Adrien-François Servais (1807 - 26 novembre 1866): La Romanesca, «fameux air de danse de la fin du XVIème siècle» per violoncello e pianoforte. Yutaka Hayashi, violoncello; Yusuke Satake, pianoforte.

Adrien-François Servais (1807 - 26 novembre 1866): La Romanesca, «fameux air de danse de la fin du XVIème siècle» per violoncello e pianoforte. Yutaka Hayashi, violoncello; Yusuke Satake, pianoforte.

Earl Wild (26 novembre 1915 - 2010): Reminiscences of Snow White per pianoforte (1995). Tomomi Sato.
Si tratta di una fantasia sulle musiche composte da Frank Churchill (1901 - 1942) per il film d’animazione Biancaneve e i sette nani (Snow White and the Seven Dwarfs, 1937) di Walt Disney.
Earl Wild
Aleksandr Gol’denvejzer (1875 - 26 novembre 1961): Sonata-fantasia (Скорбная песнь, Canto funebre) per pianoforte op. 37 (1957-59). Jonathan Powell.
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Il dipinto nel video è Composizione VII (1913) di Vasilij Kandinskij.
Viktor Stepanovič Kosenko (23 novembre 1896 - 1938): Notturno-Fantasia in do diesis minore per pianoforte op. 4 (1919). Violina Petryčenko.

Michail Evseevič Bukinik (10 novembre 1872 - 1947): Fantasia in sol minore-maggiore per violoncello e contrabbasso op. 11 (c1911). Odile Bourin, violoncello; Bernard Cazauran, contrabbasso.

Bruno Bettinelli (1913 - 8 novembre 2004): Fantasia e fuga su temi gregoriani per archi (1947). Orchestra d’archi di Milano, dir. Primo Casale.

Peter Warlock (pseudonimo di Philip Heseltine; 30 ottobre 1894 - 1930): An Old Song per piccola orchestra (1917). Royal Northern Sinfonia, dir. Richard Hickox.

Camillo Sivori (25 ottobre 1815 - 1894): Folies espagnoles per violino e pianoforte op. 29. Fulvio Luciani, violino; Massimiliano Motterle, pianoforte.

Adolfo Fumagalli (19 ottobre 1828 - 1856): Grande Fantasia da concerto sui Puritani di Bellini op. 28. Orazio Sciortino, pianoforte.

Fryderyk Chopin (1810 - 17 ottobre 1849): Fantasia in fa minore op. 49 (1841). Arturo Benedetti Michelangeli, pianoforte.
La Fantasia – da considerarsi fra i grandi capolavori della piena maturità di Chopin e una delle sue opere più vigorose e appassionate – si apre con un misterioso Tempo di marcia che ha un po’ il carattere «narrativo» dei temi iniziali delle Ballate: ma, a differenza di quelli, non è mai più riproposto nel resto dell’opera, e deve perciò essere considerato come una lunga introduzione. Al termine della marcia, un breve momento di distensione: terzine arpeggiate, modulanti e via via più rapide conducono all’enunciazione dell’inquieto tema principale; la melodia, sincopata, si evolve dapprima sopra un basso soffocato, ancora in terzine, poi in una splendida progressione che sfocia nel luminoso secondo tema. Al terzo tema, cromatico, segue un nuovo motivo di marcia, assai diverso da quello dell’introduzione: qui l’espressione è trionfale, quasi eroica. Si ripresentano poi, in una sorta di sezione di sviluppo, il primo e il secondo tema; una variante dell’episodio in terzine arpeggiate prelude al Lento sostenuto in si maggiore e in ritmo ternario: un breve, meraviglioso corale che costituisce il vero culmine espressivo della Fantasia. Segue la ripresa, che ripropone nello stesso ordine il materiale tematico della prima sezione.
Molti commentatori si sono chiesti se l’op. 49 debba essere considerata la quinta Ballata di Chopin. «Si tratta però di un falso problema, non solo perché le Ballate sono in 6/4 o in 6/8 e la Fantasia in 4/4, ma per gli elementi strutturali interni, a cominciare dal primo tema, quello “narrativo”, che [nella Fantasia] una volta presentato non compare più» (G. Belotti). Oggetto di discussione è d’altra parte lo stesso titolo della composizione: all’epoca di Chopin, per fantasia si intendeva comunemente una libera elaborazione di motivi celebri, per lo più desunti da opere teatrali di successo, priva di qualsiasi schema prestabilito. Ma il rigore formale dell’op. 49, osserva Belotti, rende assolutamente incomprensibile il suo titolo: dunque «possiamo solo supporre che Chopin non sapesse come chiamare quest’opera eccezionale e scegliesse il titolo attuale per eliminazione». Secondo altri, quel titolo è invece un esplicito e consapevole riferimento alla fantasia tedesca del secolo XVIII: cioè a un «genere» per strumento a tastiera che consentì ai maggiori musicisti dell’epoca (Buxtehude, Pachelbel, Hassler, Scheidt, Froberger, Bach e così via fino a Haydn e a Mozart) di sperimentare, elaborare e sintetizzare in modo personalissimo le più diverse esperienze stilistiche e formali.

NB: salvo diversa indicazione, i testi inseriti negli articoli dedicati a Chopin nel presente blog sono tratti dal volume Chopin: Signori il catalogo è questo di C. C. e Giorgio Dolza, Einaudi, Torino 2001.
Ralph Vaughan Williams (12 ottobre 1872 - 1958): Fantasia (quasi variazione) on the Old 104th Psalm Tune per pianoforte, coro e orchestra (1950). John Hunt, pianoforte; Cornell A Capella Chorus e The Rochester Chamber Orchestra, dir. Robert Hull.

Thomas Tallis (c1505 - 1585): Why fum’th in fight? (Salmo 2:1-2), composto per il salterio dell’arcivescovo di Canterbury, Matthew Parker (1567). Theatre of Voices, dir. Paul Hillier.
Why fum’th in fight the Gentiles spite, in fury raging stout?
Why tak’th in hand the people fond, vain things to bring about?
The Kings arise, the Lords devise, in counsels met thereto,
against the Lord with false accord, against His Christ they go.
Ralph Vaughan Williams (12 ottobre 1872 - 1958): Fantasia on a Theme by Thomas Tallis per doppia orchestra d’archi (1910).

Michael Torke (22 settembre 1961): Time per 22 musicisti (2021). Michael Torke Orchestra diretta dall’autore.
A span of time: as short as a nine-minute movement; or as long as a life.
The span of a day, a week, a month, or a year has imprinted in it recurrence and repetition. Recurrence in large scale mirrors recurrence in detail. Repetition can reset an unsettled heart, can calm the nerves, can even adjust brain chemistry. Rhythm itself divides up time and breathes life into time. Time slips away as we age, but music pins us down—it offers a kind of security against the ravages of time.
Time is the one thing money can’t buy. The rich and the poor have equal access to time—time is free but it’s priceless. You can’t own it but you can use it. You can’t save it but you can spend it.
Buddha says: « Life is swept along, next-to-nothing its span. For one swept to old age no shelters exist. Perceiving this danger in death, one should drop the world’s bait and look for peace » (Michael Torke).

Nadia Boulanger (16 settembre 1887 - 1979): Fantaisie variée per pianoforte e orchestra (1912). David Greilsammer, pianoforte; Orchestre philharmonique de Radio France, dir. Steven Sloane.

Sir Peter Maxwell Davies (8 settembre 1934 - 2016): Orkney Wedding, with Sunrise (1985). Scottish Chamber Orchestra, dir. Ben Gernon.
Il brano ha inizio a 1:25; la cornamusa entra a 12:33 🙂

Arthur De Greef (1862 - 29 agosto 1940): Fantaisie sur de vieilles chansons flamandes per pianoforte e orchestra (1893). Stefan Poelmans, pianoforte; Vlaams Radio Orkest, dir. Silveer van den Broeck.
Claude Debussy (22 agosto 1862 - 1918): Fantaisie per pianoforte e orchestra (1889-90). Jean-Efflam Bavouzet, pianoforte; BBC Symphony Orchestra, dir. Yan-Pascal Tortelier.
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John Bull (c1562 - 1628): Fantasia per strumento a tastiera (dal Fitzwilliam Virginal Book, n. [CVIII]). Pieter-Jan Belder, clavicembalo.

Francesco Canova, detto Francesco da Milano, Francesco del Liuto e il Divino (18 agosto 1497 - 1543): composizioni per liuto. Caius Hera.
Le composizioni di Francesco da Milano che ci sono pervenute sono state pubblicate in edizione critica dal musicologo statunitense Arthur J. Ness nel 1970; oggi, per distinguerle si usa far riferimento alla numerazione assegnata loro dal prof. Ness.

Angelo Panzini (1820 - 1886): La battaglia di Solferino, fantasia caratteristica per pianoforte (1859-60). Francesco Giammarco.

Cesare Galeotti (5 giugno 1872 - 1929): Légende per arpa op. 139 (1910). Eleonora Volpato.

Cesare Galeotti (5 giugno 1872 - 1929): Fantaisie per arpa op. 138 (1908). Carlotta Gambarelli.

Jean Françaix (23 maggio 1912 - 1997): Hommage à l’ami Papageno per pianoforte e 10 strumenti a fiato (1984). Con l’autore al pianoforte, il Bläser Ensemble Mainz diretto da Klaus Rainer Schöll.
Ennesima dichiarazione d’amore di Jean Françaix alla musica di Mozart.
Papageno secondo Emanuele Luzzati
Jean Françaix (23 maggio 1912 - 1997): Quasi improvvisando per ensemble di fiati (1978). Bläser Ensemble Mainz, dir. Klaus Rainer Schöll.
«Il direttore d’orchestra berlinese Heinz Zeebe mi aveva canticchiato Beliner Luft. Rientrato a Parigi, vorrei cantare il famoso refrain a mia moglie, ma non c’è verso di riportarlo alla mia mente! Ricordo solo che s’inizia con un semitono fluttuante. Nel corso della ricerca, approdo a una sinfonia di Beethoven, al Clavicembalo ben temperato di Bach (dopo una incursione in Per Elisa), all’Invitation à la valse di Weber, poi a una polacca di Chopin. Infine, in un trionfante crescendo, riesco a ritrovare la melodia di Paul Lincke, impreziosita da un ritmo di rumba cui si aggrappa in extremis il soggetto di una fuga bachiana, usato come controsoggetto. Ma questo interesserà solo agli iniziati…» (Jean Françaix)

Wolfgang Amadeus Mozart (1756 - 1791): «Deh, vieni alla finestra» da Don Giovanni, atto II. Cesare Siepi.
Deh, vieni alla finestra, o mio tesoro,
Deh, vieni a consolar il pianto mio.
Se neghi a me di dar qualche ristoro,
Davanti agli occhi tuoi morir vogl’io!
Tu ch’hai la bocca dolce più del miele,
Tu che il zucchero porti in mezzo al core!
Non esser, gioia mia, con me crudele!
Lasciati almen veder, mio bell’amore!
Georges Bizet (1838-1875): «Près des remparts de Séville» (seguidilla) da Carmen, atto I. Maria Callas, con Nicolai Gedda.
Près des remparts de Séville
Chez mon ami Lillas Pastia,
J’irai danser la séguedille
Et boire du Manzanilla!
J’irai chez mon ami Lillas Pastia!
Oui, mais toute seule on s’ennuie,
Et les vrais plaisir sont à deux;
Donc pour me tenir compagnie
J’emmènerai mon amoureux!
Mon amoureux… il est au diable…
Je l’ai mis à la porte hier!
Mon pauvre coeur, très consolable,
Mon coeur est libre comme l’air!
J’ai des galants à la douzaine,
Mais ils ne sont pas à mon gré;
Voici la fin de la semaine:
Qui veut m’aimer? je l’aimerai!
Qui veut mon âme?… elle est à prendre!
Vous arrivez au bon moment!
Je n’ai guère le temps d’attendre,
Car avec mon nouvel amant,
Près des remparts de Séville
Chez mon ami Lillas Pastia,
J’irai danser la séguedille
Et boire du Manzanilla.
Jean Françaix (23 maggio 1912-1997): Mozart new-look, petite fantaisie pour contrebasse et instruments à vent sur la sérénade de Don Giovanni (1983). Enrico Fagone, contrabbasso; Orchestra della Svizzera Italiana.
Il tema mozartiano è accompagnato da citazioni della seguidilla dalla Carmen di Bizet — «afin de saupoudrer d’un peu de démocratie l’aristocratie du Maître salzbourgeois», spiega Françaix.

Karl Weigl (1881 – 1949): Die Toteninsel, fantasia per pianoforte (1903) ispirata dall’omonimo dipinto (1880-86) di Arnold Böcklin. Joseph Banowetz.

Questa strip dei Peanuts di Charles M. Schulz, pubblicata per la prima volta il 12 marzo 1968, contiene una spassosa allusione — spassosa in quanto la citazione di Lucy è errata — a un’espressione idiomatica inglese, la quale ha fra l’altro ispirato una nota canzone di music hall, I’m Always Chasing Rainbows.

Pubblicato nel 1917 come opera di Joseph McCarthy (testo) e Harry Carroll (musica), questo brano presenta qualche motivo di interesse per noi musicofili (o musicomani) in quanto è la prima canzone di Tin Pan Alley che sia stata composta utilizzando una melodia presa in prestito dal repertorio “classico”: si tratta del tema della sezione centrale (Moderato cantabile) della Fantaisie-impromptu in do diesis minore op. posth. 66 di Fryderyk Chopin.
Ecco I’m Always Chasing Rainbows cantata da Judy Garland nel film Le fanciulle delle follie (Zigfield Girl, 1941, regia di Robert Z. Leonard):
Artur Rubinstein per Chopin:
Tornando ai Peanuts, bisogna dire che l’impresa di rendere in italiano lo svarione di Lucy è tutt’altro che facile. Qui il traduttore se l’è cavata molto bene, facendo ricorso a un modo di dire ispirato dal capolavoro di Cervantes:
