Sir Harrison Birtwistle (15 luglio 1934 - 2022): Earth Dances (1986). Ensemble Modern Orchestra, dir. Pierre Boulez.

Sir Harrison Birtwistle (15 luglio 1934 - 2022): Earth Dances (1986). Ensemble Modern Orchestra, dir. Pierre Boulez.

Ernest Bloch (24 luglio 1880 - 15 luglio 1959): Suite hébraïque per viola e orchestra (1951). Gérard Caussé, viola; Orchestre de la Suisse Romande, dir. Lior Shambadal.

Johann Gottfried Müthel (1728 - 14 luglio 1788): Terzo Concerto in sol maggiore per clavicembalo e archi. Berliner Barock-Compagney, dir. e fortepiano Christine Schornsheim.

Alla Pàvlova (13 luglio 1952): Sinfonia n. 6, Vincent (2008); ispirata dal capolavoro di Vincent van Gogh Notte stellata (1889) e dedicata all’artista olandese. Orchestra sinfonica «Čajkovskij» di Mosca, dir. Patrick Baton.
I movimento
II movimento [13:55]
III movimento [26:18]
IV movimento [32:23]

Joseph Jongen (1873 - 12 luglio 1953): Impressions d’Ardennes per orchestra op. 44 (1913). Orchestre National de Belgique, dir. Roman Kofman.

Anton Stepanovič Arenskij (12 luglio 1861 - 1906): Sinfonia n. 1 in si minore op. 4 (1883). Orchestra sinfonica di Stato della Federazione russa, dir. Valerij Poljanskij.

George Gershwin (1898 - 11 luglio 1937): I got rhythm, testo di Ira Gershwin, dal musical Girl Crazy (1930), cantato da Judy Garland.
George Gershwin: Variazioni su I got rhythm per pianoforte e orchestra (1933–34). Oscar Levant, pianoforte; Morton Gould and His Orchestra.

Giorgio Federico Ghedini (11 luglio 1892 - 1965): Concerto dell’Albatro per voce recitante, violino, violoncello, pianoforte e orchestra (1945) su testi tratti da Moby Dick di Herman Melville (traduzione di Salvatore Quasimodo). Gordon Stanley, voce recitante; Mela Tenenbaum, violino; Dorothy Lawson, violoncello; Cameron Grant, pianoforte; Philharmonia Virtuosi, dir. Richard Kapp.
« Ricordo il primo albatro che vidi.
« Fu durante un lungo colpo di vento in acque remote nei mari antartici.
« Dopo la mia guardia franca del mattino, ero salito sul ponte coperto di nubi e là vidi, gettato sulle boccaporte di maestro, un essere regale, pennuto, di immacolata bianchezza e dal sublime romano rostro adunco.
« A intervalli esso allargava le ali immense da arcangelo, come per abbracciare qualche arca santa. Stupefacenti palpitazioni e sussulti lo scuotevano.
« Attraverso i suoi inesprimibili, stranissimi occhi mi pareva di scorgere segreti che giungevano a Dio.
« A lungo contemplai quel prodigio di penne. Non posso dire, ma soltanto far sentire, le cose che mi guizzarono allora nella mente. »

Sir Donald Francis Tovey (17 luglio 1875 - 10 luglio 1940): Sinfonia in re maggiore op. 32 (1913). Malmö Operaorkester, dir. George Vass.

Henryk Wieniawski (10 luglio 1835 - 1880): Concerto per violino e orchestra n. 1 in fa diesis minore op. 14 (1852: composto a 17 anni). Ray Chen, violino; WDR Sinfonieorchester Köln, dir. Cristian Măcelaru.

Rued Langgaard (28 luglio 1893 - 10 luglio 1952): Sinfonia n. 1, Klippepastoraler, BVN 32 (1908-11). DR SymfoniOrkestret, dir. Leif Segerstam.

Giovanni Benedetto Platti (9 luglio 1697 - 1763): Concerto in la maggiore per violoncello e orchestra. Stefano Veggetti, violoncello; Ensemble Cordia.
Percy Grainger (8 luglio 1882 - 1961): Scotch Strathspey and Reel per coro e orchestra (1924). The Ambrosian Singers & English Chamber Orchestra, dir. Benjamin Britten.
Strathspey e reel sono danze tradizionali britanniche, di origine scozzese, in ritmo binario (2/2 o 4/4), la prima leggermente più lenta della seconda. La composizione di Grainger, il cui titolo completo è Scotch Strathspey and Reel inlaid with Several Irish and Scotch Tunes and Sea-Chanty, si fonda sopra un celebre canto marinaresco, Drunken Sailor (ovvero What Shall We Do with a/the Drunken Sailor? ), con melodia di probabile origine irlandese. Nelle due clip che seguono potete ascoltarlo in due diverse interpretazioni: del gruppo Irish Rovers la prima, più “tradizionale” e corredata dal testo; l’altra, più fantasiosa, è dei King’s Singers.
Ludwig Wenzel Lachnith (7 luglio 1746 - 1820): Sinfonia in si bemolle maggiore. Kurpfälzisches Kammerorchester, dir. Hans Oskar Koch.
Oggi Lachnith sarebbe del tutto dimenticato, se non fosse per una sua rivisitazione del Flauto magico andata in scena a Parigi nel 1801 con il titolo Les Mystères d’Isis ; si tratta di un adattamento del capolavoro mozartiano al gusto francese dell’epoca: nell’immediato ebbe un grande successo di pubblico, ma suscitò molte critiche anche postume, fra cui quella di Berlioz, feroce e al tempo stesso assai spassosa.

Gian Carlo Menotti (7 luglio 1911 - 2007): Primo Concerto per pianoforte e orchestra (1945). Earl Wild, pianoforte; Symphony of the Air, dir. Jorge Mester.
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Pietro Torri (c1650 - 6 luglio 1737): «Quando il flebile usignolo», aria per soprano dal II atto dell’opera L’Ippolito (1731). Ann Hallenberg, mezzosoprano; Baroque Ensemble Musikdorf Ernen, dir. e violino principale Ada Pesch.
Quando il flebile usignolo
Lasciar deve a forza il nido
Si rivolge in altro lido
E spiegando afflitto il volo
Va sfogando il suo dolor.
Władysław Szpilman (1911 - 6 luglio 2000): Concertino per pianoforte e orchestra, composto nel Ghetto di Varsavia nel 1940. L’esegue l’autore con l’Orchestra della Radio polacca (Polska orkiestra radiowa), dir. Stefan Rachon; registrazione del 1972.

Ennio Morricone (1928 - 6 luglio 2020): Voci dal silenzio per voce recitante, voci registrate, coro e orchestra (2002). The Canticum Novum Singers e Roma Sinfonietta diretti dall’autore.
« L’ho composta sull’onda dell’emozione per la tragedia dell’11 settembre. Poi si è trasformata con il passare del tempo, è diventata un canto per tutte le tragedie, per tutte le stragi del mondo » (Ennio Morricone).
Michel Yost (1754 - 5 luglio 1786): Concerto n. 7 in si bemolle maggiore per clarinetto e orchestra. Dieter Klöcker, clarinetto; Pražský komorní orchestr.
Paul Ben-Haim (5 luglio 1897 - 1984): Prima Sinfonia (1939-40). NDR Radiophilharmonie, dir. Israel Yinon.

Stefano Gobatti (5 luglio 1852 - 1913): Preludio sinfonico all’opera I goti (versione 1898). I Musici dell’Accademia, dir. Luigi Verdi.

Ecco un caso alquanto curioso di compositore acclamatissimo quando era in vita e oggi completamente dimenticato.
«Salute e trionfo al giorno in cui Stefano Gobatti segnerà dell’impronta sua la prossima evoluzione dell’arte musicale in Italia» (Giosue Carducci).
Quadro I: In full glee
John Stafford Smith (1750 - 1836): The Anacreontic Song, or To Anacreon in Heav’n, canto bacchico su testo di Ralph Tomlinson composto a Londra intorno al 1775. Jacob Wright, voce solista; Jerry Blackstone, direttore.
To Anacreon, in Heav’n, where he sat in full glee,
A few sons of harmony sent a petition,
That he their inspirer and patron would be;
When this answer arrived from the jolly old Grecian –
Voice, fiddle and flute, no longer be mute.
I’ll lend ye my name, and inspire you to boot,
And, besides, I’ll instruct you, like me, to entwine,
The myrtle of Venus with Bacchus’s vine.
The news through Olympus immediately flew;
When Old Thunder pretended to give himself airs –
If these mortals are suffer’d their scheme to pursue,
The devil a goddess will stay above stairs.
Hark! already they cry in transports of joy.
Away to the Sons of Anacreon we’ll fly…
And there with good fellows, we’ll learn to entwine,
The myrtle of Venus with Bacchus’s vine.
The yellow-hair’d god, and his nine fusty maids,
From Helicon’s banks will incontinent flee.
Idalia will boast but of tenantless shades,
And the biforked hill a mere desert will be.
My Thunder, no fear on’t shall soon do its errand,
And dam’me! I’ll swing the ringleaders, I warrant.
I’ll trim the young dogs for thus daring to twine,
The myrtle of Venus with Bacchus’s vine.
Apollo rose up; and said, Pr’ythee ne’er quarrel,
Good King of the gods, with my vot’ries below!
Your thunder is useless – then, shewing his laurel,
Cry’d, Sic evitabile fulmen, you know!
Then over each head my laurels I’ll spread;
So my sons from your crackers no mischief shall dread,
Whilst snug in their club-room, they jovially twine,
The myrtle of Venus with Bacchus’s vine.
Next Momus got up, with his risible phiz;
And swore with Apollo he’d cheerfully join –
The full tide of harmony still shall be his,
But the song, and the catch, and the laugh shall be mine;
Then, Jove, be not jealous of these honest fellows.
Cry’d Jove, We relent, since the truth you now tell us;
And swear by Old Styx that they long shall entwine,
The myrtle of Venus with Bacchus’s vine.
Ye sons of Anacreon, then, join hand in hand;
Preserve unanimity, friendship and love.
‘Tis your’s to support what’s so happily plan’d;
You’ve the sanction of gods, and the fiat of Jove.
While thus we agree, our toast let it be.
May our club flourish happy, united, and free!
And long may the sons of Anacreon entwine,
The myrtle of Venus with Bacchus’s vine.
Sul modello dell’Anacreontic Song di Tomlinson è esemplata l’ode Defence of Fort McHenry, composta da Francis Scott Key per celebrare la vittoria dei soldati statunitensi e della popolazione di Baltimora sulla flotta inglese il 14 settembre 1814. In seguito il testo di Francis Scott Key, adattato alla musica di John Stafford Smith, divenne un canto patriottico, e nel 1931 fu ufficialmente adottato quale inno nazionale degli Stati Uniti d’America, oggi noto con il titolo The Star-Spangled Banner.
Quadro II: La versione di Igor’
The Star-Spangled Banner nella versione orchestrale curata da Igor’ Stravinskij nei primi anni 1940. National Symphony Orchestra, dir. Gianandrea Noseda.
Una pubblica esecuzione di questa versione si sarebbe dovuta tenere a Boston nel gennaio del 1944, con la Boston Symphony Orchestra diretta dal compositore stesso, ma fu depennata dal programma del concerto a causa di un curioso incidente: la polizia locale avvertì Stravinskij dell’esistenza di una legge che proibiva la manomissione, parziale o integrale, dell’inno nazionale, aggiungendo che ogni trasgressione sarebbe stata punita con un’ammenda di 100 dollari.
(La polizia di Boston era però in errore: una legge c’era davvero, ma si limitava a vietare l’uso dell’inno come musica da ballo o da intrattenimento.)
In effetti Stravinskij aveva modificato l’armonizzazione originale: perciò, per quanto dispiaciuto, rinunciò a dirigere il brano.
Quadro III: Le variazioni di Paine
John Knowles Paine (1839 - 1906): Concert Variations on «The Star-Spangled Banner» per organo op. 3 n. 2 (1861). Andrew Meagher.
Quadro IV: Lo yankee vagabondo
Giacomo Puccini (1858-1924): «Dovunque al mondo», da Madama Butterfly (1904), atto I. Luciano Pavarotti e Michel Sénéchal, tenori; Robert Kerns, baritono; Chor der Wiener Staatsoper e Wiener Philharmoniker diretti da Herbert von Karajan.

Leoš Janáček (3 luglio 1854 - 1928): Suita (o Serenada) per orchestra op. 3 (1891). Janáčkova filharmonie Ostrava, dir. Otakar Trhlík.
Appassionato studioso delle tradizioni musicali della propria terra, Janáček ne adotta gli elementi caratteristici — come per esempio le formule ripetitive — in varie composizioni. Il delizioso Allegretto della Suita op. 3 era già stato inserito, come II movimento, con strumentazione leggermente diversa, nella serie delle Danze dei lachi (1889).
Leoš Janáček con la moglie Zdenka Schulzová nel 1881.
Leoš Janáček (3 luglio 1854 - 1928): Lašské tance (Danze dei lachi; 1889). Orchestra sinfonica della Radio slovacca di Bratislava, dir. Ondrej Lenárd.
Il titolo originale di questa suite era Valašské tance, ossia danze della Valacchia morava, la regione di cui Janáček era originario.

Leoš Janáček (3 luglio 1854 - 1928): Idyla per orchestra d’archi (1878). Orchestra da camera A Far Cry.
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Leoš Janáček (3 luglio 1854 - 1928): Suita per orchestra d’archi (1877). New York Classical Players, dir. Dongmin Kim.

Christoph Willibald Gluck (2 luglio 1714 - 1787): Sinfonia in sol maggiore Chen G3, Weimarer. L’Orfeo Barockorchester, dir. Michi Gaigg.

Christoph Willibald Gluck (2 luglio 1714 - 1787): Sinfonia in la maggiore Chen A1, Regensburger. L’Orfeo Barockorchester, dir. Michi Gaigg.

Wolfgang Amadeus Mozart (1756 - 1791): Concerto in do maggiore per pianoforte e orchestra K 467 (1785). Fazıl Say, pianoforte; hr-Sinfonieorchester, dir. Peter Oundjian.
Oggi, per cambiare un po’, ecco qualcosa di ben noto 🙂

Louis Andriessen (1939 - 1° luglio 2021): Contra tempus per fiati, percussione e ensemble che improvvisa (1968). Membri del Balletorkest, dir. Howard Williams.
