Borys Ljatošyns’kyj (Boris Ljatošinskij; 3 gennaio 1895 - 1968): Sinfonia n. 3 op. 50 (1951), La pace sconfiggerà la guerra, versione originale. Bournemouth Symphony Orchestra, dir. Kirilo Karabic.
Andante maestoso – Allegro impetuoso – Andante – Sostenuto e tranquillo – Allegro – Andante – Allegro – Molto sostenuto e tranquillo – Allegro maestoso
Andante con moto – Tranquillo – Andante con moto – Tranquillo – Lento [14:40]
Allegro feroce – Poco meno mosso – Allegro molto – Allegro feroce [28:13]
Allegro risoluto ma non troppo mosso – Poco meno mosso, ma sempre allegro – maestoso assai – Più tranquillo ma sempre allegro – Poco meno mosso, marciale assai – Maestoso – Trionfante [34:08]
Daniel Alomía Robles (3 gennaio 1871 - 1942): tre danze sinfoniche tratte dalla zarzuela El cóndor pasa (1913; YouTube offre la possibilità di ascoltarla per intero, qui).
Jacques-Nicolas Lemmens (3 gennaio 1823 - 1881): Fanfare, Cantabile [3:52] e Finale [10:13], nn. 27-29 della raccolta École d’orgue (1862). Emília Dzemjanová all’organo della Cattedrale di Košice.
Jacques-Nicolas Lemmens (3 gennaio 1823 - 1881): Prélude à cinq parties, n. 26 della raccolta École d’orgue (1862). Stephen Mann all’organo dell’English Martyrs Church, Whalley Range, Manchester.
Olivier Greif (3 gennaio 1950 - 2000): Sonate de Requiem per violoncello e pianoforte (2a versione, 1992). Anne-Elise Thouvenin, violoncello; Victoria Dmitrieva, pianoforte.
Milij Alekseevič Balakirev (2 gennaio 1837 - 1910): In Boemia, poema sinfonico su temi tradizionali boemi (1867, revisione 1905). Orchestra sinfonica accademica di stato dell’URSS, dir. Evgenij Svetlanov.
Karl Goldmark (1830 - 2 gennaio 1915): Ouvertüre zum «Gefesselten Prometheus» des Aeschylos op. 38 (1889). Gürzenich-Orchester Köln, dir. James Conlon.
Domenico Zipoli (1688 - 2 gennaio 1726): Canzona in sol minore, n. 11 delle Sonate d’intavolatura per organo e cimbalo op. 1 (1716). Lorenzo Ghielmi, organo.
Tristan Schulze (1964): Radetzkymarsch (da Johann Strauß padre) per orchestra (1998). Wiener Kammerorchester, dir. Aleksej Igudesman.
«Tutti i concerti di piazza – che avevano luogo sotto il balcone del signor capitano distrettuale – avevano inizio con la Marcia di Radetzky. Benché i membri della banda ne avessero una conoscenza tale da poterla suonare nel pieno della notte e del sonno senza ricevere indicazioni, il direttore riteneva necessario leggere ogni singola nota dello spartito. E, come se provasse la Marcia di Radetzky per la prima volta con i suoi musicisti, ogni domenica alzava con militare e musicale coscienziosità il capo, la bacchetta, lo sguardo e, di volta in volta, li rivolgeva tutti e tre contemporaneamente verso i segmenti del cerchio, di cui lui occupava il centro, che sembravano aver bisogno dei suoi comandi. I severi tamburi rullavano, i dolci flauti sibilavano e i benevoli piatti squillavano. Sui volti di tutti gli ascoltatori sbocciava un sorriso pago e assorto, mentre il sangue ribolliva nelle loro gambe. Pur stando fermi, avevano la sensazione di marciare. Le ragazze più giovani trattenevano il respiro e socchiudevano le labbra. Gli uomini più maturi lasciavano ciondolare la testa e ripensavano alle loro manovre. Le donne anziane sedevano nel vicino parco e le loro piccole testine grigie oscillavano. Ed era estate.»
(Joseph Roth, La Marcia di Radetzky, traduzione di Sara Cortesia)
Johann Strauß figlio (1825 - 1899): Kaiser-Walzer op. 437 (1889), arrangiamento di Arnold Schoenberg (1874 - 1951) per flauto, clarinetto, quartetto d’archi e pianoforte (1925). Ensemble Virama (con un contrabbasso in più).
Johann Strauß figlio (1825 - 1899): Schatz-Walzer op. 418 su melodie tratte dall’operetta Der Zigeunerbaron (1885), arrangiamento di Anton Webern (1883 - 1945) per quartetto d’archi, armonio e pianoforte (1921). Riccardo Caramella Ensemble.
Adolf Andrzej Schulz-Evler (1852 o 1854 - 1905): Arabeski na temat walca „Nad pięknym modrym Dunajem” / Arabesken über Themen des Walzers „An der schönen blauen Donau” von Johann Strauß per pianoforte (c1904). Marc-André Hamelin.
Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525 - 1594): Dies sanctificatus, responsorio a 4 voci (pubblicato in Motecta festorum totius anni liber primus, 1564, n. 1). Accademia filarmonica romana.
Dies sanctificatus illuxit nobis:
Venite gentes, et adorate Dominum.
Quia hodie descendit lux magna in terris.
Alleluia.
Haec dies quam fecit Dominus:
Exultemus, et laetemur in ea.
Bellissimo canone alla 5a inferiore (do – fa), non sfugge la sua linearità all’orecchio né all’occhio che segue la partitura: do – do-re-dolasib-la canta il soprano, fa – fa-sol-faremib-re risponde il contralto a distanza di una battuta, poi all’ottava-nona battuta il gioco è ripreso da tenore e basso, che però attaccano metà misura dopo.
E com’è bravo Palestrina a suscitare una sensazione di serena leggerezza proprio là dove il contrappunto è più intricato 🙂
Franz Waxman (pseudonimo di Franz Wachsmann; 1906 - 1967): Auld Lang Syne Variations per quartetto con pianoforte (1947). Gidon Kremer, violino; Ula Ulijona, viola; Marta Sudraba, violoncello; Louis Lortie, pianoforte.
Eine kleine Nichtmusik
Moonlight Concerto
Chaconne a son gout
Hommage to Shostakofiev
Secondo alcuni studiosi, la melodia di Auld Lang Syne potrebbe essere stata composta da Davide Rizzio, il musicista torinese che, giunto a Edimburgo al seguito di una missione diplomatica, divenne segretario, amico e confidente di Maria Stuarda, e fu perciò brutalmente assassinato (con cinquantasette pugnalate!) dagli sgherri di Enrico Stuart, Lord Darnley, consorte della regina.
(Nel loro romanzo più famoso, La donna della domenica, Fruttero & Lucentini scrivono che dietro ogni fatto inquietante della storia c’è sempre un torinese…)
Franz Waxman è autore di celebri colonne sonore: fra le più note, quella di Viale del Tramonto.
Giovanni Maria Trabaci (1575 - 31 dicembre 1647): Consonanze stravaganti (dal Secondo libro de ricercate & altri varij capricci, 1615). Accademia d’Arcadia.
Giovanni Maria Trabaci: Partite sopra Rugiero. Marco Mencoboni, clavicembalo.
Giovanni Maria Trabaci: Ancidetemi pur. Mara Galassi, arpa doppia.
Giovanni Maria Trabaci: Canzona francesa settima cromatica (da Ricercate, canzone franzese, capricci…, 1603). Basilio Timpanaro, organo.
Alessandro Piccinini (30 dicembre 1566 - c1638): Chiaccona in partite variate (da Intavolatura di liuto, et di chitarrone, Libro Primo, 1623). Maurizio Manzon, chitarrone.
Sylvio Lazzari (30 dicembre 1857 - 1944): Effet de nuit, tableau symphonique (1901) ispirato da una poesia di Paul Verlaine (da Eaux-fortes, 1866). Orchestre du Capitole de Toulouse, dir. Michel Plasson.
La nuit. La pluie. Un ciel blafard que déchiquette
De flèches et de tours à jour la silhouette
D’une ville gothique éteinte au lointain gris.
La plaine. Un gibet plein de pendus rabougris
Secoués par le bec avide des corneilles
Et dansant dans l’air noir des gigues nonpareilles,
Tandis, que leurs pieds sont la pâture des loups.
Quelques buissons d’épine épars, et quelques houx
Dressant l’horreur de leur feuillage à droite, à gauche,
Sur le fuligineux fouillis d’un fond d’ébauche.
Et puis, autour de trois livides prisonniers
Qui vont pieds nus, un gros de hauts pertuisaniers
En marche, et leurs fers droits, comme des fers de herse,
Luisent à contresens des lances de l’averse.