Nicola Campogrande (9 ottobre 1969): Tre piccolissime musiche notturne per orchestra (2006). Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza, dir. Giampaolo Pretto.
Jacques-Martin Hotteterre detto le Romain (29 settembre 1674 - 1763): Suite in mi minore, n. 4 del Premier Livre de pièces pour la flûte traversière et autres instruments avec la basse op. 2 (1715). Eduard Belmar, flauto; Lucine Musaelian, viola da gamba; Ha-na Lee, clavicembalo.
Arnold Schoenberg (13 settembre 1874 - 1951): Suite per pianoforte op. 25 (1921-23). Paul Jacobs.
Präludium: Rasch
Gavotte: Etwas langsam [0:55]
Musette: Rascher [2:12]
Intermezzo [4:52]
Menuett und Trio: Moderato [8:45]
Gigue: Rasch [13:04]
« I primi pezzi dodecafonici furono alcuni tempi della Suite per pianoforte [op. 25], composti nell’autunno del 1921. Il vero significato della mia ricerca mi si palesò attraverso questi pezzi. lo mi ero inoltrato inconsciamente per questa via, e l’avevo scoperta attratto da una meta: quella dell’ordine e della disciplina formale. Come potete osservare non si trattava di una via diritta, nè essa, come accade sovente nelle correnti artistiche, era stata sollecitata dal desiderio di originalità. Personalmente provo repulsione all’essere considerato un rivoluzionario, appunto perché non lo sono. Dai miei esordi ho posseduto una disposizione per la forma, basilare e sviluppata, e una forte ripugnanza verso le esagerazioni. Non si tratta di un ritorno all’ordine, giacché non vi fu mai disordine, ma, al contrario, di un’ascesa verso un ordine più alto e migliore » (Arnold Schoenberg, lettera a Nicolas Slonimsky del 3 giugno 1937).
La serie dodecafonica su cui si fonda la Suite op. 25 è MI–FA–SOL–RE♭–SOL♭–MI♭–LA♭–RE–SI–DO–LA–SI♭.
Edvard Grieg (1843 - 4 settembre 1907): Fra Holbergs tid (Dai tempi di Holberg), «suite in stile antico» per pianoforte op. 40 (1884); composta per celebrare il bicentenario della nascita dell’umanista danese Ludvig Holberg. Torhild Fimreite.
Praeludium
Sarabande [3:09]
Gavotte [7:40]
Air [11:13]
Rigaudon [17:15]
Grieg: Fra Holbergs tid, trascrizione per orchestra d’archi (1884-85). Berliner Philharmoniker, dir. Herbert von Karajan.
Reynaldo Hahn (9 agosto 1874 - 1947): Le Ruban dénoué, 12 valzer per 2 pianoforti (1915). Huseyin Sermet e Kun Woo Paik.
Décrets indolents du hasard
Les soirs d’Albi [1:26]
Souvenir… Avenir… [3:49]
Danse de l’amour et du chagrin [6:01]
Le demi-sommeil embaumé [7:29]
L’anneau perdu [13:05]
Danse du doute et de l’espérance [14:46]
La cage ouverte [16:39]
Soir d’orage [18:50]
Les baisers [20:36]
Il sorriso [23:19]
Le seul amour [26:19]
« Cette série de valses a occupé quelques-uns de mes mornes loisirs en ces derniers mois. Je ne m’en exagère pas la valeur musicale. Mais j’ai tenté d’y fixer des instants qui auront compté dans ma vie » (Reynaldo Hahn).
Gabriel Pierné (1863 - 17 luglio 1937): Paysages franciscains, suite per orchestra (1920). Orchestre philharmonique des Pays de Loire, dir. Pierre Dervaux.
Au jardin de sainte Claire (Couvent de Saint-Damien)
Les Olivaies de la plaine d’Assise (Crépuscule d’automne) [5:35]
Sur la route de Poggio Bustone (La Procession) [12:20]
Ernest Bloch (24 luglio 1880 - 15 luglio 1959): Baal Shem, «Three Pictures of Chassidic Life» per violino e pianoforte (1923). Isaac Stern, violino; Alexander Zakin, pianoforte.
Trae ispirazione dal chassidismo, movimento mistico ebraico che riconosce quale maestro il rabbino polacco Israel ben Eljezer, noto come Baal Shem Tov (c1700 - 1760), e che vede nell’espressione musicale, nel canto e nella danza un modo di avvicinarsi a Dio.
Vidui (Confessione)
Nigun (Melodia: nello specifico, canto senza parole caratteristico del chassidismo) [3:17]
Simchas Torah (Gioia della Legge: danza per la festa in onore delle Sacre Scritture) [9:36]
Leoš Janáček (3 luglio 1854 - 1928): Příhody lišky Bystroušky (Storie della volpe Bystrouška, 1924), suite dall’opera. SWR Sinfonieorchester, dir. Václav Neumann.
Louis Joseph Daussoigne-Méhul (10 giugno 1790 - 1875): Saltarelle et Rêverie per organo. Jean-Luc Perrot all’organo Callinet (1837) dell’Église Notre-Dame in Saint-Étienne.
Louis-Claude Daquin (4 giugno 1694 - 1772): l’Hirondelle, rondeau, dalla 2a Suite del Premier Livre de pièces de clavecin (1735). Luc Beauséjour al clavicembalo, o altrimenti György Cziffra al pianoforte.
Gustav Holst (1874 - 25 maggio 1934): The Planets, suite per orchestra (1914-16). Royal Liverpool Philharmonic Orchestra & Chorus, dir. sir Charles Mackerras.
Mars, the Bringer of War
Venus, the Bringer of Peace
Mercury, the Winged Messenger
Jupiter, the Bringer of Jollity
Saturn, the Bringer of Old Age
Uranus, the Magician
Neptune, the Mystic
Non è astronomia, è astrologia più mitologia 😉
Quale dei sette pianeti di Holst è il vostro preferito?
Andantino (Weber: Andantino con moto op. 10 n. 2) [12:27]
Marsch (Weber: Marcia. Maestoso op. 60 n. 7) [16:50]
Un’accurata guida all’ascolto delle Symphonic Metamorphosis, firmata da Sergio Sablich, si trova nel sito l’Orchestra Virtuale del Flaminio.
Di questa composizione avevamo già incontrato il II movimento nell’ambito della ricerca sulle «melodie itineranti», nella fattispecie quando ci siamo occupati dell’air chinois citato nel Dictionnaire de musique di Jean-Jacques Rousseau.
Jean-Joseph Mouret (11 aprile 1682 - 1738): Fanfares pour des trompettes, timbales, violons et hautbois, Première Suitte (1729). Adolf Scherbaum, tromba; Orchestre de chambre «Paul Kuentz», dir. Paul Kuentz.
È nota come Suite española una selezione di composizioni chitarristiche di Gaspar Sanz (alias Francisco Bartolomé Sanz Celma; 4 aprile 1640 - 1710) adattate per la chitarra moderna da Narciso Yepes, che qui la esegue.
Béla Bartók (25 marzo 1881 - 1945): Contrasts per violino, clarinetto e pianoforte Sz. 111, BB 116 (1938); composti per e dedicati a József Szigeti e Benny Goodman. Eseguito da dedicatari e compositore — registrazione del 13 maggio 1940.