Juventus

Victor de Sabata (1892 - 11 dicembre 1967): Juventus, poema sinfonico (1919). Orchestra sinfonica della Rai di Torino diretta dall’autore (registrazione del 1933).

« Nel poema sinfonico Juventus il compositore vuole descrivere lo slancio e i desideri impetuosi della giovinezza: i suoi incessanti sogni di conquista, la sua marcia baldanzosa verso la luce della gioia e del dominio, e tutte le splendenti chimere che abitano il cuore di ogni uomo… Ma alla febbrile esaltazione succede la depressione, noiosa, e indifferente. Al primo impatto con le deprimenti realtà della vita di tutti i giorni, il sogno trionfante vacilla, esita e svanisce. Una tristezza mortale scende sull’anima che piange, priva di ogni speranza. I canti dell’Ideale sono ormai trasformati in beffarda risata e in funebri rintocchi. Il silenzio avvolge tutto, in un annullamento che sembra dover durare per sempre. Ma ecco, improvvisamente, il risorgere della giovinezza riportata in vita dall’ardore del suo stesso sangue, ancora pieno della sua intatta forza. Crede, spera ancora, risorto e reso più forte da tutte le avversità e le amarezze. Inebriato, vola ancora una volta alla conquista della vita » (V. de Sabata).

Lascia ch’io citi

Fortunato Chelleri (1690 - 11 dicembre 1757): Sinfonia in si bemolle maggiore (1742). Silvia Colli e Gian Andrea Guerra, violini; Valentina Soncini, viola; Gioele Gusberti, vio­loncello; Vanni Moretto, contrabbasso; Giovanni Paganelli, clavicembalo e concer­tazione.

  1. Allegro
  2. Affettuoso
  3. Allegro

Nel II movimento v’è la citazione di un famoso tema di Händel.

clavicembalo & violino

César Franck 1822-2022 – V

César Franck (10 dicembre 1822 - 1890): Quintetto in fa minore-maggiore per pianoforte e archi (1878-79). Rosanne Philippens e Lorenzo Gatto, violini; Dimitri Murrath, viola; Camille Thomas, violoncello; Julien Libeer, pianoforte.
Dedicato a Camille Saint-Saëns, che tuttavia non apprezzava molto questa composizione e ciononostante suonò il pianoforte nella prima esecuzione (Société Nationale de Musique, 17 gennaio 1880).

  1. Molto moderato, quasi lento – Allegro
  2. Lento, con molto sentimento [14:50]
  3. Allegro non troppo, ma con fuoco [25:16]

Franck, Quintette II

César Franck 1822-2022 – III

César Franck (10 dicembre 1822 - 1890): Sonata in la maggiore per violino e pianoforte (1886). David Ojstrach e Svjatoslav Richter in concerto, a Mosca, nel 1968.

  1. Allegretto ben moderato
  2. Allegro – Quasi lento – Tempo I [6:49]
  3. Recitativo-fantasia: Ben moderato – Largamente – Molto vivace [15:28]
  4. Allegretto poco mosso [23:10]

Da ascoltarsi assaporando una madeleine.

Sinfonietta giocosa

Bohuslav Martinů (8 dicembre 1890 - 1959): Sinfonietta giocosa per pianoforte e orchestra da camera (1940). Dennis Henning, pianoforte; Australian Chamber Orchestra, dir. sir Charles Mackerras.

  1. Poco allegro
  2. Allegretto poco moderato [8:17]
  3. Allegro [14:09]
  4. Andantino (moderato) – Allegro [21:35]

Oma maa

Jean Sibelius (8 dicembre 1865 - 1957): Oma maa (La mia terra), cantata per coro e orchestra op. 92 (1918); testo (1832) di Kallio (nome d’arte di Samuel Gustaf Bergh). Coro e Orchestra nazionale dell’Estonia, dir. Paavo Järvi.

Vallan autuas se, jok’ ei nuorena sortunu maaltaan,
hyljetty onnensa kans’ urhoin haudoilta pois!
Ei sopis miehenä näin mun nuhdella taivahan töitä,
mutta mun syämeni taas tahtoopi huoata ees.
Kun minä muistan sen yön, jona rakkailta rannoilta luovuin,
nousevat silmiini nyt vieläkin viljavat veet.
Ei mun mielestän’ ei mee Pohjolan tunturit, joilla
lasna ma kuuntelin kuin sampo ja kantelo soi.

(Fortunato colui che in gioventù non fu cacciato dalla sua patria, abbandonato dalla fortuna, lontano dalle tombe dei suoi eroi!
Da uomo, non è giusto che io discuta l’opera del cielo, ma il mio cuore vuole sospirare ancora.
Quando ricordo la notte in cui lasciai i lidi che amavo, ancor oggi copiose lacrime inumidiscono i miei occhi.
Non posso dimenticare le colline del Nord, dove bambino udivo il suono del sampo e del kantele.)

Noël svizzero

Claude Balbastre (8 dicembre 1724 - 1799): Il est un petit l’ange – Noël Suisse, dalla Deuxième Suite de Noëls (1770). Marina Tchebourkina all’organo Clicquot/Cavaillé-Coll della Chiesa di san Rocco in Parigi.


Nicolas Séjan (1745 - 1819): Variations sur un Noël suisse (lo stesso variato da Balbastre). David Christensen, organo.

Perché questo noël è «svizzero»? La risposta è nel testo originale, scritto in modo da far pensare a qualcuno che parli francese con pesante accento tedesco:

Il est un petit l’ange
Qui jamais li mange
Dit à moi l’autr’ jour:
Camarade Alimand,
Prends ton juste-au-corps
Et ton l’habiliment,
Fiens foir sti pouponne.
Quoique tout p’tit, li est grand.
Li l’être dans l’étable,
Li l’être misérable,
Li n’avoir point d’ coffre,
Li n’avoir rien qu’ fiauffe,
Li l’être paufriment
Bien misérablement.

J’ai dit à Monsieu l’ange
– Montrés moi sti grange,
Pour y voir sti pouponne
Qui l’est si paufriment.
Pour moi, n’i falloit faire
Un grand trinquement.
Moi saffre bien faire
Un beau p’tit compliment:
Moi parlerai à le père,
Moi parlerai à le mère,
Moi saffre bien dire:
– Moi reste avec le sire.
Le majesté du roi
Moi le dis franchement.

– Bon jour roi di gloire.
C’est moi qui ti fiens foir.
Comment li portes fous
Depuis l’autre demain?
Pourquoi vous lefir vous
De si grante matin?
Li l’être dangireux
D’y prendre li sirin.
Ni pleures point, j’ t’en prie!
Mon demoisell’ Marie,
Baille-moi lis langes
Que je les fiauffe au p’tit l’ange.
Li l’être une bonne garçonne,
Car moi le saffre bien.

Il testo è trascritto in una raccolta di Châlons-sur-Marne sotto il titolo Le Noël des reîtres : il termine reîtres, come il suo corrispondente italiano raitri, deriva dal tedesco Reiter, che si può genericamente tradurre come «cavaliere» ma nella fattispecie si riferisce agli schwarze Reiter («cavalieri neri», così chiamati per il colore della loro caratteristica corazza pettorale), ossia quei soldati di cavalleria leggera svizzeri e tedeschi (soprattutto sassoni) che furono inquadrati negli eserciti europei nel corso del XVI secolo.

Balbastre, Noel Suisse

Vecchie letrose

Adrian Willaert (1490 - 7 dicembre 1562): Vecchie letrose, frottola (villanella) a 4 voci (pubblicata in Canzone villanesche alla napolitana, 1545, n. 5). La Capella Reial de Catalunya e Hespèrion XXI, dir. Jordi Savall.

Vecchie letrose, non valete niente
Se non a far l’aguaito per la chiazza.
Tira, tira, tir’alla mazza,
Vecchie letrose, scannaros’e pazze!

Secondo il GDLI (Grande Dizionario della Lingua Italiana, Utet, noto anche come il Battaglia, dal nome del suo fondatore), letroso è termine regionale antico per “ostinato”, “cocciuto” o “scontroso”. Il testo si riferisce abbastanza chiaramente a vecchie megere che non hanno niente da fare se non spettegolare ai danni di chi passa per la loro strada, dunque un’accettabile interpretazione del testo potrebbe essere: « vecchie scontrose (o cocciute), non sapete far altro che spiare chi passa per la piazza. Prendetele a bastonate, ’ste vecchie scontrose, scandalose e pazze »

Ratibor!

Ernst Toch (7 dicembre 1887 - 1964): Fuge aus der Geographie per coro parlato a 4 voci (1930). Junger Chor Aachen, dir. Fritz Wey.
Qui si trova uno studio interessante (in inglese) su questa composizione.

Ratibor!
Und der Fluss Mississippi
und die Stadt Honolulu
und der See Titicaca;
Der Popocatepetl liegt nicht in Kanada,
sondern in Mexico, Mexico, Mexico.
Kanada, Malaga, Rimini, Brindisi,
Ja! Athen, Athen, Athen, Athen,
Nagasaki, Yokohama.

The Eternal City

Pietro Mascagni (7 dicembre 1863 - 1945): Suite sinfonica (1902) dalle mu­si­che di scena per il dramma La città eterna (The Eternal City, poi trasformato in romanzo) di sir Hall Caine. Filarmonica ’900 (del Teatro Reģio di Torino), dir. Gianandrea Noseda.

  1. Preludio, Marcia delle trombe d’argento: Allegro brillante – Un poco maestoso – Andante molto sostenuto

  2. Intermezzo fra il I e il II atto: Andante molto sostenuto – Meno sostenuto

  3. Interludio fra il II e il III atto: Sostenuto – Andantino molto sostenuto – Sostenuto

  4. Interludio fra il III e il IV atto: Allegretto vivace e spigliato – Con anima – Calmo – Con anima

  5. Interludio fra il IV e il V atto: Andante maestoso e sostenuto – Largo appassionato – A tempo con moto

In un tono che invita al dormire


Due diversissime interpretazioni della canzonetta a 4 voci Fa’ una canzone di Orazio Vecchi (6 dicembre 1550 - 1605). Ensemble Arduo d’Amore e duo Munia Cabal – Rómulo Vega-González.

Fa’ una canzone senza note nere,
Se mai bramasti la mia grazia havere,
 Falla d’un tuono ch’invita al dormire,
 Dolcemente, dolcemente facendola finire.

Per entro non vi spargere durezze
Ché le mie orecchie non vi sono avezze.

Né vi far cifra o segno contra segno:
Sopra ogni cosa quest’è ‘l mio disegno.

Con questo stile il fortunato Orfeo
Proserpina la giù placar poteo.

Questo è lo stile che quetar già feo
Con dolcezza a Saul lo spirto reo.

Il trovatore capriccioso

John Fernström (6 dicembre 1897 - 1961): Den kapriciöse trubaduren, serenata in 4 parti per piccola orchestra op. 21 (1931). Sveriges Radios Symfoniorkester, dir. Stefan Solyom.

  1. Preludium
  2. Cantabile: Framför linden som blommar i aftonstjärnans sken (Davanti al tiglio in fiore nella luce della stella della sera)
  3. Giocoso: Serenad vid balkongen (Serenata sul balcone)
  4. Final: Sinnets oro (Pensieri della mente)

JF

Musica a Theresienstadt

Gideon Klein (6 dicembre 1919 - 1945): Partita per archi (1944); era ori­gi­na­ria­mente un Trio per violino, viola e violoncello: l’arrangiamento è di Vojtěch Saudek (1951 - 2003). Orchestra di Padova e del Veneto, dir. Nada Matošević Orešković.

  1. Allegro spiccato
  2. Lento [4:49]
  3. Molto vivace [12:47]

Klein fu internato a Theresienstadt nel dicembre del 1941; a fine 1944 venne trasferito a Auschwitz e poi a Fürstengrube, dove morì all’inizio dell’anno successivo.

Concerto per arpa – VI

Virgilio Mortari (6 dicembre 1902 - 1993): Concerto per arpa e orchestra (1970). Giuliana Bressan, arpa; Orchestra da camera di Benevento e del Sannio, dir. Paolo Ponziano Ciardi.

  1. Andante – Più mosso – Allegro ma non troppo
  2. Notturno: Andante [9:10]
  3. Mosso [13:02]

K 560

O du eselhafter Martin!
o du Martinischer Esel!
du bist so faul als wie ein Gaul,
der weder Kopf noch Haxen hat.
Mit dir ist gar nichts anzufangen;
ich seh dich noch am Galgen hangen.
Du dummer Paul, halt du nurs Maul,
Ich scheiß dir aufs Maul,
so hoff’ ich wirst doch erwachen.
O lieber Lipperl, ich bitte dich recht schön,
o leck mich doch geschwind im Arsch!
O, lieber Freund, verzeihe mir,
den Arsch petschier ich dir.
Lipperl! Lipperl! verzeihe mir!

Oh, asinoso Martin!
Oh, Martinoso asino!
Sei pigro come un cavallo
senza muso né garretti.
Con te non c’è rimedio;
ti vedo già penzolar dalla forca.
Stupido Paul, chiudi quella bocca.
Ti caco in bocca,
così magari ti sveglierai.
Oh caro Lipperl, te lo chiedo gentilmente,
baciami il culo, svelto!
Oh caro amico, perdonami,
però ti sigillo il culo.
Lipperl! Lipperl! Perdonami!

Wolfgang Amadeus Mozart
* 27 gennaio 1756 – † 5 dicembre 1791