Roberto Carnevale (15 giugno 1966): I miei orologi (1995). Graziella Concas, pianoforte; L’Offerta Musicale Ensemble: Carmelo dell’Acqua, clarinetto; Gaetano Adorno, viola.

Roberto Carnevale (15 giugno 1966): I miei orologi (1995). Graziella Concas, pianoforte; L’Offerta Musicale Ensemble: Carmelo dell’Acqua, clarinetto; Gaetano Adorno, viola.

Giovanni Simone Mayr (14 giugno 1763 - 1845): Concerto n. 1 in do maggiore per pianoforte e orchestra. Piero Barbareschi, pianoforte; Orchestra da camera dell’Etruria, dir. Paolo Ponziano Ciardi.

John Ireland (1879 - 12 giugno 1962): London Pieces (1917-20). John Lenehan, pianoforte.

Oliver Knussen (12 giugno 1952 - 2018): Sonya’s Lullaby op. 16 (1977). Melanie Spanswick, pianoforte.
« The word Lullaby is used in the sense of an incantation to sleep; Sonya is my daughter, who was a four-month-old insomniac in October 1977 when the first sketch of this piece was written. Formally the music is, I hope, self-explanatory –- but perhaps it is worth mentioning that an initials stimulus toward the piano writing was the harmonic exploitation of overtones produced from the lowest register of the instrument by composers as diverse as Brahms, Scriabin, Copland and Carter » (Oliver Knussen).

Dedico questo post a Augusta 🙂
Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809 - 1847): Lied ohne Worte in la maggiore op. 62 n. 6 (1842). Vladimir Horowitz, pianoforte.
Questo brano, uno dei più celebri Lieder ohne Worte di Mendelssohn, è talvolta chiamato Frühlingslied (Canto di primavera) e, in Inghilterra, Camberwell Green: fu infatti composto al 168 di Denmark Hill a Camberwell, nella zona sud di Londra, dove Mendelssohn poté assaporare la dolce quiete del parco omonimo.
Il Lied ohne Worte (romanza senza parole) è un genere strumentale romantico, tipicamente tedesco, iniziato da Mendelssohn; le caratteristiche formali e espressive sono appunto quelle del Lied, ma trasferite in ambito esclusivamente strumentale, di solito pianistico. Mendelssohn è certamente il più famoso autore di Lieder ohne Worte: ne compose otto raccolte, ciascuna costituita da sei brani. Fra gli altri musicisti che si dedicarono a questa forma, uno dei più noti è Ignaz Moscheles.

Jean Wiéner (1896 - 8 giugno 1982): Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra, Concerto Franco-Américain (1923). Danielle Laval, pianoforte; Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo, dir. Pascal Verrot.

Stan Golestan (7 giugno 1875 - 1956): Pe potecile Carpaților, concerto per pianoforte e orchestra, con coro (1937). Georgeta Ștefănescu-Barnea, pianoforte; Orchestra simfonică şi Corul a Radioteleviziunii Române, dir. Carol Litvin.

Alessandra Celletti (6 giugno 1966): Come se un valzer ballassi col pensiero (da Crazy Girl Blue, 2011).
Michail Ivanovič Glinka (1° giugno 1804 - 1857): Разлука / La Séparation, notturno in fa minore per pianoforte (1839). Adriano Paolini.
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Francis Poulenc (1899 - 1963): Suite française d’après Claude Gervaise (1935), versione per pianoforte eseguita in concerto da Alicia de Larrocha.
Poulenc, il più sottovalutato dei compositori francesi del ‘900, compose la Suite française nel 1935 affinché fosse eseguita durante la rappresentazione del II atto del dramma La reine Margot di Édouard Bourdet. La suite consiste in una rielaborazione di alcuni brani tratti dai Livres de danceries pubblicati intorno al 1550 da Claude Gervaise: si tratta dunque di una serie di danze rinascimentali (bran[s]le, pavane, sicilienne), cui si aggiungono una “piccola marcia militare”, un carillon e una complainte (n. 4) che è l’unico pezzo interamente composto da Poulenc.
La medesima Suite nella versione per piccola orchestra. New Music Studium, dir. Antonio Plotino.
Infine, la trascrizione per pianoforte e quintetto di fiati realizzata da Katsuhisa Ohtaki nel 1992. Ensemble Orphée.

Giovanni Sgambati (28 maggio 1841 - 1914): Preludio e Fuga in mi bemolle minore-maggiore per pianoforte op. 6 (1876). Pietro Spada.
La Fuga ha inizio a 5:30. A 9:27 la fuga è interrotta da un corale elaborato sulla melodia dell’inno gregoriano a san Giovanni Battista, Ut queant laxis — inno dal quale, com’è noto, Guidone d’Arezzo ricavò i nomi delle note musicali.

Joachim Raff (27 maggio 1822 - 1882): Sonata n. 1 in mi minore per violino e pienoforte op. 73 (1874). Ingolf Turban, violino; Jaša Nemcov, pianoforte.

Alice Tegnér (1864 - 26 maggio 1943): Sonata in la minore per violino e pianoforte (1901). Bernt Lysell, violino; Lucia Negro, pianoforte.

Anatolij Nikolaevič Aleksandrov (25 maggio 1888 - 1982): 4 Preludi per pianoforte op. 10 (1913-16). Jenny Lin.

Alfredo Casella (1883 - 1947): Pagine di guerra op. 25, «quattro films musicali per pianoforte a 4 mani» (1915). Sandro Ivo Bartoli e Marcello Guerrini.
Casella: Pagine di guerra op. 25b, versione per orchestra con l’aggiunta di un quinto brano (1917). Orchestra Sinfonica di Roma, dir. Francesco La Vecchia.

Jean Françaix (23 maggio 1912 - 1997): Hommage à l’ami Papageno per pianoforte e 10 strumenti a fiato (1984). Con l’autore al pianoforte, il Bläser Ensemble Mainz diretto da Klaus Rainer Schöll.
Ennesima dichiarazione d’amore di Jean Françaix alla musica di Mozart.
Papageno secondo Emanuele Luzzati
Jean Françaix (23 maggio 1912 - 1997): Cinq Portraits de jeunes filles (1936). Esegue l’autore.

Francis Poulenc (1899 - 1963): Valse in do maggiore, dall’Album des Six (1919). Pascal Rogé, pianoforte.
Poulenc: Élégie (1959). Güher e Süher Pekinel, pianoforti.
Poulenc: Mélancolie (1940). Pascal Rogé, pianoforte.
Poulenc: L’embarquement pour Cythère, valse-musette (1951). Vronsky & Babin, pianoforti.
Jean Françaix (23 maggio 1912 - 1997): Musique pour faire plaisir d’après Francis Poulenc pour 10 instruments à vent (1984). Bläser Ensemble Mainz, dir. Klaus Rainer Schöll.
1. Petite valse – Introduction
2. Élégie [2:10]
3. L’embarquement pour Cythère, grande valse démocratique [6:00]
«Francis Poulenc era impegnato nella composizione dei Dialogues des Carmelites quando mi chiese di orchestrare il suo Babar, histoire d’un petit éléphant : il dramma di Mme von Le Fort lo teneva lontano da ogni frivolezza. Forte di questa missione, ho subito accolto l’idea di Klaus Rainer Schöll di fare il recidivo, strumentando per il suo ensemble prima la Valse tratta dall’Album des Six ; poi la bella Élégie composta in memoria della contessa di Polignac, una delle più affascinanti dame parigine, figlia di Jeanne Lanvin, e inoltre eccellente interprete di romanze da camera, allieva come me di Nadia Boulanger; e infine L’embarquement pour Cythère – l’allusione al famoso dipinto di Watteau è assai ironica, perché in quel brano Poulenc fa riferimento a un ballo popolare sulle rive della Marna, dove le ninfe sono un po’ cialtroncelle e ancor più spudorate delle loro mitologiche antenate» (Jean Françaix).
Ho pensato di dedicare la giornata di oggi interamente a Jean Françaix, nel 110° anniversario della nascita. Spero che le sue arguzie musicali siano di vostro gradimento e, soprattutto, che riescano a strapparvi un sorriso 🙂
Jean Françaix (23 maggio 1912 - 1997): Concertino per pianoforte e orchestra (1932). Claude Françaix, pianoforte; London Symphony Orchestra, dir. Antal Dorati.

Émile Sauret (22 maggio 1852 – 1920): Scherzo fantastique per violino e pianoforte op. 9 (c1880). Michi Wiancko, violino; Dina Vainshtein, pianoforte.

Joseph Wölfl (1773 – 21 maggio 1812): Concerto n. 5 in do maggiore per pianoforte e orchestra op. 43, Grand concert militaire (1799). Yorck Kronenberg, pianoforte; SWR-Rundfunkorchester Kaiserslautern, dir. Johannes Moesus.

Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840 - 1893): Времена года / Les Saisons op. 37a (1875-76), 5. Май: Белые ночи / Mai: Les nuits de mai. Versione originale: Valentyna Lysycja, pianoforte. Trascrizione per orchestra di Aleksandr Gauk (1893 - 1963): Orchestra da camera di Mosca, dir. Constantine Orbelian.
Il curatore del periodico sanpietroburghese «Нувеллист» (Nuvellist), sul quale il brano fu originariamente pubblicato nel maggio 1876, lo associò a una quartina di Afanasij Afanas’evič Fet-Šenšin:
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Какая ночь! На всём какая нега! Благодарю, родной полночный край! Из царства льдов, из царства вьюг и снега Как свеж и чист твой вылетает Май. |
Che notte! Che gioia in ogni dove! Grazie, mia terra natia boreale! Dal regno delle tempeste e della neve fresco e puro giunge volando Maggio. |

Emil Frey (1889 - 20 maggio 1946): Kleine slawische Suite per pianoforte op. 38 (1922). Luisa Splett.
Charles Ives (1874 - 19 maggio 1954): Three Quarter-Tone Pieces per 2 pianoforti (1924). Aleksej Ljubimov e Pierre-Laurent Aimard.

André-François Marescotti (1902 - 18 maggio 1995): Fantasque (1939). Arturo Benedetti Michelangeli, pianoforte; registrazione del 1941.
Marescotti compose Fantasque espressamente per il Concorso pianistico di Ginevra, che nel 1939 fu vinto appunto da Benedetti Michelangeli.

Paul Dukas (1865 - 17 maggio 1935): Sonata in mi bemolle minore per pianoforte (1899-1900). Marc-André Hamelin (in concerto).

Alcune diverse interpretazioni di Je te veux, valse chantée composta probabilmente nel 1897 da Erik Satie (17 maggio 1866 - 1925) su testo di Henry Pacory:
J’ai compris ta détresse,
Cher amoureux,
Et je cède à tes vœux:
Fais de moi ta maîtresse.
Loin de nous la sagesse,
Plus de tristesse,
J’aspire à l’instant précieux
Où nous serons heureux:
Je te veux.
Je n’ai pas de regrets
Et je n’ai qu’une envie:
Près de toi là tout près
Vivre toute ma vie.
Que mon corps soit le tien,
Que ta lèvre soit mienne,
Que ton coeur soit le mien
Et que toute ma chair soit tienne.
J’ai compris ta détresse…
Oui, je vois dans tes yeux
La divine promesse
Que ton coeur amoureux
Vient chercher ma caresse.
Enlacés pour toujours,
Brûlant des mêmes flammes
Dans un rêve d’amour
Nous échangerons nos deux âmes.
J’ai compris ta détresse…

Fryderyk Chopin (1810 - 1849): Mazurca in fa diesis minore op. 59 n. 3 (1844). Arthur Rubinstein, pianoforte.
Il tema iniziale ha carattere schiettamente popolare; anche il secondo episodio, in modo maggiore, è una danza piena di brio. Nella ripresa della sezione iniziale, il primo tema viene esposto attraverso un sottile gioco contrappuntistico; la composizione si conclude, inaspettatamente, in modo maggiore. Di questo brano si conosce anche un’altra versione, lievemente diversa.

Aleksander Michałowski (17 maggio 1851 - 1938): Mazurca n. 1 in fa diesis minore op. 5 (c1870-80). Robert Marat, pianoforte.

Francis Poulenc (1899 - 1963): Trois Mouvements perpétuels per pianoforte (1918). Gabriel Tacchino.
Arvo Pärt (1935): Perpetuum mobile per orchestra op. 10 (1963). Governor’s School Orchestra di Winston-Salem (North Carolina), dir. Orlando Cela.
Wilhelm Middelschulte (1863 - 1943): Perpetuum mobile per pedaliera sola (1903). Brink Bush, organo.

Wilhelm Middelschulte
Niccolò Paganini (1782 - 1840): Sonate à mouvement perpetuel in si bemolle maggiore per violino e orchestra (1831), II movimento. Salvatore Accardo, violino; London Philharmonic Orchestra, dir. Charles Dutoit.
Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809 - 1847): Perpetuum mobile in do maggiore per pianoforte op. 119 (c1837). Joshua Grunmann, pianoforte.
Johann Strauß figlio (1825 - 1899): Perpetuum mobile, musikalischer Scherz per orchestra op. 257 (1862). Wiener Philharmoniker, dir. Herbert von Karajan.
Ottokar Nováček (1866 - 1900): Perpetuum mobile in re minore op. 5 n. 4 (1895). Nathan Milstein, violino; Ernest Lush, pianoforte.

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