Alexander Reinagle (1756 - 21 settembre 1809): Sonata in re maggiore per pianoforte (c1790). William Grant Naboré.
Allegro con brio
Tema (di Haydn) con variazioni [7:54]
Allegro [14:09]
La famiglia di Reinagle annovera numerosi musicisti e pittori di vaglia. Figlio di Joseph Reinagle, un virtuoso di tromba austroungarico che si era stabilito a Portsmouth, e di Annie Laurie, scozzese, nel 1786 Alexander Reinagle si trasferì negli Stati Uniti, fissando la propria residenza prima a New York e poi a Filadelfia: quivi fu attivo come insegnante e concertista, influenzando profondamente la vita musicale cittadina. Fra i suoi ammiratori vi fu George Washington: quando questi morì, nel 1799, Reinagle compose una Monody on the Death of George Washington.
La Sonata in re maggiore, la prima di un gruppo di quattro talvolta chiamate Philadelphia Sonatas, comprende nel II movimento quattro variazioni sul tema dell’Andante della Sinfonia n. 53, L’Impériale, di Franz Joseph Haydn.
Pablo de Sarasate (1844 - 20 settembre 1908): Capricho vasco / Caprice basque per violino e pianoforte op. 24 (1881). Itzhak Perlman, violino; Samuel Sanders, pianoforte.
Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840 - 1893): Времена года / Les Saisons op. 37a (1875-76), 9. Сентябрь: Охота / Septembre: La chasse. Versione originale: Valentyna Lysycja, pianoforte. Trascrizione per orchestra di Aleksandr Gauk (1893 - 1963): Orchestra da camera di Mosca, dir. Constantine Orbelian.
Questo brano fu originariamente pubblicato nel settembre 1876 sul mensile sanpietroburghese «Нувеллист» (Nuvellist), associato a versi di Puškin (dal racconto in versi Граф Нулин, Il conte Nulin, 1825):
Пора, пора! Рога трубят;
Псари в охотничьих уборах
Чем свет уж на конях сидят;
Борзые прыгают на сворах.
È l’ora! Suonano i corni;
i cacciatori nei loro abiti venatori
alla prima luce dell’alba sono montati a cavallo;
i borzoi, seppur legati, saltano.
Robert Casadesus (1899 - 19 settembre 1972): Concerto per 3 pianoforti e orchestra d’archi op. 65 (1964). Robert, Gaby e Jean Casadesus, pianoforti; Orchestre des Concerts Colonne, dir. Pierre Dervaux (registrazione del 1966).
Theo Loevendie (17 settembre 1930): Concerto per pianoforte e orchestra (1995-96). Ronald Brautigam, pianoforte; Koninklijk Concertgebouworkest, dir. Riccardo Chailly.
I. Lento – Vivo
II. Molto tranquillo – Tempo rigido [8:06]
Nadia Boulanger (16 settembre 1887 - 1979): Fantaisie variée per pianoforte e orchestra (1912). David Greilsammer, pianoforte; Orchestre philharmonique de Radio France, dir. Steven Sloane.
Clara Schumann (13 settembre 1819 - 1896): Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 7 (1833-35). Francesco Nicolosi, pianoforte; Alma Mahler Sinfonietta, dir. Stefania Rinaldi.
Allegro maestoso – attacca:
Romanze: Andante non troppo, con grazia [7:08] – attacca:
Finale: Allegro non troppo – Allegro molto [12:00]
Friedrich Kuhlau (11 settembre 1786 - 1832): Concerto in do maggiore per pianoforte e orchestra op. 7 (1810). Amalie Malling, pianoforte; DR SymfoniOrkestret, dir. Michael Schønwandt.
Lazar (Larry) Sitsky (10 settembre 1934): Sonata per pianoforte n. 1, Retirer d’en bas de l’eau (2009). Edward Neeman, pianoforte.
The Waters of the Abyss
Invocations of the Invisibles [8:26]
Loa of the Crossroads [14:39]
Danse de rejouissance [19:22]
Il retirer d’en bas de l’eau è uno dei principali riti vudù, il richiamo dell’anima di un defunto, un anno e un giorno dopo la morte, dalle acque dell’abisso, il mondo degli Invisibles.
Urmas Sisask (9 settembre 1960 - 2022): Universumi hääled (Voci dell’universo), sinfonia per 4 pianoforti a 8-16 mani op. 88 (2002). Nata-Ly Sakkos, Toivo Peäske, Piret Väinmaa, Lauri Väinmaa, Kai Ratassepp, Mati Mikalai, Piret Habak e Reet Ruubel, pianoforti; Urmas Sisask, grancassa e tamburo sciamanico.
Mrs H. H. A. Beach (Amy Marcy Cheney Beach, 5 settembre 1867 - 1944): Concerto in do diesis minore per pianoforte e orchestra op. 45 (1896). Virginia Eskin, pianoforte; Utah Symphony Orchestra, dir. Joseph Silverstein.
Francisco Mignone (3 settembre 1897 - 1986): Concerto per pianoforte e orchestra (1958). Clélia Iruzun, pianoforte; Royal Philharmonic Orchestra, dir. Jac van Steen.
Ernesto Cavallini (30 agosto 1807 - 1874): Adagio e Tarantella per clarinetto e pianoforte. Sergio Bosi, clarinetto; Riccardo Bartoli, pianoforte.
Acclamato virtuoso, Cavallini fu soprannominato «il Paganini del clarinetto». Verdi scrisse per lui l’assolo del Preludio al III atto della Forza del destino, qui in una riduzione per clarinetto (Corrado Giuffredi) e pianoforte (Federico Nicoletta):
Giovanni Paisiello (1740 - 1816): «Nel cor più non mi sento», duetto, dal II atto dell’opera L’amor contrastato, ossia La molinarella (libretto di Giuseppe Palomba, 1788; ripresa nel 1790 con il titolo La molinara). Renata Tebaldi, soprano (esegue soltanto la 1a strofe); New Philharmonia Orchestra, dir. Richard Bonynge.
Nel cor più non mi sento
brillar la gioventù.
Cagion del mio tormento,
Amor, sei colpa tu.
Mi pizzichi, mi stuzzichi,
mi pungichi, mi mastichi;
Che cosa è questa, ohimè?
Pietà, pietà, pietà!
Amore è un certo che,
che disperar mi fa!
Bonifazio Asioli (30 agosto 1769 - 1832): Sonata in sol maggiore per pianoforte op. 8 n. 1. Vladimir Plešakov.
Presto
Adagio [6:22]
Tema («Nel cor più non mi sento» di Paisiello), 10 variazioni e Epilogo [11:18]
Ludwig van Beethoven (1770 - 1827): 6 Variazioni per pianoforte su «Nel cor più non mi sento» WoO 70 (1795). Wilhelm Kempff.
Sulla genesi di questa composizione si racconta il seguente aneddoto. Una sera Beethoven si trovava a teatro per assistere a una rappresentazione della Molinara; quando fu eseguito il noto duetto «Nel cor più non mi sento», una dama gli disse: «Avevo alcune variazioni su questo tema, ma le ho perdute». Durante la notte Beethoven compose sei variazioni sul tema di Paisiello e il mattino successivo le inviò alla signora con questa intitolazione: Variazioni ecc. perdute per la — ritrovate per Luigi van Beethoven. Sie sind so leicht, daß die Dame sie wohl a vista sollte spielen können (sono così facili che la signora dovrebbe essere in grado di eseguirle a prima vista).
Niccolò Paganini (1782 - 1840): Introduzione e variazioni sul tema «Nel cor più non mi sento» per violino solo (1821). Leonid Kogan.
Giovanni Bottesini (1821 - 1889): Variazioni su «Nel cor più non mi sento» per contrabbasso e pianoforte op. 23. Gabriele Ragghianti, contrabbasso; Pier Narciso Masi, pianoforte.
Arthur De Greef (1862 - 29 agosto 1940): Fantaisie sur de vieilles chansons flamandes per pianoforte e orchestra (1893). Stefan Poelmans, pianoforte; Vlaams Radio Orkest, dir. Silveer van den Broeck.
Ivor Gurney (28 agosto 1890 - 1937): The Cloths of Heaven, testo di William Butler Yeats. Ian Partridge, tenore; Jennifer Partridge, pianoforte.
Had I the heavens’ embroidered cloths,
Enwrought with golden and silver light
The blue and the dim and the dark cloths
Of night and light and the half-light,
I would spread the cloths under your feet:
But I, being poor, have only my dreams.
I have spread my dreams under your feet;
Tread softly because you tread on my dreams.
Anatolij Konstantinovič Ljadov (1855 - 28 agosto 1914): Dei tempi antichi (Про старину), ballata in re maggiore per pianoforte op. 21a (1889). Inna Porošina.
Ljadov: Dei tempi antichi, ballata in re maggiore per orchestra op. 21b (1889). Orchestra filarmonica slovacca, dir. Stephen Gunzenhauser.
Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha (26 agosto 1819 - 1861): Melodia per violino e pianoforte. Iona Brown, violino; Jennifer Partridge, pianoforte.
Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha: Gruss an den Bruder, testo di Ernesto I di Sassonia-Coburgo-Gotha (padre del compositore). Toby Spence, tenore; Ronald Brautigam, pianoforte.
Hat so lang mein Leid geschwiegen,
soll es heute auf erstehn
und aus süssen Schlaf dich wiegen,
durch der Klänge zartes Weh’n.
Ist auch noch so weit die Reise
trägt’s ein Zephir hin zu Dir!
Und es flüstert dann ganz leise,
Denkst des Bruders Du auch hier
von der Heimath von dem Norden
von der Jugend stillem Glück,
spricht es schwebend in Accorden:
leitet hieher deinen Blick.
(A lungo il mio soffrire è stato silente, ma oggi sorgerà e ti desterà dolcemente dal tuo sonno con il lieve respiro dei suoni.
Il viaggio è lungo, ma te lo porterà il vento! E con lieve alito ti farà pensare al tuo fratello,
alla casa, al Nord, alla serena felicità della gioventù, librandosi parlerà per accordi: qui attirerà il tuo sguardo.)
Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha: Ständchen (Serenata) per voce e pianoforte su testo di Ernesto I di Sassonia-Coburgo-Gotha. Ian Partridge, tenore; Jennifer Partridge, pianoforte.
Wachst, Liebchen, Du in stiller Nacht?
Kennest Liebchen auch der Sehnsucht Macht?
O lass bey meinem heissen Fleh’n
das Fenster heut noch offen stehn.
Es ruhet längst schon süss und fest,
was Lieb’ und Sehnsucht ruhen lässt.
O Liebchen komm an’s Fenster Dein,
lass schauen Deine Äugelein!
Wie ist’s so schön im Mondenschein!
Es weht die Luft so kühl und rein.
Horch wie die Leier sehnend klingt!
Das Vöglein selbst im Traum noch singt!
Da that sich auf das Fensterlein,
es sahn heraus im Mondenschein
die schönsten schönsten Äugelein:
wie freundlich waren sie und rein.
(Vegli ancora, amor mio, nella notte silente? Anche tu, amore, avverti il morso del desiderio? Oh, ascolta il mio appello appassionato e lascia aperta, ora, la tua finestra.
È un riposo assai dolce e profondo quello di chi dà requie all’amore e al desiderio. Oh, amore, vieni alla finestra e fa’ che possa vedere i tuoi begli occhi!
Com’è bello stare al chiaro di luna! L’aria è così fresca e pura. Ascolta il bramoso suono della cetra! Il passerotto canta anche quando sogna!
Ed ecco, la finestra si spalancò e nel chiaro di luna brillarono quegli occhi stupendi: e quanto erano amichevoli e puri.)
Leonard Bernstein (25 agosto 1918 - 1990): Seconda Sinfonia, The Age of Anxiety , versione originale (1947-48). Lukas Foss, pianoforte; Philharmonic-Symphony Orchestra of New York diretta dall’autore.
Ispirata dall’omonima «egloga barocca» di Wystan Hugh Auden, ne segue strettamente lo svolgimento. Il pianoforte solista è, nella concezione dell’autore, «un protagonista quasi autobiografico, posto di fronte a uno specchio orchestrale in cui vede sé stesso, analiticamente, in un’ambientazione moderna».
Il lavoro è suddiviso in due parti, comprendenti ognuna tre sezioni che si susseguono senza stacchi: PARTE I – A) The Prologue : in un bar della 3rd Avenue tre uomini e una giovane donna, tormentati dalla solitudine, cercano nell’alcool la liberazione dai propri problemi; B) The Seven Ages [a 2:27]: la vita dell’uomo è considerata da quattro punti di vista differenti («conversazione» in 4 variazioni senza tema comune, ognuna delle quali prende le mosse da un elemento di quella precedente); C) The Seven Stages [a 10:50]: viaggio interiore dei personaggi alla ricerca di un «luogo» confortevole e sicuro (7 variazioni). PARTE II – A) The Dirge [a 16:42]: chiuso il bar, i quattro personaggi si recano a casa della donna; sul taxi, intonano un canto funebre per la perdita del Grande Padre («Colossal Dad»); B) The Masque [a 22:22]: stanchi, tormentati da sensi di colpa, i quattro bevono e ballano, in una finzione di divertimento (Scherzo per pianoforte e percussioni); C) The Epilogue [a 26:51]: i quattro si separano, soli come prima, e ognuno trova una riconciliazione con sé stesso nella fede, nell’affermazione di «qualcosa di puro» che può essere ovunque.