Aleksandr Tichonovič Grečaninov (25 ottobre 1864 - 1956): Trio con pianoforte n. 1 op. 38 (1906). Kowál-Trio.
- Allegro passionato
- Lento assai
- Finale: Allegro vivace

Aleksandr Tichonovič Grečaninov (25 ottobre 1864 - 1956): Trio con pianoforte n. 1 op. 38 (1906). Kowál-Trio.

Pierre Sancan (24 ottobre 1916 - 20 ottobre 2008): Toccata per pianoforte (1943). Werner Haas.

Glauco Velásquez (1884 - 1914): Sonata per violino e pianoforte n. 1, Delírio (1909). Emmanuele Baldini, violino; Karin Fernandes, pianoforte.
William Albright (20 ottobre 1944 - 1998): The Machine Age, « A Set of Short Piano Pieces for Our Time » (1988). Ricardo Descalzo.

Charles Ives (20 ottobre 1874 - 1954): The Celestial Railroad, « phantasy » per pianoforte (1925), ispirato dall’omonimo racconto di Nathaniel Hawthorne. Donald Berman.
Lasciato inedito dall’autore, questo brano presenta particolari motivi di interesse in quanto strettamente collegato a altre composizioni ivesiane, segnatamente la Sonata per pianoforte n. 2 e il II movimento della Quarta Sinfonia.

Francisco Guerrero Marín (1951 - 19 ottobre 1997): Coma Berenices per orchestra (1996). Orquesta Sinfónica de Galicia, dir. José Ramón Encinar.
Marc-André Hamelin (1961): Studio per pianoforte n. 2, Coma Berenices (2008). Esegue l’autore.

Fryderyk Chopin (1810 - 17 ottobre 1849): Preludio in la minore op. 28 n. 2 (1831). Evgenij Kisin, pianoforte.
Questo Preludio è stato a lungo considerato la più problematica composizione di Chopin: per le arditezze armoniche dell’accompagnamento, per la staticità della melodia (quattro volte ripetuta con varianti quasi inavvertibili), per la sconsolata mestizia dell’insieme. «Nel Preludio in la minore Chopin supera la sua epoca di intere decine d’anni», osserva Józef Chomiński; e Casella vi scorge appunto un’impressionante analogia con il preludio alla seconda parte del Sacre du printemps di Stravinskij.
Si è riconosciuta nella desolata melodia del secondo Preludio la citazione di un canto rituale di nozze polacco, intitolato Chmiel (Il luppolo), sul quale Chopin improvvisò più volte in pubblico.

NB: salvo diversa indicazione, i testi inseriti negli articoli dedicati a Chopin nel presente blog sono tratti dal volume Chopin: Signori il catalogo è questo di C. C. e Giorgio Dolza, Einaudi, Torino 2001.
Walter Niemann (10 ottobre 1876 - 1953): Concerto da camera n. 1 per pianoforte e archi op. 153 (1941). Joseph Müller-Mayen, pianoforte; Rundfunkorchester des Südwestfunks, dir. Emmerich Smola.
Tōru Takemitsu (8 ottobre 1930 - 1996): リヴァラン – Riverrun per pianoforte e orchestra (1984). Noriko Ogawa, pianoforte; BBC Philharmonic Orchestra, dir. Juanjo Mena.
Il titolo del post di oggi mi è stato ispirato da un interessante articolo di Tom Service dedicato a Takemitsu.

Florent Schmitt (28 settembre 1870 - 1958): Ombres, 3 pezzi per pianoforte op. 64 (1913-17). Vincent Larderet.

Eric Whitacre (1970): Cloudburst per voce recitante, coro, pianoforte e percussione (1991-95) su testo di Octavio Paz (da El cántaro roto, adattato). Brigham Young University Singers, dir. Ron Staheli.
La lluvia,
ojos de agua de sombra,
ojos de agua de pozo,
ojos de agua de sueño.
Soles azules, verdes remolinos,
picos de luz que abren astros
como granadas.
Dime, tierra quemada, ¿no hay agua?
Hay sólo sangre, sólo hay polvo,
¿hay sólo pisadas
de pies desnudos sobre la espina?
La lluvia despierta.
Hay que dormir con los ojos abiertos,
hay que soñar con las manos,
soñemos sueños activos de río buscando su cauce,
sueños de sol soñando sus mundos,
hay que soñar en voz alta,
hay que cantar hasta que el canto eche
raíces, tronco, ramas, pájaros, astros,
hay que desenterrar la palabra perdida
recordar que dicen sangre, la marea,
la tierra y el cuerpo,
volver al punto de partida.
La lluvia.

George Frederick Pinto (25 settembre 1785 - 1806): Sonata per pianoforte in mi bemolle minore op. 3 n. 2 (1803). Míceál O’Rourke.
Ernesto Nazareth (1863 - 1934): Ouro sobre azul, tango brasileiro (c1915). Miriam di Pasquale Baumann, pianoforte.

Arnold Schoenberg (13 settembre 1874 - 1951): Suite per pianoforte op. 25 (1921-23). Paul Jacobs.
« I primi pezzi dodecafonici furono alcuni tempi della Suite per pianoforte [op. 25], composti nell’autunno del 1921. Il vero significato della mia ricerca mi si palesò attraverso questi pezzi. lo mi ero inoltrato inconsciamente per questa via, e l’avevo scoperta attratto da una meta: quella dell’ordine e della disciplina formale. Come potete osservare non si trattava di una via diritta, nè essa, come accade sovente nelle correnti artistiche, era stata sollecitata dal desiderio di originalità. Personalmente provo repulsione all’essere considerato un rivoluzionario, appunto perché non lo sono. Dai miei esordi ho posseduto una disposizione per la forma, basilare e sviluppata, e una forte ripugnanza verso le esagerazioni. Non si tratta di un ritorno all’ordine, giacché non vi fu mai disordine, ma, al contrario, di un’ascesa verso un ordine più alto e migliore » (Arnold Schoenberg, lettera a Nicolas Slonimsky del 3 giugno 1937).
La serie dodecafonica su cui si fonda la Suite op. 25 è MI–FA–SOL–RE♭–SOL♭–MI♭–LA♭–RE–SI–DO–LA–SI♭.

Piotr Maria Lachert de Peslin (5 settembre 1938 - 18 settembre 2018): Concerto sereno per pianoforte a 4 mani e orchestra (2005). Estibaliz Gastesi e Márcio Bezerra, pianoforte; Palm Beach Atlantic University Symphony Orchestra, dir. Lloyd Mims.
I.
II. [9:20]
III. [12:56]

Edvard Grieg (1843 - 4 settembre 1907): Fra Holbergs tid (Dai tempi di Holberg), «suite in stile antico» per pianoforte op. 40 (1884); composta per celebrare il bicentenario della nascita dell’umanista danese Ludvig Holberg. Torhild Fimreite.
Grieg: Fra Holbergs tid, trascrizione per orchestra d’archi (1884-85). Berliner Philharmoniker, dir. Herbert von Karajan.

Renato Brogi (1873 - 25 agosto 1924): Valse triste per pianoforte. Giuseppe Bruno.
Reynaldo Hahn (9 agosto 1874 - 1947): Le Ruban dénoué, 12 valzer per 2 pianoforti (1915). Huseyin Sermet e Kun Woo Paik.
« Cette série de valses a occupé quelques-uns de mes mornes loisirs en ces derniers mois. Je ne m’en exagère pas la valeur musicale. Mais j’ai tenté d’y fixer des instants qui auront compté dans ma vie » (Reynaldo Hahn).

Mildred Couper (1887 - 9 agosto 1974): Dirge per 2 pianoforti a quarti di tono (1937). Carl Witt e Anatoly Larkin.

Ignaz Anton Ladurner (1° agosto 1766 - 1839): Sonata in do minore per pianoforte a 4 mani op. 6 (c1800). Ayami Ikeba e Marlies Nussbaumer.
Introduzione :
– Grave
– Pastorale: Andantino [0:55]
Sonata :
– Allegro brillante [1:42]
– Polac[c]a [7:12]
– Pastorale: Allegretto [12:41]
Ladurner era nato a Aldino (oggi in provincia di Bolzano) e visse a lungo in Francia, dove arrivò alla vigilia della Rivoluzione e per qualche tempo fece parte fra l’altro, come organista, dell’orchestra di corte di Napoleone. Pare che fosse un formidabile didatta, capace di tener lezione anche per quindici ore al giorno. Elaborò uno stile compositivo personale, e questa Sonata ne dà la misura.

Georg Friedrich Händel (1685 - 1759): Sarabanda, dal III atto dell’opera Almira HWV 1 (1705). Akademie für Alte Musik Berlin, dir. Bernhard Forck.
Franz Liszt (1811 - 31 luglio 1886): Sarabande und Chaconne aus dem Singspiel «Almira» von Georg Friedrich Händel per pianoforte S 181 (1879). Joel Hastings.

Manuel Infante (29 luglio 1883 - 1958): Sevillana per pianoforte (1922). L’esegue José Iturbi (1895 - 1980), dedicatario della composizione.
Johann Sebastian Bach (1685 - 28 luglio 1750): Passacaglia e Fuga in do minore BWV 582. Karl Richter, organo.
Trascrizione per pianoforte di Igor Žukov eseguita dal trascrittore.
Trascrizione per pianoforte di Krystian Zimerman eseguita dal trascrittore.
Trascrizione per orchestra di Ottorino Respighi. Royal Philharmonic Orchestra, dir. Andrew Litton.
Trascrizione per orchestra di Leopold Stokowski. International Festival Youth Orchestra diretta dal trascrittore.
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Ferruccio Busoni (1866 - 27 luglio 1924): 24 Preludi per pianoforte op. 37 (1880-81). Geoffrey Douglas Madge.

John Field (26 luglio 1782 - 1837): Concerto per pianoforte e orchestra n. 5 in do maggiore, L’Incendie par l’orage (1817). Miceal O’Rourke, pianoforte; London Mozart Players, Matthias Bamert.
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Domenico Scarlatti (1685 - 23 luglio 1757): Sonata in mi maggiore K 380 (pubblicata postuma in Oeuvres de Clementi V, 1804, n. 5). Scott Ross, clavicembalo, e Emil Gilels, pianoforte.
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Gustav Lange (1830 - 20 luglio 1889): Dein Eigen, notturno in la bemolle maggiore per pianoforte op. 54 (1869). Gamma1734.

Ramin Djawadi (19 luglio 1974): Light of the Seven, dalla colonna sonora della serie televisiva Il trono di spade. Coro e Orchestra filarmonica di Praga, dir. Evan Jolly.
Il brano accompagna la scena iniziale («Scena del processo») del 10° episodio della 6a stagione (2016) del celebre sceneggiato prodotto da HBO.


Pauline Viardot-García (18 luglio 1821 - 1910): Haï-luli!, mélodie (1880) su testo di Xavier de Maistre. Cecilia Bartoli, mezzosoprano; Myung-Whun Chung, pianoforte.
Je suis triste, je m’inquiète,
Je ne sais plus que devenir.
Mon bon ami devait venir
Et je l’attends ici seulette.
Haï-luli! haï-luli!
Où donc peut être mon ami?
Je m’assieds pour filer ma laine,
Le fil se casse dans ma main…
Allons! je filerai demain,
Aujourd’hui je suis trop en peine.
Haï-luli! haï-luli!
Qu’il fait triste sans son ami.
Si jamais il devient volage,
S’il doit un jour m’abandonner,
Le village n’a qu’à brûler
Et moi-même avec le village!
Haï-luli! haï-luli!
À quoi bon vivre sans ami?
