I got rhythm

 
George Gershwin (1898 - 11 luglio 1937): I got rhythm, testo di Ira Gershwin, dal musical Girl Crazy (1930), cantato da Judy Garland.
 


 
George Gershwin: Variazioni su I got rhythm per pianoforte e orchestra (1933–34). Oscar Levant, pianoforte; Morton Gould and His Orchestra.

Concerto dell’Albatro

Giorgio Federico Ghedini (11 luglio 1892 - 1965): Concerto dell’Albatro per voce recitante, violino, violoncello, pianoforte e orchestra (1945) su testi tratti da Moby Dick di Herman Melville (traduzione di Salvatore Quasimodo). Gordon Stanley, voce recitante; Mela Tenenbaum, violino; Dorothy Lawson, violoncello; Cameron Grant, pianoforte; Philharmonia Virtuosi, dir. Richard Kapp.

« Ricordo il primo albatro che vidi.
« Fu durante un lungo colpo di vento in acque remote nei mari antartici.
« Dopo la mia guardia franca del mattino, ero salito sul ponte coperto di nubi e là vidi, gettato sulle boccaporte di maestro, un essere regale, pennuto, di immacolata bianchezza e dal sublime romano rostro adunco.
« A intervalli esso allargava le ali immense da arcangelo, come per abbracciare qualche arca santa. Stupefacenti palpitazioni e sussulti lo scuotevano.
« Attraverso i suoi inesprimibili, stranissimi occhi mi pareva di scorgere segreti che giungevano a Dio.
« A lungo contemplai quel prodigio di penne. Non posso dire, ma soltanto far sentire, le cose che mi guizzarono allora nella mente. »

Concertino – VI

Leoš Janáček (3 luglio 1854 - 1928): Concertino per pianoforte, due violini, viola, clarinetto, corno e fagotto (1925). Quintetto di fiati «Claude Debussy» e altri.

Composto durante una visita a Hukvaldy, in Moravia, luogo natale e ritiro campestre di Janáček, il Concertino è, secondo le indicazioni dell’autore, una descrizione dei giochi di vari animali nel bosco: in una lettera datata 23 aprile 1925 Janáček parla di “uno scoiattolo, alcuni moscerini, un capriolo”, mentre in un articolo scritto qualche tempo dopo aggiunge alla lista un riccio e dei gufi. Gli animaletti sono raffigurati prima individualmente, poi nel terzo movimento compaiono insieme, e nel Finale tutti giocano, saltano e corrono con crescente vivacità.

K 467

 
Wolfgang Amadeus Mozart (1756 - 1791): Concerto in do maggiore per pianoforte e orchestra K 467 (1785). Fazıl Say, pianoforte; hr-Sinfonieorchester, dir. Peter Oundjian.

  1. Allegro maestoso
  2. Andante [14:57]
  3. Allegro vivace assai [22:52]

Oggi, per cambiare un po’, ecco qualcosa di ben noto 🙂

Quintetto con pianoforte e contrabbasso

Josef Labor (29 giugno 1842 - 1924): Quintetto in mi minore per pianoforte, violino, viola, violoncello e contrabbasso op. 3 (1886). Oliver Triendl, pianoforte; Cecilia Zilliacus, violino; Hiyoli Togawa, viola; Valentin Radutiu, violoncello; Zoran Marković, contrabbasso.

  1. Allegro
  2. Scherzo: Allegro vivace [10:24]
  3. Andante [16:01]
  4. Allegro ma non troppo – Allegro molto ed agitato [27:25]

Vienna, monumento a Josef Labor

Variazioni sul Pueblo unido

 
Frederic Rzewski (1938 - 26 giugno 2021): The People United Will Never Be Defeated!, 36 variazioni per pianoforte (1975), qui eseguite dall’autore, sul tema del canto di mobilitazione popolare ¡El pueblo unido jamás será vencido!, composto nel 1973 da Sergio Ortega su testo del gruppo «Quilapayún» e poi fatto proprio da altri complessi musicali, fra cui gli «Inti-Illimani», che lo portarono a notorietà internazionale.
 

I shall but love thee better after death

Maude Valérie White (23 giugno 1855 - 1937): How Do I Love Thee?, song per voce e pianoforte su testo di Elizabeth Barrett Browning (Sonnet 43) ampiamente rimaneggiato dalla compositrice. Ximena Bernal, mezzosoprano; Felipe Calle, pianoforte.

Testo del song:

How do I love thee? Let me count the ways.
I love thee to the depth and breadth and height
My soul can reach,
(I love thee purely)
I love thee to the level of every day’s
Most quiet need,
(I love thee with the breath) of all my life!
and, if God choose,
I shall but love thee better after death.

Testo originale di Elizabeth Barrett Browning:

How do I love thee? Let me count the ways.
I love thee to the depth and breadth and height
My soul can reach, when feeling out of sight
For the ends of being and ideal grace.
I love thee to the level of every day’s
Most quiet need, by sun and candle-light.
I love thee freely, as men strive for right.
I love thee purely, as they turn from praise.
I love thee with the passion put to use
In my old griefs, and with my childhood’s faith.
I love thee with a love I seemed to lose
With my lost saints. I love thee with the breath,
Smiles, tears, of all my life; and, if God choose,
I shall but love thee better after death.

Julian, figlio di Aleksandr

 
Julian Aleksandrovič Skrjabin (1908 - 22 giugno 1919): Quattro Preludi per pianoforte (1918-19).

  • Preludio op. 2 (1918)
  • Preludio op. 3 n. 1 (1918) [2:30]
  • Preludio op. 3 n. 2 (1918) [3:40]
  • Preludio senza numero d’opus (1919) [4:08]

Secondo alcuni studiosi, questi Preludi sarebbero in realtà composizioni inedite di Aleksandr Skrjabin e risalirebbero al 1907 circa.

Tre Movimenti x 2

Jehan Alain (1911 - 20 giugno 1940): Trois Mouvements pour flûte et piano JA 74 (1934-35). Daniela Dottori, flauto; Luca Moscardi, piano.

  1. Andante
  2. Allegro con grazia [1:39]
  3. Allegro vivace [3:00]

La medesima composizione trascritta per flauto e organo da Marie-Claire Alain (1975). Sofija Lubjanceva, flauto; Il’ja Kudrjavcev, organo.

  1. Andante
  2. Allegro con grazia [1:44]
  3. Allegro vivace [3:46]

Čajkovskij: Le Stagioni – 6


Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840 - 1893): Времена года / Les Saisons op. 37a (1875-76), 6. Июнь: Баркарола / Juin: Barcarolle. Versione originale: Valentyna Lysycja, pianoforte. Trascrizione per orchestra di Aleksandr Gauk (1893 - 1963): Orchestra da camera di Mosca, dir. Constantine Orbelian.
Originariamente il brano fu pubblicato sul periodico sanpietro­bur­ghe­se «Нувеллист» (Nuvellist) nel giugno 1876, associato a una quartina di Aleksej Nikolaevič Pleščeev:

Выйдем на берег, там волны
Ноги нам будут лобзать.
Звезды с таинственной грустью
Будут над нами сиять.
Andiamo a riva, dove le onde
baceranno i nostri piedi.
Le stelle, con misteriosa tristezza,
brilleranno su di noi.

Concertino – V (Pelēcis 75)

Georgs Pelēcis (18 giugno 1947): Concertino bianco in do maggiore per pianoforte e orchestra da camera (1983). Aleksej Ljubimov, pianoforte; Deutsche Kammerphilharmonie Bremen, dir. Heinrich Schiff.

  1. Con intenerimento
  2. Con venerazione [4:56]
  3. Con anima [10:50]

GP