Musique fait deul

Johannes Ockeghem (fra il 1410 e il 1430 - 1497): Mort tu as navré / Miserere, motet-chanson a 4 voci, composto in morte di Gilles Binchois (1460). Ensemble Graindelavoix, dir. Björn Schmelzer.

Cantus :

Mort, tu as navré de ton dart
le père de joieuseté
en desployant ton estendart
sur Binchois, patron de bonté.
Rétoricque, se Dieu me gard,
son serviteur a regretté.
Musique par piteux regard
fait deul et noir a porté.
En sa jeunesse fut soudart
de honorable mondanité.
Puis a esleu la meilleure part,
servant Dieu en humilité.

Son corps est plaint et lamenté
Qui gist sous lame.
Hélas plaise vous en pitié
Prier pour l’âme!
Pleurez, hommes de feaulté,
Faites reclame,
Vueillez vostre université
Prier pour l’âme!
Tant lui soit en crestienté
Son nom est fame
Qui détient grant voulanté.
Prier pour l’âme!

Tenor, Bassus I e II :

Miserere pie Jhesu Domine, dona ei requiem.
Quem in cruce redemisti precioso sanguine,
pie Jhesu Domine, dona ei requiem.


Lo stesso brano arrangiato per quintetto di strumenti ad ancia da Raaf Hekkema. Calefax Reed Quintet.

Ockeghem, Mort tu as navré / Miserere

Musica endoscopica

Teresa Rampazzi (31 ottobre 1914 - 2001): Atmen noch, musica elettronica (1980).
 

 

Nel 1972 Teresa Rampazzi aveva creato Musica endoscopica, colonna sonora del documentario Gastroscopia, realizzato dal prof. Domenico Oselladore dell’Università di Padova in collaborazione con l’Istituto De Angeli di Milano. Musica endoscopica mi ha incuriosito per un motivo particolare. Quando lavoravo in Utet, la Redazione delle opere di medicina iniziò a produrre, intorno al 1982, una serie di videocassette a complemento del trattato di tecnica chirurgica del prof A. E. Paletto, e mi fu chiesto di proporre alcuni esempi di musiche da utilizzarsi come sottofondo sonoro: gli specimina di musica elettronica furono immediatamente scartati. Secondo il curatore, quel genere di musica non è adatto a accompagnare le riprese di un intervento chirurgico, spettacolo di per sé alquanto greve che la colonna sonora dovrebbe sdrammatizzare almeno un po’. Aveva indubbiamente ragione, e in effetti alla fine si decise di affidare a un mio ex compagno di conservatorio il compito di realizzare, nel suo studio di registrazione, una serie di brani leggeri e disimpegnati, al limite del banale. Ma evidentemente non tutti la pensano allo stesso modo.

La donna del tenente francese

Carl Davis (28 ottobre 1936 - 2023): The French Lieutenant’s Woman, suite tratta dalla colonna sonora del film (regia di Karel Reisz, 1981) ispirato dal romanzo omonimo di John Fowles. Royal Liverpool Philharmonic Orchestra diretta dall’autore.

À la clochette

Niccolò Paganini (27 ottobre 1782 - 1840): Concerto per violino e orchestra n. 2 in si minore op. 7, La campanella (1826). Salvatore Accardo, violino; London Philharmonic Orchestra, dir. Charles Dutoit.

  1. Allegro maestoso (cadenza [12:05] di S. Accardo)
  2. Adagio
  3. Rondo à la clochette

Morire per amore è una pazzia

Benedetto Ferrari (1597 - 22 ottobre 1681): Amanti, io vi so dire, aria per voce e basso con­tinuo (pubblicata in Musiche e poesie varie à voce solo, Libro Terzo, 1641). Peggy Bélanger, soprano; Michel Angers, chitarrone.

Amanti, io vi so dire
ch’è meglio assai fuggire
bella Donna vezzosa
ò sia cruda ò pietosa
ad ogni modo e via
il morir per amor è una pazzia.

Non accade pensare
di gioir in amare,
amoroso contento
dedicato è al momento
e bella Donna al fine
rose non dona mai senza le spine.

La speme del gioire
fondata è su ’l martire,
bellezza e cortesia
non stanno in compagnia,
sò ben dir con mio danno
che la morte ed amor insieme vanno.

Vi vuol pianti a diluvi
per spegner i vesuvi
d’un cor innamorato,
d’un spirito infiammato;
pria che si giunga in porto,
quante volte si dice:
ohimè son morto.

Credete à costui che per prova può dir
io vidi io fui. Se creder no ’l volete
lasciate star che poco importa à me.
Seguitate ad amar ad ogni modo,
chi dè rompersi il collo.
Non accade che schivi.
Od erta ò fondo
che per proverbio senti sempre dire
dal destino non si può fuggire.

Donna, so chi tu sei,
amor so i fatti miei.
Non tresco più con voi,
alla larga ambi doi.
S’ognun fosse com’io
saria un balordo Amor e non un Dio.

The Machine Age

William Albright (20 ottobre 1944 - 1998): The Machine Age, « A Set of Short Piano Pieces for Our Time » (1988). Ricardo Descalzo.

  1. The Ever-Blinking Eye [0:32]
  2. Player-Piano on Broadway [2:30]
  3. The Computer’s Revenge (Scherzo) [3:38]
  4. Blues for Cristofori (Lullaby pian’e forte) [5:48]
  5. Robot Drummers (From Hell) [8:40]
  6. Prayer [10:26]

The Machine Age, 1

Ives 150 – III

Charles Ives (20 ottobre 1874 - 1954): The Celestial Railroad, « phantasy » per pianoforte (1925), ispirato dall’omonimo racconto di Nathaniel Hawthorne. Donald Berman.

Lasciato inedito dall’autore, questo brano presenta particolari motivi di interesse in quanto strettamente collegato a altre composizioni ivesiane, segnatamente la Sonata per pianoforte n. 2 e il II movimento della Quarta Sinfonia.

Ives

Ives 150 – II

Charles Ives (20 ottobre 1874 - 1954): Three Places in New England (Orchestral Set No. 1; 1903-14, rev. 1929). Ensemble Intercontemporain, dir. Matthias Pintscher.

  1. The «St Gaudens» in Boston Common (Col. Shaw and his Colored Regiment)
  2. Putnam’s Camp, Redding, Connecticut [9:45]
  3. The Housatonic at Stockbridge [16:06]



Ives 150 – I

Charles Ives (20 ottobre 1874 - 1954): Seconda Sinfonia (1902, rev. 1910). Concertgebouworkest, dir. Michael Tilson Thomas.

  1. Andante moderato. Attacca:
  2. Allegro [5:46]
  3. Adagio cantabile [17:00]
  4. Lento maestoso [25:20]. Attacca:
  5. Allegro molto vivace [28:06]

Adoro questo americanissimo pasticcio (nel senso nobile, gastronomico e musicale, del termine) e la spernacchiante dissonanza che vi pone termine

Charles Ives

La chioma di Berenice

Francisco Guerrero Marín (1951 - 19 ottobre 1997): Coma Berenices per orchestra (1996). Orquesta Sinfónica de Galicia, dir. José Ramón Encinar.


Marc-André Hamelin (1961): Studio per pianoforte n. 2, Coma Berenices (2008). Esegue l’autore.

Cruda Amarilli

Cruda Amarilli, che col nome ancora
d’amar, ahi lasso, amaramente insegni!
Amarilli, del candido ligustro
più candida e più bella,
ma de l’àspido sordo
e più sorda e più fèra e più fugace,
poi che col dir t’offendo
i’ mi morrò tacendo.
Ma grideran per me le piagge e i monti
E questa selva, a cui
Sì spesso il tuo bel nome
Di risonar insegno.
Per me piangendo i fonti
E mormorando i venti
Diranno i miei lamenti;
Parlerà nel mio volto
La pietade e ’l dolore;
E se fia muta ogn’altra cosa, al fine
Parlerà il mio morire ,
E ti dirà la morte il mio martire.

(Battista Guarini, Il pastor fido III/2)


Luca Marenzio (18 ottobre 1553 o 1554 - 1599): Cruda Amarilli, 2a parte Ma grideran per me le piagge e i monti, madrigale a 5 voci (dal VII Libro de’ Madrigali a 5 voci, 1595). La Compagnia del Madrigale.


Claudio Monteverdi (1567 - 1643): Cruda Amarilli, madrigale a 5 voci (dal Quinto Libro de Madrigali, 1605). Concerto Italiano, dir. Rinaldo Alessandrini.

Il luppolo

Fryderyk Chopin (1810 - 17 ottobre 1849): Preludio in la minore op. 28 n. 2 (1831). Evgenij Kisin, pianoforte.

Questo Preludio è stato a lungo considerato la più problematica composizione di Chopin: per le arditezze armoniche dell’accompagnamento, per la staticità della melodia (quattro volte ripetuta con varianti quasi inavvertibili), per la sconsolata mestizia dell’insieme. «Nel Preludio in la minore Chopin supera la sua epoca di intere decine d’anni», osserva Józef Chomiński; e Casella vi scorge appunto un’impressionante analogia con il preludio alla seconda parte del Sacre du printemps di Stravinskij.
Si è riconosciuta nella desolata melodia del secondo Preludio la citazione di un canto rituale di nozze polacco, intitolato Chmiel (Il luppolo), sul quale Chopin improvvisò più volte in pubblico.

NB: salvo diversa indicazione, i testi inseriti negli articoli dedicati a Chopin nel presente blog sono tratti dal volume Chopin: Signori il catalogo è questo di C. C. e Giorgio Dolza, Einaudi, Torino 2001.

Racconti d’Oriente

Adolphe Biarent (16 ottobre 1871 - 1916): Contes d’Orient, suite sinfonica (1909). Orchestre philharmonique de Liège, dir. Pierre Bar­tho­lomée.

  1. Introduction
  2. Le Rêve de l’Émir
  3. Romance mauresque
  4. Danse orientale
  5. Chant d’amour d’Ekhidna
  6. Cri de guerre du Mufti
  7. Rêverie et chant kabyle
  8. Enthousiasme
  9. Chanson de l’Ukraine
  10. Chant d’Hervor
  11. Effet de lune
  12. Finale

Arcadelt & Petrarca

Jacques Arcadelt (1507 - 14 ottobre 1568): Chiare, fresche e dolci acque, madrigale a 5 voci (pubblicato nella raccolta Il primo libro de le Muse a cinque voci composto da diversi eccellentissimi musici, 1555, n. 1); testo di Francesco Petrarca (Canzoniere CXXVI, 1-3). The Consort of Musicke, dir. Anthony Rooley.

1ª parte :

Chiare, fresche e dolci acque,
ove le belle membra
pose colei che sola a me par donna;
gentil ramo ove piacque
(con sospir’ mi rimembra)
a lei di fare al bel fiancho colonna;
herba et fior’ che la gonna
leggiadra ricoverse
co l’angelico seno;
aere sacro, sereno,
ove Amor co’ begli occhi il cor m’aperse:
date udïenza insieme
a le dolenti mie parole extreme.

2ª parte :

S’egli è pur mio destino
e ’l cielo in ciò s’adopra,
ch’Amor quest’occhi lagrimando chiuda,
qualche gratia il meschino
corpo fra voi ricopra,
et torni l’alma al proprio albergo ignuda.
La morte fia men cruda
se questa spene porto
a quel dubbioso passo:
ché lo spirito lasso
non poria mai in piú riposato porto
né in piú tranquilla fossa
fuggir la carne travagliata et l’ossa.

3ª parte :

Tempo verrà anchor forse
ch’a l’usato soggiorno
torni la fera bella et mansüeta,
et là ’v’ella mi scorse
nel benedetto giorno,
volga la vista disïosa et lieta,
cercandomi; et, o pietà!,
già terra in fra le pietre
vedendo, Amor l’inspiri
in guisa che sospiri
sí dolcemente che mercé m’impetre,
et faccia forza al cielo,
asciugandosi gli occhi col bel velo.

Poires d’angoisse

Claudin de Sermisy (c1490 - 13 ottobre 1562): Au joly boys, chanson a 4 voci (pubblicata in Trente et une chansons musicales a quatre parties, Pierre Attaingnant, Parigi, 1529, n. 7). Ensemble «Clément Janequin».

Au joly boys, en l’ombre d`ung soucy,
M’y fault aller pour passer ma tristesse,

Remply de dueil d’ung souvenir transy,
Menger m’y fault maintes poires d`angoisse,

En ung jardin remply de noires flours
De mes deux yeulx feray larmes et plours.

Fy de lyesse et hardiesse! Regret m’oppresse,
Puis que j’ay perdu mes amours.

Las! trop j`endure, Le temps m’y dure, Je vous asseure:
Soulas, vous n’avez plus de cours!

Columbus Suite

Sir William Walton (1902 - 1983): Suite dalle musiche per il radiodramma Christopher Columbus di Louis MacNeice (1942); arrangiamento di Christopher Palmer. Linda Finnie, soprano; Arthur Davies, tenore; Westminster Singers e City of London Sinfonia, dir. Richard Hickox.

  1. Fiesta
  2. Romanza [5:45]
  3. Gloria [8:12]

Concerto da camera – I

Walter Niemann (10 ottobre 1876 - 1953): Concerto da camera n. 1 per pianoforte e archi op. 153 (1941). Jo­seph Müller-Mayen, pianoforte; Rund­funk­or­ches­ter des Südwestfunks, dir. Emmerich Smola.

  1. Praeludium
  2. Variazioni sopra un’antica ninna-nanna olandese [3:10]
  3. Alla gagliarda [11:31]

La sua musica fa cose strane con il tempo

Tōru Takemitsu (8 ottobre 1930 - 1996): リヴァラン – Riverrun per pianoforte e orchestra (1984). Noriko Ogawa, pianoforte; BBC Philharmonic Orchestra, dir. Juanjo Mena.
Il titolo del post di oggi mi è stato ispirato da un interessante articolo di Tom Service dedicato a Takemitsu.

TT