Cruda Amarilli, che col nome ancora
d’amar, ahi lasso, amaramente insegni!
Amarilli, del candido ligustro
più candida e più bella,
ma de l’àspido sordo
e più sorda e più fèra e più fugace,
poi che col dir t’offendo
i’ mi morrò tacendo.
Ma grideran per me le piagge e i monti
E questa selva, a cui
Sì spesso il tuo bel nome
Di risonar insegno.
Per me piangendo i fonti
E mormorando i venti
Diranno i miei lamenti;
Parlerà nel mio volto
La pietade e ’l dolore;
E se fia muta ogn’altra cosa, al fine
Parlerà il mio morire ,
E ti dirà la morte il mio martire.
(Battista Guarini, Il pastor fido III/2)
Luca Marenzio (18 ottobre 1553 o 1554 - 1599): Cruda Amarilli, 2a parte Ma grideran per me le piagge e i monti, madrigale a 5 voci (dal VII Libro de’ Madrigali a 5 voci, 1595). La Compagnia del Madrigale.
Claudio Monteverdi (1567 - 1643): Cruda Amarilli, madrigale a 5 voci (dal Quinto Libro de Madrigali, 1605). Concerto Italiano, dir. Rinaldo Alessandrini.
Fryderyk Chopin (1810 - 17 ottobre 1849): Preludio in la minore op. 28 n. 2 (1831). Evgenij Kisin, pianoforte.
Questo Preludio è stato a lungo considerato la più problematica composizione di Chopin: per le arditezze armoniche dell’accompagnamento, per la staticità della melodia (quattro volte ripetuta con varianti quasi inavvertibili), per la sconsolata mestizia dell’insieme. «Nel Preludio in la minore Chopin supera la sua epoca di intere decine d’anni», osserva Józef Chomiński; e Casella vi scorge appunto un’impressionante analogia con il preludio alla seconda parte del Sacre du printemps di Stravinskij.
Si è riconosciuta nella desolata melodia del secondo Preludio la citazione di un canto rituale di nozze polacco, intitolato Chmiel (Il luppolo), sul quale Chopin improvvisò più volte in pubblico.
NB: salvo diversa indicazione, i testi inseriti negli articoli dedicati a Chopin nel presente blog sono tratti dal volume Chopin: Signori il catalogo è questo di C. C. e Giorgio Dolza, Einaudi, Torino 2001.
Jacques Arcadelt (1507 - 14 ottobre 1568): Chiare, fresche e dolci acque, madrigale a 5 voci (pubblicato nella raccolta Il primo libro de le Muse a cinque voci composto da diversi eccellentissimi musici, 1555, n. 1); testo di Francesco Petrarca (Canzoniere CXXVI, 1-3). The Consort of Musicke, dir. Anthony Rooley.
1ª parte :
Chiare, fresche e dolci acque,
ove le belle membra
pose colei che sola a me par donna;
gentil ramo ove piacque
(con sospir’ mi rimembra)
a lei di fare al bel fiancho colonna;
herba et fior’ che la gonna
leggiadra ricoverse
co l’angelico seno;
aere sacro, sereno,
ove Amor co’ begli occhi il cor m’aperse:
date udïenza insieme
a le dolenti mie parole extreme.
2ª parte :
S’egli è pur mio destino
e ’l cielo in ciò s’adopra,
ch’Amor quest’occhi lagrimando chiuda,
qualche gratia il meschino
corpo fra voi ricopra,
et torni l’alma al proprio albergo ignuda.
La morte fia men cruda
se questa spene porto
a quel dubbioso passo:
ché lo spirito lasso
non poria mai in piú riposato porto
né in piú tranquilla fossa
fuggir la carne travagliata et l’ossa.
3ª parte :
Tempo verrà anchor forse
ch’a l’usato soggiorno
torni la fera bella et mansüeta,
et là ’v’ella mi scorse
nel benedetto giorno,
volga la vista disïosa et lieta,
cercandomi; et, o pietà!,
già terra in fra le pietre
vedendo, Amor l’inspiri
in guisa che sospiri
sí dolcemente che mercé m’impetre,
et faccia forza al cielo,
asciugandosi gli occhi col bel velo.
Claudin de Sermisy (c1490 - 13 ottobre 1562): Au joly boys, chanson a 4 voci (pubblicata in Trente et une chansons musicales a quatre parties, Pierre Attaingnant, Parigi, 1529, n. 7). Ensemble «Clément Janequin».
Au joly boys, en l’ombre d`ung soucy,
M’y fault aller pour passer ma tristesse,
Sir William Walton (1902 - 1983): Suite dalle musiche per il radiodramma Christopher Columbus di Louis MacNeice (1942); arrangiamento di Christopher Palmer. Linda Finnie, soprano; Arthur Davies, tenore; Westminster Singers e City of London Sinfonia, dir. Richard Hickox.
Walter Niemann (10 ottobre 1876 - 1953): Concerto da camera n. 1 per pianoforte e archi op. 153 (1941). Joseph Müller-Mayen, pianoforte; Rundfunkorchester des Südwestfunks, dir. Emmerich Smola.
Nicola Campogrande (9 ottobre 1969): Tre piccolissime musiche notturne per orchestra (2006). Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza, dir. Giampaolo Pretto.
Tōru Takemitsu (8 ottobre 1930 - 1996): リヴァラン – Riverrun per pianoforte e orchestra (1984). Noriko Ogawa, pianoforte; BBC Philharmonic Orchestra, dir. Juanjo Mena.
Il titolo del post di oggi mi è stato ispirato da un interessante articolo di Tom Service dedicato a Takemitsu.
Giovanni Battista Fontana, detto Giovanni Battista del Violino (1589 - 7 ottobre 1630): Sonata in re maggiore (pubblicata in Sonate a 1, 2, 3, per il violino, o cornetto, fagotto, chitarone, violoncino o simile altro istromento, 1641, n. 2). David Brutti, cornetto; Nicola Lamon, organo.
Vincenzo Bellini (1801 - 1835): Torna, vezzosa Fillide, romanza per voce e orchestra (1827). Marcello Giordani, tenore; Orchestra del Teatro «Bellini» di Catania, dir. Steven Mercurio.
Torna, vezzosa Fillide,
al caro tuo pastore;
lungi da tue pupille
pace non trova il cor.
Al caro tuo soggiorno
io sempre volgo il piè
e grido notte e giorno:
“Fillide mia dov’è?”
Domando a quella sponda:
“Fillide mia che fa?”
e par che mi risponda:
“Piange lontan da te!”
Domando a quello rio:
“Fillide mia dov’è?”
con rauco mormorio
dice: “Piangendo sta!”
Il caro tuo sembiante,
fonte d’ogni piacere,
il miro ad ogni istante
impresso nel pensier.
Ma rimirando allora
ch’egli non è con me,
grido piangendo ognora:
“Fillide mia dov’è?”.
Son fatte le mie pene
un tempestoso mare;
non trovo, amato bene,
chi le potrà calmar?
Che fa la morte, oh Dio,
che non mi chiama a sé?
Gridar più non poss’io:
“Fillide mia dov’è?”.
Georges Onslow (1784 - 3 ottobre 1853): Sinfonia n. 1 in la maggiore op. 41 (c1830). Sinfonieorchester des Norddeutschen Rundfunks, dir. Johannes Goritzki.
Henry Purcell (1659 - 1695): «Thy hand, Belinda», recitativo, e «When I am laid in earth», aria di Didone, dal III atto dell’opera Dido and Aeneas (1688). Jessye Norman (1945 - 30 settembre 2019), soprano; English Chamber Orchestra, dir. Raymond Leppard.
Thy hand, Belinda, darkness shades me,
On thy bosom let me rest,
More I would, but Death invades me;
Death is now a welcome guest.
When I am laid in earth,
May my wrongs create
No trouble in thy breast;
Remember me, but ah! forget my fate.
The Matterhorn, white with fresh snow, rises above the pastures of Valtournenche. The name Matterhorn comes from the Swiss German words Matt, “meadow,” and Horn, “peak” . Photo taken by Guglielmo a few minutes ago.
Jacques-Martin Hotteterre detto le Romain (29 settembre 1674 - 1763): Suite in mi minore, n. 4 del Premier Livre de pièces pour la flûte traversière et autres instruments avec la basse op. 2 (1715). Eduard Belmar, flauto; Lucine Musaelian, viola da gamba; Ha-na Lee, clavicembalo.
Eric Whitacre (1970): Cloudburst per voce recitante, coro, pianoforte e percussione (1991-95) su testo di Octavio Paz (da El cántaro roto, adattato). Brigham Young University Singers, dir. Ron Staheli.
La lluvia,
ojos de agua de sombra,
ojos de agua de pozo,
ojos de agua de sueño.
Soles azules, verdes remolinos,
picos de luz que abren astros
como granadas.
Dime, tierra quemada, ¿no hay agua?
Hay sólo sangre, sólo hay polvo,
¿hay sólo pisadas
de pies desnudos sobre la espina?
La lluvia despierta.
Hay que dormir con los ojos abiertos,
hay que soñar con las manos,
soñemos sueños activos de río buscando su cauce,
sueños de sol soñando sus mundos,
hay que soñar en voz alta,
hay que cantar hasta que el canto eche
raíces, tronco, ramas, pájaros, astros,
hay que desenterrar la palabra perdida
recordar que dicen sangre, la marea,
la tierra y el cuerpo,
volver al punto de partida.
La lluvia.
Gerald Finzi (1901 - 27 settembre 1956): Prelude in fa minore op. 25 e Romance in mi bemolle maggiore op. 11 [5:07] per archi (1928). Royal Ballet Sinfonia, dir. David Lloyd-Jones.
Claude Le Jeune (c1530 - 26 settembre 1600): Brunelette, joliette, m’amourette, chanson a 5 voci (pubblicata postuma nella raccolta Le Printemps, 1603). Ensemble Doulce Mémoire, dir. Denis Raisin-Dadre.
Brunelette, joliette, m’amourette, mon tout,
Tu m’as émé pour un tans,
Et puis tu m’as quité la,
Je ne sait la raison.
Si tu veus je t’aimeray,
Sinon je te dezémeray:
Emér je puis de bon gré
Contre gré ne puis émér.
Brunelette, joliette, m’amourette, mon tout,
Tu as et grac’ et beauté,
Je t’aimeroy volontiers,
Si volois me t’aimer.
Si tu veus je t’aimeray…
Brunelette, joliette, m’amourette, mon tout,
Tu m’as volé de mon cueur,
Et ren-le moy je t’en prî’,
Ou m’aseure ton cueur.
Si tu veus je t’aimeray…
Brunelette, joliette, m’amourette, mon tout,
Si veus le tien me baillér,
Retien le mien il est tien,
Qui n’a cœur ne vit pas.
Si tu veus je t’aimeray…
Brunelette, joliette, m’amourette, mon tout,
Tu vois, tu m’ois, tu m’entens:
Je veus ton aiz’ et mon bien,
Et je hay le tourment.
Si tu veus je t’aimeray…
Brunelette, joliette, m’amourette, mon tout,
Ne pense plus m’abuzant
Me marteler le cerveau
D’amour enjalouzés.
John Bull (c1562 - 1628): In nomine a 3, dal Fitzwilliam Virginal Book (n. XXXVII). Christopher Hogwood, organo.
Henry Purcell (1659 - 1695): Abdelazer or The Moor’s Revenge, musiche di scena composte nel 1695 per una rappresentazione del dramma omonimo (1676) di Aphra Behn. Joy Roberts, soprano; The Academy of Ancient Music, dir. Christopher Hogwood.
Giovanni Maria Bononcini (23 settembre 1642 - 1678): Sonata a tre in sol minore (da Primi frutti del giardino musicale a due violini, Venezia 1666). Ensemble Musica Antiqua Latina.