Richard Strauss (1864 - 8 settembre 1949): Eine Alpensinfonie, poema sinfonico op. 64 (1915). Berliner Philharmoniker, dir. Herbert von Karajan (registrazione del 1980).
Nacht (Notte)
Sonnenaufgang (Il sorgere del sole) [2:57]
Der Anstieg (L’ascesa) [4:31]
Eintritt in den Wald (Ingresso nella foresta) [6:49]
Wanderung neben dem Bache (Passeggiata presso il ruscello) [11:38]
Am Wasserfall (Alla cascata) [12:23]
Erscheinung (Apparizione) [12:41]
Auf blumigen Wiesen (Nei prati in fiore) [13:32]
Auf der Alm (All’alpeggio) [14:29]
Durch Dickicht und Gestrüpp auf Irrwegen (Tra fogliame e rovi dopo aver sbagliato strada) [16:34]
Auf dem Gletscher (Sul ghiacciaio) [18:08]
Gefahrvolle Augenblicke (Momenti di pericolo) [19:33]
Auf dem Gipfel (Sulla vetta) [20:53]
Vision (Visione) [25:25]
Nebel steigen auf (Sale la nebbia) [29:05]
Die Sonne verdüstert sich allmählich (Il sole si oscura a poco a poco) [29:22]
Elegie (Elegia) [30:11]
Stille vor dem Sturm (Calma prima della tempesta) [32:49]
Gewitter und Sturm, Abstieg (Bufera e tempesta, discesa) [35:30]
Sonnenuntergang (Tramonto) [39:30]
Ausklang (Epilogo) [42:12]
Nacht (Notte) [48:14]
Sulle copertine dei dischi dell’Alpensinfonie è sovente raffigurato il Cervino, ma l’ascensione musicalmente descritta da Strauss si svolge sulle Alpi Bavaresi — probabilmente nel massiccio della Zugspitze (2962 m) che sovrasta Garmisch, dove il compositore trascorse gli ultimi anni.
Sergio Rendine (7 settembre 1954 - 2023): Et vidi coelum novum versione per sopranista, vibrafono e archi (1995). Radu Marian, sopranista; Maurizio Trippitelli, vibrafono; Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, dir. Vittorio Parisi.
Henry Hadley (1871 - 6 settembre 1937): Seconda Sinfonia in fa minore op. 30, The Four Seasons (1899). Royal Philharmonic Orchestra, dir. Karl Krueger.
Piotr Maria Lachert de Peslin (5 settembre 1938 - 18 settembre 2018): Concerto sereno per pianoforte a 4 mani e orchestra (2005). Estibaliz Gastesi e Márcio Bezerra, pianoforte; Palm Beach Atlantic University Symphony Orchestra, dir. Lloyd Mims.
Anton Bruckner (1824 - 1896): Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore, Romantische (1874, varie revisioni 1878-88). Wiener Philharmoniker, dir. Claudio Abbado.
Bewegt, nicht zu schnell
Andante quasi Allegretto [19:40]
Scherzo: Bewegt – Trio: Nicht zu schnell, keinesfalls schleppend [36:10]
Edvard Grieg (1843 - 4 settembre 1907): Fra Holbergs tid (Dai tempi di Holberg), «suite in stile antico» per pianoforte op. 40 (1884); composta per celebrare il bicentenario della nascita dell’umanista danese Ludvig Holberg. Torhild Fimreite.
Praeludium
Sarabande [3:09]
Gavotte [7:40]
Air [11:13]
Rigaudon [17:15]
Grieg: Fra Holbergs tid, trascrizione per orchestra d’archi (1884-85). Berliner Philharmoniker, dir. Herbert von Karajan.
Adriano Banchieri (3 settembre 1568 - 1634): Canzon undecima : La Organistina bella, in echo (pubblicata in Canzoni alla francese a 4 voci per suonare… Libro Secondo, 1596, n. 11). Paolo Crivellaro, organo.
Harry Partch (1901 - 3 settembre 1974): Daphne of the Dunes, colonna sonora del film Windsong (1958) di Madeline Tourtelot, diretta da Danlee Mitchell sotto la supervisione del compositore.
Antonio Casimir Cartellieri (1772 - 2 settembre 1807): Ouverture per l’azione sacra Gioas, re di Giuda (1795). Detmolder Kammerorchester, dir. Gernot Schmalfuss.
Claude Goudimel (1514 - 31 agosto 1572): Bonjour mon coeur, chanson a 4 voci (1559) su testo di Pierre de Ronsard. Collegium Vocale Bydgoszcz.
Bonjour mon coeur, bonjour ma douce vie
Bonjour mon oeil, bonjour ma chère amie!
Hé! Bonjour ma toute belle,
Ma mignardise, bonjour
Mes délices, mon amour,
Mon doux printemps, ma douce fleur nouvelle,
Mon doux plaisir, ma douce colombelle,
Mon passereau, ma gente tourterelle!
Bonjour ma douce rebelle.
Tomás Luis de Victoria (1548 - 27 agosto 1611): Vidi speciosam, mottetto a 6 voci (pubblicato in Motecta, que partim quaternis, partim quinis, alia senis, alia octonis vocibus concinuntur, vol. I, 1572, n. 27). Ensemble Plus Ultra, dir. Michael Noone.
1a pars :
Vidi speciosam sicut columbam ascendentem desuper rivos aquarum:
Cuius inaestimabilis odor erat nimis in vestimentis eius.
Et sicut dies verni, flores rosarum circumdabant eam, et lilia convallium.
2a pars :
Quae est ista, quae ascendit per desertum sicut virgula fumi, ex aromatibus myrrhae et thuris?
Et sicut dies verni, flores rosarum circumdabant eam, et lilia convallium.
La sequenza Natus ante saecula di Notker I di San Gallo, detto Balbulus (il Balbuziente; c840 - 912), eseguita dall’ensemble Sequentia.
Natus ante saecula Dei filius invisibilis Interminus Per quem fit machina Caeli ac terrae maris Et in his degentium Per quem dies et horae labant Et se iterum reciprocant Quem angeli in arce poli Voce consona semper canunt, Hic corpus assumpserat Fragile Sine labe originalis criminis De carne Mariae virginis Quo primi parentis culpam Evaeque lasciviam tergeret. Hoc praesens diecula loquitur, Praelucida adaucta Longitudine quod sol verus Radio sui luminis vetustas Mundi depulerit Genitus tenebras. Nec nox vacat novi Syderis luce quod magorum Oculos terruit scios, Nec gregum magistris Defuit lumen quos praestrinxit Claritas militum Dei. Gaude Dei genitrix Quam circumstant obstetricum vice concinentes Angeli gloriam Deo. Christe patris unice Qui humanam nostri Causa formam assumpsisti Refove supplices tuos Et quorum participem te fore Dignatus es Jesu Dignanter eorum Suscipe preces Ut ipsos divinitatis tuae Participes Deus facere digneris unice Dei.
(Nato prima dei secoli, il figlio di Dio, invisibile e senza fine, per il cui tramite fu creato l’apparato del cielo, della terra, del mare e di tutti coloro che vi abitano; in grazia del quale trascorrono i giorni e le ore, e si alternano tra loro; Colui al quale gli angeli nella rocca celeste sempre inneggiano con armoniosa voce aveva preso un fragile corpo, senza la macchia del peccato originale, dalla carne di Maria vergine, per lavar via con esso la colpa del primo genitore e la lascivia di Eva. Questo ci dice la luminosa tregua attuale, accresciuta nella durata: che il vero sole, ora nato, con il suo raggio di luce ha scacciato le antiche tenebre dal mondo. La notte non è priva della luce della nuova stella che ha atterrito gli occhi saggi dei maghi, così come non manca la luce per coloro che conducono le greggi, i quali furono abbagliati dallo splendore dei soldati del Signore. Rallegrati, Madre di Dio: attorno a te non si adunano levatrici ma angeli che cantano la gloria di Dio. O Cristo, unigenito figlio di Dio, che per noi hai assunto forma umana, ristora i tuoi supplici e con benevolenza accogli le preghiere di coloro dei quali, o Gesù, ti sei degnato di essere partecipe, così che ti degnerai di rendere anch’essi partecipi della tua divinità, Dio unico figlio di Dio.)
Torniamo molto indietro nel tempo, valicando a ritroso il fatale anno 1000 per giungere nel pieno dell’età carolingia e ascoltare un capolavoro della musica di quel tempo.
Che cos’è una sequenza? La prima occorrenza del termine si trova nel Liber officialis di Amalario di Metz (c775 - 850); afferma l’insigne liturgista che il canto dell’alleluia tocca nel profondo l’animo del cantore, e « haec jubilatio, quam cantores sequentiam vocant », non necessita di testo (sant’Agostino aveva infatti asserito che « chi gioisce non può esprimersi con parole »).
Dunque, la sequenza era originariamente un vocalizzo, un melisma (ossia un canto privo di testo) articolato sull’ultima vocale della parola alleluia. Ma a un certo punto della sua storia, per l’appunto nel corso del IX secolo, la sequenza comincia a essere dotata di testo. Sulle ragioni di questa novità aiuta a far luce proprio la testimonianza di Notker Balbulus. Questi compose una quarantina di testi di sequenze (da lui chiamati hymni), che poi inviò come omaggio al vescovo di Vercelli Liutvardo, cancelliere di Carlo il Grosso: nella lettera dedicatoria Notker racconta che, in gioventù, faceva molta fatica a ricordare le « longissimae melodiae » del canto liturgico e si chiedeva se ci fosse un metodo per aiutare la memoria. « In quel periodo giunse fra noi un monaco sacerdote dell’abbazia di Jumièges, devastata dai normanni. Portava con sé un libro di musica (antiphonarium) nel quale alcuni testi (aliqui versus) erano adattati alla musica dei melismi alleluiatici (ad sequentias) ». Forte di questo esempio e incoraggiato dai propri superiori, Notker si dedicò alla composizione di testi analoghi affinché fossero cantati sulle note delle sequenze.
L’aggiunta di testi ai vocalizzi dell’alleluia, insomma, è in origine un espediente mnemonico: a volte la storia dell’arte, non solo musicale, riserva gustose sorprese.
Sul vastissimo repertorio di sequenze composte nei secoli successivi, oltre cinquemila, calò poi la scure del Concilio di Trento, che autorizzò l’uso liturgico di soli quattro componimenti:
– Victimae Paschali laudes, attribuita a Wipo di Soletta († dopo il 1046);
– Veni Sancte Spiritus, attribuita a Stephen Langton, arcivescovo di Canterbury (c1150 - 1228);
– Lauda Sion Salvatorem, composta da Tommaso d’Aquino (1225 - 1274) per la festività del Corpus Domini;
– Dies irae, che secondo tradizione sarebbe stata composta da Tommaso da Celano (c1190 - c1260).
A queste fu aggiunta poi Stabat Mater dolorosa, scritta probabilmente da Jacopone da Todi (c1230/36 - 1306).
Dal Manoscritto 381 di San Gallo (Biblioteca del Monastero, Codex Sangallensis 381, p. 333), l’inizio della sequenza Natus ante saecula di Notker Balbulus.
Da notare il particolare tipo di impaginazione, caratteristico della tradizione sangallese: il testo e la notazione musicale (neumi in campo aperto) sono riportati su due colonne affiancate.
Johann Rosenmüller (24 agosto 1619 - 1684): Sonata in sol minore per due violini e basso continuo (pubblicata in Sonatae à 2, 3, 4 e 5 stromenti da arco et altri, 1682, n. 1). Capella Lanensis: Josef Höhn, violino e direzione; Andrea Ferroni, violino; Francesco Maria Cataldo, viola da gamba; Alessandro Baldessarini, chitarrone; Simon Brandlechner, organo.
Dopo aver letto questo articolo di gaberricci ho pensato di sottoporre alla vostra attenzione questo video del bravissimo Francesco Di Fortunato. Buon ascolto 🙂
Jan Křtitel Vaňhal (1739 - 20 agosto 1813): Concerto in fa maggiore per due fagotti e orchestra. Lumír Vaněk e Svatopluk Čech, fagotti; Virtuosi di Praga, dir. Oldřich Vlček.
Antonio Salieri (18 agosto 1750 - 1825): Concerto in re maggiore per oboe, violino, violoncello e orchestra (1770). Heinz Holliger, oboe; Thomas Füri, violino e direzione; Thomas Demenga, violoncello; Camerata Bern.
Loyset Compère (c1445 - 16 agosto 1518): O bone Jesu, mottetto a 4 voci (pubblicato postumo nella raccolta Motetti de la corona, volume III, 1519, n. 14); testo: Salmo 12:4-5, Salmo 30:6, Salmo 38:5. Ensemble i buoni antichi.
O bone Jesu! Illumina oculos meos, ne unquam obdormiam in morte,
ne quando dicat inimicus meus praevalui adversus eum.
O Adonai! In manus tuas, Domine, commendo spiritum meum;
redemisti me, Domine, Deus veritatis.
Marin Marais (1756 - 15 agosto 1728): La Rêveuse, rondeau, dal Quatrième Livre de pièces de viole (1717). Jordi Savall, viola da gamba; Rolf Lislevand, tiorba; Xavier Diaz-Latorre, chitarra barocca; Pierre Hantaï, clavicembalo.