Prokof’ev 1953-2023 – V

Sergej Sergeevič Prokof’ev (1891 - 5 marzo 1953): Visions fugitives per pianoforte op. 22 (1915-17). Heinrich Neuhaus.

Si tratta di una serie di brani scritti separatamente e dedicati a diversi amici del musicista. Il titolo è tratto da un componimento del poeta simbolista Konstantin Dmitrievič Bal’mont, comprendente questo distico:

В каждой мимолетности вижу я миры
Полные изменчивой радужной игры.
In ciascuna visione fuggitiva vedo mondi
colmi di giochi mutevoli, iridescenti.

  1. Lentamente
  2. Andante [1:00]
  3. Allegretto [2:06]
  4. Animato [3:00]
  5. Molto giocoso [3:48]
  6. Con eleganza [4:09]
  7. Pittoresco (Arpa) [4:35]
  8. Comodo [6:02]
  9. Allegro tranquillo [7:06]
  10. Ridicolosamente [8:13]
  11. Con vivacità [9:05]
  12. Assai moderato [10:02]
  13. Allegretto [10:58]
  14. Feroce [11:43]
  15. Inquieto [12:40]
  16. Dolente [13:24]
  17. Poetico [14:41]
  18. Con una dolce lentezza [15:20]
  19. Presto agitatissimo e molto accentuato [16:35]
  20. Lento irrealmente [17:14]

Prokof’ev 1953-2023 – IV

Sergej Sergeevič Prokof’ev (1891 - 5 marzo 1953): Ouverture su temi ebraici op. 34, versione originale (1919) per clarinetto, quartetto d’archi e pianoforte. Ermanno Veglianti, clarinetto; Pierluigi Pietroniro e Antonio Cordici, violini; Massimiliano Carlini, viola; Francesco Storino, violoncello; Leandro Piccioni, pianoforte.


Lo stesso brano nella versione per orchestra realizzata da Prokof’ev nel 1934 e poi pubblicata come op. 34bis. The Chamber Orchestra of Europe, dir. Claudio Abbado.

op. 34

Prokof’ev 1953-2023 – III

Sergej Sergeevič Prokof’ev (1891 - 5 marzo 1953): Marcia in si bemolle maggiore per banda militare op. 99 (1944). Banda del Ministero della Difesa dell’Urss, dir. Nikolaj Petrovič Sergeev.


Il medesimo brano nella trascrizione per orchestra sinfonica. Chamber Orchestra of Europe, dir. Claudio Abbado.

Adagio con estro poetico

Dora Pejačević (propriamente 1885 - 5 marzo 1923): Concerto per pianoforte e orchestra in sol minore op. 33 (1913). Oliver Triendl, pianoforte; Brandenburgisches Staats­orchester Frankfurt, dir. Howard Griffiths.

  1. Allegro moderato
  2. Adagio con estro poetico [12:00]
  3. Allegro con fuoco [20:45]

Allegro con spirito – VI

Moritz Moszkowski (1854 - 4 marzo 1925): Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in si minore op. 3, MoszWV 160 (1874). Ludmil Angelov, pianoforte; Orchestra filarmonica di Rzeszów, dir. Vladimir Kiradžiev.

  1. Con spirito – Allegro
  2. Adagio [10:31]
  3. Scherzo: Molto vivace [23:59]
  4. L’istesso tempo – Allegro con spirito [31:38]

Moritz Moszkowski

Omaggio a Paul Klee

Sándor Veress (1907 - 4 marzo 1992): Hommage à Paul Klee per 2 pianoforti e orchestra d’archi (1951). András Schiff e Dénes Várjon, pianoforti; Budapesti Fesztiválzenekar, dir. Heinz Holliger.

  1. Zeichen in Gelb: Allegro
  2. Feuerwind: Allegro molto
  3. Alter Klang: Andante con moto
  4. Unten und oben: Allegretto piacevole
  5. Steinsammlung: Allegretto
  6. Grün in Grün: Andante
  7. Kleiner Blauteufel: Vivo

Sándor Veress
Sándor Veress

Paul Klee
Paul Klee

Adagio con sentimento

Eugen d’Albert (1864 - 3 marzo 1932): Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in si minore op. 2 (1884). Joseph Banowetz, pianoforte; Orchestra sinfonica di Mosca, dir. Dmitrij Jablonskij.

  1. Mäßig
  2. Langsam mit Empfindung [15:41]
  3. Erstes Zeitmaß [26:00]

Il modo giusto

Johann Pachelbel (1653 - 3 marzo 1706): Canone e Giga [al minuto 2:57] in re maggiore per 3 violini e basso continuo (1694). Hespèrion XXI, dir. Jordi Savall.

Ecco la composizione più tartassata dell’intera storia musicale: eseguita il più delle volte con lentezza abnorme; orbata della seconda parte, la Giga, come se questa non fosse una sua componente fondamentale; per tacer di quelli che ne eseguono il solo an­tecedente, ossia la parte del I violino, sopra un canapè di accordi banali, come se igno­rassero il significato del termine “canone” – e probabilmente l’ignorano davvero (*).
Insomma, un gioiello del repertorio musicale barocco ridotto a insipida sciacquetta romantico-sentimentale. Fortuna che ci sono Jordi Savall e il suo ensemble a ricordarci come Pachelbel l’aveva concepito.

(*) In ambito musicale il canone è, nella sua forma più semplice, una composizione polifonica costituita da un’unica idea melodica che viene enunciata da due o più “voci” (per convenzione si usa questo termine anche se si tratta di parti strumentali) diverse, le quali non attaccano simultaneamente ma in successione:

Si tratta dunque di una forma di contrappunto “a imitazione” (imitazione è detta appunto la ripe­ti­zione di una frase melodica eseguita da una voce diversa da quella che l’ha enunciata per prima).
Quello di Pachelbel che si può ascoltare in questa pagina è un canone a 3 voci (i tre violini). Siccome v’è una quarta parte (il basso continuo) che non partecipa al gioco delle imitazioni, si parla in questo caso di “canone misto”.

Canon

Buon compleanno!

Oggi è il compleanno di Trilce Marsh: auguri!

Siete tutti invitati visto che non lo celebro mai. Potete lasciare le condoglianze a Donna Maria.
I miei rispetti a chi ha perso qualcuno, non possiamo fare niente.
Qualcuno suoni il piano, grazie.

Ecco qua:


Cyprien Katsaris (1951): Tre Variazioni su Happy Birthday: Best wishes from Mozart, Beethoven, Chopin.

Il troppo e il troppo poco

Antonio Buzzolla (2 marzo 1815 - 1871): El tropo e el tropo poco, romanza per voce e pianoforte (dalla raccolta Canzonette veneziane, 1852) su testo di Anton Maria Lamberti. Lorenzo Regazzo, basso-baritono; Dimitri Romano, pianoforte.

Ne la stagion dei bocoli,
  Sul tramontar del dì,
  Sentai soto una pergola
  Gerimo Nina, e mi;
Mai più l’aveva vista
  Quanto in quel zorno bela;
  Fisso mi gera in ela
  Disendoghe cussì:
«Quel che ti fa, mia cocola,
  Xe tropo per scherzar,
  Ma tropo poco, nonola,
  Quando ti vogi amar.
Quele ochiadine tenere
  Che co le mie se vien,
  Fa che ’l mio cuor s’imagini
  De bisegarte in sen,
Ma de sto dolce ad onta
  Parlar, che ’l cuor me toca
  Oh dio! che la to boca
  Co quele no convien.