Johann Joachim Quantz (30 gennaio 1697 - 1773): Concerto in sol minore per 2 flauti e orchestra QV 6:8. Amélie Michel e Alexis Kossenko, flauti; Les Ambassadeurs & La Grande Écurie.
- Allegro
- Amoroso [6:41]
- Presto [12:31]

Johann Joachim Quantz (30 gennaio 1697 - 1773): Concerto in sol minore per 2 flauti e orchestra QV 6:8. Amélie Michel e Alexis Kossenko, flauti; Les Ambassadeurs & La Grande Écurie.

John Barry (1933 - 30 gennaio 2011): The lion in winter, suite sinfonica dalla colonna sonora dell’omonimo film (1968) di Anthony Harvey.
Nel 1969 al film furono assegnati tre premi Oscar: a Katharine Hepburn come miglior attrice protagonista, a James Goldman per la migliore sceneggiatura non originale (tratta da un lavoro teatrale dello stesso Goldman) e, appunto, a Barry per la miglior colonna sonora.

Francis Poulenc (1899 - 30 gennaio 1963): Concerto per due pianoforti e orchestra (1932), qui interpretato dal compositore insieme con Jacques Février (1959); l’Orchestre National de la Radio-Télévison Française è diretto da Georges Prêtre.
Ispirato, in parte, dal Concerto in sol di Ravel, nel movimento centrale contiene un tenero omaggio a Mozart; tutto è comunque impregnato da un senso dell’ironia molto “francese”. Fu lo stesso autore a definire questo concerto «puro Poulenc».

Francis Poulenc (1899 - 30 gennaio 1963): Concerto per organo, orchestra d’archi e timpani (1934-38). Thomas Ospital, organo; Orchestre des Jeunes d’Île-de-France, dir. David Molard Soriano.

Charles Martin Loeffler (30 gennaio 1861 - 1935): La Mort de Tintagiles, poema sinfonico per viola d’amore (originariamente 2 viole d’amore) e orchestra op. 6 (1896–97, 1901), ispirato dall’omonimo dramma di Maurice Maeterlinck. Jennie Hansen, viola d’amore; Indianapolis Symphony Orchestra, dir. John Nelson.

Daniel Auber (29 gennaio 1782 - 1871): Ouverture per l’opera La Muette de Portici (1828). Symfonický orchester Slovenského rozhlasu v Bratislave (Orchestra sinfonica della Radio slovacca di Bratislava), dir. Ondrej Lenárd.
Per la composizione, Auber si avvalse inizialmente di un libretto di Germain Delavigne intitolato Masaniello, ou la Muette de Portici; il testo fu poi riscritto da Eugène Scribe. Rifiutata in un primo tempo dal «comitato di lettura» dell’Opéra di Parigi (che le preferì Masaniello ou le Pêcheur napolitaine di Michele Carafa), l’opera andò in scena il 28 febbraio 1828 riscuotendo grande successo: nel corso di quell’anno ebbe più di cento repliche.

Frederick Delius (29 gennaio 1862 - 1934): Walk to the Paradise Garden, interludio sinfonico per l’opera A Village Romeo and Juliet (1907). London Symphony Orchestra, dir. sir John Barbirolli.

Havergal Brian (29 gennaio 1876 - 1972): Sinfonia n. 31 (1968), in un movimento. Royal Liverpool Philharmonic Orchestra, dir. sir Charles Mackerras.

Ludolf Nielsen (29 gennaio 1876 - 1939): Sinfonia n. 3 in do maggiore op. 32 (1911-13). Bamberger Symphoniker, dir. Frank Cramer.
Michail Michajlovič Ippolìtov-Ivànov (1859 - 28 gennaio 1935): Sinfonia n. 1 in mi minore op. 46 (1907). Bamberger Symphoniker, dir. Gary Brain.

Friedrich Ludwig Æmilius Kunzen (1761 - 28 gennaio 1817): Sinfonia in sol minore (c1795). Danmarks Underholdningsorkester, dir. Peter Marschik.

Viktor Ullmann (1898 - 1944): Slawische Rhapsodie per orchestra con sassofono obbligato op. 23 (1940). John-Edward Kelly, sassofono; Deutsches Symphonieorchester Berlin, dir. Gerd Albrecht.
Ullmann morì nella camera a gas del campo di concentramento di Auschwitz, presumibilmente il 18 ottobre 1944.

Johann Christoph Friedrich Bach (1732 - 26 gennaio 1795): Concerto per viola, pianoforte/fortepiano e orchestra. Reinhard Goebel, viola e direzione; Robert Hill, fortepiano; Musica Antiqua Köln.
Juventino Rosas (25 gennaio 1868 - 1894): Sobre las olas, valzer in sol maggiore (1888). Cyprien Katsaris, pianoforte.
Lo stesso brano nella trascrizione orchestrale di Robert Stolz, che qui dirige i Berliner Symphoniker.

Wilhelm Furtwängler (25 gennaio 1886 - 1954): Sinfonia n. 2 in mi minore (1944). Chicago Symphony Orchestra, dir. Daniel Barenboim.

Epitaffio di Sicilo. Esegue l’Atrium Musicae de Madrid diretto da Gregório Paniagua.
Molto suggestivo: una delle più antiche composizioni musicali che ci siano pervenute complete, databile fra il II secolo a.C. e il I d.C.
È incisa su una stele funeraria rinvenuta nel 1883 a Aydın, presso Tralles, dall’archeologo britannico sir William Mitchell Ramsay. Egli pubblicò il testo, ma non si accorse dei segni musicali che l’accompagnano: furono identificati e trascritti dall’illustre papirologo austriaco Carl Wessely nel 1891. La stele, portata nel Museo di Smirne, è ora conservata nel Museo nazionale danese.
Prima dei versi e della melodia, la stele reca incise queste parole:
Εἰκὼν ἡ λίθος εἰμί. Τίθησί με Σείκιλος ἔνθα μνήμης ἀθανάτου σῆμα πολυχρόνιον.
Io, pietra, sono un’immagine. Qui mi pose Sicilo come segno duraturo di memoria immortale.
Il testo dell’epitaffio:
Ὅσον ζῇς φαίνου.
μηδὲν ὅλως σὺ λυποῦ·
πρὸς ὀλίγον ἐστὶ τὸ ζῆν.
τὸ τέλος ὁ χρόνος ἀπαιτεῖ.
Finché vivi, splendi.
Non ti affliggere troppo per nessuna cosa:
la vita dura poco,
il tempo reclama la sua fine.
Bruno Maderna (pseudonimo di Bruno Grossato; 1920 - 1973): Composizione n. 2 per orchestra (1950). hr-Sinfonieorchester Frankfurt, dir. Arturo Tamayo.
Il lavoro di Maderna è costruito sulla melodia dell’Epitaffio di Sicilo.

Witold Lutosławski (25 gennaio 1913 - 1994): Mala suita (Piccola suite) per orchestra (1950-51). Orchestra sinfonica nazionale della Radio polacca a Katowice, dir. Antoni Wit.

Elias Parish Alvars (1808 – 25 gennaio 1849): Concerto per arpa e orchestra in mi bemolle maggiore op. 98 (1847). Marielle Nordmann, arpa; Orchestre Philharmonique de Strasbourg, dir. Theodor Guschlbauer.

Gottfried von Einem (24 gennaio 1918 - 1996): Ballade per orchestra op. 23 (1958). Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin, dir. Ferenc Fricsay.

María Teresa Prieto (1896 - 24 gennaio 1982): Chichén Itzá, poema sinfonico (1942). Orquesta de Córdoba, dir. José Luis Temes.
Vladimir Vladimirovič Ščerbačëv * (24 gennaio 1889 - 1952): Sinfonia n. 5, Русская (Sinfonia russa; 1948, rev. 1950). Orchestra sinfonica accademica di San Pietroburgo, dir. Aleksandr Titov.
Vítězslava Kaprálová (24 gennaio 1915 - 1940): Concerto in re minore per pianoforte e orchestra (1935). Alice Rajnohová, pianoforte; Filharmonie «Bohuslava Martinů», dir. Tomáš Hanus.

Władysław Żeleński (1837 - 23 gennaio 1921): W Tatrach (Sui monti Tatra), ouverture op. 27 (1870). Sinfonia Varsovia, dir. Grzegorz Nowak.

Václav Pichl (1741 - 23 gennaio 1805): Concerto in re maggiore per violino e orchestra op. 3 n. 1 (1779). Gabriela Demeterová, violino; Orchestra da camera di Praga, dir. Milan Lajčík.
Muzio Clementi (23 gennaio 1752 - 1832): Sonata in do maggiore per pianoforte op. 33 (36) n. 3 (1794). Vladimir Horowitz.
Muzio Clementi: Concerto in do maggiore per pianoforte e orchestra (si tratta dell’orchestrazione della Sonata op. 33 n. 3, curata da Johann Baptist Schenk). Pietro Spada, pianoforte; Philharmonia Orchestra, dir. Francesco d’Avalos.

Gabriel Pierné (1863 - 1937): Marche des petits soldats de plomb op. 14 n. 6 (1887), versione per orchestra. BBC Philharmonic Orchestra, dir. Juanjo Mena.
Leon Jessel (22 gennaio 1871 - 4 gennaio 1942): Die Parade der Zinnsoldaten op. 123 (1897), versione per orchestra. Philharmonia Orchestra, dir. sir Charles Groves.
Leon Jessel
Stefano Pavesi (22 gennaio 1779 - 1850): Sinfonia (ouverture) per il dramma giocoso Ser Marcantonio (1810). Südwestdeutsches Kammerorchester, dir. Massimo Spadano.

Arnó Arutjúnovič Babadžanján (22 gennaio 1921 - 1983): Ballata eroica per pianoforte e orchestra (Premio Stalin 1950). Arno Babadžanjan, pianoforte; Orchestra Filarmonica dell’Armenia, dir. David Akópovič Khandžján (1940-1981). Registrazione del 1978.
Leslie Bassett (22 gennaio 1923 - 2016): Variations for orchestra (1963). Orchestra sinfonica della Radio di Zurigo, dir. Jonathan Sternberg.
A questa composizione fu conferito il Premio Pulitzer per la musica nel 1966.

Charles Tournemire (22 gennaio 1870 - 1939): Sinfonia n. 2 in si maggiore, Ouessant (1908–09). Orchestra sinfonica di Mosca, dir. Antonio de Almeida.

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