Musica municipale

William Brade (1560 - 26 febbraio 1630): brani diversi estratti dalla raccolta Newe ausserlesene Paduanen, Galliarden, Cantzonen, Allemannen und Coranten auff allen musicalischen Instrumenten lieblich zu gebrauchen (Amburgo 1609). Hespèrion XX, dir. Jordi Savall.

L’inglese William Brade visse a lungo nella città anseatica di Amburgo, dove fu direttore della musica municipale (Ratsmusik).

Valse lente – I

Ernő Dohnányi (1877 - 1960): Walzer per pianoforte (1925) da Coppélia (1870) di Léo Delibes (21 febbraio 1836 - 1891). Superlativa interpretazione del grande pianista magiaro Géza Anda (1921 - 1976), registrata nel 1954.
Nella composizione di Dohnányi sono in realtà rielaborate due diverse valses tratte dal balletto di Delibes: la prima, celeberrima, si trova nel I atto ed è nota come «Valse de Swanilda» (titolo che non compare sulla partitura):

Nella sezione centrale Dohnányi utilizza il tema della «Valse de la poupée», dal II atto:

Léo Delibes


Ernő Dohnányi

Sei danze da Terpsichore

Michael Praetorius (ovvero Schultheiß; 1571 - 15 febbraio 1621): sei danze da Terpsichore, Musarum Aoniarum (1612). Collegium Terpsichore, dir. Fritz Neumeyer.

  1. Entrée – Courante
  2. Gavotte [4:17]
  3. Spagnoletta [6:45]
  4. La Bouré [8:14]
  5. Ballet [10:12]
  6. Volte [12:02]

Un bacio oppure mille

Thoinot Arbeau (pseudonimo di Jehan Tabourot, 1519 - 1595): Belle, qui tiens ma vie, chanson ovvero pavana. La Capella Reial de Catalunya e Hespèrion XXI, dir. Jordi Savall.

Belle, qui tiens ma vie
captive dans tes yeulx,
qui m’as l’âme ravie
d’un soubzris gracieux,
viens tost me secourir
ou me fauldra mourir.

Pourquoy fuis-tu mignarde
si je suis près de toy,
quand tes yeulx je regarde
je me perds dedans moy
car tes perfections
changent mes actions.

Approche donc, ma belle,
approche toy mon bien,
ne me sois plus rebelle
puis que mon coeur est tien,
pour mon mal appaiser,
donne-moy un baiser.



Clément Janequin (c1485 - 1558): Petite nymphe folastre, chanson a 4 voci (pubblicata negli Amours de Pierre de Ronsard, 1552). The Montreal Bach Choir Society, dir. George Little (sopra) e Promusica.

Petite nymphe folastre,
nymphette que j’idolatre,
ma mignonne dont les yeulx
logent mon pis et mon mieux;
ma doucette, ma sucrée,
ma grâce, ma cytherée,
tu me doibs pour m’appaiser
mille fois le jour baiser.

Era il 1970 o giù di lì, avevo 14 anni (o giù di lì) e mi capitò quasi per caso di ascoltare due chansons di Janequin (le Chant des oyseaulx e, appunto, Petite nymphe folastre) interpretate dal coro di Montreal: fu un colpo di fulmine.
Buona festa di san Valentino 🙂

Csárdás galeotta

Béla Kéler (alias Adalbert Paul von Kéler; 13 febbraio 1820 - 1882): Bártfai Emlék («Ricordo di Bártfa», ossia Bardejov, la città natale di Kéler), csárdás op. 31. NOVA filharmonija, dir. Simon Perčič.
Quando Brahms compose la quinta delle sue Danze ungheresi era convinto che questa csárdás di Kéler fosse un brano tradizionale.

Béla Kéler

Le ninfe di Diana

André Grétry (8 febbraio 1741 - 1813): «Ballet des Nymphes de Diane», dal I atto di Céphale et Procris, ou l’Amour conjugal, ballet héroïque su libretto di Jean-François Marmontel (1773). Les Agrémens. dir. Guy van Waas.

  1. Menuet
  2. Contredanse
  3. Pantomime
  4. Chœur: Fière indifférence (Reprise du Menuet)
  5. Tambourin

Grétry

Canzona, Passamezzo & Capriccio

Johann Vierdanck (battezzato il 5 febbraio 1605 - 1646): Canzona, Passamezzo [4:33] & Capriccio [11:56]. Parnassi musici: Margaret MacDuffie, Matthias Fischer e Wolfgang Greser, violini; Stephan Schrader, violoncello; Sergio Azzolini, fagotto; France Beaudry-Wichmann, contrabbasso; Hubert Hoffmann, arciliuto; Martin Lutz, organo e clavicembalo.

Sacre a quattro mani

Igor’ Fëdorovič Stravinskij (1882 - 1971): Le Sacre du printemps trascritto dall’autore per pianoforte a 4 mani (1914). Vladimir Aškenazij e Andrej Gavrilov.

1er tableau: L’adoration de la Terre

– Introduction
– Augures printaniers — Danses des adolescentes [3:58]
– Jeu du rapt [7:19]
– Rondes printanières [8:30]
– Jeu des cités rivales [12:22]
– Cortège du Sage [14:02]
– L’Adoration de la Terre (Le Sage) — Danse de la terre [14:40]

2ème tableau: Le sacrifice

– Introduction [16:15]
– Cercles mystérieux des adolescentes [20:44]
– Glorification de l’élue [24:14]
– Évocation des ancêtres [25:38]
– Action rituelle des ancêtres [26:17]
– Danse sacrale [29:44]

Balletto egiziano

Alexandre Luigini (1850 - 1906): Ballet égyptien op. 12 (1875). London Symphony Orchestra, dir. Richard Bonynge.

Rappresentato per la prima volta al Grand Théâtre di Lione il 13 gennaio 1875, il balletto di Luigini acquisì una certa notorietà undici anni più tardi, nel 1886, quando fu eseguito nel corso di una rappresentazione lionese dell’Aida, come introduzione al II atto.

Balletti collettivi – II

Les Six: Les mariés de la tour Eiffel, balletto poetico-burlesco in 1 atto (1921) su libretto di Jean Cocteau. Philharmonia Orchestra, dir. Geoffrey Simon.

  1. Overture: le 14 juillet (Georges Auric, 1899 - 1983)
  2. Marche nuptiale (Darius Milhaud, 1892 - 1974) [2:27]
  3. Discours du Général, polka (Francis Poulenc, 7 gennaio 1899 - 1963) [4:25]
  4. La Baigneuse de Trouville, carte postale en couleurs (Poulenc) [5:11]
  5. La Fugue du Massacre (Milhaud) [7:14]
  6. La Valse des Dépêches (Germaine Tailleferre, 1892 - 1983) [9:01]
  7. Marche funèbre (Arthur Honegger, 1892 - 1955) [11:34]
  8. Quadrille (Tailleferre) [15:21]
  9. Ritournelles (Auric) [18:25]
  10. Sortie de la Noce (Milhaud) [20:26]

Ai nomi dei Six bisognerebbe aggiungere quello di Charles Gounod (1818 - 1893), in quanto la «Marche funèbre» di Honegger utilizza, oltre alla «Marche nuptiale» di Milhaud, un tema della celebre «Valse» del I atto del Faust (1859), che potete ascoltare qui nell’interpretazione dei Wiener Philharmoniker diretti da Rudolf Kempe:


balletto

Isadora

Richard Rodney Bennett (1936 - 24 dicembre 2012): Isadora, suite dal balletto (1981). BBC Concert Orchestra, dir. Barry Wordsworth.
Isadora è un balletto in 2 atti creato per la compagnia del Royal Ballet da Kenneth MacMillan; il soggetto prende spunto dalla vita e dall’arte della celebre danzatrice statunitense Isadora Duncan (1877 o 1878 - 1927).

Capriol Suite

Peter Warlock (pseudonimo di Philip Heseltine; 1894 - 17 dicembre 1930): Capriol Suite (1926), versione per orchestra d’archi. Det Norske Kammerorkester, I violino Henning Kraggerud.
La suite prende spunto da alcune musiche di danza pubblicate nell’Orchésographie (1588) di Thoinot Arbeau (pseudonimo di Jehan Tabourot, 1519 - 1595); seguendo una diffusa consuetudine, il trattato di Arbeau è scritto in forma di dialogo tra l’autore e un immaginario allievo, alquanto ottuso, di nome Capriol.

  1. Basse-Danse: Allegro moderato
  2. Pavane: Allegretto, ma un poco lento [1:24]
  3. Tordion: Con moto [3:27]
  4. Bransles: Presto [4:33]
  5. Pieds-en-l’air: Andante tranquillo [6:40]
  6. Mattachins (Sword Dance): Allegro con brio [9:31]

Canarios: Sanz & Rodrigo

Gaspar Sanz (alias Francisco Bartolomé Sanz Celma, 1640 - 1710): Canarios (da Instrucción de música sobre la guitarra española, vol. I, Saragozza 1674). Diogo Rodrigues, chitarra barocca.


Joaquín Rodrigo (22 novembre 1901 - 1999): Fantasia para un gentilhombre (1954): IV. Canario (rielaborazione del brano di Sanz). John Williams, chitarra; English Chamber Orchestra, dir. sir Charles Groves.

Sanz, Canarios

Canarios: Muffat & Purcell

Georg Muffat (1653 - 1704): Impatientia, suite in si bemolle maggiore per orchestra (da Florilegium secundum, 1698, Fasciculus I, n. 4). Orchestra da camera della Società filarmonica di Budapest, dir. Tamás Sulyok.

  1. Symphonie
  2. Balet
  3. Canaries
  4. Gigue
  5. Sarabande
  6. Bourrée
  7. Chaconne

Henry Purcell (1659 - 21 novembre 1695): «Canaries», dal V e ultimo atto della semi-opera tragicomica The Prophetess, or The History of Dioclesian (1695). Tafelmusik, dir. Jeanne Lamon.

Palotás

Ferenc Erkel (7 novembre 1810 - 1893): «Palotás» dall’opera Hunyadi László (1887). Óbudai Danubia Zenekar, dir. Domonkos Héja.
Palotás è il nome di una danza tradizionale dell’aristocrazia magiara, le cui origini risalgono al Quattrocento; il termine letteralmente significa «palazzo», ma all’epoca aveva una valenza dif­fe­ren­te dall’attuale, in quanto indicava una sala da cerimonie o da ballo all’interno di un castello o di una villa nobiliare. La danza era alquanto diversa dalle altre danze di corte in voga all’epoca, rispetto alle quali aveva andamento più rapido. Pressoché dimenticata nel tardo XVII secolo, quando l’Ungheria divenne parte dell’impero asburgico (1686) e la moda privilegiò le danze in uso nell’Europa occi­den­tale, fiorì nuovamente a partire dalla fine del Settecento e in particolare nell’Ottocento, con il formarsi dell’identità nazionale e la conseguente rivalutazione delle tradizioni folkloriche.

Erkel Ferenc

Macabre

 
Camille Saint-Saëns (1835-1921): Danse macabre op. 40, versione per violino e pianoforte. Rachel Barton, violino; Patrick Sinozich, pianoforte.
Fra i vari adattamenti e trascrizioni di questo famoso poema sinfonico, scelgo quello che mi sembra il più interessante in quanto opera dello stesso Saint-Saëns. 

Minuetti

Charles Dieupart (1676 - 1751): Menuet, n. 6 della Suite in fa minore per flauto o violino e basso continuo (1701). Il Giardino Armonico, dir. Giovanni Antonini. Coreografia: Musica et Saltatoria.


Franz Schubert (1797 - 1828): Minuetto in do diesis minore D 600 (1814), eseguito insieme con il Trio in mi maggiore D 610. Jörg Demus, pianoforte.


Scene tratte dal film di Roman Polański Per favore, non mordermi sul collo! (The Fearless Vampire Killers, 1967). La musica è di Krzysztof Komeda (pseudonimo di Krzysztof Trzciński, 1931 - 1969), il quale compose le colonne sonore di altri due film di Polański, Il coltello nell’acqua (1962) e Rosemary’s Baby (1968). Coreografia di Tutte Lemkow (1918 - 1991).

Gopak

 

 
Aram Il’ič Chačaturjan (1903 - 1978): «Gopak», dal balletto Gajane (1942). Wiener Philharmoniker diretti dall’autore.


 
Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840 - 1893): Gopak, dall’opera Mazeppa (atto I, scena 1a), rappresentata per la prima volta nel 1884. London Symphony Orchestra, dir. Geoffrey Simon.



 
Modest Musorgskij (1839 - 1881): Gopak, dall’opera comica La fiera di Soročynci (atto III, scena 2ª); Musorgskij ne scrisse il libretto (basato sull’omonimo racconto di Gogol’) e lavorò alla partitura fra il 1874 e il 1880, lasciandola però incompiuta. Eseguito da Katja Emec al violino, con orchestra non identificata (sopra), e dall’Orchestra sinfonica accademica di Stato dell’URSS diretta da Evgenij Svetlanov.

Nella tavola dei Peanuts (del 19 ottobre 1952) che apre questa pagina Charles Schulz ha inserito alcune battute tratte da una riduzione per pianoforte del Gopak di Musorgskij.

Galop Excelsior

 
Romualdo Marenco (1841 - 9 ottobre 1907): il celebre «Galop» del Ballo Excelsior (1881). Allestimento del 2002 alla Teatro alla Scala di Milano, con Marta Romagna (Luce) e Isabel Seabra (Civiltà), coreografia di Ugo Dell’Ara; Corpo di ballo e Orchestra del Teatro alla Scala, dir. David Coleman.
 

Il mare – I

Nikos Skalkottas (1904  - 19 settembre 1949): Η Θάλασσα (Il mare), balletto (1948-49). Orchestra dei Colori (Ορχήστρα των Χρωμάτων), dir. Miltos Logiadis.

  1. Introduzione
  2. Il figlio del mare [5:05]
  3. Danza delle onde [8:29]
  4. La rete [12:37]
  5. Pesciolini [16:08]
  6. Delfini [18:34]
  7. Notturno [23:19]
  8. Preparazione della sirena [28:10]
  9. Danza della sirena [30:39]
  10. La storia di Alessandro Magno [33:41]
  11. Finale: Inno al mare [38:34]