Adagio quasi andante

Benjamin Godard (1849 - 10 gennaio 1895): Concerto per violino e orchestra n. 2 in sol minore op. 131 (1892). Chloë Hanslip, violino; Štátna filharmónia Košice (Orchestra filarmonica di Stato slovacca di Košice), dir. Kirk Trevor.

    1. Allegro moderato
    2. Adagio quasi andante [10:54]
    3. Allegro non troppo [18:41]

    Benjamin Godard

    Ercole e Ebe

    Reinhard Keiser (9 gennaio 1674 - 1739): antologia di brani dal Singspiel Die Verbindung des großen Herkules mit der schönen Hebe (1699) su libretto di Christian Heinrich Postel. Yeree Suh, soprano (nei nn. 6 e 7); Elbipolis Barockorchester Hamburg.

    1. Ouverture
    2. Menuet [2:55]
    3. Entrée alternativement avec le Trio [3:40]
    4. Aria alla battaglia [4:30]
    5. Aria con oboe solo [6:02]
    6. «Betrübter Geist», chaconne en rondeau [9:05]
    7. «Ihr, die ihr euch an diesen Frülingskindern», recitativo [15:20]
    8. Menuet der Gärtner [16:15]
    9. Entrée alternativement – Entrée der himmlischen Geister [17:44]
    10. Gigue [21:19]

    Concerto romantico – I

    Kazimierz Serocki (1922 - 9 gennaio 1981): Concerto per pianoforte e orchestra, Koncert romantyczny (1951). Bogdan Czepiewski, piano­for­te; Polska orkiestra radiowa, dir. Krzysztof Słowinski.

    1. Allegro molto ritmico
    2. Lento assai delicamente – Cantabile [11:07]
    3. Allegro vivace [17:12]

    Balletti collettivi – II

    Les Six: Les mariés de la tour Eiffel, balletto poetico-burlesco in 1 atto (1921) su libretto di Jean Cocteau. Philharmonia Orchestra, dir. Geoffrey Simon.

    1. Overture: le 14 juillet (Georges Auric, 1899 - 1983)
    2. Marche nuptiale (Darius Milhaud, 1892 - 1974) [2:27]
    3. Discours du Général, polka (Francis Poulenc, 7 gennaio 1899 - 1963) [4:25]
    4. La Baigneuse de Trouville, carte postale en couleurs (Poulenc) [5:11]
    5. La Fugue du Massacre (Milhaud) [7:14]
    6. La Valse des Dépêches (Germaine Tailleferre, 1892 - 1983) [9:01]
    7. Marche funèbre (Arthur Honegger, 1892 - 1955) [11:34]
    8. Quadrille (Tailleferre) [15:21]
    9. Ritournelles (Auric) [18:25]
    10. Sortie de la Noce (Milhaud) [20:26]

    Ai nomi dei Six bisognerebbe aggiungere quello di Charles Gounod (1818 - 1893), in quanto la «Marche funèbre» di Honegger utilizza, oltre alla «Marche nuptiale» di Milhaud, un tema della celebre «Valse» del I atto del Faust (1859), che potete ascoltare qui nell’interpretazione dei Wiener Philharmoniker diretti da Rudolf Kempe:


    balletto

    Per clarinetto e viola

    Max Bruch (6 gennaio 1838 - 1920): Doppio concerto in mi minore per clarinetto, viola e orchestra op. 88 (1911). Ludmila Peterkova, clarinetto; Alexander Besa, viola; Orchestra filarmonica di Praga, dir. Jiří Bělohlávek.

    1. Andante con moto
    2. Allegro moderato [6:56]
    3. Allegro molto [12:45]

    Allegro patetico – II

    Xaver Scharwenka (6 gennaio 1850 - 1924): Concerto n. 1 in si bemolle minore per pianoforte e orchestra op. 32 (1876). Aleksandr Markovič, pianoforte; Eesti Riiklik Sümfooniaorkester, dir. Neeme Järvi.

    1. Allegro patetico
    2. Allegro assai [10:44]
    3. Allegro non tanto [17:53]

    Il Primo Concerto per pianoforte di Martucci

    Giuseppe Martucci (6 gennaio 1856 - 1909): Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in re minore op. 40 (1878). Francesco Caramiello, pianoforte; Philharmonia Orchestra, dir. Francesco D’Avalos.

    1. Allegro
    2. Andante [15:31]
    3. Allegro [26:21]

    GM

    Non più mesta

    Gioachino Rossini (1792 - 1868): «Non più mesta accanto al fuoco», rondò dal II atto del melodramma giocoso La Cenerentola, ossia La bontà in trionfo (1817). Cecilia Bartoli, mezzosoprano; Orchestra La Scintilla, dir. Ada Pesch.

    Non più mesta accanto al fuoco
    Starò sola a gorgheggiar, no.
    Ah fu un lampo, un sogno, un gioco
    Il mio lungo palpitar.


    Henri Herz (6 gennaio 1803 - 5 gennaio 1888): Variazioni su «Non più mesta». Earl Wild, pianoforte.

    Herz, Non piu' mesta

    Il core amante

    Maria Rosa Coccia (4 gennaio 1759 - 1833): «Dille pur che il core amante», aria (rondeau d’Achille) dalla cantata Ifigenia (1779). Jone Martínez, soprano; Orquesta Barroca de la Universidad de Salamanca, dir. e oboe Alfredo Bernardini.

    Concerto italien

    Louis Abbiate (4 gennaio1866 - 1933): Concerto per pianoforte e orchestra op. 96, detto Concerto italien (1922). Marcelle Bousquet, pianoforte; Orchestre du Théâtre National de l’Opéra de Monte-Carlo, dir. Louis Frémaux.

    1. Moderato ma non troppo
    2. Andantino quasi barcarola [17:37]
    3. Variazioni sopra un tema di saltarello [30:53]

    Allegro non assai e Adagio tardissimo

    Giovanni Battista Draghi detto Pergolesi (4 gennaio 1710 - 1736): Concerto per 2 clavicembali, archi e basso continuo. Ignacio Prego e Daniel Oyarzabal, clavicembali; La Ritirata, dir. Josetxu Obregón.

    1. Allegro non assai
    2. Adagio tardissimo [5:13]
    3. Allegro [8:30]

    GBP

    La pace sconfiggerà la guerra

    Borys Ljatošyns’kyj (Boris Ljatošinskij; 3 gennaio 1895 - 1968): Sinfonia n. 3 op. 50 (1951), La pace sconfiggerà la guerra, versione originale. Bournemouth Symphony Orchestra, dir. Kirilo Karabic.

    1. Andante maestoso – Allegro impetuoso – Andante – Sostenuto e tranquillo – Allegro – Andante – Allegro – Molto sostenuto e tranquillo – Allegro maestoso

    2. Andante con moto – Tranquillo – Andante con moto – Tranquillo – Lento [14:40]

    3. Allegro feroce – Poco meno mosso – Allegro molto – Allegro feroce [28:13]

    4. Allegro risoluto ma non troppo mosso – Poco meno mosso, ma sempre allegro – maestoso assai – Più tranquillo ma sempre allegro – Poco meno mosso, marciale assai – Maestoso – Trionfante [34:08]

    Boris Mikolajovič Ljatošinskij

    Feldmaresciallo da sballo

    Tristan Schulze (1964): Radetzkymarsch (da Johann Strauß padre) per orchestra (1998). Wiener Kammerorchester, dir. Aleksej Igudesman.

    «Tutti i concerti di piazza – che avevano luogo sotto il balcone del signor capitano distrettuale – avevano inizio con la Marcia di Radetzky. Benché i membri della banda ne avessero una conoscenza tale da po­ter­la suonare nel pieno della notte e del sonno senza ricevere indicazioni, il direttore riteneva necessario leggere ogni singola nota dello spartito. E, come se provasse la Marcia di Radetzky per la prima volta con i suoi musicisti, ogni domenica alzava con militare e musicale coscienziosità il capo, la bacchetta, lo sguardo e, di volta in volta, li rivolgeva tutti e tre contemporaneamente verso i segmenti del cerchio, di cui lui occupava il centro, che sembravano aver bisogno dei suoi comandi. I severi tamburi rullavano, i dolci flauti sibilavano e i benevoli piatti squillavano. Sui volti di tutti gli ascoltatori sbocciava un sorriso pago e assorto, mentre il sangue ribolliva nelle loro gambe. Pur stando fermi, avevano la sensazione di marciare. Le ragazze più giovani trattenevano il respiro e socchiudevano le labbra. Gli uomini più maturi lasciavano ciondolare la testa e ripensavano alle loro manovre. Le donne anziane sedevano nel vicino parco e le loro piccole testine grigie oscillavano. Ed era estate.»

    (Joseph Roth, La Marcia di Radetzky, traduzione di Sara Cortesia)