Tristan Schulze (1964): Radetzkymarsch (da Johann Strauß padre) per orchestra (1998). Wiener Kammerorchester, dir. Aleksej Igudesman.
«Tutti i concerti di piazza – che avevano luogo sotto il balcone del signor capitano distrettuale – avevano inizio con la Marcia di Radetzky. Benché i membri della banda ne avessero una conoscenza tale da poterla suonare nel pieno della notte e del sonno senza ricevere indicazioni, il direttore riteneva necessario leggere ogni singola nota dello spartito. E, come se provasse la Marcia di Radetzky per la prima volta con i suoi musicisti, ogni domenica alzava con militare e musicale coscienziosità il capo, la bacchetta, lo sguardo e, di volta in volta, li rivolgeva tutti e tre contemporaneamente verso i segmenti del cerchio, di cui lui occupava il centro, che sembravano aver bisogno dei suoi comandi. I severi tamburi rullavano, i dolci flauti sibilavano e i benevoli piatti squillavano. Sui volti di tutti gli ascoltatori sbocciava un sorriso pago e assorto, mentre il sangue ribolliva nelle loro gambe. Pur stando fermi, avevano la sensazione di marciare. Le ragazze più giovani trattenevano il respiro e socchiudevano le labbra. Gli uomini più maturi lasciavano ciondolare la testa e ripensavano alle loro manovre. Le donne anziane sedevano nel vicino parco e le loro piccole testine grigie oscillavano. Ed era estate.»
(Joseph Roth, La Marcia di Radetzky, traduzione di Sara Cortesia)








Jean-Pierre Duport (1741 - 31 dicembre 1818): Sonata in re maggiore per violoncello e basso op. 2 n. 1 (1772). Claudio Ronco e Emanuela Vozza. 
Franz Ignaz Beck (1734 – 31 dicembre 1809): Sinfonia in sol minore op. 3 n. 3, Callen 15 (1762). La Stagione Frankfurt, dir. Michael Schneider. 
Henri Büsser (1872 - 30 dicembre 1973): Prélude et Scherzo per flauto e pianoforte op. 35 (c1910). Laurel Zucker, flauto; Paul Switzler, pianoforte. 










Antonio Caldara (1670 - 28 dicembre 1736): Sinfonia in do maggiore. Dresdner Barockorchester, dir. Hans-Christoph Rademann. 


