Michele Stratico (31 luglio 1728 - 1783): Concerto in sol minore per violino e archi. Giuliano Carmignola, violino; Venice Baroque Orchestra, dir. Andrea Marcon.
- Allegro
- Grave [6:14]
- Allegro assai [14:41]

Michele Stratico (31 luglio 1728 - 1783): Concerto in sol minore per violino e archi. Giuliano Carmignola, violino; Venice Baroque Orchestra, dir. Andrea Marcon.

Josef Fiala (1748 - 31 luglio 1816): Concerto in mi bemolle maggiore per corno inglese e orchestra. Heinz Holliger, corno inglese; English Chamber Orchestra, dir. Raymond Leppard.

Antonio Vivaldi (1678 - 28 luglio 1741): Concerto in re minore per violino, archi e basso continuo RV 249, n. 8 della raccolta La Stravaganza op. 4 (1716). Concerto Italiano, dir. Rinaldo Alessandrini.

Antonio Vivaldi (1678 - 28 luglio 1741): Concerto in fa maggiore per oboe, archi e continuo RV 457. Ensemble Silente Venti!; Simone Toni, oboe e direzione.
Johann Sebastian Bach (1685 - 28 luglio 1750): Concerto in fa maggiore per oboe, archi e continuo BWV 1053R. Café Zimmermann.
La partitura originale è perduta: il concerto è stato ricostruito sulla base delle cantate Gott soll allein mein Herze haben BWV 169 (il I e il II movimento del concerto corrispondono alla I e alla V parte della cantata) e Ich geh’ und suche mit Verlangen BWV 49 (l’ultimo movimento del concerto corrisponde alla I parte della cantata).
Giuseppe Sarti (1729 - 28 luglio 1802): Sonata n. 4 in sol maggiore per oboe e continuo. Giuseppe Piccinino, oboe; Roberto Cognazzo, clavicembalo.

Willem van Otterloo (1907 - 27 luglio 1978): Sinfonia n. 2 (1945-46), revisione di Otto Ketting (2011). Radio Filharmonisch Orkest, dir. James Gaffigan.

Miklós Rózsa (1907 - 27 luglio 1995): New England Concerto per 2 pianoforti e orchestra (1984). Joshua Pierce e Dorothy Jonas, pianoforti; The Utah Symphony Orchestra, dir. Elmer Bernstein.
Il compositore statunitense di origine magiara Miklós Rózsa è celebre soprattutto per le sue tante colonne sonore cinematografiche di successo: Le quattro piume e Il libro della giungla di Zoltán Korda, La fiamma del peccato, Giorni perduti e Vita privata di Sherlock Holmes di Billy Wilder, Io ti salverò di Alfred Hitchcock, I gangsters e Doppio gioco di Robert Siodmak, La città nuda di Jules Dassin, La costola di Adamo e Sangue misto di George Cukor, Giungla d’asfalto di John Huston, Quo vadis? di Mervyn LeRoy, I cavalieri della tavola rotonda di Richard Thorpe, Brama di vivere di Vincente Minnelli, Ben-Hur di William Wyler, Il re dei re di Nicholas Ray, El Cid di Anthony Mann, Quella sporca dozzina di Robert Aldrich, e numerose altre.
Nel New England Concerto ricorrono temi tratti dalle partiture scritte per i film Lydia (1941) di Julien Duvivier e Prigionieri del destino (Time Out of Mind, 1947) di Robert Siodmak.
Marco Betta (25 luglio 1964): Cadentia sidera, fantasia per pianoforte e archi (1990). Stefano Micheletti, pianoforte; Orchestra Sinfonica Abruzzese, dir. Flavio Emilio Scogna.
…et iam nox umida caelo praecipitat suadentque cadentia sidera somnos (Virgilio).

Max von Schillings (1868 - 24 luglio 1933): Primo Concerto in la maggiore per violino e orchestra op. 25 (1910). Ernő Rózsa, violino; Slovenská filharmónia, dir. Alfred Walter.

Joseph Eybler (1765 - 24 luglio 1846): Concerto in si bemolle maggiore per clarinetto e orchestra (1798). Dieter Klöcker, clarinetto; English Chamber Orchestra.

Max von Schillings (1868 – 24 luglio 1933): Ein Zwiegespräch per violino, violoncello e piccola orchestra op. 8 (1897). Elisabeth Glass, violino; Alban Gerhardt, violoncello; Kölner Rundfunkorchester, dir. Jan Stulen.

Leith Stevens (1909 - 23 luglio 1970): Concerto in do minore per pianoforte e orchestra, dalla colonna sonora del film L’amore senza volto (Night Song), diretto nel 1947 da John Cromwell. Artur Rubinstein, pianoforte; New York Philharmonic Orchestra, dir. Eugene Ormandy.
Il film, incredibilmente melenso e del tutto inverosimile, racconta l’amore di una ricca ragazza di San Francisco (Merle Oberon) per un povero pianista di nightclub (Dana Andrews) diventato cieco in seguito a un incidente automobilistico. La donna organizza un concorso di composizione mettendo in palio 5000 dollari per il miglior concerto per pianoforte e orchestra, sicura che il suo amato trionferà. Così in effetti avviene: il brano premiato viene eseguito al Carnegie Hall da Rubinstein sotto la bacchetta di Ormandy, e il felice vincitore usa il denaro del premio per farsi operare e riacquistare la vista. L’amore trionfa.
Superfluo aggiungere che il film fu un fiasco. Il critico del «New York Times» Bosley Crowther scrisse fra l’altro che « è proprio il concerto-premio a rivelare impietosamente la sfacciata e totale falsità di Night Song. Perché la musica sciatta e insignificante di Leith Stevens serve solo come pretesto per infilare nelle inquadrature violini, timpani e quartetti di corni. E se il signor Rubinstein e il signor Ormandy possono ingoiare, insieme con il proprio orgoglio, una robaccia del genere, vuol dire che hanno stomaci alquanto robusti ».

Richard Hol (23 luglio 1825 - 1904): Seconda Sinfonia in re minore op. 44 (1866). Radio Symfonie Orkest, dir. Ed Spanjaard.

Ben Weber (23 luglio 1916 - 1979): Concerto per pianoforte e orchestra op. 52 (1961). William Masselos, pianoforte; Royal Philharmonic Orchestra, dir. Gerhard Samuel.
La strana vita di Ben Weber, articolo di Roger Tréfousse.

Franz Berwald (23 luglio 1796 - 1868): Sinfonia n. 3 do maggiore, Sinfonie singulière (1845). Kölner Rundfunk-sinfonieorchester, dir. Herbert Blomstedt.

Antonio Vivaldi (1678 - 1741): Concerto in si minore per quattro violini, violoncello, archi e basso continuo op. 3 (L’estro armonico, 1711) n. 10, RV 580. Il Giardino Armonico, dir. Giovanni Antonini.
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Johann Sebastian Bach (1685 - 1750): Concerto in la minore per 4 clavicembali e archi BWV 1065 (c1730), trascrizione del Concerto RV 580 di Vivaldi, trasposto un tono sotto. Versione per 4 pianoforti e archi, con interpreti di grande rilievo: Martha Argerich, Evgenij Kisin, James Levine e Michail Pletnëv ai pianoforti; l’orchestra d’archi è costituita da Renaud Capuçon, Sarah Chang, Ilja Gringol’c, Gidon Kremer, Vadim Repin, Dmitrij Sitkoveckij, Christian Tetzlaff e Nikolaj Znaider, violini; Jurij Bašmet e Nobuko Imai, viole; Mischa Maisky e Boris Pergamenščikov, violoncelli; Patrick de Los Santos, contrabbasso. Registrato a Verbier, Canton Vallese, il 22 luglio 2002.

Josef Strauß (1827 - 22 luglio 1870): Sphärenklänge, valzer op. 235 (1868). Wiener Philharmoniker, dir. Christian Thielemann.
Josef Strauß, chiamato Pepi da familiari e amici, fu un musicista particolarmente sensibile e raffinato: a mio parere, i suoi valzer sono i migliori fra i tanti composti dagli Strauß viennesi. Lo stesso Johann II, suo fratello maggiore, disse una volta: « Fra me e Pepi, è lui quello che ha più talento, io sono solo quello più famoso ».
Eppure Josef non era nato per fare il musicista. Il padre intendeva avviarlo alla carriera militare, che Josef aborriva; quando il genitore abbandonò la famiglia, nel 1844, il ragazzo si sentì libero di dedicarsi agli amati studi scientifici. Nel 1851 dirigeva la costruzione di un acquedotto, e due anni più tardi brevettò una macchina per la pulizia stradale che fu adottata dalla città di Vienna.
Alla musica si dedicò con riluttanza e solo per accontentare la madre, la quale lo aveva pregato con insistenza affinché prendesse il posto di Johann II, che si era ammalato, quale direttore dell’orchestra di famiglia. Esordì a fine agosto 1853; le sue composizioni furono accolte con favore crescente, e Josef fu presto soprannominato « lo Schubert del valzer ». Quando morì, per le conseguenze di una caduta dal podio, non aveva ancora compiuto 43 anni.

Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840 - 1893): Времена года / Les Saisons op. 37a (1875-76), 7. Июль: Песня косаря / Juillet: Chant du faucheur. Versione originale: Valentyna Lysycja, pianoforte. Trascrizione per orchestra di Aleksandr Gauk (1893 - 1963): Orchestra da camera di Mosca, dir. Constantine Orbelian.
Sul periodico sanpietroburghese «Нувеллист» (Nuvellist), ove il brano fu originariamente pubblicato nel luglio 1876, questo Chant du faucheur venne associato a versi di Aleksej Vasil’evič Kol’cov (da Косарь, Il falciatore, 1836):
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Раззудись, плечо! Размахнись, рука! Ты пахни в лицо, Ветер с полудня! |
Distenditi, spalla! Slànciati, braccio! Soffiami in faccia, vento del Sud! |

Henri Hamal (20 luglio 1744 - 1820): Concerto in re maggiore per tromba e orchestra. Maurice André, tromba; Les Solistes de Liège, dir. Géry Lemaire.

Ferdinand David (1810 - 19 luglio 1873): Concertino per trombone basso e orchestra op. 4 (1837). Branimir Slokar, trombone; Orchestre de Chambre de Lausanne, dir. Jean-Marie Auberson.

Günter Bialas (19 luglio 1907 - 18 luglio 1995): Sinfonia piccola per orchestra da camera (1960). Folkwang Kammerorchester di Essen, dir. Heinz Dressel.

Wolfgang Amadeus Mozart (1756 - 1791): Concerto in do maggiore per oboe e orchestra K 314 (1777). François Leleux, oboe; hr-Sinfonieorchester, dir. Andrés Orozco-Estrada.


Georg Friedrich Händel (1685 - 1759): «Ombra mai fu», aria dal I atto dell’opera Serse HWV 40 (1738). Andreas Scholl, controtenore; Akademie für Alte Musik Berlin.
Per comporre il Serse Händel si avvalse non solo del libretto di Nicolò Minato rimaneggiato da Silvio Stampiglia che era servito a Giovanni Bononcini 44 anni prima, ma anche di alcune delle musiche dello stesso Bononcini. L’opera non ebbe molta fortuna e fu cancellata dal cartellone dopo sei sole rappresentazioni. Nel corso dell’Ottocento, però, l’aria che apre il I atto fu riscoperta e, riarrangiata come brano strumentale per organici diversi, divenne una delle composizioni più famose del musicista sassone con il titolo Largo di Händel. Eccone una versione sinfonica (London Symphony Orchestra diretta da George Szell) e una organistica (Alexander Jörk):

Francesco Cavalli (1602 - 1676): «Ombra mai fu», aria dal I atto dell’opera Il Serse (o Xerse, 1654), libretto di Nicolò Minato. Flavio Ferri-Benedetti, controtenore; Neue Hofkapelle Graz, dir. Michael Hell.
Atto I, scena 1a.
Villaggio delizioso dietro le mura della città, con veduta di bosco.
Xerse sotto un platano.
Ombra mai fu
di vegetabile
cara e amabile,
soave più.
Bei smeraldi crescenti,
frondi tenere, e belle,
di turbini, o procelle
importuni tormenti,
non v’affliggano mai la cara pace,
né giunga a profanarvi austro rapace.
Ombra mai fu…
Mai con rustica scure
bifolco ingiurioso
tronchi ramo frondoso,
e se reciso pure
fia che ne resti alcuno, in stral cangiato,
o lo scocchi Diana, o ‘l dio bendato.
Ombra mai fu…
Luise Adolpha Le Beau (1850 - 17 luglio 1927): Concerto in re minore per pianoforte e orchestra op. 37 (1887). Katia Tchemberdji, pianoforte; Kammersymphonie Berlin, dir. Jürgen Bruns.
Johann David Heinichen (1683 - 16 luglio 1729): Concerto grosso in sol maggiore S 213 (c1720). Musica Antiqua Köln, dir. Reinhard Goebel.

Sir James MacMillan (16 luglio 1959): Primo Concerto per pianoforte e orchestra, The Berserking (1989). Martin Roscoe, pianoforte; BBC Philharmonic Orchestra diretta dall’autore.
Originariamente ispirato da una partita di calcio fra le squadre del Celtic di Glasgow e del Partizan di Belgrado.

Sir Harrison Birtwistle (15 luglio 1934 - 2022): Earth Dances (1986). Ensemble Modern Orchestra, dir. Pierre Boulez.

Ernest Bloch (24 luglio 1880 - 15 luglio 1959): Suite hébraïque per viola e orchestra (1951). Gérard Caussé, viola; Orchestre de la Suisse Romande, dir. Lior Shambadal.

Johann Gottfried Müthel (1728 - 14 luglio 1788): Terzo Concerto in sol maggiore per clavicembalo e archi. Berliner Barock-Compagney, dir. e fortepiano Christine Schornsheim.

Alla Pàvlova (13 luglio 1952): Sinfonia n. 6, Vincent (2008); ispirata dal capolavoro di Vincent van Gogh Notte stellata (1889) e dedicata all’artista olandese. Orchestra sinfonica «Čajkovskij» di Mosca, dir. Patrick Baton.
I movimento
II movimento [13:55]
III movimento [26:18]
IV movimento [32:23]
