Reinhard Keiser (9 gennaio 1674 - 1739): antologia di brani dal Singspiel Die Verbindung des großen Herkules mit der schönen Hebe (1699) su libretto di Christian Heinrich Postel. Yeree Suh, soprano (nei nn. 6 e 7); Elbipolis Barockorchester Hamburg.
Ouverture
Menuet [2:55]
Entrée alternativement avec le Trio [3:40]
Aria alla battaglia [4:30]
Aria con oboe solo [6:02]
«Betrübter Geist», chaconne en rondeau [9:05]
«Ihr, die ihr euch an diesen Frülingskindern», recitativo [15:20]
Menuet der Gärtner [16:15]
Entrée alternativement – Entrée der himmlischen Geister [17:44]
Kazimierz Serocki (1922 - 9 gennaio 1981): Concerto per pianoforte e orchestra, Koncert romantyczny (1951). Bogdan Czepiewski, pianoforte; Polska orkiestra radiowa, dir. Krzysztof Słowinski.
František Kramář (alias Franz Krommer; 1759 - 8 gennaio 1831): Quarta Sinfonia in do minore op. 102 (c1819). London Mozart Players. dir. Matthias Bambert.
John Joubert (1927 - 7 gennaio 2019): Concerto per pianoforte e orchestra op. 25 (1958). Martin Jones, pianoforte; BBC National Orchestra of Wales, dir. William Boughton.
Les Six: Les mariés de la tour Eiffel, balletto poetico-burlesco in 1 atto (1921) su libretto di Jean Cocteau. Philharmonia Orchestra, dir. Geoffrey Simon.
Overture: le 14 juillet (Georges Auric, 1899 - 1983)
Ai nomi dei Six bisognerebbe aggiungere quello di Charles Gounod (1818 - 1893), in quanto la «Marche funèbre» di Honegger utilizza, oltre alla «Marche nuptiale» di Milhaud, un tema della celebre «Valse» del I atto del Faust (1859), che potete ascoltare qui nell’interpretazione dei Wiener Philharmoniker diretti da Rudolf Kempe:
Max Bruch (6 gennaio 1838 - 1920): Doppio concerto in mi minore per clarinetto, viola e orchestra op. 88 (1911). Ludmila Peterkova, clarinetto; Alexander Besa, viola; Orchestra filarmonica di Praga, dir. Jiří Bělohlávek.
Giuseppe Sammartini (6 gennaio 1695 - 1750): Concerto in do maggiore per viola pomposa e archi. Ulrich Koch, viola; Südwestdeutsches Kammerorchester, dir. Paul Angerer.
Xaver Scharwenka (6 gennaio 1850 - 1924): Concerto n. 1 in si bemolle minore per pianoforte e orchestra op. 32 (1876). Aleksandr Markovič, pianoforte; Eesti Riiklik Sümfooniaorkester, dir. Neeme Järvi.
César Cui (6 gennaio 1835 - 1918): À Argenteau, suite sinfonica n. 4 op. 40 (1887). Symfonický orchestr Českého rozhlasu (Orchestra sinfonica della Radio ceca), dir. Róbert Stankovský.
Giuseppe Martucci (6 gennaio 1856 - 1909): Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in re minore op. 40 (1878). Francesco Caramiello, pianoforte; Philharmonia Orchestra, dir. Francesco D’Avalos.
Gioachino Rossini (1792 - 1868): «Non più mesta accanto al fuoco», rondò dal II atto del melodramma giocoso La Cenerentola, ossia La bontà in trionfo (1817). Cecilia Bartoli, mezzosoprano; Orchestra La Scintilla, dir. Ada Pesch.
Non più mesta accanto al fuoco
Starò sola a gorgheggiar, no.
Ah fu un lampo, un sogno, un gioco
Il mio lungo palpitar.
Henri Herz (6 gennaio 1803 - 5 gennaio 1888): Variazioni su «Non più mesta». Earl Wild, pianoforte.
Thomas Schmidt-Kowalski (1949 - 5 gennaio 2013): Impressionen in sol minore per orchestra d’archi op. 101. Leipziger Symphonieorchester diretto dall’autore.
Maria Rosa Coccia (4 gennaio 1759 - 1833): «Dille pur che il core amante», aria (rondeau d’Achille) dalla cantata Ifigenia (1779). Jone Martínez, soprano; Orquesta Barroca de la Universidad de Salamanca, dir. e oboe Alfredo Bernardini.
Louis Abbiate (4 gennaio1866 - 1933): Concerto per pianoforte e orchestra op. 96, detto Concerto italien (1922). Marcelle Bousquet, pianoforte; Orchestre du Théâtre National de l’Opéra de Monte-Carlo, dir. Louis Frémaux.
Giovanni Battista Draghi detto Pergolesi (4 gennaio 1710 - 1736): Concerto per 2 clavicembali, archi e basso continuo. Ignacio Prego e Daniel Oyarzabal, clavicembali; La Ritirata, dir. Josetxu Obregón.
Nikolaj Andreevič Roslavec (4 gennaio 1880 - 1944): V časy novolunija (Nelle ore di luna nuova), poema sinfonico (c1912-13); ricostruito da Marina Lobanova. Rundfunk-Sinfonieorchester Saarbrücken, dir. Heinz Holliger.
Borys Ljatošyns’kyj (Boris Ljatošinskij; 3 gennaio 1895 - 1968): Sinfonia n. 3 op. 50 (1951), La pace sconfiggerà la guerra, versione originale. Bournemouth Symphony Orchestra, dir. Kirilo Karabic.
Andante maestoso – Allegro impetuoso – Andante – Sostenuto e tranquillo – Allegro – Andante – Allegro – Molto sostenuto e tranquillo – Allegro maestoso
Andante con moto – Tranquillo – Andante con moto – Tranquillo – Lento [14:40]
Allegro feroce – Poco meno mosso – Allegro molto – Allegro feroce [28:13]
Allegro risoluto ma non troppo mosso – Poco meno mosso, ma sempre allegro – maestoso assai – Più tranquillo ma sempre allegro – Poco meno mosso, marciale assai – Maestoso – Trionfante [34:08]
Daniel Alomía Robles (3 gennaio 1871 - 1942): tre danze sinfoniche tratte dalla zarzuela El cóndor pasa (1913; YouTube offre la possibilità di ascoltarla per intero, qui).
Milij Alekseevič Balakirev (2 gennaio 1837 - 1910): In Boemia, poema sinfonico su temi tradizionali boemi (1867, revisione 1905). Orchestra sinfonica accademica di stato dell’URSS, dir. Evgenij Svetlanov.
Karl Goldmark (1830 - 2 gennaio 1915): Ouvertüre zum «Gefesselten Prometheus» des Aeschylos op. 38 (1889). Gürzenich-Orchester Köln, dir. James Conlon.
Tristan Schulze (1964): Radetzkymarsch (da Johann Strauß padre) per orchestra (1998). Wiener Kammerorchester, dir. Aleksej Igudesman.
«Tutti i concerti di piazza – che avevano luogo sotto il balcone del signor capitano distrettuale – avevano inizio con la Marcia di Radetzky. Benché i membri della banda ne avessero una conoscenza tale da poterla suonare nel pieno della notte e del sonno senza ricevere indicazioni, il direttore riteneva necessario leggere ogni singola nota dello spartito. E, come se provasse la Marcia di Radetzky per la prima volta con i suoi musicisti, ogni domenica alzava con militare e musicale coscienziosità il capo, la bacchetta, lo sguardo e, di volta in volta, li rivolgeva tutti e tre contemporaneamente verso i segmenti del cerchio, di cui lui occupava il centro, che sembravano aver bisogno dei suoi comandi. I severi tamburi rullavano, i dolci flauti sibilavano e i benevoli piatti squillavano. Sui volti di tutti gli ascoltatori sbocciava un sorriso pago e assorto, mentre il sangue ribolliva nelle loro gambe. Pur stando fermi, avevano la sensazione di marciare. Le ragazze più giovani trattenevano il respiro e socchiudevano le labbra. Gli uomini più maturi lasciavano ciondolare la testa e ripensavano alle loro manovre. Le donne anziane sedevano nel vicino parco e le loro piccole testine grigie oscillavano. Ed era estate.»
(Joseph Roth, La Marcia di Radetzky, traduzione di Sara Cortesia)