Claude Debussy (22 agosto 1862 - 1918): La Mer, trois esquisses symphoniques pour orchestre (1903-05, rev. 1908). Philharmonia Orchestra, dir. Giuseppe Sinopoli.
De l’aube à midi sur la mer: Très lent
Jeux de vagues: Allegro [9:53]
Dialogue du vent et de la mer: Animé et tumultueux [17:28]
Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840 - 1893): Времена года / Les Saisons op. 37a (1875-76), 8. Август: Жатва / Août: La moisson. Versione originale: Valentyna Lysycja, pianoforte. Trascrizione per orchestra di Aleksandr Gauk (1893 - 1963): Orchestra da camera di Mosca, dir. Constantine Orbelian.
Questo brano, in forma di scherzo, fu originariamente pubblicato nell’agosto 1876 sul periodico sanpietroburghese «Нувеллист» (Nuvellist); come il n. 7, apparso a luglio, anche il n. 8 fu associato a versi di A. V. Kol’cov (da Урожай, La messe, 1835):
Люди семьями
принялися жать,
Косить под корень
рожь высокую!
В копны частые
снопы сложены,
От возов всю ночь
скрипит музыка.
Intere famiglie
cominciano a falciare
l’alta segale
fino alla radice!
Radunano le spighe
in spessi covoni.
Dai carri per tutta la notte
musica stridente.
Friedrich Hartmann Graf (23 agosto 1727 - 19 agosto 1795): Concerto in re maggiore per violoncello e orchestra. Jan Vogler, violoncello; Münchener Kammerorchester, dir. Reinhard Goebel.
Edmond Audran (1842 - 17 agosto 1901): Ouverture per l’opéra-comique La Mascotte (1880). Grand orchestre symphonique de Radio Luxembourg, dir. Paul Bonneau.
L’opera, in 3 atti, si avvale di un libretto di Henri-Charles Chivot e Henri-Alfred Duru. La parola mascotte entrò nell’uso comune proprio grazie all’opéra-comique di Audran, che ebbe grande successo anche fuori della Francia. Mascotte proviene dall’occitano mascoto = incantesimo, a sua volta derivato dal termine masca = strega, di origine spagnola o, secondo altri, longobarda.
Marie Montbazon, prima interprete del ruolo di Bettina
L’azione si svolge in un immaginario principato italiano di Piombino, nel Seicento. ― ATTO I: il fattore Rocco è perseguitato dalla sfortuna: per quanto si impegni nel lavoro, le cose per lui vanno di male in peggio. Per aiutarlo, suo fratello Antonio gli invia una nuova lavorante, la giovane e graziosa Bettina, guardiana di tacchini, fidanzata del pastore Pippo. Bettina reca con sé una lettera nella quale Antonio spiega al fratello che la ragazza è una mascotte, apportatrice di buona sorte, dote che è destinata a conservare finché rimarrà nubile e vergine. Rocco trascura di leggere la missiva, ciononostante la sua fortuna inizia a migliorare. Giunge nella fattoria il principe di Piombino, Lorenzo XVII – con quel numero non può essere che sfortunatissimo: infatti perde le guerre, fa investimenti sbagliati, le sue battute di caccia si risolvono in un nulla di fatto, e per di più ha una figlia, Fiammetta, che rifiuta ostinatamente di sposare il figlio del principe di Pisa, Fritellini, pur sapendo che quel matrimonio risolleverebbe le sorti di Piombino. La iella si accanisce su Lorenzo, che cade in una botte di vino; Rocco gli fornisce un cambio di abiti, e Lorenzo trova nella giacca la lettera di Antonio: venuto a sapere delle mistiche qualità di Bettina, finge di riconoscere in lei un’aristocratica scomparsa da tempo e con questa scusa la porta con sé a Piombino. ― ATTO II: la presenza di Bettina ha molto migliorato la situazione del principato di Piombino. I cortigiani ritengono che sia l’amante di Lorenzo, ma in realtà questi si guarda bene dall’insidiarla, sapendo che il perdurare dei poteri della giovane dipende dalla sua verginità. Nel castello di Piombino giunge Pippo, travestito da saltimbanco, con l’intenzione di riconquistare la fidanzata, ma viene riconosciuto e gettato in prigione. Prima, però, viene notato da Fiammetta, che se ne invaghisce e gli fa visita in cella; Lorenzo vede di buon occhio la cosa: se Fiammetta sposerà Pippo, il giovane non potrà più… attentare alla virtù di Bettina. Quest’ultima, credendo che Pippo voglia lasciarla, dichiara che sposerà Lorenzo. Fritellini, furioso e indignato, lascia il palazzo minacciando ritorsioni: sarà guerra fra Pisa e Piombino. Consapevoli a questo punto di essere stati manipolati, Bettina e Pippo si riconciliano e fuggono insieme, recandosi a Pisa. ― ATTO III: la malasorte ha ripreso a perseguitare il principato di Piombino, che subisce una cocente disfatta a opera delle forze guidate da Fritellini. Lorenzo e Fiammetta fuggono dal castello, vestiti da vagabondi. Giungono nel campo dell’esercito nemico proprio mentre si celebra il matrimonio di Bettina e Pippo, diventato capitano. Lorenzo ne è felicissimo, perché le nozze metteranno fine alla fortuna che la mascotte ha portato a Fritellini e a coloro che lo circondano. Il principe e la figlia vengono riconosciuti e arrestati; tuttavia, Fiammetta è talmente bella pur vestita di stracci, e Fritellini è così affascinante nella sua alta uniforme, che i due guardandosi sentono rinascere la passione; la guerra è finita. La felicità diventa generale quando si viene sapere che le doti di mascotte sono ereditarie e Bettina annuncia che avrà due gemelli.
Ole Bull (1810 - 17 agosto 1880): Secondo Concerto in mi minore per violino e orchestra, detto Concerto fantastico (1841). Annar Follesø, violino; Kringkastingsorkestret, dir. Ole Kristian Ruud.
Siegmund von Hausegger (16 agosto 1872 - 1948): Natursymphonie per orchestra (1911) con coro finale su testo di Goethe (Proemio, pubblicato nel 1817 come introduzione a Zur Naturwissenschaft überhaupt ). WDR Rundfunkchor Köln, WDR Sinfonieorchester Köln, dir. Ari Rasilainen.
Gehalten un mit Dehnung – Schnell
Langsam und gedehnt [18:30]
Stürmisch bewegt [38:04] – Sehr breit, mit größter Kraft (con coro) [45:44]
Im Namen dessen, der sich selbst erschuf!
Von Ewigkeit in schaffendem Beruf;
In Seinem Namen, der den Glauben schafft,
Vertrauen, Liebe, Tätigkeit und Kraft;
In jenes Namen, der, so oft genannt,
Dem Wesen nach blieb immer unbekannt:
Soweit das Ohr, soweit das Auge reicht,
Du findest nur Bekanntes, das ihm gleicht,
Und deines Geistes höchster Feuerflug
Hat schon am Gleichnis, hat am Bild genug;
Es zieht dich an, es reißt dich heiter fort,
Und wo du wandelst, schmückt sich Weg und Ort;
Du zählst nicht mehr, berechnest keine Zeit,
Und jeder Schritt ist Unermeßlichkeit.
Aleksandr Aleksandrovič Aljab’ev (15 agosto 1787 - 1851): L’usignolo (Соловей, 1826), romanza su testo di Anton Del’vig; trascrizione per voce e orchestra di Michail Ivanovič Glinka (1804 - 1857). Natalie Dessay, soprano; Berliner Sinfonie-Orchester, dir. Michael Schoenwandt.
Соловей мой, соловей,
Голосистый соловей!
Ты куда, куда летишь,
Где всю ночку пропоешь?
Соловей мой, соловей,
Голосистый соловей!
[Кто-то бедная, как я,
Ночь прослушает тебя,
Не смыкаючи очей,
Утопаючи в слезах?
Соловей мой, соловей,
Голосистый соловей!]
Ты лети, мой соловей,
Хоть за тридевять земель,
Хоть за синие моря,
На чужие берега;
Соловей мой, соловей,
Голосистый соловей!
Побывай во всех странах,
В деревнях и в городах:
Не найти тебе нигде
Горемышнее меня.
Соловей мой, соловей,
Голосистый соловей!
(Usignolo, mio usignolo, chiassoso usignolo! Dove sei, dove voli, dove canterai tutta la notte?
Usignolo, mio usignolo, chiassoso usignolo!
[Ti ascolterà, questa notte, un’altra infelice come me, senza poter chiudere occhi che annegano nelle lacrime?]
Vola, mio usignolo, sopra terre lontane, sopra il blu del mare, sopra rive straniere.
Viaggia attraverso ogni landa, sui villaggi, sulle città: non troverai nessuno più infelice di me.)
Michail Ivanovič Glinka (1804 - 1857): Variazioni in mi minore sulla romanza L’usignolo di A. A. Aljab’ev (1833). Anna Petrova-Forster, pianoforte.
Franz Liszt (1811 - 1886): Le Rossignol, air russe d’Alabieff S 250/1 (1842). France Clidat, pianoforte.
Il brano di Liszt trascritto per arpa da Henriette Renié (1875 - 1956) e interpretato da Anneleen Lenaerts.
Salomon Jadassohn (13 agosto 1831 - 1902): Quarta Sinfonia in do minore op. 101 (1889). Brandenburgisches Staatsorchester Frankfurt, dir. Jürgen Bruns.
Bernhard Romberg (1767 - 13 agosto 1841): Concertino in la maggiore per 2 violoncelli e orchestra op. (posth.) 72. Oren Shevlin e Johannes Wohlmacher, violoncelli; WDR Sinfonieorchester Köln, dir. Reinhard Goebel.
Allegro – Andante grazioso [7:13] – Rondò: Con allegrezza [9:58]
Jules Massenet (1842 - 13 agosto 1912): Suite sinfonica n. 7, Scènes alsaciennes (Souvenirs) (1882). Orchestre de la Société des Concerts du Conservatoire, dir. Albert Wolff.
Dimanche matin: Allegretto moderato – Andante religioso – Tempo I
Au cabaret: Allegro – Allegro moderato assai – Tempo I
Sous les tilleuls: Adagio sostenuto
Dimanche soir: Allegro moderato – Retraite française: Allegro moderato – Adagio – Tempo I – Allegro
Nella Retraite française suonano «à l’extérieur» (dietro le quinte) una tromba da segnali, un tamburo militare e una campana.
Per comprendere il significato della parola souvenirs (ricordi) nel sottotitolo, giova rammentare che, all’epoca in cui questa suite fu composta, l’Alsazia non era territorio francese: a seguito della sconfitta nella guerra del 1870 (cui Massenet aveva preso parte come volontario nella Guardia nazionale), la Francia era stata costretta a cedere Alsazia e Lorena al regno di Prussia (trattato di Francoforte, 1871); le due regioni furono restituite alla Francia dopo la prima guerra mondiale (trattato di Versailles, 1919).
Brian Easdale (10 agosto 1909 - 1995): musica per la scena del balletto dal film Scarpette rosse (The Red Shoes, 1948) di Michael Powell e Emeric Pressburger, ispirato dall’omonima fiaba di Hans Christian Andersen; Premio Oscar e Golden Globe 1949 per la miglior colonna sonora. Royal Philharmonic Orchestra diretta da sir Thomas Beecham.
Aleksandr Konstantinovič Glazunov (10 agosto 1865 - 1936): Concerto n. 1 in fa minore per pianoforte e orchestra op. 92 (1911). Svjatoslav Richter, pianoforte; Orchestra giovanile di Mosca, dir. Kirill Kondrašin. Registrazione del 1952.
Allegro moderato
Tema con variazioni:
Tema: Andante tranquillo [11:37]
1ª variazione (lo stesso tempo) [13:05]
2ª variazione, cromatica: Andantino [14:24]
3ª variazione, eroica: Allegro moderato [15:17]
4ª variazione, lirica: Adagio [16:19]
5ª variazione, intermezzo: Allegro [18:35]
6ª variazione, quasi una fantasia: Lento [19:20]
7ª variazione, mazurka: Allegretto [21:16]
8ª variazione, scherzo: Allegro ma non troppo [22:31]
9ª variazione, finale: Allegro moderato [23:58]
Gioachino Rossini (1792 - 1868): «Zitti zitti, piano piano», terzetto dal II atto dell’opera Il barbiere di Siviglia, o sia L’inutil precauzione (1816). Joyce DiDonato (Rosina), William Browning (Figaro), Patrick Greene (Almaviva).
Nicolas Bochsa (9 agosto 1789 - 1856): Rondo sur le trio «Zitti, zitti» du Barbier de Seville. Joel von Lerber, arpa.
Henry Litolff (7 agosto 1818 - 5 agosto 1891): Concerto symphonique n. 4 in re minore per pianoforte e orchestra op. 102 (c1852). Gerald Robbins, pianoforte; Orchestre national de l’Opéra de Monte-Carlo, dir. Édouard van Remoortel.
Antonín Vranický ovvero Anton Wranitzky (1761 - 6 agosto 1820): Sinfonia in do maggiore, Aphrodite (1796). Dvořákův komorní orchestr, dir. Vladimír Válek.
Hans Gál (5 agosto 1890 - 1987): Concerto in do maggiore per pianoforte e orchestra op. 57 (1948). Hartmut Hudezeck, pianoforte; Philharmonisches Orchester Altenburg-Gera, dir. Laurent Wagner.
Eugen Suchoň (1908 - 5 agosto 1993): Symfonietta rustica per orchestra (1955-56). Eesti Riiklik Sümfooniaorkester (Orchestra sinfonica nazionale dell’Estonia), dir. Neeme Järvi.
Siegfried Wagner (1869 - 4 agosto 1930): Sehnsucht, poema sinfonico, da Schiller (1895). Philharmonisches Staatsorchester Hamburg, dir. Werner Andreas Albert.
Scritta a 26 anni dal figlio di Richard Wagner e Cosima Liszt, questa composizione fu ritrovata solo nel 1979.
Carlos Chávez (1899 - 2 agosto 1978): Sinfonia n. 2, Sinfonía India (1935-36). Orquesta Sinfónica del Estado de México (l’indicazione nel video è errata), dir. Enrique Bátiz.