Giorgio Federico Ghedini (11 luglio 1892 - 1965): Concerto dell’Albatro per voce recitante, violino, violoncello, pianoforte e orchestra (1945) su testi tratti da Moby Dick di Herman Melville (traduzione di Salvatore Quasimodo). Gordon Stanley, voce recitante; Mela Tenenbaum, violino; Dorothy Lawson, violoncello; Cameron Grant, pianoforte; Philharmonia Virtuosi, dir. Richard Kapp.
« Ricordo il primo albatro che vidi.
« Fu durante un lungo colpo di vento in acque remote nei mari antartici.
« Dopo la mia guardia franca del mattino, ero salito sul ponte coperto di nubi e là vidi, gettato sulle boccaporte di maestro, un essere regale, pennuto, di immacolata bianchezza e dal sublime romano rostro adunco.
« A intervalli esso allargava le ali immense da arcangelo, come per abbracciare qualche arca santa. Stupefacenti palpitazioni e sussulti lo scuotevano.
« Attraverso i suoi inesprimibili, stranissimi occhi mi pareva di scorgere segreti che giungevano a Dio.
« A lungo contemplai quel prodigio di penne. Non posso dire, ma soltanto far sentire, le cose che mi guizzarono allora nella mente. »
Gian Carlo Menotti (7 luglio 1911 - 2007): Primo Concerto per pianoforte e orchestra (1945). Earl Wild, pianoforte; Symphony of the Air, dir. Jorge Mester.
Władysław Szpilman (1911 - 6 luglio 2000): Concertino per pianoforte e orchestra, composto nel Ghetto di Varsavia nel 1940. L’esegue l’autore con l’Orchestra della Radio polacca (Polska orkiestra radiowa), dir. Stefan Rachon; registrazione del 1972.
Leoš Janáček (3 luglio 1854 - 1928): Concertino per pianoforte, due violini, viola, clarinetto, corno e fagotto (1925). Quintetto di fiati «Claude Debussy» e altri.
Composto durante una visita a Hukvaldy, in Moravia, luogo natale e ritiro campestre di Janáček, il Concertino è, secondo le indicazioni dell’autore, una descrizione dei giochi di vari animali nel bosco: in una lettera datata 23 aprile 1925 Janáček parla di “uno scoiattolo, alcuni moscerini, un capriolo”, mentre in un articolo scritto qualche tempo dopo aggiunge alla lista un riccio e dei gufi. Gli animaletti sono raffigurati prima individualmente, poi nel terzo movimento compaiono insieme, e nel Finale tutti giocano, saltano e corrono con crescente vivacità.
Wolfgang Amadeus Mozart (1756 - 1791): Concerto in do maggiore per pianoforte e orchestra K 467 (1785). Fazıl Say, pianoforte; hr-Sinfonieorchester, dir. Peter Oundjian.
Allegro maestoso
Andante [14:57]
Allegro vivace assai [22:52]
Oggi, per cambiare un po’, ecco qualcosa di ben noto 🙂
Louis Andriessen (1939 - 1° luglio 2021): Contra tempus per fiati, percussione e ensemble che improvvisa (1968). Membri del Balletorkest, dir. Howard Williams.
Ignacy Paderewski (1860 - 29 giugno 1941): Minuetto in sol maggiore, n. 1 delle 6 Humoresques de concert op. 14 (1887). Esegue l’autore in un curioso filmato del 1937.
Frederic Rzewski (1938 - 26 giugno 2021): Squares n. 1 (Squall) e n. 2 (Hyenas). Esegue l’autore — il quale, formidabile improvvisatore, non di rado si discosta dalla propria partitura…
Frederic Rzewski (1938 - 26 giugno 2021): The People United Will Never Be Defeated!, 36 variazioni per pianoforte (1975), qui eseguite dall’autore, sul tema del canto di mobilitazione popolare ¡El pueblo unido jamás será vencido!, composto nel 1973 da Sergio Ortega su testo del gruppo «Quilapayún» e poi fatto proprio da altri complessi musicali, fra cui gli «Inti-Illimani», che lo portarono a notorietà internazionale.
Maude Valérie White (23 giugno 1855 - 1937): How Do I Love Thee?, song per voce e pianoforte su testo di Elizabeth Barrett Browning (Sonnet 43) ampiamente rimaneggiato dalla compositrice. Ximena Bernal, mezzosoprano; Felipe Calle, pianoforte.
Testo del song:
How do I love thee? Let me count the ways.
I love thee to the depth and breadth and height
My soul can reach,
(I love thee purely)
I love thee to the level of every day’s
Most quiet need,
(I love thee with the breath) of all my life!
and, if God choose,
I shall but love thee better after death.
Testo originale di Elizabeth Barrett Browning:
How do I love thee? Let me count the ways.
I love thee to the depth and breadth and height
My soul can reach, when feeling out of sight
For the ends of being and ideal grace.
I love thee to the level of every day’s
Most quiet need, by sun and candle-light.
I love thee freely, as men strive for right.
I love thee purely, as they turn from praise.
I love thee with the passion put to use
In my old griefs, and with my childhood’s faith.
I love thee with a love I seemed to lose
With my lost saints. I love thee with the breath,
Smiles, tears, of all my life; and, if God choose,
I shall but love thee better after death.
Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840 - 1893): Времена года / Les Saisons op. 37a (1875-76), 6. Июнь: Баркарола / Juin: Barcarolle. Versione originale: Valentyna Lysycja, pianoforte. Trascrizione per orchestra di Aleksandr Gauk (1893 - 1963): Orchestra da camera di Mosca, dir. Constantine Orbelian.
Originariamente il brano fu pubblicato sul periodico sanpietroburghese «Нувеллист» (Nuvellist) nel giugno 1876, associato a una quartina di Aleksej Nikolaevič Pleščeev:
Выйдем на берег, там волны
Ноги нам будут лобзать.
Звезды с таинственной грустью
Будут над нами сиять.
Andiamo a riva, dove le onde
baceranno i nostri piedi.
Le stelle, con misteriosa tristezza,
brilleranno su di noi.
Stevan Hristić (19 giugno 1885 - 1958): Rapsodia per pianoforte e orchestra (1942). Marina Arsenijević, pianoforte; Orchestra sinfonica della Radiotelevisione serba, dir. Bojan Suđić.
Georgs Pelēcis (18 giugno 1947): Concertino bianco in do maggiore per pianoforte e orchestra da camera (1983). Aleksej Ljubimov, pianoforte; Deutsche Kammerphilharmonie Bremen, dir. Heinrich Schiff.