Danserye – III

Ancora un arrangiamento per complesso di strumenti moderni di alcune danze tratte dal Terzo libriccino di musica… (Het derde musyck boexken…) pubblicato da Tielman Susato nel 1551; questa volta si tratta di una gradevole trascrizione per banda, opera di Patrick Dunnigan. University Of Texas Wind Ensemble, dir. Jerry Junkin.

  • La Mourisque
  • Bergerette [2:09]
  • Les quatre branles [4:36]
  • Faggott [7:20]
  • Den Hoboecken dans [8:14]
  • Ronde & Salterelle [10:14]
  • Ronde & Aliud [11:53]
  • Basse danse Mon désir [13:43]
  • Pavane La Battaille [15:54]

Pavane in fa diesis minore

Gabriel Fauré (1845 - 4 novembre 1924): Pavane in fa diesis minore op. 50, versione per coro e orchestra (1887). Hallé Choir and Orchestra, dir. Maurice Handford.

La Pavane è dedicata alla contessa Élisabeth Greffulhe, nata Riquet de Caraman (1860 - 1952), che Fauré chiamava «Madame ma Fée». Il testo affidato al coro, del tutto inconsistente, è di un cugino della contessa, il famoso esteta, poeta simbolista e dandy Robert de Montesquiou (1855 - 1921).

C’est Lindor, c’est Tircis et c’est tous nos vainqueurs!
C’est Myrtille, c’est Lydé! Les reines de nos coeurs!
Comme ils sont provocants! Comme ils sont fiers toujours!
Comme on ose régner sur nos sorts et nos jours!

Faites attention! Observez la mesure!

Ô la mortelle injure! La cadence est moins lente!
Et la chute plus sûre! Nous rabattrons bien leur caquets!
Nous serons bientôt leurs laquais!
Qu’ils sont laids! Chers minois!
Qu’ils sont fols! (Airs coquets!)

Et c’est toujours de même, et c’est ainsi toujours!
On s’adore! On se hait! On maudit ses amours!
Adieu Myrtille, Eglé, Chloé, démons moqueurs!
Adieu donc et bons jours aux tyrans de nos coeurs!
Et bons jours!


Lo stesso brano nella versione per sola orchestra. London Philharmonic Orchestra, dir. Ben Gernon.

Danserye – II

Dodici danze tratte da Het derde musyck boexken… alderhande danserye (1551) di Tielman Susato nell’interpretazione dell’ Early Music Consort of London diretto da David Munrow (1942 - 1976).

  1. La Mourisque
  2. Les Quatre bransles [1:14]
  3. Ronde & Salterelle [2:54]
  4. Ronde Mon amy [4:29]
  5. Allemaingne and Recoupe [7:00]
  6. Pavane Mille regretz [9:40]
  7. Bergerette Sans Roch & Reprise [12:40]
  8. Danse du Roy [15:14]
  9. Ronde [16:37]
  10. Passe et medio & Reprise Le Pingue [17:39]
  11. Ronde [20:18]
  12. Pavane La Bataille. [22:16]

Sans roch

Greensleeves – XVI

Diego Ortiz (c1510 - c1570): Recercada quinta sobre el passamezzo antiguo: Zarabanda, dal Tratado de glosas (trattato sulle variazioni, 1553). Hespèrion XXI, dir. e viola da gamba Jordi Savall.


Diego Ortiz: Recercada VII sobre la romanesca. Stessi interpreti.

Forse, ascoltando queste recercadas vi sarà venuta in mente Greensleeves: una ragione c’è, ora vedremo di che si tratta.
Passamezzo e romanesca sono danze in voga nel Cinquecento e nei primi anni del secolo successivo. Il passamezzo, di origine italiana, ha andamento lievemente mosso e ritmo binario; sotto il profilo coreutico è molto affine alla pavana, tanto che non di rado, all’epoca, viene con questa identificato: nell’Orchésographie (1588), Thoinot Arbeau scrive che il passamezzo è «une pavane moins pesamment et d’une mesure plus légière». La musica del passamezzo si fonda sopra uno schema armonico caratteristico, non molto dissimile da quello della follia; i musicisti europei tardorinascimentali se ne innamorano e l’impiegano quale base di serie di variazioni e di composizioni vocali: fra gli esempi più celebri vi sono The Oak and the Ash e, appunto, Greensleeves.
Intorno alla metà del Cinquecento, lo schema armonico del passamezzo dà origine a una variante destinata a avere altrettanta fortuna: viene chiamata passamezzo moderno per distinguerla dall’altra, detta conseguentemente passamezzo antico. Nella seconda parte del secolo, a fianco di passamezzo antico e passamezzo moderno entrano nell’uso altre formule armoniche stilizzate, come per esempio quella detta romanesca, dal nome di una danza affine alla gagliarda, di origine forse italiana o forse spagnola. Lo schema della romanesca è quasi identico a quello del passamezzo antico, da cui differisce solo per l’accordo iniziale.
La più antica versione nota di Greensleeves, che risale agli anni ’80 del XVI secolo, si fonda sul passamezzo antico, ma nel volgere di breve tempo viene soppiantata da una variante che adotta il basso della romanesca. Quasi certamente è quest’ultima la ver­sione conosciuta da Shakespeare, il quale per due volte fa riferimento alla «melodia di Greensleeves» nella commedia Le allegre comari di Windsor (ce ne occuperemo presto). La versione originale, identificata nell’Ottocento dal musicografo inglese William Chappell (cui si deve la raccolta Popular Music of the Olden Time, 1855-59), è oggi la più nota e diffusa.

Listening to these recercadas, perhaps Greensleeves will have come to your mind: there’s a reason, now we’ll see what it’s about.
Passamezzo and romanesca were popular dances in the sixteenth and early seventeenth centuries. The passamezzo has Italian origins, slightly fast movement and binary rhythm; the dance is very similar to the pavana, so that in 16th century it was often identified with it: in his treatise Orchésographie (1588) Thoinot Arbeau asserts that the passamezzo is «une pavane moins pesamment et d’une mesure plus légière». The music of the passamezzo is based on a characteristic harmonic pattern, similar to that of the follia; late Renaissance European musicians fell in love with it and used it as a ground for sets of variations and for singing poetry: among the most famous examples are The Oak and the Ash and, precisely, Greensleeves.
Around the middle of the sixteenth century, the harmonic formula of the passamezzo gave rise to a variant that was equally successful: it was called passamezzo moderno to distinguish it from the other, consequently called passamezzo antico. During the second half of the century, alongside the passamezzo antico and moderno, other stylized harmonic formulas came into use, such as for example the romanesca, which took its name from a dance similar to the gagliarda, of Italian or perhaps Spanish origin. The pattern of the romanesca is almost identical to that of the passamezzo antico, from which it differs only in the first chord.
The earliest known version of Greensleeves, dating from about 1580, is based on the passamezzo antico ground, but was soon superseded by a variant adopting the harmonic formula of the romanesca. The latter is almost certainly the version known from Shakespeare, who refers twice to «the tune of Greensleeves» in the play The Merry Wives of Windsor (which we will deal with soon). The original version, identified in the 19th century by the English musicographer William Chappell (who published the collection Popular Music of the Olden Time, 1855-59), is today the best known and most widespread.

Il mio primo Byrd

William Byrd (c1540 - 4 luglio 1623): The Earl of Salisbury Pavan (1612 o prima). Simone Stella, spinetta.

Il titolo di questo post non fa riferimento a una raccolta di pezzi facili, bensì al mio primo incontro con la musica di Byrd, che avvenne, eoni fa, appunto per il tramite di questa bella pavana. Brano assai apprezzato da diversi musicisti, britannici e no, alcuni dei quali l’hanno elaborato per organici differenti: oltre alla trascrizione di sir Barbirolli (I movimento della sua Elizabethan Suite) ne segnalo una per quartetto d’archi di John Liberatore e un’altra, piena di pathos, concepita per un ampio complesso sinfonico da Leopold Stokowski:


Da sottolineare il fatto che Stokowski ha utilizzato come sezione centrale un’altra composizione di Byrd, una giga tratta dal Fitzwilliam Virginal Book (n. CLXXXI), e non una delle due gagliarde associate alla pavana nella prima edizione a stampa (il volume antologico Parthenia, del 1612).

Fernando De Luca, clavicembalo.

Ludi musici

Samuel Scheidt (1587 - 24 marzo 1654): Ludi musici (1621), I pars. Hespèrion XX, dir. Jordi Savall.

  1. (XXII) Intrada a 5
  2. (V) Paduan a 4
  3. (XXIV) Galliard a 5
  4. (XVII) Courant a 4
  5. (VI) Paduan a 4
  6. (XXI) Galliard Battaglia a 5
  7. (XVI) Alamande a 4
  8. (XXVI) Canzon ad imitationem Bergamasca Anglica a 5
  9. (XXVIII) Canzon super O Nachbar Roland a 5
  10. (XI) Courant a 4
  11. (XIII) Courant a 4
  12. (XVIII) Canzon Cornetto a 4
  13. (III) Paduan a 4
  14. (XXV) Galliard a 5
  15. (XVII) Courant a 4
  16. (XXIX) Canzon super Cantionem gallicam a 5

Per lord Lumley

John Bull (c1562 - 15 marzo 1628): Pavan & Galliard of My Lord Lumley, dal Fitzwilliam Virginal Book (nn. XLI e XI). Robert Hill, clavicembalo.

  1. Pavan
  2. Galliard [4:42]

John Lumley, barone di Lumley (1533 - 1609), fu un aristocratico e letterato inglese, noto come uno dei maggiori collezionisti di libri della sua epoca.

Pavana triste per tempi difficili

Thomas Tomkins (1572 - 1656): A Sad Paven for these Distracted Tymes (14 febbraio 1649); adattamento per quartetto d’archi di David Byers. Badke Quartet: Lana Trotovsek e Emma Parker, violini; Jon Thorne, viola; Jonny Byers, violoncello.

Pavana, Idillio e Baccanale

Edgar Bainton (14 febbraio 1880 - 1956): Pavane, Idyll and Bacchanal per archi, con flauto e tamburo basco ad libitum (1925). BBC Philharmonic Orchestra, dir. Paul Daniel.

  1. Pavane: Andante
  2. Idyll: Moderato, con grazia [2:03]
  3. Bacchanal: Allegro, molto vivace, e con fuoco [5:27]

Un bacio oppure mille

Thoinot Arbeau (pseudonimo di Jehan Tabourot, 1519 - 1595): Belle, qui tiens ma vie, chanson ovvero pavana. La Capella Reial de Catalunya e Hespèrion XXI, dir. Jordi Savall.

Belle, qui tiens ma vie
captive dans tes yeulx,
qui m’as l’âme ravie
d’un soubzris gracieux,
viens tost me secourir
ou me fauldra mourir.

Pourquoy fuis-tu mignarde
si je suis près de toy,
quand tes yeulx je regarde
je me perds dedans moy
car tes perfections
changent mes actions.

Approche donc, ma belle,
approche toy mon bien,
ne me sois plus rebelle
puis que mon coeur est tien,
pour mon mal appaiser,
donne-moy un baiser.



Clément Janequin (c1485 - 1558): Petite nymphe folastre, chanson a 4 voci (pubblicata negli Amours de Pierre de Ronsard, 1552). The Montreal Bach Choir Society, dir. George Little (sopra) e Promusica.

Petite nymphe folastre,
nymphette que j’idolatre,
ma mignonne dont les yeulx
logent mon pis et mon mieux;
ma doucette, ma sucrée,
ma grâce, ma cytherée,
tu me doibs pour m’appaiser
mille fois le jour baiser.

Era il 1970 o giù di lì, avevo 14 anni (o giù di lì) e mi capitò quasi per caso di ascoltare due chansons di Janequin (le Chant des oyseaulx e, appunto, Petite nymphe folastre) interpretate dal coro di Montreal: fu un colpo di fulmine.
Buona festa di san Valentino 🙂

Capriol Suite

Peter Warlock (pseudonimo di Philip Heseltine; 1894 - 17 dicembre 1930): Capriol Suite (1926), versione per orchestra d’archi. Det Norske Kammerorkester, I violino Henning Kraggerud.
La suite prende spunto da alcune musiche di danza pubblicate nell’Orchésographie (1588) di Thoinot Arbeau (pseudonimo di Jehan Tabourot, 1519 - 1595); seguendo una diffusa consuetudine, il trattato di Arbeau è scritto in forma di dialogo tra l’autore e un immaginario allievo, alquanto ottuso, di nome Capriol.

  1. Basse-Danse: Allegro moderato
  2. Pavane: Allegretto, ma un poco lento [1:24]
  3. Tordion: Con moto [3:27]
  4. Bransles: Presto [4:33]
  5. Pieds-en-l’air: Andante tranquillo [6:40]
  6. Mattachins (Sword Dance): Allegro con brio [9:31]

The Image of Melancholy

Anthony Holborne (c1545 - 29 novembre 1602): The Image of Melancholy, pavana a 5 parti strumentali (pubblicata in Pavans, Galliards, Almains and other Short Aeirs, 1599, n. 27). Ensemble Masques: Sophie Gent e Tuomo Suni, violini; Margaret Little e Mélisande Corriveau, bass viols; Benoît van den Bemden, violone; Olivier Fortin, clavicembalo.

The Image of Melancholy

Poulenc: Suite française

Francis Poulenc (1899 - 1963): Suite française d’après Claude Gervaise (1935), versione per pianoforte eseguita in concerto da Alicia de Larrocha.

  1. Bransle de Bourgogne
  2. Pavane [1:31]
  3. Petite Marche militaire [3:45]
  4. Complainte [4:43]
  5. Bransle de Champagne [6:04]
  6. Sicilienne [7:47]
  7. Carillon [9:15]

Poulenc, il più sottovalutato dei compositori francesi del ‘900, compose la Suite française nel 1935 affinché fosse eseguita durante la rappresentazione del II atto del dramma La reine Margot di Édouard Bourdet. La suite consiste in una rielaborazione di alcuni brani tratti dai Livres de danceries pubblicati intorno al 1550 da Claude Gervaise: si tratta dunque di una serie di danze rinascimentali (bran[s]le, pavane, sicilienne), cui si aggiungono una “piccola marcia militare”, un carillon e una complainte (n. 4) che è l’unico pezzo interamente composto da Poulenc.


La medesima Suite nella versione per piccola orchestra. New Music Studium, dir. Antonio Plotino.

  1. Bransle de Bourgogne
  2. Pavane [1:23]
  3. Petite marche militaire [4:05]
  4. Complainte [5:10]
  5. Bransle de Champagne [6:30]
  6. Sicilienne [8:19]
  7. Carillon [10:05]

Infine, la trascrizione per pianoforte e quintetto di fiati realizzata da Katsuhisa Ohtaki nel 1992. Ensemble Orphée.

  1. Bransle de Bourgogne
  2. Pavane [1:31]
  3. Petite Marche militaire [4:14]
  4. Complainte [5:14]
  5. Bransle de Champagne [6:36]
  6. Sicilienne [8:58]
  7. Carillon [10:58]