The Machine Age

William Albright (20 ottobre 1944 - 1998): The Machine Age, « A Set of Short Piano Pieces for Our Time » (1988). Ricardo Descalzo.

  1. The Ever-Blinking Eye [0:32]
  2. Player-Piano on Broadway [2:30]
  3. The Computer’s Revenge (Scherzo) [3:38]
  4. Blues for Cristofori (Lullaby pian’e forte) [5:48]
  5. Robot Drummers (From Hell) [8:40]
  6. Prayer [10:26]

The Machine Age, 1

Ives 150 – III

Charles Ives (20 ottobre 1874 - 1954): The Celestial Railroad, « phantasy » per pianoforte (1925), ispirato dall’omonimo racconto di Nathaniel Hawthorne. Donald Berman.

Lasciato inedito dall’autore, questo brano presenta particolari motivi di interesse in quanto strettamente collegato a altre composizioni ivesiane, segnatamente la Sonata per pianoforte n. 2 e il II movimento della Quarta Sinfonia.

Ives

La chioma di Berenice

Francisco Guerrero Marín (1951 - 19 ottobre 1997): Coma Berenices per orchestra (1996). Orquesta Sinfónica de Galicia, dir. José Ramón Encinar.


Marc-André Hamelin (1961): Studio per pianoforte n. 2, Coma Berenices (2008). Esegue l’autore.

Il luppolo

Fryderyk Chopin (1810 - 17 ottobre 1849): Preludio in la minore op. 28 n. 2 (1831). Evgenij Kisin, pianoforte.

Questo Preludio è stato a lungo considerato la più problematica composizione di Chopin: per le arditezze armoniche dell’accompagnamento, per la staticità della melodia (quattro volte ripetuta con varianti quasi inavvertibili), per la sconsolata mestizia dell’insieme. «Nel Preludio in la minore Chopin supera la sua epoca di intere decine d’anni», osserva Józef Chomiński; e Casella vi scorge appunto un’impressionante analogia con il preludio alla seconda parte del Sacre du printemps di Stravinskij.
Si è riconosciuta nella desolata melodia del secondo Preludio la citazione di un canto rituale di nozze polacco, intitolato Chmiel (Il luppolo), sul quale Chopin improvvisò più volte in pubblico.

NB: salvo diversa indicazione, i testi inseriti negli articoli dedicati a Chopin nel presente blog sono tratti dal volume Chopin: Signori il catalogo è questo di C. C. e Giorgio Dolza, Einaudi, Torino 2001.

Concerto da camera – I

Walter Niemann (10 ottobre 1876 - 1953): Concerto da camera n. 1 per pianoforte e archi op. 153 (1941). Jo­seph Müller-Mayen, pianoforte; Rund­funk­or­ches­ter des Südwestfunks, dir. Emmerich Smola.

  1. Praeludium
  2. Variazioni sopra un’antica ninna-nanna olandese [3:10]
  3. Alla gagliarda [11:31]

La sua musica fa cose strane con il tempo

Tōru Takemitsu (8 ottobre 1930 - 1996): リヴァラン – Riverrun per pianoforte e orchestra (1984). Noriko Ogawa, pianoforte; BBC Philharmonic Orchestra, dir. Juanjo Mena.
Il titolo del post di oggi mi è stato ispirato da un interessante articolo di Tom Service dedicato a Takemitsu.

TT

Music for a Rainy Weekend (To My Dear Friend Ashley)

Eric Whitacre (1970): Cloudburst per voce recitante, coro, pianoforte e percussione (1991-95) su testo di Octavio Paz (da El cántaro roto, adattato). Brigham Young University Singers, dir. Ron Staheli.

La lluvia,
ojos de agua de sombra,
ojos de agua de pozo,
ojos de agua de sueño.
Soles azules, verdes remolinos,
picos de luz que abren astros
como granadas.
Dime, tierra quemada, ¿no hay agua?
Hay sólo sangre, sólo hay polvo,
¿hay sólo pisadas
de pies desnudos sobre la espina?

La lluvia despierta.
Hay que dormir con los ojos abiertos,
hay que soñar con las manos,
soñemos sueños activos de río buscando su cauce,
sueños de sol soñando sus mundos,
hay que soñar en voz alta,
hay que cantar hasta que el canto eche
raíces, tronco, ramas, pájaros, astros,
hay que desenterrar la palabra perdida
recordar que dicen sangre, la marea,
la tierra y el cuerpo,
volver al punto de partida.
La lluvia.

Opus 25

Arnold Schoenberg (13 settembre 1874 - 1951): Suite per pianoforte op. 25 (1921-23). Paul Jacobs.

  1. Präludium: Rasch
  2. Gavotte: Etwas langsam [0:55]
  3. Musette: Rascher [2:12]
  4. Intermezzo [4:52]
  5. Menuett und Trio: Moderato [8:45]
  6. Gigue: Rasch [13:04]

« I primi pezzi dodecafonici furono alcuni tempi della Suite per pianoforte [op. 25], composti nell’autunno del 1921. Il vero significato della mia ricerca mi si palesò attraverso questi pezzi. lo mi ero inoltrato inconsciamente per questa via, e l’avevo scoperta attratto da una meta: quella dell’ordine e della disciplina formale. Come potete osservare non si trattava di una via diritta, nè essa, come accade sovente nelle correnti artistiche, era stata sollecitata dal desiderio di originalità. Personalmente provo repulsione all’essere considerato un rivoluzionario, appunto perché non lo sono. Dai miei esordi ho posseduto una disposizione per la forma, basilare e sviluppata, e una forte ripugnanza verso le esagerazioni. Non si tratta di un ritorno all’ordine, giacché non vi fu mai disordine, ma, al contrario, di un’ascesa verso un ordine più alto e migliore » (Arnold Schoenberg, lettera a Nicolas Slonimsky del 3 giugno 1937).
La serie dodecafonica su cui si fonda la Suite op. 25 è MI–FA–SOL–RE♭–SOL♭–MI♭–LA♭–RE–SI–DO–LA–SI♭.

Schoenberg, op. 25 n. 1

Concerto sereno

Piotr Maria Lachert de Peslin (5 settembre 1938 - 18 settembre 2018): Concerto sereno per pianoforte a 4 mani e orchestra (2005). Estibaliz Gastesi e Márcio Bezerra, pianoforte; Palm Beach Atlantic University Symphony Orchestra, dir. Lloyd Mims.

    I.
   II. [9:20]
  III. [12:56]

In stile antico – V

Edvard Grieg (1843 - 4 settembre 1907): Fra Holbergs tid (Dai tempi di Holberg), «suite in stile antico» per pianoforte op. 40 (1884); composta per celebrare il bicentenario della nascita dell’umanista danese Ludvig Holberg. Torhild Fimreite.

  1. Praeludium
  2. Sarabande [3:09]
  3. Gavotte [7:40]
  4. Air [11:13]
  5. Rigaudon [17:15]

Grieg: Fra Holbergs tid, trascrizione per orchestra d’archi (1884-85). Berliner Phil­har­mo­ni­ker, dir. Herbert von Karajan.

  1. Praeludium
  2. Sarabande [3:02]
  3. Gavotte [7:18]
  4. Air [11:07]
  5. Rigaudon [16:58]

Grieg, op40

Il nastro sciolto

Reynaldo Hahn (9 agosto 1874 - 1947): Le Ruban dénoué, 12 valzer per 2 pianoforti (1915). Huseyin Sermet e Kun Woo Paik.

  1. Décrets indolents du hasard
  2. Les soirs d’Albi [1:26]
  3. Souvenir… Avenir… [3:49]
  4. Danse de l’amour et du chagrin [6:01]
  5. Le demi-sommeil embaumé [7:29]
  6. L’anneau perdu [13:05]
  7. Danse du doute et de l’espérance [14:46]
  8. La cage ouverte [16:39]
  9. Soir d’orage [18:50]
  10. Les baisers [20:36]
  11. Il sorriso [23:19]
  12. Le seul amour [26:19]

« Cette série de valses a occupé quelques-uns de mes mornes loisirs en ces derniers mois. Je ne m’en exagère pas la valeur musicale. Mais j’ai tenté d’y fixer des instants qui auront compté dans ma vie » (Reynaldo Hahn).

Sonata a quattro mani

Ignaz Anton Ladurner (1° agosto 1766 - 1839): Sonata in do minore per pianoforte a 4 mani op. 6 (c1800). Ayami Ikeba e Marlies Nussbaumer.

Introduzione :

– Grave
– Pastorale: Andantino [0:55]

Sonata :

– Allegro brillante [1:42]
– Polac[c]a [7:12]
– Pastorale: Allegretto [12:41]

Ladurner era nato a Aldino (oggi in provincia di Bolzano) e visse a lungo in Francia, dove arrivò alla vigilia della Rivoluzione e per qualche tempo fece parte fra l’altro, come organista, dell’orchestra di corte di Napoleone. Pare che fosse un formidabile didatta, capace di tener lezione anche per quindici ore al giorno. Elaborò uno stile compositivo personale, e questa Sonata ne dà la misura.

Cogli la rosa – II

Georg Friedrich Händel (1685 - 1759): Sarabanda, dal III atto dell’opera Almira HWV 1 (1705). Akademie für Alte Musik Berlin, dir. Bernhard Forck.


Franz Liszt (1811 - 31 luglio 1886): Sarabande und Chaconne aus dem Singspiel «Almira» von Georg Friedrich Händel per pianoforte S 181 (1879). Joel Hastings.

S 181

BWV 582 e trascrizioni

Johann Sebastian Bach (1685 - 28 luglio 1750): Passacaglia e Fuga in do minore BWV 582. Karl Richter, organo.


Trascrizione per pianoforte di Igor Žukov eseguita dal trascrittore.


Trascrizione per pianoforte di Krystian Zimerman eseguita dal trascrittore.


Trascrizione per orchestra di Ottorino Respighi. Royal Philharmonic Orchestra, dir. Andrew Litton.


Trascrizione per orchestra di Leopold Stokowski. International Festival Youth Orchestra diretta dal trascrittore.

BWV 582

Ventiquattro Preludi

Ferruccio Busoni (1866 - 27 luglio 1924): 24 Preludi per pianoforte op. 37 (1880-81). Geoffrey Douglas Madge.

  1. in do maggiore: Moderato
  2. in la minore: Andantino sostenuto [2:59]
  3. in sol maggiore: Andante con moto [6:01]
  4. in mi minore Allegretto [9:14]
  5. in re maggiore: Vivace assai quasi presto [12:00]
  6. in si minore: Moderato [13:48]
  7. in la maggiore: Allegro vivace [16:11]
  8. in fa diesis minore: Allegro moderato [17:59]
  9. in mi maggiore: Allegretto vivace e con brio [19:51]
  10. in do diesis minore: Vivace ed energico [21:18]
  11. in si maggiore: Allegretto piacevole «alla danza» [23:29]
  12. in sol diesis minore: Andantino [25:41]
  13. in fa diesis maggiore: Allegretto scherzando [28:35]
  14. in mi bemolle minore: Lento funebre [30:21]
  15. in re bemolle maggiore: Andantino sostenuto [33:18]
  16. in si bemolle minore: Maestoso ed energico [36:18]
  17. in la bemolle maggiore: Allegretto vivace [37:11]
  18. in fa minore: Allegretto con moto [38:39]
  19. in mi bemolle maggiore: Allegro vivo [41:11]
  20. in do minore: Allegro moderato [42:21]
  21. in si bemolle maggiore: Andantino sostenuto [44:24]
  22. in sol minore: Vivace e scherzoso [47:19]
  23. in fa maggiore: Allegro vivace [48:10]
  24. in re minore: Presto [49:25]

Ferruccio Busoni

Light of the Seven

Ramin Djawadi (19 luglio 1974): Light of the Seven, dalla colonna sonora della serie televisiva Il trono di spade. Coro e Orchestra filarmonica di Praga, dir. Evan Jolly.
Il brano accompagna la scena iniziale («Scena del processo») del 10° episodio della 6a stagione (2016) del celebre sceneggiato prodotto da HBO.

GoT
RD

Haї-luli!

Pauline Viardot-García (18 luglio 1821 - 1910): Haï-luli!, mélodie (1880) su testo di Xavier de Maistre. Cecilia Bartoli, mezzosoprano; Myung-Whun Chung, pianoforte.

Je suis triste, je m’inquiète,
Je ne sais plus que devenir.
Mon bon ami devait venir
Et je l’attends ici seulette.
    Haï-luli! haï-luli!
Où donc peut être mon ami?

Je m’assieds pour filer ma laine,
Le fil se casse dans ma main…
Allons! je filerai demain,
Aujourd’hui je suis trop en peine.
    Haï-luli! haï-luli!
Qu’il fait triste sans son ami.

Si jamais il devient volage,
S’il doit un jour m’abandonner,
Le village n’a qu’à brûler
Et moi-même avec le village!
    Haï-luli! haï-luli!
À quoi bon vivre sans ami?