Concerto per oboe – XII

 
Leopold Hofmann (1738 - 17 marzo 1793): Concerto in fa maggiore per oboe, clavicembalo e orchestra Badley VII:F1. Stefan Schilli, oboe; Jenő Jandó, clavicembalo; Nicolaus Esterházy Sinfonia, dir. Béla Drahos.

  1. Spiritoso
  2. Adagio cantabile
  3. Tempo di minuetto

Per lord Lumley

John Bull (c1562 - 15 marzo 1628): Pavan & Galliard of My Lord Lumley, dal Fitzwilliam Virginal Book (nn. XLI e XI). Robert Hill, clavicembalo.

  1. Pavan
  2. Galliard [4:42]

John Lumley, barone di Lumley (1533 - 1609), fu un aristocratico e letterato inglese, noto come uno dei maggiori collezionisti di libri della sua epoca.

L’Henriette

Michel Blavet (13 marzo 1700 - 1768): Sonata in sol maggiore per flauto e continuo op. 2 n. 1, l’Henriette (1732). Jed Wentz, flauto; Cassandra L. Luckhardt, viola da gamba; Michael Borgstede, clavicembalo.

  1. Adagio [0:15]
  2. Allegro [2:49]
  3. Aria prima – Rondeau [5:53]
  4. Aria seconda [8:30]
  5. Presto [10:25]

Michel Blavet

In mi minore

Giovanni Stefano Carbonelli (9 marzo 1694 - 1772): Sonata in mi minore per violino e basso continuo (n. 9 della raccolta XII Sonate da camera a violino, e violone o cembalo, 1729, dedicata a John Manners, III duca di Rutland). Augusta McKay Lodge, violino; Doug Balliett, violone; Adam Cockerham, tiorba; Elliot Figg, clavicembalo.

  1. Largo
  2. Allegro [2:49]
  3. Adagio [4:50]
  4. Siciliana [5:38]

The Protestation & Love’s Constancy

The Protestation: A Sonnet
(Thomas Carew, 1595 - 1640)

No more shall meads be deck’d with flowers,
Nor sweetness dwell in rosy bowers,
Nor greenest buds on branches spring,
Nor warbling birds delight to sing,
Nor April violets paint the grove,
If I forsake [When once I leave] my Celia’s love.

The fish shall in the ocean burn,
And fountains sweet shall bitter turn;
The humble oak no flood shall know,
When floods shall highest hills o’er-flow;
Blacke Lethe shall oblivion leave,
If e’er my Celia I deceive.

Love shall his bow and shaft lay by,
And Venus’ doves want wings to fly;
The sun refuse to show his light,
And day shall then be turn’d to night;
And in that night no star appear,
If once I leave my Celia dear.

Love shall no more inhabit earth,
Nor lovers more shall love for worth,
Nor joy above in heaven dwell,
Nor pain torment poor souls in hell;
Grim death no more shall horrid prove,
If e’er I leave bright Celia’s love.


Love’s Constancy, sul testo di Carew, è fra le composizioni più note di Nicholas Lanier (1588 - 24 febbraio 1666); in rete se ne trovano varie interpretazioni: vi propongo l’ascolto di quelle che mi paiono le più interessanti.

Amanda Sidebottom, soprano, e Erik Ryding, liuto.


Anna Dennis, soprano; Hanneke van Proosdij, clavicembalo; Elisabeth Reed, viola da gamba; David Tayler, chitarra barocca.


La performance del soprano Ellen Hargis accompagnata da Paul O’Dette alla tiorba è accessibile soltanto su YouTube, in quanto il proprietario del video ne ha disattivata la visione in altri siti web. Potete ascoltarla qui.

Anton van Dyck: ritratto di Nicholas Lanier

Anton van Dyck: ritratto di Nicholas Lanier

Clavicembalo con pedaliera

Luc Beauséjour interpreta la Toccata e Fuga in re minore, composta forse da J. S. Bach (BWV 565) o più probabilmente da Johann Peter Kellner (*), suonando un clavicembalo provvisto di due manuali e una pedaliera.

L’esistenza di strumenti consimili è documentata a partire dal Quattrocento: un clavichordum cum calcatorio è citato nel trattato enciclopedico Liber XX Artium (c1460) di Paulus Paulirinus ovvero Pavel Žídek; il disegno di un clavicordo con pedaliera si trovava in una copia manoscritta, ora perduta, risalente al 1467 dei Flores musice del teorico trecentesco Hugo von Reutlingen.
L’epoca di maggior diffusione del clavicembalo con pedaliera è comunque il Settecento, quando fu soprattutto usato dagli organisti per esercitarsi; ma è probabile che proprio per questo tipo di strumento Bach abbia composto le sei Triosonaten BWV 525-530.
Verso la metà dell’Ottocento ebbe una certa diffusione il pianoforte con pedaliera, strumento per il quale Schumann scrisse gli Studi op. 56, gli Schizzi op. 58 e le Fugen über BACH op. 60; anche Alkan e Gounod dedicarono alcune composizioni al pianoforte con pedaliera.

(*) Sull’argomento si veda l’ultima parte dell’articolo Falsi celebri.

BWV 565

Io mi son giovinetta

Domenico Ferrabosco (14 febbraio 1513 - febbraio 1574): Io mi son giovinetta, madrigale a 4 voci (pubblicato nel Primo Libro di madrigali de diversi eccellentissimi autori a misura di breve, 1542, n. 26) su testo di Giovanni Boccaccio. Gesualdo Consort Amsterdam, dir. Harry van der Kamp.

Io mi son giovinetta, e volentieri
M’allegro e canto in la stagion novella,
Merzè d’Amore e de’ dolci pensieri.
Io vo pe’ verdi prati riguardando
I bianchi fiori e’ gialli et i vermigli,
Le rose in su le spine e i bianchi gigli;
E tutti quanti gli vo somigliando
Al viso di colui che me amando
Ha presa e terrà sempre.


Andrea Gabrieli (1510 - 1585): Io mi son giovinetta di Domenico Ferrabosco intavolato per strumento a tastiera (pubblicazione postuma nel Terzo Libro de ricercari di Andrea Gabrieli, 1596, n. 11). Filippo Pantieri, clavicembalo.


Scipione Stella (1558 o 1559 - 1622): Io mi son giovinetta del Ferrabosco. Paola Erdas, clavicembalo.


Il madrigale di Domenico Ferrabosco eseguito su strumenti a percussioni da Tore Jamne (1966-).

Vivo in doglie e moro in pene

Agostino Steffani (1655 - 12 febbraio 1728): Placidissime catene, duetto da camera (1699). Carolyn Watkinson, mezzosoprano; Paul Esswood, controtenore; Wouter Möller, violoncello; Alan Curtis, clavicembalo.

Placidissime catene,
rallentarvi è crudeltà.
Ha perduto ogni suo bene
chi ritorna in libertà.
Vivo in doglie e moro in pene
se i miei lacci Amor disfà.

Affanni, pene e guai
voi non farete mai
ch’io mi disciolga, no!
Amor, fa’ quanto sai:
dalla prigion ch’amai
mai, mai non fuggirò.

Placidissime catene

Allegro – Moderato – Allegro assai

Egidio Romualdo Duni (11 febbraio 1708 - 1775): Sonata a 3 in la maggiore op. 1 n. 1 (1738). Natalia Bonello, flauti barocchi; Leonardo Massa, violoncello barocco; Claudia Di Lorenzo, clavicembalo; DuniEnsemble.

  1. Allegro
  2. Moderato
  3. Allegro assai

Première Suite

Joseph-Hector Fiocco (20 gennaio 1703 - 1741): Suite in sol maggiore op. 1 n. 1 (c1730). Ewald Demeyere.

  1. L’Angloise
  2. L’Harmonieuse [2:31]
  3. La Plaintive [6:34]
  4. La Villageoise [13:27]
  5. Les Promenades [14:53]
  6. L’Inconstante [20:17]
  7. L’Italiene [24:35]
  8. La Françoise [26:46]
  9. Adagio [29:29]
  10. Allegro [32:28]
  11. Andante [36:17]
  12. Vivace [39:01]

Concerto per flauto – VI

Pierre-Gabriel Buffardin (c1690 - 13 gennaio 1768); Concerto in mi minore per flauto, archi e basso continuo. Membri del complesso Musica Antiqua Köln: Wilbert Hazelzet, flauto; Reinhard Goebel e Hajo Bäß, violini; Karlheinz Steeb, viola; Jaap ter Linden, violoncello; Henk Bouman, clavicembalo.

  1. Allegro
  2. Andante [5:10]
  3. Vivace [9:12]

Allegro non assai e Adagio tardissimo

Giovanni Battista Draghi detto Pergolesi (4 gennaio 1710 - 1736): Concerto per 2 clavicembali, archi e basso continuo. Ignacio Prego e Daniel Oyarzabal, clavicembali; La Ritirata, dir. Josetxu Obregón.

  1. Allegro non assai
  2. Adagio tardissimo [5:13]
  3. Allegro [8:30]

GBP

Consonanze stravaganti

Giovanni Maria Trabaci (1575 - 31 dicembre 1647): Consonanze stravaganti (dal Secondo libro de ricercate & altri varij capricci, 1615). Accademia d’Arcadia.


Giovanni Maria Trabaci: Partite sopra Rugiero. Marco Mencoboni, clavicembalo.


Giovanni Maria Trabaci: Ancidetemi pur. Mara Galassi, arpa doppia.


Giovanni Maria Trabaci: Canzona francesa settima cromatica (da Ricercate, canzone franzese, capricci…, 1603). Basilio Timpanaro, organo.

Trabaci, Canzona francesa settima cromatica

Allegro assai – III

Carl Philipp Emanuel Bach (1714 - 14 dicembre 1788): Concerto in la minore per vio­lon­cello e archi H 432, Wq 170 (c1750). Peter Bruns, violoncello; Akademie für Alte Musik Berlin.

  1. Allegro assai
  2. Andante [10:18]
  3. Allegro assai [18:11]

C. Ph. E. Bach: Concerto in la minore per flauto e archi H 431, Wq 166 (trascrizione del Concerto per violoncello). Emmanuel Pahud, flauto; Kammerakadamie Potsdam, dir. Trevor Pinnock.


C. Ph. E. Bach: Concerto in la minore per strumento a tastiera e archi H 430, Wq 26 (trascrizione del Concerto per violoncello). Ana-Marija Markovina, pianoforte; Kam­mer­philharmonie Berlin-Brandenburg.

  1. Allegro assai
  2. Andante [10:21]
  3. Allegro assai [18:55]

CPE Bach

Lascia ch’io citi

Fortunato Chelleri (1690 - 11 dicembre 1757): Sinfonia in si bemolle maggiore (1742). Silvia Colli e Gian Andrea Guerra, violini; Valentina Soncini, viola; Gioele Gusberti, vio­loncello; Vanni Moretto, contrabbasso; Giovanni Paganelli, clavicembalo e concer­tazione.

  1. Allegro
  2. Affettuoso
  3. Allegro

Nel II movimento v’è la citazione di un famoso tema di Händel.

clavicembalo & violino

L’Imbarazzante

Le Bret (attivo presumibilmente fra il 1730 e il 1740): L’Embarrassante, tratta dalla Prima Suite per clavicembalo (n. 5). L’esegue Simone Pierini.

Non è chiaro se questo Le Bret, del quale si ignora il nome di battesimo, fosse un musi­ci­sta professionista o un dilettante; è noto unicamente per due suites per clavicembalo, di cui ci è pervenuta una copia manoscritta realizzata dal canonico Alexandre-Guy Pingré (1711-1796), bibliotecario dell’Abbazia di Sainte-Geneviève in Parigi. La copia venne probabilmente ricavata da una edizione a stampa della quale è sopravvissuto un unico esemplare, incompleto, appartenente a una collezione privata.
Insomma, di questo musicista non si sa davvero nulla. Imbarazzante, no?