciato e un Bagnante.
Hamish MacCunn (22 marzo 1868 - 1916): The Land of the Mountain and the Flood, ouverture da concerto op. 3 (1887). Royal Scottish National Orchestra, dir. sir Alexander Gibson.