Moritz Moszkowski (1854 - 4 marzo 1925): Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in si minore op. 3, MoszWV 160 (1874). Ludmil Angelov, pianoforte; Orchestra filarmonica di Rzeszów, dir. Vladimir Kiradžiev.
Carlos Surinach (o Carles Suriñach; 4 marzo 1915 - 1997): Concerto per pianoforte e orchestra (1953). Alicia de Larrocha, pianoforte; Royal Philharmonic Orchestra, dir. Rafael Frühbeck de Burgos.
Sándor Veress (1907 - 4 marzo 1992): Hommage à Paul Klee per 2 pianoforti e orchestra d’archi (1951). András Schiff e Dénes Várjon, pianoforti; Budapesti Fesztiválzenekar, dir. Heinz Holliger.
Mario Davidovsky (4 marzo 1934 - 2019): Synchronisms No. 6 per pianoforte e suoni elettronici (1970); Premio Pulitzer per la musica nel 1971. Rosa Lynch-Northover, pianoforte.
Antonio Vivaldi (4 marzo 1678 - 1741): Concerto in si bemolle maggiore per violino, archi e basso continuo RV 367. Concerto Italiano, dir. Rinaldo Alessandrini.
Eugen d’Albert (1864 - 3 marzo 1932): Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in si minore op. 2 (1884). Joseph Banowetz, pianoforte; Orchestra sinfonica di Mosca, dir. Dmitrij Jablonskij.
Nicolas Siret (3 marzo 1663 - 1754): Passacaille, brano conclusivo della Suite II in re minore pubblicata nel I Libro delle Pièces de clavecin (1710). Fernando De Luca, clavicembalo.
Johann Pachelbel (1653 - 3 marzo 1706): Canone e Giga [al minuto 2:57] in re maggiore per 3 violini e basso continuo (1694). Hespèrion XXI, dir. Jordi Savall.
Ecco la composizione più tartassata dell’intera storia musicale: eseguita il più delle volte con lentezza abnorme; orbata della seconda parte, la Giga, come se questa non fosse una sua componente fondamentale; per tacer di quelli che ne eseguono il solo antecedente, ossia la parte del I violino, sopra un canapè di accordi banali, come se ignorassero il significato del termine “canone” – e probabilmente l’ignorano davvero (*).
Insomma, un gioiello del repertorio musicale barocco ridotto a insipida sciacquetta romantico-sentimentale. Fortuna che ci sono Jordi Savall e il suo ensemble a ricordarci come Pachelbel l’aveva concepito.
(*) In ambito musicale il canone è, nella sua forma più semplice, una composizione polifonica costituita da un’unica idea melodica che viene enunciata da due o più “voci” (per convenzione si usa questo termine anche se si tratta di parti strumentali) diverse, le quali non attaccano simultaneamente ma in successione:
Si tratta dunque di una forma di contrappunto “a imitazione” (imitazione è detta appunto la ripetizione di una frase melodica eseguita da una voce diversa da quella che l’ha enunciata per prima).
Quello di Pachelbel che si può ascoltare in questa pagina è un canone a 3 voci (i tre violini). Siccome v’è una quarta parte (il basso continuo) che non partecipa al gioco delle imitazioni, si parla in questo caso di “canone misto”.
Josef Fiala (2 marzo 1748 - 1816): Concerto in mi bemolle maggiore per 2 corni e orchestra. Ab Koster e Jan Schröder, corni; Deutsche Bachsolisten, dir. Helmut Winschermann.
Bedřich Smetana (2 marzo 1824 - 1884): Na břehu mořském – Vzpomínka (In riva al mare – Un ricordo), studio da concerto in sol diesis minore per pianoforte op. 17 (1861). Jitka Čechová.
Siete tutti invitati visto che non lo celebro mai. Potete lasciare le condoglianze a Donna Maria.
I miei rispetti a chi ha perso qualcuno, non possiamo fare niente.
Qualcuno suoni il piano, grazie.
Ecco qua:
Cyprien Katsaris (1951): Tre Variazioni su Happy Birthday: Best wishes from Mozart, Beethoven, Chopin.
Antonio Buzzolla (2 marzo 1815 - 1871): El tropo e el tropo poco, romanza per voce e pianoforte (dalla raccolta Canzonette veneziane, 1852) su testo di Anton Maria Lamberti. Lorenzo Regazzo, basso-baritono; Dimitri Romano, pianoforte.
Ne la stagion dei bocoli,
Sul tramontar del dì,
Sentai soto una pergola
Gerimo Nina, e mi;
Mai più l’aveva vista
Quanto in quel zorno bela;
Fisso mi gera in ela
Disendoghe cussì:
«Quel che ti fa, mia cocola,
Xe tropo per scherzar,
Ma tropo poco, nonola,
Quando ti vogi amar.
Quele ochiadine tenere
Che co le mie se vien,
Fa che ’l mio cuor s’imagini
De bisegarte in sen,
Ma de sto dolce ad onta
Parlar, che ’l cuor me toca
Oh dio! che la to boca
Co quele no convien.
Thomas Campian (o Campion; 1567 - 1° marzo 1620): I care not for these ladies, ayre (pubblicato in A Booke of Ayres, 1601). Alfred Deller, controtenore; Desmond Dupré, liuto.
I care not for these ladies
That must be wooed and prayed:
Give me kind Amaryllis,
The wanton country maid.
Nature art disdaineth,
Her beauty is her own.
Her when we court and kiss,
She cries, “Forsooth, let go!”
But when we come where comfort is,
She never will say no.
If I love Amaryllis,
She gives me fruit and flowers:
But if we love these ladies,
We must give golden showers.
Give them gold, that sell love,
Give me the nut-brown lass,
Who, when we court and kiss,
She cries, “Forsooth, let go!”
But when we come where comfort is,
She never will say no.
These ladies must have pillows,
And beds by strangers wrought;
Give me a bower of willows,
Of moss and leaves unbought,
And fresh Amaryllis,
With milk and honey fed;
Who, when we court and kiss,
She cries, “Forsooth, let go!”
But when we come where comfort is,
She never will say no.
Girolamo Frescobaldi (1583 - 1° marzo 1643): Se l´aura spira tutta vezzosa, dal Primo Libro d’arie musicali (1630). Alice Borciani, soprano; Sabine Stoffer, violino barocco; Maria Ferré, tiorba; Magdalena Hasibeder, organo.
Se l’aura spira tutta vezzosa
La fresca rosa ridente sta.
La siepe ombrosa di bei smeraldi
D’estivi caldi timor non ha.
A balli liete venite ninfe
Gradite fior di beltà
Orché sì chiaro il vago fonte
Dall’alto monte al mar s’en va.
Miei dolci versi spiega l’augello
E l’arboscello fiorito sta.
Un volto bello ha l’ombra accanto
Sol si dia vanto d’aver pietà.
Al canto ninfe ridenti
Scacciate i venti di crudeltà.
Jacob Adolf Hägg (1850 - 1° marzo 1928): Sinfonia in mi bemolle maggiore op. 2, Nordisk Symfoni (1871). Sveriges Radios Symfoniorkester, dir. Cecilia Rydinger Alin.
Richard de Guide (1° marzo 1909 - 1962): Seconda Sinfonia per orchestra con organo principale op. 24 (1950). Orchestre symphonique de Liège, dir. Paul Straus.
Camille Saint-Saëns (1835 - 1921): Africa, fantasia in sol minore per pianoforte e orchestra op. 89 (1891). Jean Philippe-Collard, pianoforte; Royal Philharmonic Orchestra, dir. André Previn (1929 - 28 febbraio 2019).
Eva Dell’Acqua (28 febbraio 1856 - 1930): Villanelle, mélodie per voce e orchestra (1893) su testo di Frédéric van der Elst. Natalie Dessay, soprano; Berliner Philharmoniker, dir. Michael Schonwandt.
J’ai vu passer l’hirondelle
Dans le ciel pur du matin:
Elle allait, à tire-d’aile,
Vers le pays où l’appelle
Le soleil et le jasmin.
J’ai vu passer l’hirondelle!
J’ai longtemps suivi des yeux
Le vol de la voyageuse.
Depuis, mon âme rêveuse
L’accompagne par les cieux.
Ah! ah! au pays mystérieux!
Et j’aurais voulu comme elle
Suivre le même chemin.