Pavana, Idillio e Baccanale

Edgar Bainton (14 febbraio 1880 - 1956): Pavane, Idyll and Bacchanal per archi, con flauto e tamburo basco ad libitum (1925). BBC Philharmonic Orchestra, dir. Paul Daniel.

  1. Pavane: Andante
  2. Idyll: Moderato, con grazia [2:03]
  3. Bacchanal: Allegro, molto vivace, e con fuoco [5:27]

Allegro – Moderato – Allegro assai

Egidio Romualdo Duni (11 febbraio 1708 - 1775): Sonata a 3 in la maggiore op. 1 n. 1 (1738). Natalia Bonello, flauti barocchi; Leonardo Massa, violoncello barocco; Claudia Di Lorenzo, clavicembalo; DuniEnsemble.

  1. Allegro
  2. Moderato
  3. Allegro assai

Notturno – IV

Václav Matějka (Wenzel Matiegka; 1773 - 19 gennaio 1830): Notturno in sol maggiore per flauto, viola e chitarra op. 21 (1807). Karl Kaiser, flauto; Peta Mullejans, viola; Sonja Brunnbauer, chitarra.

  1. Allegro moderato
  2. Menuetto [10:03]
  3. Lento e patetico [15:17]
  4. Zingara [21:21]
  5. Ständchen (Serenata): variazioni su Mädchen, o schlummre noch nicht! [24:28]

Serenata – XVI

Anton Diabelli (1771 - 1858): Grande Sérénade n. 4 in re magg. per flauto, viola e chitarra op. 95. Bruno Meier, flauto; Nicolas Corti, viola; Han Jonkers, chitarra.

  1. Andante
  2. Allegro ma non tanto [1:54]
  3. Menuetto: Moderato assai e cantabile [8:51]
  4. Rondò: Allegro [13:04]
  5. Marcia: Allegro [17:25]

Allegro con moto – I

Heinrich Hofmann (13 gennaio 1842 - 1902): Ottetto per flauto, clarinetto, fagotto, corno, 2 violini, viola e violoncello op. 80 (1886). John Wion, flauto, e Bronx Arts Ensemble.

  1. Allegro molto
  2. Andante sostenuto [6:23]
  3. Gavotte: Allegro con moto [13:12]
  4. Moderato – Allegro vivo [17:14]

Concerto per flauto – VI

Pierre-Gabriel Buffardin (c1690 - 13 gennaio 1768); Concerto in mi minore per flauto, archi e basso continuo. Membri del complesso Musica Antiqua Köln: Wilbert Hazelzet, flauto; Reinhard Goebel e Hajo Bäß, violini; Karlheinz Steeb, viola; Jaap ter Linden, violoncello; Henk Bouman, clavicembalo.

  1. Allegro
  2. Andante [5:10]
  3. Vivace [9:12]

Sul mare, verso Skye

Michael Tippett (2 gennaio 1905 - 8 gennaio 1998): Over the sea to Skye per coro a cappella (1956). BBC Singers, dir. Stephen Cleobury.

Rielaborazione di una delle più belle melodie scozzesi di ogni tempo, il brano di Tippett si dipana su parte del testo che sir Harold Boulton (1859-1935) adattò alla melodia tradizionale e pubblicò nel 1884 con il titolo The Skye Boat Song; i versi fanno riferimento a un episodio semileggendario della vita di Carlo Edoardo Stuart, risalente a poco più di due mesi dopo la battaglia di Culloden, cioè a fine giugno 1746, quando Bonnie Prince Charlie, accompagnato da Flora MacDonald e altri giacobiti, attraversò in barca il Mar delle Ebridi, da South Uist a Skye.

Speed, bonnie boat, like a bird on the wing,
Onward! the sailors cry;
Carry the lad that’s born to be King
Over the sea to Skye.

Loud the winds howl, loud the waves roar,
Thunderclouds rend the air;
Baffled, our foes stand by the shore,
Follow they will not dare.

Speed, bonnie boat, like a bird on the wing…

Though the waves leap, soft shall ye sleep,
Ocean’s a royal bed.
Rocked in the deep, Flora will keep
Watch by your weary head.

Speed, bonnie boat, like a bird on the wing…

Many’s the lad fought on that day,
Well the Claymore could wield,
When the night came, silently lay
Dead on Culloden’s field.

Speed, bonnie boat, like a bird on the wing…

Burned are their homes, exile and death
Scatter the loyal men;
Yet ere the sword cool in the sheath
Charlie will come again.


The Skye Boat Song viene frequentemente cantato sui versi dedicati al medesimo soggetto da Robert Louis Stevenson (n. 42 della raccolta Songs of Travel, 1892):

Sing me a song of a lad that is gone,
Say, could that lad be I?
Merry of soul he sailed on a day
Over the sea to Skye.

Mull was astern, Rùm on the port,
Eigg on the starboard bow;
Glory of youth glowed in his soul;
Where is that glory now?

Sing me a song of a lad that is gone…

Give me again all that was there,
Give me the sun that shone!
Give me the eyes, give me the soul,
Give me the lad that’s gone!

Sing me a song of a lad that is gone…

Billow and breeze, islands and seas,
Mountains of rain and sun,
All that was good, all that was fair,
All that was me is gone.

Sing me a song of a lad that is gone…

Con il testo di Stevenson leggermente modificato, in relazione alla storia narrata («a lad» diventa così «a lass»), The Skye Boat Song è parte fondamentale della colonna sonora di una recente serie televisiva di successo. L’elaborazione musicale è di Dominik Hauser, la voce di Kathryn Jones.


Fra le interpretazioni esclusivamente strumentali, la più nota è certo quella di sir James Galway accompagnato da The Chieftains.

Bonnie Prince Charlie
Carlo Edoardo Stuart ritratto da Allan Ramsay (1745)

Kammerkaiser

Johann Strauß figlio (1825 - 1899): Kaiser-Walzer op. 437 (1889), arrangiamento di Arnold Schoenberg (1874 - 1951) per flauto, clarinetto, quartetto d’archi e pianoforte (1925). Ensemble Virama (con un contrabbasso in più).


Serenata – XIII

Louis Diémer (1843 - 21 dicembre 1919): Sérénade per voce, flauto o violino ad libitum e pianoforte (c1877) su testo di Gabriel Marc (da Soleils d’octobre, 1868). MeredìEnsemble: Ronja Weyhenmeyer, soprano; Andrea Salvi, flauto; Ani Ter-Martirosyan, pianoforte.

Si j’étais, ô mon amoureuse,
La brise au souffle parfumé,
Pour frôler ta bouche rieuse,
Je viendrais craintif et charmé.

Si j’étais l’abeille qui vole,
Ou le papillon séducteur,
Tu ne me verrais pas, frivole,
Te quitter pour une autre fleur.

Si j’étais la rose charmante
Que ta main place sur ton cœur
Si près de toi toute tremblante
Je me fanerais de bonheur.

Mais en vain je cherche à te plaire,
J’ai beau gémir et soupirer.
Pour être aimé que puis-je faire?
T’aimer, te le dire et pleurer!

Allegro assai – III

Carl Philipp Emanuel Bach (1714 - 14 dicembre 1788): Concerto in la minore per vio­lon­cello e archi H 432, Wq 170 (c1750). Peter Bruns, violoncello; Akademie für Alte Musik Berlin.

  1. Allegro assai
  2. Andante [10:18]
  3. Allegro assai [18:11]

C. Ph. E. Bach: Concerto in la minore per flauto e archi H 431, Wq 166 (trascrizione del Concerto per violoncello). Emmanuel Pahud, flauto; Kammerakadamie Potsdam, dir. Trevor Pinnock.


C. Ph. E. Bach: Concerto in la minore per strumento a tastiera e archi H 430, Wq 26 (trascrizione del Concerto per violoncello). Ana-Marija Markovina, pianoforte; Kam­mer­philharmonie Berlin-Brandenburg.

  1. Allegro assai
  2. Andante [10:21]
  3. Allegro assai [18:55]

CPE Bach

Gruppen

Karlheinz Stockhausen (1928 - 5 dicembre 2007): Gruppen per 3 orchestre (1957). hr-Sinfonie­orchester e Ensemble Modern, dir. Matthias Pintscher, Lucas Vis e Paul Fitzsimon.

Stockhausen spiega: «Per “gruppo” si intende un numero determinato di suoni collegati secondo rapporti affini tra loro su un piano superiore di percezione, quello del gruppo appunto. I vari gruppi di una composizione si distinguono per diversi tipi di proporzioni, per diversa struttura, ma sono correlati fra loro nel senso che non è possibile comprendere le proprietà di un gruppo se non in rapporto al grado di affinità che queste presentano con le proprietà di altri gruppi».
Per l’esecuzione di Gruppen sono necessari 109 esecutori ripartiti in 3 orchestre pressappoco uguali ma distanziate: il suono, movendosi da un’orchestra all’altra, crea una musica «spaziale», non solo in senso visivo ma anche acustico e strutturale.

— Organico —
Orchestra 1:
1 flauto (anche ottavino)
1 flauto contralto
1 oboe
1 corno inglese
1 clarinetto
1 fagotto
2 corni
2 trombe
2 tromboni
1 bassotuba
4 percussionisti: 1 marimbaphone (5 ottave; oppure 4 ottave + xilofono per la 5a), 1 Glockenspiel, 5 campanacci da mucca (sospesi, senza battacchio), 1 tamtam grande, piatti piccoli, piatti medi, piatti grandi, 2 tamburi a fessura, 4 tomtom e/o tumba e bongo, 1 cassa rullante con cordiera, 1 tamburo basco
1 Glockenspiel a tastiera (o celesta)
1 arpa
10 violini
2 viole
4 violoncelli
2 contrabbassi

Orchestra 2:
2 flauti (il I anche ottavino)
1 oboe
1 clarinetto piccolo
1 sassofono contralto (anche clarinetto)
1 sassofono baritono
1 fagotto
3 corni
2 trombe
1 trombone tenor-basso
1 trombone basso
4 percussionisti: 1 vibrafono, 14 campane tubolari, 4 campanacci da mucca (sospesi, senza battacchio), 1 tam-tam medio, piatti piccoli, piatti medi, piatti grandi, 2 tamburi a fessura, 4 tomtom e/o tumba e bongo, 1 cassa rullante con cordiera, 1 tamburo basco, 1 raganella, 2 triangoli (acuto e grave)
1 pianoforte a coda senza coperchio
1 chitarra elettrica
8 violini
4 viole
2 violoncelli
2 contrabbassi

Orchestra 3:
1 flauto (anche ottavino)
1 oboe
1 corno inglese
1 clarinetto
1 clarinetto basso
1 fagotto
3 corni
2 trombe
2 tromboni
1 trombone contrabbasso (o bassotuba)
4 percussionisti: 1 xilorimba o marimbaphone (4 ottave), 4 campanacci da mucca (sospesi, senza battacchio), 1 tam-tam piccolo, piatti piccoli, piatti medi, piatti grandi, 2 tamburi a fessura, 4 tomtom e/o tumba e bongo, 1 cassa rullante con cordiera, 1 tamburo basco
1 celesta (5 ottave)
1 arpa
8 violini
4 viole
2 violoncelli
2 contrabbassi

Studio e esperienza mi hanno insegnato che la musica “nuova” ha sempre suscitato analoghe reazioni. La “seconda prattica” di Monteverdi fu ferocemente avversata dal teorico Artusi, una composizione oggi amatissima come la Sinfonia K 550 di Mozart fece inorridire i primi ascoltatori con le sue dissonanze inusitate, e così via. Per contro, quando ho occasione di parlare della complessità di un brano di Bach, quando spiego che cosa s’intende per contrappunto doppio o imitato, non di rado mi succede di vedere che le reazioni degli astanti rasentano l’incredulità, come se alla maggior parte delle persone risulti inverosimile che una composizione del passato possa essere tanto complessa, come se ciò che sembrava ormai acquisito fosse improvvisamente diventato incomprensibile. Oggi, come ai tempi di Monteverdi o a quelli di Mozart, per comprendere l’arte bisognerebbe prima capire le necessità dalle quali scaturisce. Si deve solo decidere se si ha voglia di farlo oppure no.

Concerto per flauto – IV

Johan Helmich Roman (1694 - 20 novembre 1758): Concerto in sol maggiore per flauto e orchestra BeRi 54. Lisa Beznosiuk, flauto; Orchestra of the Age of Enlightenment, dir. Anthony Halstead.

  1. Non troppo Allegro
  2. Larghetto (Siciliano) [3:36]
  3. Allegro [5:51]