Il catalogo è questo

Giuseppe Gazzaniga (1743 - 1º febbraio 1818): «Dell’Italia, ed Alemagna», aria di Pasquariello dal I atto del dramma giocoso Don Giovanni o sia Il convitato di pietra (1786) su libretto di Giovanni Bertati. Alfredo García, baritono; María Rodríguez, soprano; Real Orquesta Sinfónica de Sevilla, dir. Pablo González.

PASQUARIELLO
Per me… sentite… vi dirò… siccome…

DONNA ELVIRA
Non confonderti.

PASQUARIELLO
Oibò: non v’è pericolo.
Siccome io dico, che Alessandro il Grande…

DONNA ELVIRA
E che c’entra Alessandro!

PASQUARIELLO
C’entra; e statevi cheta.
Siccome, io dico, che Alessandro il Grande
non era giammai sazio
di far nuove conquiste, il mio padrone
se avesse ancora cento spose, e cento,
sazio non ne sarìa, né mai contento;
egli è il Grande Alessandro delle femmine;
onde per far le sue amorose imprese
spesso, spesso cangiar suol di paese.

DONNA ELVIRA
Dunque ha dell’altre femmine?

PASQUARIELLO
Ih, ih! Se voi volete averle in vista
ecco signora mia, quest’è la lista.
(getta una lista di alcuna braccia di carta)
Dell’Italia, ed Alemagna
ve n’ho scritte cento, e tante.
Della Francia, e della Spagna
ve ne sono non so quante:
fra madame, cittadine,
artigiane, contadine,
cameriere, cuoche, e guattere;
perché basta che sian femmine
per doverle amoreggiar.
Vi dirò ch’è un uomo tale,
se attendesse alle promesse,
che il marito universale
un dì avrebbe a diventar.
Vi dirò che egli ama tutte,
che sian belle, o che sian brutte:
delle vecchie solamente
non si sente ad infiammar.

PASQUARIELLO
Vi dirò…

DONNA ELVIRA
Tu m’hai seccata.

PASQUARIELLO
Vi dirò…

DONNA ELVIRA
Non più: va’ via.

(insieme)
PASQUARIELLO
Vi dirò che si potria
fin domani seguitar.

DONNA ELVIRA
Il mio cor da gelosia
tutto sento a lacerar.


Wolfgang Amadeus Mozart (1756 - 1791): «Mada­mina, il ca­talogo è que­sto», aria di Leporello dal I atto del dramma giocoso in 2 atti Il dissoluto punito ossia il Don Giovanni K 527 (1787) su libretto di Lorenzo Da Ponte. Ferruccio Furlanetto, basso; Orchester der Wiener Staatsoper, dir. Zubin Mehta.

Questo non picciol libro è tutto pieno
dei nomi di sue belle.
Ogni villa, ogni borgo, ogni paese
è testimon di sue donnesche imprese.

Madamina, il catalogo è questo
 delle belle che amò il padron mio;
 un catalogo egli è che ho fatt’io:
 osservate, leggete con me.
In Italia seicento e quaranta,
 in Lamagna duecento e trentuna,
 cento in Francia, in Turchia novantuna,
 ma in Ispagna son già mille e tre.
V’ha fra queste contadine,
 cameriere, cittadine,
 v’han contesse, baronesse,
 marchesane, principesse,
 e v’han donne d’ogni grado,
 d’ogni forma, d’ogni età.

Nella bionda egli ha l’usanza
 di lodar la gentilezza;
 nella bruna, la costanza;
 nella bianca, la dolcezza.
Vuol d’inverno la grassotta,
 vuol d’estate la magrotta;
 è la grande maestosa,
 la piccina è ognor vezzosa.
Delle vecchie fa conquista
 pe’l piacer di porle in lista:
 ma passion predominante
 è la giovin principiante.
Non si picca se sia ricca,
 se sia brutta, se sia bella:
 purché porti la gonnella,
 voi sapete quel che fa.

At First Light

Sir George Benjamin (31 gennaio 1960): At First Light per orchestra da camera (1982). The Stony Brook Contemporary Chamber Players, dir. William Blank.

«&thinsp:In the Tate Gallery there is a late Turner oil painting, Norham Castle, Sunrise. The 12th century castle in this picture is silhouetted against a huge, golden sun. What struck me immediately about this beautiful image was the way in which solid objects – fields, cows and the castle itself – virtually appear to have melted under the intense sunlight. It is as if the paint were still wet. Abstractly, this observation has been important to the way I have composed the piece. A ‘solid object’ can be formed as a punctuated, clearly defined musical phrase. This can be ‘melted’ into a flowing, nebulous continuum of sound. There can be all manner of transformations and interactions between these two ways of writing. Equally important, however, this piece is a contemplation of dawn, a celebration of the colours and noises of daybreak. It is set in three movements: in the short, opening one, superimposed fanfares burst into hazy, undefined textures. After a pause the extended second movement follows, itself subdivided into several contrasted sections, full of abrupt changes in mood and tension. The concluding movement arrives without a break, and progresses in a continuous, flowing line illuminated with ever more resonant harmonies. At First Light, which is dedicated to Donald and Kathleen Mitchell, was commissioned by the London Sinfonietta with funds provided by the Arts Council of Great Britain. The première, under Simon Rattle, took place in November 1982&thinsp:» (George Benjamin).

GB

Concertino – XII

Carl Gottlieb Reißiger (31 gennaio 1798 - 1859): Concertino in mi bemolle maggiore per clarinetto e orchestra op. 63 (1830). Dieter Klöcker, clarinetto; Rundfunk-Sinfonie­orchester Berlin, dir. Jesús López Cobos.

  1. Moderato
  2. Andante con espressione [5:06]
  3. Rondò: Allegretto [9:24]

Reißiger, op. 63

Il leone d’inverno

John Barry (1933 - 30 gennaio 2011): The lion in winter, suite sinfonica dalla colonna sonora dell’omonimo film (1968) di Anthony Harvey.
Nel 1969 al film furono assegnati tre premi Oscar: a Katharine Hepburn come miglior attrice protagonista, a James Goldman per la migliore sceneggiatura non originale (tratta da un lavoro teatrale dello stesso Goldman) e, appunto, a Barry per la miglior colonna sonora.

The lion in winter

Puro Poulenc

Francis Poulenc (1899 - 30 gennaio 1963): Concerto per due pianoforti e orchestra (1932), qui interpretato dal compositore insieme con Jacques Février (1959); l’Orchestre National de la Radio-Télévison Française è diretto da Georges Prêtre.

  1. Allegro ma non troppo
  2. Larghetto
  3. Allegro molto

Ispirato, in parte, dal Concerto in sol di Ravel, nel movimento centrale contiene un tenero omaggio a Mozart; tutto è comunque impregnato da un senso dell’ironia molto “francese”. Fu lo stesso autore a definire questo concerto «puro Poulenc».

Morte di Tintagiles

Charles Martin Loeffler (30 gennaio 1861 - 1935): La Mort de Tintagiles, poema sinfonico per viola d’amore (originariamente 2 viole d’amore) e orchestra op. 6 (1896–97, 1901), ispirato dall’o­mo­ni­mo dramma di Maurice Maeterlinck. Jennie Hansen, viola d’amore; Indianapolis Symphony Orchestra, dir. John Nelson.

La Mort de Tintagiles

La muta di Portici

Daniel Auber (29 gennaio 1782 - 1871): Ouverture per l’opera La Muette de Portici (1828). Symfonický orchester Slovenského rozhlasu v Bratislave (Orchestra sinfonica della Radio slovacca di Bratislava), dir. Ondrej Lenárd.

Per la composizione, Auber si avvalse inizialmente di un libretto di Germain Delavigne intitolato Masaniello, ou la Muette de Portici; il testo fu poi riscritto da Eugène Scribe. Rifiutata in un primo tempo dal «comitato di lettura» dell’Opéra di Parigi (che le preferì Masaniello ou le Pêcheur napolitaine di Michele Carafa), l’opera andò in scena il 28 febbraio 1828 riscuotendo grande successo: nel corso di quell’anno ebbe più di cento repliche.

Allegretto agevole

Ludolf Nielsen (29 gennaio 1876 - 1939): Sinfonia n. 3 in do maggiore op. 32 (1911-13). Bamberger Symphoniker, dir. Frank Cramer.

  1. Andante con moto – Poco più moto – Andante – Allegro energico – Più vivo – Maestoso
  2. Allegretto agevole – Andantino con moto – Tempo I – Presto – Tempo II – Presto
  3. Andante lento pastorale
  4. Andante lento – Allegro maestoso

Elegia – VII

Michail Michajlovič Ippolìtov-Ivànov (1859 - 28 gennaio 1935): Sinfonia n. 1 in mi minore op. 46 (1907). Bamberger Symphoniker, dir. Gary Brain.

  1. Adagio – Allegro risoluto
  2. Scherzo: Moderato. Maestoso – Allegro [12:57]
  3. Elegia: Larghetto [18:51]
  4. Finale: Allegro moderato [25:48]

Rapsodia slava

Viktor Ullmann (1898 - 1944): Slawische Rhapsodie per orchestra con sassofono obbligato op. 23 (1940). John-Edward Kelly, sassofono; Deutsches Symphonieorchester Berlin, dir. Gerd Albrecht.

Ullmann morì nella camera a gas del campo di concentramento di Auschwitz, presu­mi­bil­mente il 18 ottobre 1944.

Larghetto cantabile – I

Johann Christoph Friedrich Bach (1732 - 26 gennaio 1795): Concerto per viola, pianoforte/forte­piano e orchestra. Rein­hard Goebel, viola e direzione; Robert Hill, forte­piano; Musica Antiqua Köln.

  1. Allegro con Brio
  2. Larghetto cantabile [12:45]
  3. Allegretto [18:10]

Finché vivi, splendi

Epitaffio di Sicilo. Esegue l’Atrium Musicae de Madrid diretto da Gregório Paniagua.

Molto suggestivo: una delle più antiche composizioni musicali che ci siano pervenute complete, databile fra il II secolo a.C. e il I d.C.
È incisa su una stele funeraria rinvenuta nel 1883 a Aydın, presso Tralles, dal­l’ar­cheo­logo britannico sir William Mitchell Ramsay. Egli pubblicò il testo, ma non si accorse dei segni musicali che l’accompagnano: furono identificati e trascritti dall’illustre papirologo austriaco Carl Wessely nel 1891. La stele, portata nel Museo di Smirne, è ora conservata nel Museo nazionale danese.

Prima dei versi e della melodia, la stele reca incise queste parole:

Εἰκὼν ἡ λίθος εἰμί. Τίθησί με Σείκιλος ἔνθα μνήμης ἀθανάτου σῆμα πολυχρόνιον.

Io, pietra, sono un’immagine. Qui mi pose Sicilo come segno duraturo di memoria immortale.
 

Il testo dell’epitaffio:

Ὅσον ζῇς φαίνου.
μηδὲν ὅλως σὺ λυποῦ·
πρὸς ὀλίγον ἐστὶ τὸ ζῆν.
τὸ τέλος ὁ χρόνος ἀπαιτεῖ.

Finché vivi, splendi.
Non ti affliggere troppo per nessuna cosa:
la vita dura poco,
il tempo reclama la sua fine.
 


Bruno Maderna (pseudonimo di Bruno Grossato; 1920 - 1973): Composizione n. 2 per orchestra (1950). hr-Sinfonieorchester Frankfurt, dir. Arturo Tamayo.
Il lavoro di Maderna è costruito sulla melodia dell’Epitaffio di Sicilo.

Epitaffio di Sicilo

Piccola suite

Witold Lutosławski (25 gennaio 1913 - 1994): Mala suita (Piccola suite) per orchestra (1950-51). Orchestra sinfonica nazionale della Radio polacca a Katowice, dir. Antoni Wit.

  1. Fujarka (Zufolo): Allegretto
  2. Hurra polka: Vivace [2:40]
  3. Piosenka (Canzone): Andante molto sostenuto [4:13]
  4. Taniec (Danza): Allegro molto [6:52]

Witold Lutosławski