
Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.
Gaetano Braga (1829 - 1907): L’infinito per voce, violoncello e pianoforte. Amor Lilia Perez, mezzosoprano; Galileo Di Ilio, violoncello; Giuseppe Sabatini, pianoforte.
Mario Castelnuovo-Tedesco (3 aprile 1895 - 1968): L’infinito per voce e pianoforte op. 22 (1921). Leonardo De Lisi, tenore; Anna Toccafondi, pianoforte.





















Sergej Nikiforovič Vasilenko (30 marzo 1872 - 1956): Concerto in do maggiore per balalajka e orchestra op. 63 (1929). Pavel Nepričenko, balalajka; Orchestra sinfonica di Mosca, dir. Gennadij Roždestvenskij. 


Oto Ferenczy (30 marzo 1921 - 2000): Sonata per violino e pianoforte (1962). Viktor Šimčisko, violino; Helena Gáfforová, pianoforte.
Johann Wilhelm Wilms (30 marzo 1772 - 1847): Sinfonia n. 6 in re minore op. 58 (c1823). Concerto Köln, dir. Werner Ehrhardt. 