Henryk Górecki (1933 - 12 novembre 2010): Trzy Tańce per orchestra op. 34 (1973). Orkiestra Filharmonii Narodowej w Warszawie, dir. Antoni Wit.
- Presto, marcatissimo
- Andante cantabile – Tranquillo [3:01]
- Presto [8:16]
Henryk Górecki (1933 - 12 novembre 2010): Trzy Tańce per orchestra op. 34 (1973). Orkiestra Filharmonii Narodowej w Warszawie, dir. Antoni Wit.
Aleksandr Porfir’evič Borodin (12 novembre 1833 - 1887): Petite Suite per pianoforte (1884). Aldo Ciccolini.
La stessa composizione nell’orchestrazione di Glazunov. Kungliga filharmoniska orkestern (Stoccolma), dir. Gennadij Roždestvenskij.

Andrea Teodoro Zani (11 novembre 1696 - 1757): Concerto da chiesa a 4 in la minore, dall’op. 2 (1729). Compagnia de’ Musici.

Jeanne Demessieux (1921 - 11 novembre 1968): Poème per organo e orchestra op. 9 (1949). Ulrich Meldau, organo; Symphonische Orchester Zürich, dir. Daniel Schweizer.

Dame Elizabeth Violet Maconchy Le Fanu (1907 - 11 novembre 1994): Serenata concertante per violino e orchestra (1962). Manoug Parikian, violino; London Symphony Orchestra, dir. Vernon Handley.

Julien-François Zbinden (11 novembre 1917 - 2021): Poème per viola e archi op. 84 (1993). Gwenaëlle Kobyliansky, viola; Orchestra da camera «Brixi» di Praga, dir. Christophe Meister.

Ennio Morricone (10 novembre 1928 - 2020): due brani dalla colonna sonora del film Il buono, il brutto, il cattivo (1966) di Sergio Leone. Christine Nonbo Andersen, soprano; Tuva Semmingsen, mezzosoprano; DR SymfoniOrkestret, dir. Sarah Hicks.

Henri Rabaud (10 novembre 1873 - 1949): Sinfonia n. 2 in mi minore op. 5 (c1899). Orchestra filarmonica di Sofia, dir. Nicolas Couton.

Jean-Xavier Lefèvre (1763 - 9 novembre 1829): Concerto n. 4 in si bemolle maggiore per clarinetto e orchestra. Eduard Brunner, clarinetto; Münchener Kammerorchester, dir. Reinhard Goebel.

Aleksandra Pachmutova (9 novembre 1929): Concerto per orchestra (1971). Orchestra sinfonica accademica di stato dell’URSS, dir. Evgenij Svetlanov.
Karel Stamic (Carl Stamitz; 1745 - 9 novembre 1801): Sinfonia in si bemolle maggiore op. 13 n. 2 (c1777). Ensemble Amadeus, dir. Normann Kästner.

Lera Auėrbach (1973): Sinfonia n. 1, Chimera (2006). Düsseldorfer Symphoniker, dir. John Fiore.

Yves Baudrier (1906 - 9 novembre 1988): Le Grand voilier, poema sinfonico (1939). Orchestre National de l’ORTF, dir. Manuel Rosenthal.

Unico Wilhelm van Wassenaer Obdam (1692 - 9 novembre 1766): Concerto armonico n. 2 in si bemolle maggiore. Amsterdam Baroque Orchestra, dir. Ton Koopman.
Composti probabilmente fra il 1625 e il 1740, mai pubblicati dall’autore, i sei Concerti armonici di Wassenaer furono in passato erroneamente attribuiti a Pergolesi.
Il Castello di Twickel presso Delden (Overijssel), residenza del conte Wassenaer
David Monrad Johansen (8 novembre 1888 – 1974): Voluspaa, cantata per 3 voci soliste, coro e orchestra op. 15 (1926). Kari Frisell, soprano; Else Nedberg, contralto; Odd Wolstad, basso; Det Norske Solistkor, dir. Rolf Hovey; Filharmonisk Selskaps Orkester, dir. Øivin Fjeldstad. Registrazione del 1969.
Voluspaa o Vǫluspá (La profezia della veggente) è il primo e il più celebre dei ventinove canti che costituiscono l’Edda maggiore o Edda poetica, raccolta di poemi medievali in lingua norrena tramandati dal manoscritto islandese noto come Codex Regius ; quest’ultimo risale al Duecento, ma i testi in esso contenuti sono certamente assai più antichi.
Figura centrale della musica norvegese nel periodo compreso fra le due guerre mondiali, Johansen aderì al partito fascista Nasjonal Samling e durante l’occupazione tedesca della Norvegia appoggiò il governo collaborazionista di Vidkun Quisling; per questo motivo, dopo la guerra, nell’ambito del cosiddetto Norske landssvikoppgjøret (Purga dei traditori della patria), Johansen fu processato per tradimento e condannato a cinque anni di lavori forzati (poi ridotti a quattro).

Bruno Bettinelli (1913 - 8 novembre 2004): Fantasia e fuga su temi gregoriani per archi (1947). Orchestra d’archi di Milano, dir. Primo Casale.

Sir Arnold Bax (8 novembre 1883 - 1953): November Woods, poema sinfonico (1917). Ulster Orchestra, dir. Bryden Thomson.

Ignaz Brüll (7 novembre 1846 - 1907): Sinfonia in mi minore op. 31 (1877). Orchestra sinfonica accademica bielorussa, dir. Marius Stravinsky.

Marianna Motroni-Andreozzi sposata Bottini (7 novembre 1802 - 1858): Concertone per pianoforte e orchestra (1822). Gianni Bicchierini, pianoforte; Orchestra dell’Istituto superiore di studi musicali «Luigi Boccherini» di Lucca, dir. GianPaolo Mazzoli.
I. Allegro
II. Tema con variazioni: Adagio – Allegro
L’attività di compositrice di Marianna Motroni-Andreozzi si colloca fra il 1815 e il 1823, anno in cui sposò il marchese Lorenzo Bottini.

Bartolomeo Campagnoli (1751 - 7 novembre 1827): Concerto in sol maggiore per flauto e orchestra op. 3 n. 3 (c1790). Mario Ancillotti, flauto; I Virtuosi Italiani.

William Alwyn (7 novembre 1905 - 1985): Lyra angelica, concerto per arpa e archi (1954). Suzanne Willison, arpa; Royal Liverpool Philharmonic Orchestra, dir. David Lloyd-Jones.

Ferenc Erkel (7 novembre 1810 - 1893): «Palotás» dall’opera Hunyadi László (1887). Óbudai Danubia Zenekar, dir. Domonkos Héja.
Palotás è il nome di una danza tradizionale dell’aristocrazia magiara, le cui origini risalgono al Quattrocento; il termine letteralmente significa «palazzo», ma all’epoca aveva una valenza differente dall’attuale, in quanto indicava una sala da cerimonie o da ballo all’interno di un castello o di una villa nobiliare. La danza era alquanto diversa dalle altre danze di corte in voga all’epoca, rispetto alle quali aveva andamento più rapido. Pressoché dimenticata nel tardo XVII secolo, quando l’Ungheria divenne parte dell’impero asburgico (1686) e la moda privilegiò le danze in uso nell’Europa occidentale, fiorì nuovamente a partire dalla fine del Settecento e in particolare nell’Ottocento, con il formarsi dell’identità nazionale e la conseguente rivalutazione delle tradizioni folkloriche.

Jiří Antonín Benda (Georg Anton Benda; 1722 - 6 novembre 1795): Sinfonia in re maggiore. Musica Aeterna Bratislava, dir. Peter Zajíček.

Zygmunt Stojowski (1870 - 5 novembre 1946): Rapsodia sinfonica per pianoforte e orchestra op. 23 (1898). Jonathan Plowright, pianoforte; Polska orkiestra radiowa, dir. Łukasz Borowicz.

Attilio Ariosti (5 novembre 1666 - 1729): sinfonia per l’oratorio La profezia d’Eliseo nell’assedio di Samaria (1705). Ensemble Odyssee, dir. Andrea Friggi.
«Poi Eliseo salì a Bethel. Mentre egli saliva per la strada, uscirono dalla città alcuni ragazzi e si misero a schernirlo, dicendo: “Sali, testa pelata! Sali, testa pelata!” Egli si voltò, li vide e li maledisse nel nome dell’Eterno; allora uscirono dalla foresta due orse, che fecero a pezzi quarantadue di quei fanciulli» (II Re 2:23-24).

Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809 - 4 novembre 1847): Quintetto n. 2 in si bemolle maggiore per 2 violini, 2 viole e violoncello op. 87 (1845) adattato per orchestra d’archi. Camerata Bern.
L’immagine nel video è un ritratto della moglie di Mendelssohn, Cécile Jeanrenaud (1817 - 1853), eseguito da Eduard Magnus nel 1835.

Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809 - 4 novembre 1847): Die Hebriden (Fingalshöhle), ouverture per orchestra op. 26 (1830). Orchestre National de France, dir. Neeme Järvi.
Ispirata dalla visita di Mendelssohn alla grotta di Fingal sull’isola di Staffa, nell’arcipelago delle isole Ebridi, l’8 agosto 1829, l’ouverture è dedicata a Federico Guglielmo IV di Prussia (all’epoca principe ereditario).

Vincenzo Bellini (3 novembre 1801 - 1835): Concerto in mi bemolle maggiore per oboe e orchestra (composto fra il 1819 e il 1825). Christoph Hartmann, oboe; Ensemble Berlin.

John Foulds (2 novembre 1880 - 1939): Keltic Suite per orchestra op. 29 (1915). BBC Concert Orchestra, dir. Ronald Corp.

Carl Ditters von Dittersdorf (2 novembre 1739 - 1799): Concerto in la maggiore per arpa e orchestra. Rosa Díaz Cotán, arpa; Neubrandenburger Philharmonie, dir. Daniel Stratievsky.
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