Claude Debussy (1862 - 1918): Deux Arabesques per pianoforte (1890-91). Zoltán Kocsis (1952 - 6 novembre 2016).

Claude Debussy (1862 - 1918): Deux Arabesques per pianoforte (1890-91). Zoltán Kocsis (1952 - 6 novembre 2016).

William Baines (1899 - 6 novembre 1922): Twilight Pieces per pianoforte (1921). Eric Parkin.

Heinrich Schütz (1585 - 6 novembre 1672): Die Himmel erzählen die Ehre Gottes, mottetto a 6 voci SWV 386 (pubblicato in Geistliche Chor-Music op. 11, 1648, n. 18); testo: Salmo 19:1-6 e dossologia. Collegium Vocale Gent, dir. Philippe Herreweghe.
Die Himmel erzählen die Ehre Gottes,
und die Feste verkündiget seiner Hande Werk.
Ein Tage sagt’s dem andern,
und eine Nacht tut’s kund der andern.
Es ist keine Sprache noch Rede,
da man nicht ihre Stimme höre.
Ihre Schnur gehet aus in alle Lande,
und ihre Rede an der Welt Ende.
Er hat der Sonne eine Hütte in derselben gemacht;
und die selbige gehet heraus
wie ein Bräutigam aus seiner Kammer,
und freuet sich, wie ein Held
zu laufen den Weg.
Sie gehet auf an einem Ende des Himmels
und läuft um bis wieder an dasselbige Ende,
und bleibt nichts vor ihrer Hitz’ verborgen.
Ehre sei dem Vater und dem Sohn
und auch dem Heil’gen Geiste,
wie es war im Anfang, jetzt und immerdar,
und von Ewigkeit zu Ewigkeit.
Amen.

Antoine Busnois (c1430 - 6 novembre 1492): Je ne puis vivre ainsy, bergerette a 3 voci (c1460). Ensemble Pomerium, dir. Alexander Blachly.
La bergerette è un virelai provvisto di un’unica strofe; la sua struttura è dunque refrain – strofe – refrain.
A Busnois piaceva molto giocare con le note e con le parole. Il testo di questa composizione è un acrostico che rivela il nome della persona cui è dedicata.
Je ne puis vivre ainsy toujours
Au main que j’aye en mes dolours
Quelque confort
Une seule heure ou mains ou fort
Et tou les jours
Leaument serviray amours
Jusqu’a la mort.
Noble femme de nom et d’armes,
Escript vous ay ce dittier-cy.
Des ieux plourant a chauldes larmes
Affin qu’ayes de moy merchy.
Quant a moi, je me meurs boncours
Velant les nuits, faisant cent tours
En criant fort
Vengence en a Dieu, car a grant tort
Je noye en plours
Lors qu’au besoin me fault secours
Et Pitie dort.

Jiří Antonín Benda (Georg Anton Benda; 1722 - 6 novembre 1795): Sinfonia in re maggiore. Musica Aeterna Bratislava, dir. Peter Zajíček.

Edgard Varèse (1883 - 6 novembre 1965): Hyperprism per fiati e percussioni (1923). Ensemble Intercontemporain, dir. Pierre Boulez.

Jean-Baptiste Bréval (6 novembre 1753 - 1823): Sonata in sol maggiore per violoncello e basso op. 12 n. 5 (1793). Claudio Ronco e Emanuela Vozza.

Jean-Baptiste Bréval (6 novembre 1753 - 1823): Duetto in fa maggiore per 2 violoncelli op. 25 (1795). Kariné Georgian e Natalia Gutman.

Zygmunt Stojowski (1870 - 5 novembre 1946): Rapsodia sinfonica per pianoforte e orchestra op. 23 (1898). Jonathan Plowright, pianoforte; Polska orkiestra radiowa, dir. Łukasz Borowicz.

Émile Ratez (5 novembre 1851 - 1934): Pièce romantique per viola e pianoforte op. 70. Marcin Murawski, viola; Hanna Holeksa, pianoforte.
Franz Tunder (1614 - 5 novembre 1667): Preludio in fa maggiore. Manuel Tomadin all’organo Ahrend di San Simpliciano in Milano.

Elliott Carter (1908 - 5 novembre 2012): Caténaires per pianoforte (2006). Conrad Tao.
Composto a 98 anni.

Attilio Ariosti (5 novembre 1666 - 1729): sinfonia per l’oratorio La profezia d’Eliseo nell’assedio di Samaria (1705). Ensemble Odyssee, dir. Andrea Friggi.
«Poi Eliseo salì a Bethel. Mentre egli saliva per la strada, uscirono dalla città alcuni ragazzi e si misero a schernirlo, dicendo: “Sali, testa pelata! Sali, testa pelata!” Egli si voltò, li vide e li maledisse nel nome dell’Eterno; allora uscirono dalla foresta due orse, che fecero a pezzi quarantadue di quei fanciulli» (II Re 2:23-24).

Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809 - 4 novembre 1847): Lied ohne Worte op. 19b n. 1 (1829-30). Daniel Gortler, pianoforte.
Felix Mendelssohn-Bartholdy: Lied ohne Worte op. 30 n. 6, Venetianisches Gondellied (1833-34). Frank van de Laar, pianoforte.

Teodor Leszetycki (1830 - 4 novembre 1915): Toccata (Hommage à Czerny ) per pianoforte op. 46 n. 5 (1902). Hubert Rutkowski.

Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809 - 4 novembre 1847): Quintetto n. 2 in si bemolle maggiore per 2 violini, 2 viole e violoncello op. 87 (1845) adattato per orchestra d’archi. Camerata Bern.
L’immagine nel video è un ritratto della moglie di Mendelssohn, Cécile Jeanrenaud (1817 - 1853), eseguito da Eduard Magnus nel 1835.

Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809 - 4 novembre 1847): Die Hebriden (Fingalshöhle), ouverture per orchestra op. 26 (1830). Orchestre National de France, dir. Neeme Järvi.
Ispirata dalla visita di Mendelssohn alla grotta di Fingal sull’isola di Staffa, nell’arcipelago delle isole Ebridi, l’8 agosto 1829, l’ouverture è dedicata a Federico Guglielmo IV di Prussia (all’epoca principe ereditario).

Andreas Willscher (4 novembre 1955): Hommage an Thomas Morus per organo (2010). Carson Cooman.

Carl Tausig (4 novembre 1841 - 1871): Das Geisterschiff, ballata per pianoforte op. 1c (1860). Rian de Waal.

Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809 - 4 novembre 1847): Sonata per violoncello e pianoforte n. 2 in re maggiore op. 58 (1843). Mischa Maisky, violoncello; Sergio Tiempo, pianoforte.
Particolarmente interessante il III movimento, Adagio, che testimonia l’ammirazione di Mendelssohn per Bach, con il suo svolgimento in forma di corale, affidato al pianoforte, sul quale il violoncello si produce in una sorta di recitativo che riporta alla mente diverse composizioni del Kantor di Lipsia: alcune arie con violoncello concertante incluse in oratori e cantate, ma anche la Fantasia cromatica BWV 903.
Nella parte finale del medesimo movimento, mentre il pianoforte riprende la melodia precedentemente esposta dal violoncello, a quest’ultimo è affidato un effetto singolare: a un prolungato SOL grave eseguito con l’archetto si sovrappone lo stesso SOL ripetuto per dodici volte in pizzicato. Ritenendo, a torto o a ragione, che si trattasse di una rappresentazione dei dodici rintocchi della mezzanotte, analoga a quelle di molte musiche ottocentesche d’ambientazione notturna, all’inizio del XX secolo l’Adagio venne pubblicato come brano a sé stante, appunto con il titolo di Mezzanotte.

Simon Molitor (3 novembre 1766 - 1848): Grande sonata in fa maggiore per violino e chitarra op. 5 (1806). Francesca Giordanino, violino; Fabio Rizza, chitarra.

Vincenzo Bellini (3 novembre 1801 - 1835): Concerto in mi bemolle maggiore per oboe e orchestra (composto fra il 1819 e il 1825). Christoph Hartmann, oboe; Ensemble Berlin.

Pietro Ferrario (3 novembre 1967): Toccata per organo (1994). Esegue l’autore.
Samuel Scheidt (3 novembre 1587 - 1654): Bergamasca, 22 variazioni SSWV 560 (pubblicate nella II parte dei Ludi musici, 1622). Fabiana Ciampi, organo.

Camille Saint-Saëns (1835-1921): Danse macabre op. 40, versione per violino e pianoforte. Rachel Barton, violino; Patrick Sinozich, pianoforte.
Fra i vari adattamenti e trascrizioni di questo famoso poema sinfonico, scelgo quello che mi sembra il più interessante in quanto opera dello stesso Saint-Saëns.

John Foulds (2 novembre 1880 - 1939): Keltic Suite per orchestra op. 29 (1915). BBC Concert Orchestra, dir. Ronald Corp.

Vieri Tosatti (2 novembre 1920 - 1999): Quartetto per archi (1968). Quartetto Nuova Musica: Massimo Coen e Mario Buffa, violini; Fausto Anzelmo, viola; Luigi Lanzillotta, violoncello.
Carl Ditters von Dittersdorf (2 novembre 1739 - 1799): Concerto in la maggiore per arpa e orchestra. Rosa Díaz Cotán, arpa; Neubrandenburger Philharmonie, dir. Daniel Stratievsky.
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Aleksandr Afanas’evič Spendjarjan (o Spendjarov; 1º novembre 1871 - 1928): Berceuse op. 3 n. 2 (1897). Phillip Sear, pianoforte.

Francesco Usper (1º novembre 1561 - 1641): La Battaglia à 8 (da Compositioni armoniche, 1619). Ensemble Versus di Brno.
