Elisabeth von Herzogenberg, nata von Stockhausen (13 aprile 1847 - 1892): Andante, n. 6 di 8 Klavierstücke (1892). Daniela Willimek, pianoforte.

Elisabeth von Herzogenberg, nata von Stockhausen (13 aprile 1847 - 1892): Andante, n. 6 di 8 Klavierstücke (1892). Daniela Willimek, pianoforte.

František Ondříček (1857 - 12 aprile 1922): Scherzo capriccioso per violino e pianoforte op. 18 (c1900). Pavel Šporcl, violino; Petr Jiříkovský, pianoforte.

Louis-Emmanuel Jadin (1768 - 11 aprile 1853): Sonata in sol maggiore per flauto e pianoforte op. 13 n. 1. Frédéric Chatoux, flauto; Bertrand Giraud, pianoforte.
Anonimo: Їхав козак за Дунай (Ikhav kozak za Dunaj, Cavalcò un cosacco al di là del Danubio), canto tradizionale ucraino, qui interpretato dal cantante e virtuoso di bandura Taras Kompaničenko, da Kiev, con il suo ensemble. Il testo è attribuito al poeta ucraino Semen Klimovskij (1705 - 1785).
Portato nell’Europa occidentale dai soldati dell’esercito zarista in guerra contro Napoleone, questo canto divenne noto nei Paesi di lingua tedesca con il titolo Schöne Minka; nella prima metà dell’Ottocento ispirò diversi compositori.
Carl Maria von Weber (1786 - 1826): [9] Variations sur un air russe per pianoforte op. 40, J. 179 (1814-15). Alexander Paley.
Johann Nepomuk Hummel (1778 - 1837): Variazioni per flauto, violoncello e pianoforte op. 78 n. 2 (1818). Ilma Ensemble: Rosa Sanz, flauto; David Olivares, violoncello; Hernán Milla, pianoforte.
Aleksandr Aleksandrovič Aljab’ev (1787 - 1851): Variazioni sul tema ucraino «Cavalcò un cosacco al di là del Danubio» per violino e orchestra. Aleksandr Trostjanskij, violino; Orchestra Musica Viva, dir. Aleksandr Rudin.
Ludwig van Beethoven (1770 - 1827): Air cosaque: Schöne Minka, ich muß scheiden per canto, violino, violoncello e pianoforte, n. 16 dei Lieder verschiedener Völker WoO 158 (1816-18). Dorothee Wohlgemuth, soprano; Georg Poplutz, tenore; Martin Haunhorst, violino; Bernhard Schwarz, violoncello; Rainer Maria Klaas, pianoforte.
Schöne Minka, ich muß scheiden, ach du fühlest nicht das Leiden,
fern auf freudelosen Heiden, fern zu sein von dir!
Finster wird der Tag mir scheinen, einsam werd ich gehn und weinen;
auf den Bergen, in den Hainen ruf ich, Minka, dir.
Nie werd ich von dir mich wenden; mit den Lippen, mit den Händen
werd ich Grüße zu dir senden von entfernten Höhn.
Mancher Mond wird noch vergehen, ehe wir uns wiedersehen;
ach, vernimm mein letztes Flehen: bleib mir treu und schön!
Du, mein Olis, mich verlassen? Meine Wange wird erblassen;
alle Freuden werd ich hassen, die sich freundlich nahn.
Ach, den Nächten und den Tagen werd ich meinen Kummer klagen;
alle Lüfte werd ich fragen, ob sie Olis sahn!
Tief verstummen meine Lieder, meine Augen schlag ich nieder;
aber seh ich dich einst wieder, dann wird’s anders sein.
Ob auch all die frischen Farben deiner Jugendblüte starben:
ja, mit Wunden und mit Narben bist du, Süßer mein!
Beethoven: Air russe: Schöne Minka, variazioni per flauto e pianoforte op. 107 n. 7 (1817-18). Jean-Pierre Rampal, flauto; Robert Veyron-Lacrois, pianoforte.
Auguste Franchomme (10 aprile 1808 - 1884): Air russe varié pour violoncelle avec accompagnement de quintuor op. 32 (1845). Anner Bylsma, violoncello; L’Archibudelli.
Ma non è finita. Ritroviamo il tema musicale in brani molto più recenti, come per esempio questa canzone proposta negli anni 1940 da Dinah Shore (statunitense di origini russe) e più tardi ripresa da Sandie Shaw:
Alla fine, proporrei di tornare a est per ascoltare il Coro Kubanskij:
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Їхав козак за Дунай. Та було б, та було б не ходити, Постій, постій, козаче, Лучше було б, лучше було б не ходити «Білих ручок не ламай. Та було б, та було б не ходити… «Не хочу я нічого Лучше було б, лучше було б не ходити… |
Cavalcò un cosacco al di là del Danubio. Sarebbe stato meglio non partire, Aspetta, aspetta, cosacco, Sarebbe stato meglio non partire, Non torcerti quelle mani bianche, Sarebbe stato meglio non partire… Non voglio nessun altro, Sarebbe stato meglio non partire… |
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Gaetano Donizetti (1797 - 8 aprile 1848): Sonata in fa maggiore per pianoforte «a quattro sanfe». Franco Calabretto e Eddi de Nadai.
Larghetto – Allegro brillante [0:44]
Emil Frey (8 aprile 1889 - 1946): Passacaglia, dalla Sesta Suite op. 66 (c1933). Luisa Splett, pianoforte.
Igor’ Stravinskij (1882 - 6 aprile 1971): Capriccio per pianoforte e orchestra (1929). Carlos Roque Alsina, pianoforte; Orchestre Philharmonique de France, dir. Ernest Bour.

Claude Delvincourt (1888 - 5 aprile 1954): Danceries, 5 pezzi per violino e pianoforte (1930). Eliot Lawson, violino; Diane Andersen, pianoforte.
Semën’ Alekseevič Barmotin (1877 - 5 aprile 1939): 20 Preludi per pianoforte op. 12 (prima del 1910). Christopher Williams.

Alfonso Rendano (5 aprile 1853 - 1931): Variazioni sopra un tema calabrese per pianoforte (c1883). Daniela Roma.

Gabriel Grovlez (4 aprile 1879 - 1944): L’Almanach aux Images, suite per pianoforte (1911). Chris Breemer.

Stefan Wolpe (1902 - 4 aprile 1972): Battle Piece per pianoforte (1942-47). Marc-André Hamelin.


Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.
Gaetano Braga (1829 - 1907): L’infinito per voce, violoncello e pianoforte. Amor Lilia Perez, mezzosoprano; Galileo Di Ilio, violoncello; Giuseppe Sabatini, pianoforte.
Mario Castelnuovo-Tedesco (3 aprile 1895 - 1968): L’infinito per voce e pianoforte op. 22 (1921). Leonardo De Lisi, tenore; Anna Toccafondi, pianoforte.
Zez Confrey (3 aprile 1895 - 1971): Kitten on the Keys, shimmy per pianoforte (1921). Cory Hall.
Erwin Schulhoff (1894 - 1942): 5 Études de jazz per pianoforte (1926). Markus Schlemmer.

Václav Jan Křtitel Tomášek (1774 - 3 aprile 1850): Églogue in fa maggiore per pianoforte op. 35 n. 2 (1806). Rudolf Firkušný.

Václav Jan Křtitel Tomášek (1774 – 3 aprile 1850): Concerto n. 1 in do maggiore per pianoforte e orchestra op. 18 (1805). Jan Simon, pianoforte; Orchestra sinfonica di Praga, dir. Vladimir Válek.

Adolf Wiklund (1879 - 2 aprile 1950): Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in mi minore op. 10 (1907). Ingemar Edgren, pianoforte; Göteborgs Symfoniorkester, dir. Jorma Panula.
Alcuni rags di Scott Joplin (c1868 - 1º aprile 1917), scelti fra i più belli da lui composti, nelle impareggiabili interpretazioni di Joshua Rifkin.
Maple Lef Rag (1899). Esemplare.

The Entertainer (1902). Rococò.

Gladiolus Rag (1907). Sontuoso.
Pine Apple Rag (1908). Frizzante.

Solace – A Mexican Serenade (1909). Dolce e misterioso.
Magnetic Rag (1914). Perfetto.

Rifkin è da annoverarsi fra i pochissimi interpreti che rispettano le indicazioni di Joplin, sulle cui partiture compare regolarmente questa avvertenza:
Notice! Don’t play this piece fast.
It is never right to play rag time fast.
Ferruccio Busoni (1° aprile 1866 - 1924): Danze antiche per pianoforte op. 11 (10), BV 126 (1879). Wolf Harden.

Johann Abraham Peter Schulz (31 marzo 1747 - 1800): Sonata in mi bemolle maggiore per strumento a tastiera op. 2 (1778). Thοmаs Trοndhjеm, pianoforte.

Franz Joseph Haydn (31 marzo 1732 - 1809): Fantasia in do maggiore per pianoforte Hob.XVII:4 (1789). Balázs Szokolay.
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Gordon Mumma (30 marzo 1935): Graftings per pianoforte (1990). Daan Vandewalle.

Diether de la Motte (30 marzo 1928 - 2010): Toccata, Arie und Fuge per pianoforte (c1951). Conrad Hansen.

Oto Ferenczy (30 marzo 1921 - 2000): Sonata per violino e pianoforte (1962). Viktor Šimčisko, violino; Helena Gáfforová, pianoforte.
Charles Valentin Alkan (1813 - 29 marzo 1888): Le Preux, étude de concert per pianoforte op. 17 (1844). Laurent Martin.

Joo si duole di avere mani piccole, troppo piccole per poter eseguire il Preludio op. 3 n. 2 di Rachmaninov: ma, con l’aiuto di Igudesman, risolve brillantemente il problema. «Solo le mani sono piccole» 😀
Sergej Vasil’evič Rachmaninov (1° aprile 1873 - 28 marzo 1943): Preludio in do diesis minore per pianoforte, n. 2 dei Morceaux de fantaisie op. 3 (1892). Inciso dal compositore nel 1919 per Edison Records.

Sergej Vasil’evič Rachmaninov (1° aprile 1873 - 28 marzo 1943): Six Moments musicaux per pianoforte op. 16 (1896). Ivo Pogorelich.

William Baines (26 marzo 1899 - 1922): Tides per pianoforte (1920). Eric Parkin.

Ludwig van Beethoven (1770 - 26 marzo 1827): Trio in re maggiore per violino, violoncello e pianoforte op. 70 n. 1, Geistertrio (n. 4, 1808). Isaac Stern, violino; Leonard Rose, violoncello; Eugene Istomin, pianoforte.
Perché questo brano è noto come Geistertrio, ossia «Trio degli spettri»? A quanto pare il titolo si deve indirettamente a Carl Czerny, il più celebre fra gli allievi di Beethoven, il quale nel 1842 scrisse che ascoltando il II movimento gli era venuta in mente la scena iniziale dell’Amleto.

Mario Peragallo (25 marzo 1910 - 1996): Tre Ricercari sul totale cromatico per pianoforte a quattro mani (1988). Tiziana Moneta e Gabriele Rota.
