Lo Stabat mater di Pergolesi

Giovanni Battista Draghi detto Pergolesi (1710 - 16 marzo 1736): Stabat mater per soprano, contralto e orchestra (1736). Silvia Frigato, soprano; Sara Mingardo, contralto; Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia, dir. Gianluca Capuano.

  1. Stabat mater dolorosa [0:28]
  2. Cujus animam gementem [4:39]
  3. O quam tristis et afflicta [6:41]
  4. Quae moerebat et dolebat [8:54]
  5. Quis est homo [11:11]
  6. Vidit suum dulcem natum [14:05]
  7. Eja mater fons amoris [17:27]
  8. Fac ut ardeat cor meum [19:20]
  9. Sancta mater, istud agas [21:38]
  10. Fac ut portem Christi mortem [26:39]
  11. Inflammatus et accensus [30:44]
  12. Quando corpus morietur [33:00]

Per chi voglia approfondire, ecco il contributo di Francesco Di Fortunato, davvero interessante:


Il Concerto dell’amore perduto

Georg Philipp Telemann (14 marzo 1681 - 1767): Concerto in re maggiore per tromba e archi (1714). Maurice André, tromba; Berliner Philharmoniker, dir. Herbert von Karajan.

  1. Adagio
  2. Allegro [2:35]
  3. Grave [4:42]
  4. Allegro [7:17]

Per l’Adagio iniziale nutrì una grande passione un celebre cantautore italiano 🙂

La regina delle amazzoni

Hugo Wolf (13 marzo 1860 - 1903): Penthesilea, poema sinfonico (1883-85) ispirato dall’omonima tragedia (1808) di Heinrich von Kleist. Staatskapelle Berlin, dir. Otmar Suitner.

  1. Aufbruch der Amazonen nach Troja
  2. Der Traum Penthesileas vom Rosenfest [5:29]
  3. Kämpfe, Leidenschaften, Wahnsinn, Vernichtung [10:03]

Opus 99

Jenő Hubay (1858 - 12 marzo 1937): Concerto per violino e orchestra n. 3 in sol minore op. 99 (c1907). Ragin Wenk-Wolff, violino; Orchestra sinfonica della Radio slovacca di Bratislava, dir. Dennis Burkh.

  1. Introduction quasi fantasia: Moderato
  2. Scherzo: Presto [5:57]
  3. Adagio – Allegro [10:47]
  4. Finale: Allegro con fuoco [21:10]

Concerto per arpa – X

Xavier Montsalvatge (11 marzo 1912 - 2002): Concerto capriccio per arpa e orchestra (1975). Magdalena Barrera, arpa; Orquestra simfònica de Barcelona i nacional de Catalunya, dir. Lawrence Foster.

  1. Leggero
  2. Andante de cámera
  3. Cadenza
  4. Allegretto

Concerto romantico – II

Joseph Marx (11 marzo 1882 - 1964): Concerto in mi maggiore per pianoforte e orchestra, Romantisches Klavierkonzert (1919–20). Jorge Bolet, pianoforte; New York Philharmonic Orchestra, dir. Zubin Mehta.

  1. Lebhaft (Allegro moderato)
  2. Nicht zu langsam (Andante affettuoso) [17:40]
  3. Seht lebhaft (Allegro molto) [27:32]

Pacific 231

Arthur Honegger (10 marzo 1892 - 1955): Pacific 231, «mouvement symphonique» (1923). Orchestre national du Capitole de Toulouse, dir. Michel Plasson.

Arthur Honegger« Ho sempre amato le locomotive con passione; per me sono esseri viventi, e le amo come altri possono amare le donne o i cavalli. In Pacific quello che ho cercato di fare non è l’imitazione dei rumori della locomotiva ma la traduzione d’un’impressione visiva e di un godimento fisico in una costruzione musicale. La composizione parte da una contemplazione oggettiva: il respiro tranquillo della macchina in riposo, lo sforzo dell’avviamento, e poi il progressivo aumento della velocità finché si arriva allo stadio lirico o patetico di un treno di trecento tonnellate lanciato in piena notte a 120 all’ora. Ho scelto a oggetto della composizione la locomotiva di tipo Pacific n. 231 per i convogli pesanti dalle grandi velocità » (Arthur Honegger).

Pacific

Concert pathétique

Ignaz Moscheles (1794 - 10 marzo 1870): Concerto n. 7 in do minore per pianoforte e orchestra op. 93, Concert pathétique (1835). Ian Hobson, pianoforte e direzione; Sinfonia da Camera.

  1. Allegro maestoso e moderato
  2. Allegro agitato – Andante espressivo [13:42] – attacca:
  3. Allegro con brio [18:12]

Capricorn Concerto

Samuel Barber (9 marzo 1910 - 1981): Capricorn Concerto per flauto, oboe, tromba e archi op. 21 (1944). Eastman-Rochester Orchestra, dir. Howard Hanson (incisione del 1959).

  1. Allegro ma non troppo
  2. Allegretto [7:12]
  3. Allegro con brio [10:09]

Capricorn è la casa di Mount Kisco (stato di New York) che Barber acquistò insieme con Gian Carlo Menotti nel 1943; il nome è dovuto al fatto che l’edificio godeva del massimo dell’illuminazione solare durante l’inverno.

Concerto per violoncello – XI

Josef Mysliveček (9 marzo 1737 - 1781): Concerto in do maggiore per violoncello e orchestra (rifacimento di un concerto per violino). Ofra Harnoy, violoncello; I solisti veneti, dir. Claudio Scimone.

  1. Allegro moderato
  2. Grave [7:20]
  3. Tempo di menuetto [14:16]

Luthéal

Maurice Ravel (7 marzo 1875 - 1937): Tzigane per violino e pianoforte (1924). Chantal Juillet, violino; Pascal Rogé, pianoforte con luthéal.
Brevettato dal belga Georges Cloetens nel 1919, il luthéal è un dispositivo meccanico che, applicato a un pianoforte a coda, consente al pianista di modificarne il timbro, ottenendone sonorità affini a quelle del liuto, dell’arpa, del clavicembalo, della cetra. Non ebbe fortuna: la Tzigane di Ravel è una delle pochissime composizioni che ne prevedano l’impiego.


Lo stresso brano trascritto dall’autore per violino e orchestra. Olivier Charlier, violino; Orchestre National de Lorraine, dir. Jacques Mercier.

Un innocente amor

Wolfgang Amadeus Mozart (1756 - 1791): «Là ci darem la mano», duettino di Don Giovanni e Zerlina, dal I atto, scena 9a, del dramma giocoso Don Giovanni K 527 (1787), libretto di Lorenzo Da Ponte. Bryn Terfel, baritono; Cecilia Bartoli, soprano; Orchestra dell’Accademia nazionale di santa Cecilia, dir. Myung-Whun Chung.


Friedrich Dotzauer (1783 - 6 marzo 1860): Andante con Variazioni über ein Thema aus der Oper «Don Giovanni» per 2 violoncelli. Marie Spaemann e Rebekka Markowski.


Fryderyk Chopin (1810 - 1849): Variazioni per pianoforte e orchestra op. 2 (1827) su «Là ci darem la mano» dal Don Giovanni di Mozart. Claudio Arrau, pianoforte; London Philharmonic Orchestra, dir. Eliahu Inbal.

Chopin elaborò questa sua prima partitura orchestrale durante il secondo anno di studio presso la Scuola superiore di musica di Varsavia; le Variazioni contribuirono in maniera determinante, forse anche più dei Concerti per pianoforte, a far conoscere il nome del giovane compositore in patria e nei principali centri musicali europei.
È noto l’entusiasmo che le Variazioni op. 2 suscitarono nel giovane Schumann, il quale le recensì in un lungo articolo per l’«Allgemeine Musikalische Zeitung» di Lipsia (n. XXXIII/49 del 7 dicembre 1831), articolo che s’inizia con una significativa esclamazione: «Giù il cappello, signori, un genio!». Chopin lesse la recensione e ne scrisse divertito a Tytus Woyciechowski, dedicatario delle Variazioni: «Costui le analizza misura per misura, affermando che non sono variazioni come le altre, ma una specie di quadro fantastico. Della seconda dice che vi si vedono correre Don Giovanni e Leporello; nella terza Don Giovanni stringe Zerlina fra le braccia, mentre a sinistra Masetto si rode di rabbia. Infine sostiene che nella quinta misura dell’Adagio Don Giovanni bacia Zerlina in re bemolle maggiore. […] È ben divertente la fantasia di questo tedesco» (12 dicembre 1831).
Chopin eseguì più volte in pubblico le Variazioni op. 2: fra l’altro, anche nel concerto con il quale si presentò al mondo musicale parigino, il 26 febbraio 1832.

Chopin op. 2

NB: salvo diversa indicazione, i testi inseriti negli articoli dedicati a Chopin nel presente blog sono tratti dal volume Chopin: Signori il catalogo è questo di C. C. e Giorgio Dolza, Einaudi, Torino 2001.

Prokof’ev 1953-2023 – IV

Sergej Sergeevič Prokof’ev (1891 - 5 marzo 1953): Ouverture su temi ebraici op. 34, versione originale (1919) per clarinetto, quartetto d’archi e pianoforte. Ermanno Veglianti, clarinetto; Pierluigi Pietroniro e Antonio Cordici, violini; Massimiliano Carlini, viola; Francesco Storino, violoncello; Leandro Piccioni, pianoforte.


Lo stesso brano nella versione per orchestra realizzata da Prokof’ev nel 1934 e poi pubblicata come op. 34bis. The Chamber Orchestra of Europe, dir. Claudio Abbado.

op. 34